
Negli Usa la raccolta e riciclo dell’acqua piovana, sebbene non sia materia regolamentata in tutti gli stati, è una pratica parecchio diffusa. Dunque anche Los Angeles si mette in linea con questa pratica e il Department of Public Works ha recentemente approvato un decreto che impone la raccolta della piogge e che entro il 2011 diverrà Legge.
Il progetto oltre a incoraggiare l’uso di serbatoi di stoccaggio dell’acqua piovana promuove la gestione sensata delle acque con misure semplici quali le deviazioni delle precipitazioni in giardino, o una pavimentazione permeabile. Le novità coinvolgono diregttamente il settore edilizio e se i costruttori non rispettano le procedure richieste per il recupero dell’acqua piovana si beccano una multa da 13 dollari a gallone di acqua sprecata. Questa tassa servirà a finanziare i progetti del riuso sostenibile delle acque.
Paula Daniels a capo della Board of Public Works, che ha inizialmente redatto l’ordinanza lo scorso luglio, ha spiegato che grazie alle nuove soluzioni si andranno a risparmiare oltre 104 milioni di galloni di acqua che diversamente sarebbero sprecate finendo in mare.
Via | TreeHugger, Ecolocalizer
Foto | TreeHugger
Ecodazoo, realizzato da un giovane web designer giapponese già vincitore di numerosi premi, è una delle modalità più divertenti, in rete, per insegnare ad amare l’ecologia ai bambini. Interattivo, in 3D, con la possibilità di cambiare prospettiva in ogni momento, il sito è popolato da personaggi che sembrano usciti dalla matita di Hayao Miyazaki, il pluripremiato autore, regista e scenaggiatore- fra gli altri - de “La città incantata”.
Appesi ad un albero, tra il gorgheggio degli uccellini e lo sciabordio dell’acqua, i 5 “padroni” di casa - una capretta, un canguro, un baco da seta, una rana pescatrice e Mr. Kappa Field, tenero omaggio alla cultura giapponese che rappresenta uno yokai, uno spirito dei corsi d’acqua - ci aspettano per spiegarci il loro mondo attraverso semplici e suggestivi libri pop-up. Sarà divertente seguirli fino alla cima del loro albero e guardare una pietra blu che raffigura le stelle, il sole, la luna leggendo i semplici testi in inglese. Un inno alla semplicità e all’infanzia.
Foto | Flickr
Greenpeace difende il tonno rosso dall’estinzione pubblicando una classifica, la Rompiscatole, particolarmente utile, per imparare ad acquistare scatolette di tonno prodotte secondo un criterio di pesca sostenibile. La classifica è disponibile sul sito tonnointrappola, che per ogni marchio fornisce la scheda di rilevazione e qui in pdf.
Spiega Greenpeace:
Abbiamo valutato 14 dei marchi di tonno in scatola più famosi in Italia e ben 11 finiscono “in rosso” perché non sono in grado di garantire la sostenibilità del proprio prodotto. Zero in pagella per MareAperto STAR, Consorcio e Nostromo. Meglio per Coop, ASdoMar e Mare Blu!
Greenpeace ha inviato alle aziende un questionario in cui, appunto, richiedeva informazioni sui metodi di pesca adottati o tollerati e sulle qualità di tonno usate per conoscere l’effettiva sostenibilità del prodotto. Le sorprese, ovviamente non sono mancate e alcune aziende non conoscevano l’origine del tonno che poi inscatolavano.
Continua a leggere: Tonno in scatola: scopri quello sostenibile
Un nuovo materiale atossico, trasparente, altamente flessibile e assolutamente ecologico è stato realizzato dalla Japan Science and Technology Agency (JST). L’Agenzia, nota per l’implementazione delle scienze e della tecnologia nel Paese del Sol Levante, ha dato una forma (gommosa!) all’acqua creando un materiale innovativo e salutato dalla rivista Nature con grande interesse.
