Unlearning, un’altra vita è possibile

Originale, divertente, solare e allo stesso tempo riflessivo, propositivo, costruttivo, Unlearning di Lucio Basadonne è una delle più belle sorprese di Cinemambiente 2015. Lucio, Anna e Gaia decidono di prendersi sei mesi sabbatici e di percorrere, videocamera alla mano, l’Italia alla ricerca di chi ha scelto strade estranee al conformismo, sia dal punto di vista esistenziale che da quello educativo e scolastico.

Il risultato è un “familydriven” divertentissimo, caratterizzato da uno stile videoclipparo, da un ampio utilizzo della camera a mano, un gran ritmo di montaggio e un’estetica volutamente "obliqua". L’impressione è che quella scelta da Basadonne sia l’unica estetica possibile per raccontare vite libere dai vincoli, dalle regole e dalle costrizioni.

Nel viaggio dei tre protagonisti si incontrano gli abitanti di alcuni ecovillaggi, madri che scelgono per i loro figli la scuola familiare, steineriana o libertaria, pastori e allevatori con un passato impiegatizio (felicemente) alle spalle, persone che vivono in prossimità della natura e rifiutano la società dei consumi.

Lucio e la sua famiglia, sfruttando tutte le possibilità della sharing economy – dal ride sharing di BlaBlaCar al couch surfing, dal lavoro barattato con l’ospitalità grazie a Workaway e Wwofing alla casa prestata grazie a Homelink, dalle cene scambiate con Gnammo ai baratti ultimati grazie a Reeose – sono riusciti a spendere appena 600 euro in tre nei sei mesi del loro viaggio lungo 5821 km.

Un documentario e un viaggio fatti per “disimparare” il pensiero dominante e guardare con occhio critico all’educazione (sia essa famigliare, scolastica o mediatica) che (ci) propina il Pil come indicatore di benessere e felicità, il lavoro fisso come sinonimo di sicurezza e la prima casa come pilastro della stabilità famigliare.

Foto | Cinemambiente

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