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Tutti gli articoli con tag enea

Le etichette energetiche di frigoriferi spesso mentono

pubblicato da Nestor Carnevali


Le etichette energetiche dicono sempre la verità? Pare proprio di no, almeno stando ad una ricerca commissionata dall’Unione Europea ad Enea. I dati sui 5 elementi indicati (efficienza energetica, consumo di energia, volume netto, capacità di congelamento e tempo di risalita della temperatura) in un test su 80 fra frigoriferi e congelatori in vendita comunemente nei negozi europei si sono rivelati non rispondenti al vero, ovviamente con risultati sempre in sfavore del consumatore (e dell’ambiente).

Soltanto il 44% dei prodotti esaminati, meno della metà, avevano un’indicazione nell’etichetta rispondente al vero. Un po’ meglio se si guarda ai prodotti presenti sul mercato italiano con una percentuale di “fedeltà” del 60%. Ancora meglio se si guarda soltanto ai due parametri che misurano l’efficienza energetica e il consumo annuo medio stimato con l’80% dei prodotti che rispettavano le attese. Rimane comunque un problema se l’etichetta che i consumatori utilizzano per orientarsi nell’acquisto non è veritiera nel 100% dei casi.

Scaricando questo PDF, con un po’ di attenzione, potete verificare se il vostro frigorifero (o quello che intendete acquistare in futuro) ha un’etichetta energetica mendace o meno. Come al solito le regole si trovano a rincorrere le aziende. Per quale motivo non affidare quelle misurazioni sin dall’inizio ad organismi indipendenti invece che commissionare ricerche a posteriori quando “i buoi sono già scappati dalla stalla“?

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Ecoblog alla Festa del Cinema di Roma: il mozzicone di sigaretta? Infilalo in tasca

pubblicato da Cristiana Salvagni

Un posacenere tascabile distribuito alla Festa del Cinema di Roma

Il mozzicone di sigaretta? Invece che gettarlo per terra è meglio infilarselo in tasca. È questo il messaggio eco lanciato alla Festa del Cinema di Roma con la distribuzione all’Auditorium Parco della Musica di piccole bustine tascabili in plastica e stagno che altro non sono che posacenere tascabili.

Così recita lo slogan stampato sul retro della bustina marchiata dalla JTI azienda internazionale nel settore del tabacco:

Se ami la tua città i mozziconi mettili qua: lo usi, lo lavi, lo riutilizzi.

Mentre i dispenser, sparsi in giro, consigliano:

Fai un gesto da protagonista. Rispetta l’ambiente con questo posacenere tascabile.

Poi ne elencano i pregi: pratico perché lo porti sempre con te; ecologico perché lo svuoti a casa o nei contenitori pubblici; pulito perché lo puoi lavare e riutilizzare più volte.

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Prove di fusione nucleare a Frascati

pubblicato da Marina

Ricercatori a lavoro a Frascati per gli esperimenti di fusione nucleare

Frascati non è solo una graziosa cittadina famosa per il suo vinello, ma è sede dei laboratori dell’Enea Fusione e forse passerà alla storia anche per essere una delle città in cui è stata realizzata la fusione nucleare. I risultati dell’esperimento condotto a luglio sono stati pubblicati Nuclear Fusion di agosto.

Riferisce Il Tempo che proprio tra le colline di Frascati:

Un gruppo di scienziati ha riprodotto una scarica di neutroni a 200 milioni di gradi centigradi che nello spazio di un metro passa in un lampo allo zero assoluto. È la fusione nucleare (due nuclei di idrogeno si fondono formando un nucleo più pesante di elio) una fonte di energia inesauribile e pulita (è come accendere una stella sulla Terra) in cui sono riposte le speranze dell’umanità.

Siamo nel cuore del progetto ITER, International Thermonuclear Experimental Reactor, che spiega Paola Batistoni:

Un progetto a cui partecipano Unione europea, Giappone, Russia, Stati Uniti, Cina, Corea del Sud e India. L’obiettivo è di poter disporre un giorno di un’energia che mandi in soffitta le attuali centrali nucleari a fissione e, allo stesso tempo, consenta all’uomo di emanciparsi dai combustibili inquinanti e in via di esaurimento.

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Fotovoltaico o eolico? Rinnovabili o agricoltura? Per saperlo c'è un'App...

pubblicato da Peppe Croce

Enea ha messo a punto un software per scegliere nel mondo delle rinnovabiliPassatemi il titolo e anche la foto, ma la tentazione di fare il verso alla martellante campagna pubblicitaria della Apple era troppo forte. La notizia, invece, ha a che fare con un software sviluppato dall’Enea. L’applicazione in questione serve, stando a quanto afferma l’Enea, ad azzerare o quasi i rischi di sbagliare investimento quando si progetta un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il software, infatti, analizza il microclima di un’area a scelta dell’operatore e calcola, con una approssimazione dell’1%, il rendimento di ogni impianto installato in quella zona. Inseriti i dati sull’irraggiamento solare, sul vento, la temperatura, l’umidità etc. etc. il programma svela quanto dovrebbe rendere il pannello, o la pala, in un determinato luogo. A detta dell’Enea

