Dopo il no al referendum, Renzi a New York per parlare di sviluppo sostenibile

ITALY-GOVERNMENT-RENZI

Fra i punti cruciali dell’accordo di Parigi che verrà firmato venerdì 22 aprile e che vedrà Matteo Renzi nel ruolo di rappresentante dell’Italia, ci sono i fondi che i paesi di vecchia industrializzazione erogheranno (a partire dal 2020) per diffondere le tecnologie delle fonti pulite e per decarbonizzare l’economia. Il Presidente del Consiglio sarà chiamato a interpretare sulla scena internazionale un ruolo opposto a quello che ha interpretato fino a ieri sera, quello di principale “sabotatore” del quorum della consultazione referendaria sullo stop anticipato delle trivelle entro le 12 miglia.

Ma attenzione perché sul sito di Palazzo Chigi si legge che

Giovedì 21, a New York, Renzi sarà all’Onu dove interverrà al Dibattito ad alto livello sugli obiettivi per lo sviluppo sostenibile (ore 15, ora locale).

Se le preposizioni hanno ancora un valore “per” sta per “a favore”.

Che cosa potrà dire nel “dibattito di alto livello” che possa essere minimamente coerente con il comportamento inequivocabilmente a favore delle energie fossili espresso nei suoi primi 26 mesi di Governo e, in maniera più appassionata, nell’ultima settimana è un nodo che verrà sciolto solamente con il suo intervento.

L’evidenza dello scarto fra il Renzi rottamatore e “green” della sua ascesa a Palazzo Chigi e il Renzi supporter dell’industria delle energie fossili era già stata messa in luce su Polisblog nell’imminenza della consultazione referendaria. Ora, fuori dai confini nazionali, al premier toccherà interpretare un nuovo ruolo, sconfessandosi a pochi giorni dalla sua forte presa di posizione a favore dell’industria estrattiva.

Via | Palazzo Chigi

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