L’acqua “elastica”, come soprannominata dai suoi stessi inventori, consiste in un polimero composto per oltre il 95% da molecole di H20 cui vengono aggiunte microscopiche quantità di argilla e di altre sostanze organiche naturali. Il materiale così prodotto risulta essere altamente funzionale a uno sviluppo su larga scala anche per i bassi costi delle materie prime.
L’ “acqua elastica” troverà applicazione (forse proprio a partire dalla fine del 2010) nell’ambito della chirurgia e della medicina grazie all’altissimo grado di affidabilità, flessibilità e alla pressocché totale mancanza del rischio di rigetto. Molto presto, tuttavia, attraverso minime variaziani “dell’impasto”, il materiale potrebbe essere utilizzato anche per usi completamente diversi e più “commerciali” (buste per la spesa, prodotti per la casa, ecc.) scongiurando, però, i problemi tipici di smaltimento dell’odiosa plastica. Del resto, il Giappone aveva già mostrato la propria sensibilità nella questione della riduzione dei rifiuti attraverso, qualche anno fa, il caso di Kamikatsu, il “paese a rifiuti zero”, totalmente privo di inceneritori o discariche ma che attraverso il costante impegno della popolazione locale - ricompensata con dei biglietti della lotteria - garantisce una gestione ottimale dei rifiuti attraverso perfette e diffuse pratiche di riciclaggio e compostaggio…
Via| akihabaranews
Foto | akihabaranews
La notizia l’ho sentita stamattina su Ecoradio: le cicche di sigaretta inquinano più delle bottiglie di plastica. Dietro l’annuncio uno studio dell’Enea che sottolinea che per le cicche andrebbe adottata la raccolta differenziata in quanto inquinano l’ambiente al pari dei rifiuti tossici.
Le cicche di sigaretta sono per il 40% i rifiuti tossici presenti nel Mar Mediterraneo, mentre le bottiglie di plastica sono presenti per il 9,5%, i sacchetti di plastica per l’8,5% e le lattine di alluminio per il 7,6%.
Ma quali sono le sostanze inquinanti contenute nelle sigarette? Spiega Ecoradio:
Foto | Flickr
Ce la ricordiamo nella saga di Alien come di una spietata combattente di extraterrestri onnivori e malefici. Ora Sigourney Weaver, dopo molti film e una nomination all’Oscar, ha deciso di fare qualcosa di concreto per l’ambiente e come molti altri colleghi di Hollywood ha sposato una causa: l’acidificazione degli oceani. Così ha deciso di prestare la sua voce al film-documentario Acid Test, che ha presentato nei giorni scorsi a New York e che informa sull’altro aspetto degli effetti collaterali dell’aumento di CO2 nell’atmosfera dato dall’aumento del grado di acidità nelle acque degli oceani.
Il film originariamente è andato in onda su Discovery Green Planet mentre la Weaver ha partecipato nei giorni scorsi a New York alla presentazione del film-documentario voluto da Natural Resources Defense Council. Una copia del film è stata data al Senatore Frank Lautenberg che dopo averlo visto ha chiesto che una copia fosse inviata a ogni suo collega. Il Senatore Lautenberg e poi andato oltre portando il problema dell’acidificazione degli oceani in un audizione in Senato.
Via | The Daily Green
Il Marocco si pone alla testa dei paese africani per la tutela dell’ambiente: è quanto emerge dalle consultazioni effettuate in questi giorni e che porteranno, entro il mese di marzo, alla redazione di una Carta Ambiente da parte dell’esecutivo.
Istruzioni precise al Governo in merito alla questione sono state rilasciate dal sovrano Mohamed VI a più riprese, durante gli scorsi mesi e rientrano nell’ambito di un più ampio programma di tutela ambientale che passa anche per la riduzione dell’uso dei sacchi in polietilene a favore di altri imballaggi più ecologici.