I comuni tools commerciali di valutazione dell’efficienza energetica possono presentare errori compresi tra il 4 e il 5%, mentre il sistema messo a punto dall’equipe ENEA presenta un margine del solo 1%. È evidente che questo dato può avere un’importante ricaduta economica e indirizzare in campo eolico, microvoltaico, solare fotovoltaico e biomasse, scelte sempre più efficaci e sostenibili sul territorio

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Eureka! Ambiente e Energia: il Concorso sui cambiamenti climatici per i ragazzi delle scuole

pubblicato da alessandra

Dell’importante ruolo della comprensione e della formazione ai fini della risoluzione dei problemi ambientali si parla sempre e si fa molto poco. Specialmente all’interno delle scuole nel nostro paese. In effetti, se raffrontate alla realtà di Stati completamente differenti – basti citare l’esempio di Cuba, in cui la raccolta differenziata rientra a pieno titolo tra gli obblighi scolastici – si possono ravvisare tutte le pecche del nostro sistema educativo. Per quest’ordine di ragioni, dunque, viene salutata con entusiasmo l’iniziativa portata avanti dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, nell’ambito dei progetti per la diffusione della cultura scientifica sulla base della legge 6/2000 che, fino alla fine di febbraio, dà la possibilità ai ragazzi delle scuole di potersi inserire nel dibattito globale sui cambiamenti climatici attraverso la partecipazione ad un concorso ad hoc: Eureka! Energia e Ambiente.

Realizzando un elaborato in formato multimediale – previo esame del CD Eureka scaribile da Internet - , infatti, i ragazzi avranno la possibilità di conoscere e, poi, di esporre il proprio personalissimo punto di vista sulla questione dei cambiamenti climatici proponendo misure contro la crescita incontrollata della domanda energetica e, in genere, sullo sviluppo di una maggiore sostenibilità nazionale.

Al bel progetto, realizzato dall’Associazione Culture and Science con la collaborazione dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas e della Terna Spa, hanno aderito l’ENEA, il GSE, la Federutility, l’Acquirente Unico e la Filca Biocasa. Insomma: se gli esperti in materia non sanno più a che santo votarsi per le nuove idee , ben vengano le proposte delle giovani leve ….

Foto | Flickr

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Roma, Anno 2050: quale energia?

pubblicato da alessandra


“Anno 2050: quale energia?” è il titolo di una mostra interattiva sulla questione energetica, realizzata da Enea a Roma, presso la Centrale Montemartini, fino al 18 ottobre. E’ di questi giorni la notizia del dibattito aperto sulle innumerevoli proposte, più o meno fantasiose, di geo-ingegneria finalizzate a tutelare l’ambiente e a ridurre l’impatto devastante del global warming sul nostro pianeta, deresponsabilizzando, in questo modo, Stati e cittadini sui propri consumi e scelte.

Così, si passa dal disegno di buttare ferro negli oceani per garantire la moltiplicazione di alghe e plancton alla costruzione, in senso letterale, di una nuvola di zolfo che crei un simpatico ombrello per ridurre il calore e le radiazioni solari al suolo: persino il buon Isaac Asimov, a fronte di queste congetture, parrebbe un novellino! Eppure la soluzione per arrivare al 2050 – anno in cui secondo le proiezioni potremmo essere 9,2 miliardi di esseri umani– senza aver rinunciato a tutte le fette della nostra meravigliosa “arancia blu” e senza aver scomodato tali fantasiosi geo-ingegneri esiste e va ricercata nelle energie rinnovabili. E’ questa l’idea alla base dell’iniziativa.

Il percorso della mostra permette di girovagare fra pannelli, video e installazioni interattive insieme a scienziati ed esperti divulgatori pronti a rispondere ad ogni tipo di domanda, scivolando tra macchine e aggeggi vari che non chiedono altro che di essere toccati e sperimentati in un contesto da laboratorio vero e proprio in cui ragionare su un futuro in cui le scelte di consumo del singolo ricadranno necessariamente sull’ecosistema tutto. Anno 2050: quale energia? Diventa così il modo per sottolineare l’importanza di agire ora per garantire all’umanità un futuro sostenibile.

Foto | Flickr

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L'informazione italiana ed il nucleare

pubblicato da Roberto Bosio

mr burns

Nell’informazione sul nucleare non si fa cenno a nulla che possa mettere in difficoltà anche il più convinto nuclearista. Ad esempio che ha costi proibitivi, molto più alti del risparmio e dello sviluppo delle fonti rinnovabili. E dire che basterebbe citare qualche dato: per incapsulare e disporre in condizioni di sicurezza le scorie ad alto livello di radioattività, si dovranno spendere negli Stati uniti oltre 110 miliardi di dollari (al valore del 1996), in Canada 9,7 miliardi, in Francia e Germania, rispettivamente oltre 7 e 5 miliardi.

