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Ebola, Médecins sans frontières denuncia l’inazione globale

La presidente Joanne Liu ha chiamato gli Stati alle proprie responsabilità

Ieri, martedì 2 settembre, in un discorso tenuto al Palazzo di vetro dell’Onu di New York, la presidente di Médecins sans frontières, Joanne Liu, ha denunciato con toni molto aspri l’inazione della comunità internazionale di fronte all’emergenza ebola nell’Africa Occidentale.

Nel suo intervento Liu ha parlato di un mondo sull’orlo di “perdere la battaglia” per arginare la più grave epidemia di ebola della storia. La presidente di Msf ha chiamato in causa gli Stati:

L’8 agosto l’Oms ha dichiarato che questa epidemia rappresenta un’urgenza di sanità pubblica di portata mondiale, ma ciò non ha dato luogo a una risposta significativa. Di fatto, gli Stati hanno raduntao una sorta di coalizione mondiale dell’inazione.

La president di Médecins sans frontières ha esortato la comunità internazionale a finanziare ospedali da campo e a inviare in Guinea, Sierra Leone e Liberia personale medico qualificato.
Secondo il dottor David Nabarro, l’urgenza mondiale generata dal propagarsi del virus “necessita di una coalizione inusuale”.

Msf ha posto l’accento sulla situazione di Monrovia, nella quale sarebbero necessari 800 letti supplementari: ogni giorno, infatti, i medici di Msf presenti nella capitale della Liberia sono costretti a respingere nuovi malati. Questo fa sì che i malati muoiano nelle proprie comunità aumentando il pericolo di contagio.

Al 26 agosto i casi di malattia documentati dall’Oms sono 3069 e i morti sono stati oltre 1550. Con questo ritmo il contagio potrebbe interessare 20mila persone.

Via | Le Monde

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