La svolta verde del Marocco, in realtà, non costituisce soltanto la necessaria risposta al problema dei cambiamenti climatici e alla necessità di fondare uno sviluppo che sia anche sostenibile, ma affonda le proprie motivazioni nello stesso Corano e nei precetti islamici che ne costituiscono il fondamento. L’esistenza dell’individuo, infatti, viene qui precisato che debba essere dedicata alla preservazione della vita umana, alla protezione dell’ambiente e alla moderazione nell’uso delle sue risorse. Di fatto, un piccolo breviario sulla sostenibilità che esprime la maggiore lungimiranza del passato riguardo alla tutela e al rispetto della natura.
La questione è di interesse nazionale. E ciascuna delle 16 regioni del Marocco dovrà presto dotarsi di un osservatorio ad hoc in partenariato con le autorità centrali per monitorare la situazione e, insieme, proporre eventuali misure di tutela. In questo modo, scienziati, ricercatori, esponenti di varie ONG e della pubblica amministrazione, nonché privati cittadini e professionisti saranno coinvolti in maniera trasversale e a tutti i livelli per effettuare le necessarie proposte in un’ottica di ampio coinvolgimento della popolazione locale.
Via | Magherebinfo
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La regione Piemonte è una di quelle che per prima hanno adottato in Italia un sistema di distribuzione di detersivi alla spina: è dal 2006 che il Piemonte promuove la distribuzione dei detersivi sul territorio attraverso le grandi catene di supermercati. La Regione promuove ed incentiva l’uso anche tra i cittadini e monitora costantemente il progetto.
Tra i vari dati relativi alla distribuzione dei detersivi alla spina, ve ne è uno davvero significativo: il progetto ha permesso di risparmiare circa 550 mila bottiglie di plastica in 3 anni, perché le bottiglie di plastica non sono soltanto quelle dell’acqua che beviamo.
Il numero di bottiglie di plastica risparmiate equivale a più di 33 tonnellate di plastica e ad un risparmio di emissioni in atmosfera di 92,2 tonnellate di CO2. Un ottimo risultato considerato che i distributori di detersivo in Piemonte sono 45: speriamo che il numero delle bottiglie di plastica risparmiate possa aumentare grazie al contributo dei cittadini.
via | regione piemonte
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I colleghi di yacht&sail mi segnalano dell’incidente avvenuto al trimarano EarthRace, ribattezzato da poco Ady Gil, dell’associazione animalista Sea Shepherd Conservation Society impegnato in azioni di disturbo contro le baleniere che con la scusa degli esperimenti scientifici catturano i mammiferi.
Nelle immagini la sequenza dello speronamento da parte della baleniera giapponese Shonan Maru 2 . La piccola imbarcazione in carbonio degli attivisti soccombe sotto la prua della nave più grossa e viene spaccata a metà.

Dopo il “disastro di Natale”, l’alluvione che ha affogato mezza Toscana, con un’ondata di maltempo pronta a ingrossare nuovamente i fiumi, Lucca e Pistoia hanno chiesto lo stato di calamità.
Il disastro di Natale ha evidenziato l’ altissimo rischio idrogeologico del territorio, colpito in meno di 24 ore da 108 frane su strade comunali, 24 frane su strade provinciali; l’alluvione ha costretto 53 famiglie ad abbandonare le proprie case, mentre 13 frazioni sono isolate a causa del maltempo e della pioggia.
Alle città e ai cittadini colpiti non resta che avere fiducia nelle parole di Bertolaso, responsabile del Dipartimento di Protezione Civile, che ha assicurato che le città colpite non saranno abbandonate. Il che significa fondi per interventi urgenti, per arginare le condizioni di rischio e fondi per la messa in sicurezza del territorio per il ripristino delle condizioni di viabilità e della rete idraulica distrutta.
Lo stato di allerta è altissimo, perché si attendono nuove ondate di precipitazioni e maltempo, mentre si cerca di mettere in sicurezza le zone più colpite. Bertolaso tornerà in Toscana dopo il 6 gennaio, e forse nominerà un commissario straordinario, così come fece in occasione del disastro ferroviario di Viareggio.
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