Per tentare di dare una collocazione definitiva alle scorie nucleari USA – si dice pari a 37 milioni di metri cubi – e per cercare di decontaminare le aree dove si trovano i rifiuti nucleari di origine militare, il Dipartimento dell’energia ha pensato a quello che probabilmente è il più grande e costoso progetto elaborato dall’uomo. Si pensa di impiegare da 70 a 100 anni per una spesa preventivata che dovrebbe oscillare tra i 200 e i 1.000 miliardi di dollari…

Tutte queste tra l’altro sono stime. In realtà, determinare il costo per la conservazione per migliaia di anni delle scorie è praticamente impossibile, e noi non sappiamo nulla nemmeno sul comportamento dei materiali che dovrebbero imprigionare gli elementi radioattivi. Un team di studiosi inglesi ha analizzato la struttura atomica dello zircone, un materiale ceramico naturale e durevole, prima e dopo averlo mescolato a plutonio, uranio e torio (questa era uno dei cosiddetti sistemi sicuri per conservare le scorie per migliaia di anni). Le radiazioni hanno distrutto la struttura atomica del materiale cinque volte più velocemente di quanto previsto, per cui i contenitori delle scorie potrebbero rilasciare radiazioni dopo soli 1.400 anni - e il plutonio è ancora pericoloso dopo decine di migliaia d’anni.

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Progetto Archimede, avviato in Sicilia il primo impianto al mondo di solare termodinamico

pubblicato da Marina

Priolo Gargallo

Pippo Gianni, assessore regionale siciliano all’Industria, ha firmato ieri il decreto di autorizzazione ai lavori per la messa in esercizio del primo impianto al mondo che mette assieme un ciclo combinato di gas e impianto solare termodinamico per fornire energia pulita. Il progetto era fermo dal 2003 ed era nato tra la collaborazione tra Enel e Enea e l’impiato si trova a Priolo Gargallo in provincia di Siracusa, accanto alle industrie del polo petrolchimico dell’Eni.

Il progetto è stato fortemente voluto anche dal premio Nobel Carlo Rubbia. L’immediato avvio dei lavori porterà entro il 2010 alla piena operatività. La produzione sarà di 5 Mw di potenza aggiuntiva da fonte solare che consentiranno di risparmiare 2400 tonnellate di petrolio e 7300 tonnellate di emissioni di CO2.

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Contoenergia anche per il termodinamico

pubblicato da Marina

L'energia solare motore del cambiamento nei consumi energeticiMentre ci raccontate le vostre esperienze in merito al “Conto Energia” fotovoltaico, la Conferenza Unificata Stato Regioni ha approvato il decreto ministeriale che, attuando l’art. 7 del Dlgs 387/2003, riconosce per 25 anni una tariffa incentivante per la generazione di energia elettrica da impianti solari termodinamici, ammettendo in Finanziaria un fondo di 20 milioni di euro.

Il passo successivo è il via libera del Consiglio dei Ministri, che dovranno deliberare per l’obiettivo di potenza nominale di circa 200 MW da installare entro il 2016. Per ora gli accordi sono tra il Ministero dell’Ambiente e le regioni di Puglia, Calabria, Lazio e Sardegna per la costruzione delle prime centrali basate sulla tecnologia del solare termodinamico.

Come conseguenza di qusta approvazione è stato “rispolverato” il “Progetto Archimede” ideato dal premio Nobel Carlo Rubbia, per la costruzione, presso la centrale Enel di Priolo Gargallo in provincia di Siracusa, di un impianto sperimentale, realizzato da Enel ed Enea, che utilizza il solare termodinamico integrandolo con un ciclo combinato di gas.

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Stampelia, il lampione hi-tech

pubblicato da Uscia

lampione fotovoltaico. Foto EneaStampelia, questo è il nome del lampione hi tech di ultima generazione realizzato dall’Enea di Portici e presentato al World Future Energy Summit, fiera internazionale dell’energia rinnovabile che si è svolta ad Abu Dhabi dal 21 al 23 gennaio e alla quale hanno partecipato 180 espositori provenienti da tutto il mondo.

Il nome di questo ultimo ritrovato tecnologico proviene dalla somiglianza con un fiore tropicale, è di forma pentagonale, composta da cinque moduli semitrasparenti ciascuno con una potenza di 128 Wp. La luce prodotta da LED viene riflessa e diffusa da superfici opaline. La tecnologia utilizzata è in grado di garantire da 6 a 12 ore di funzionamento.

Il design è sicuramente l’elemento che spicca maggiorente, infatti questo prodotto non è stato solo studiato con le migliori tecnologie per la produzione di energia elettrica ma anche stando molto attenti alla possibilità di essere inserito in ogni tipo di ambiente urbano, compreso il centro storico. La ditta che si occuperà della produzione su larga scala sia a livello nazionale che internazionale è Caldani srl.

Via | Enea

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