Biscotti contaminati, i peggiori sono di uno dei marchi più acquistati: controlla se sono nella tua dispensa - ecoblog.it
Un test accende i riflettori su alcuni biscotti da colazione molto acquistati. I risultati sorprendono e invitano a controllare la dispensa.
Sono un’abitudine quotidiana, spesso associata a gesti semplici e rassicuranti come la colazione in famiglia. I biscotti, soprattutto quelli da inzuppare nel latte o nel tè, vengono percepiti come un alimento sicuro, quasi scontato. Eppure, dietro una confezione colorata e un marchio noto, possono nascondersi elementi che meritano più attenzione. Una recente analisi su alcuni dei biscotti più presenti nei supermercati italiani ha acceso i riflettori su un aspetto poco visibile, ma tutt’altro che secondario: la presenza di contaminanti legati ai processi produttivi e alle materie prime.
L’indagine ha preso in esame prodotti di marchi molto acquistati come Mulino Bianco, Saiwa, Doria, Balocco, oltre a biscotti a marchio Esselunga, Coop, Lidl, Conad ed Eurospin. L’obiettivo non era solo valutare il profilo nutrizionale, ma capire cosa si trova davvero all’interno di alimenti consumati ogni giorno anche dai più piccoli. I risultati, nel complesso, mostrano una situazione variegata, con alcuni prodotti che si distinguono in positivo e altri che invece sollevano più di una perplessità.
Cosa emerge dalle analisi sui biscotti più comuni
Il dato che ha attirato maggiormente l’attenzione riguarda l’acrilammide, una sostanza che si forma durante la cottura ad alte temperature di alimenti ricchi di amido. È proprio quel processo che rende i biscotti dorati e fragranti, ma che può generare anche composti indesiderati. Le concentrazioni rilevate non superano i valori di riferimento per gli adulti, ma in alcuni casi si avvicinano molto a quelli indicati per i bambini, un dettaglio non trascurabile considerando il consumo abituale di questi prodotti.
Accanto all’acrilammide, le analisi hanno preso in considerazione anche le micotossine, sostanze che possono svilupparsi nei cereali in fase di coltivazione o conservazione. Il quadro generale appare più rassicurante, con valori ampiamente contenuti, anche se non mancano alcune presenze che suggeriscono la necessità di controlli continui e più rigorosi lungo tutta la filiera.

Tra i biscotti “bianchi”, quelli senza ingredienti integrali, emergono due prodotti che chiudono la classifica con i risultati meno convincenti. Gli Esselunga Frollini alla panna mostrano livelli di acrilammide che, pur restando entro i parametri di riferimento, risultano elevati rispetto alla media. Accompagnati dalla presenza di alcune tossine emergenti. Ancora più critico il profilo dei Doria Bucaneve, che registrano un valore di acrilammide molto vicino alla soglia indicata per i bambini. Insieme a tracce di altre sostanze indesiderate.
Il test ha osservato anche la composizione delle ricette, evidenziando come zuccheri, grassi e additivi incidano sulla qualità complessiva. Ingredienti come olio di palma o sciroppi zuccherini restano elementi da valutare con attenzione, soprattutto in prodotti destinati a un consumo frequente.
Il messaggio che emerge è chiaro: non tutti i biscotti sono uguali e affidarsi solo al marchio o all’abitudine può non bastare. Controllare cosa si porta in tavola, alternare i prodotti e prestare attenzione alle etichette diventa un gesto di consapevolezza, soprattutto quando si parla di alimenti così presenti nella quotidianità.
