Puliamo il mondo 2013, Legambiente arriva nella Terra dei Fuochi

Ambiente Italia su Rai3 è oggi in diretta da Succivo nella Terra dei Fuochi dedica una puntata proprio a Puliamo il Mondo la manifestazione di Legambiente

Puliamo il mondo la classica manifestazione di Legambiente arriva a Succivo comune in provincia di Caserta ai confini della Terra dei Fuochi. L'obiettivo della manifestazione inventata da Legambiente chiede di impegnarsi in prima persona nell'essere cittadini attivi e nel pulire ciò che è stato sporcato. Il che è giusto e condivisibile in un Paese normale. Ma poiché l'Italia è tutto tranne appunto che un Paese normale, risulta alla luce di ciò che sta accadendo nell'ambito della Terra dei fuochi, una pretesa, quella di pulire il mondo, piuttosto sfacciata.

Ambiente Italia trasmissione televisiva su Rai 3, condotta da Beppe Rovera dedica la sua puntata proprio a Puliamo il mondo con super ospite il ministro Andrea Orlando (di un governo traballante) e dà spazio anche a tutto establishment di Legambiente al completo incluso ai politici come Ermete Realacci. I volontari servono a far muovere le amministrazioni, fa notare il presidente di Legambiente, non a far si che restino seduti.

Eh si, pulire il mondo veicola un messaggio sfacciato, perché chiede di non sporcare la casa in cui si abita, ossia l'ecosistema che noi abitiamo. Ieri due manifestazioni si sono avute nella Terra dei fuochi la prima contro l'inceneritore a Giugliano, e la mega manifestazione a Casal di Principe. Ma come fa notare Rosaria Capacchione giornalista anticamorra e oggi Senatrice Pd da un suo twitter:


Fondamentalmente c'è un problema molto serio, la Terra dei fuochi si innesta in un territorio molto ricco di produzione agricola e per cui si sta avendo un effetto boomerang rispetto al crollo della credibilità dei prodotti agricoli e anche di specialità come la mozzarella di bufala campana dop.

Il ministro De Girolamo dalle pagine de Il Mattino (di Adolfo Pappalardo pag. 11 del 28 settembre 2013) dice:

Ho firmato un decreto con il quale è stato istituito un osservatorio roghi dove sono coinvolti i ministeri dell'Ambiente e della Sanità. E proprio all'articolo 2 si prevedono di elaborare proposte e strategie per la salvaguardia del territorio campano interessato dai roghi. Per prima cosa potenziando il monitoraggio su queste zone per individuare i colpevoli, avere un presidio forte sul territorio e elaborare un piano di conversione produttiva sui terreni malati con colture no food.

Ma il passo successivo sarà la dichiarazione dello Stato di emergenza, probabilmente frenato dalla crisi di Governo in atto. Ma gli Stati di emergenza alla Campania non hanno mai portato fortuna.

Foto | Legambiente Onlus su Twitter

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