In Russia embargo sulla carne bovina, suina e di tacchino proveniente dagli Stati Uniti

Gli hamburger di Burger King e le lasagne Findus hanno scoperchiato il vaso di Pandora della sicurezza alimentare, l’effetto domino che ne è scaturito si sta allargando a livello globale. Lunedì scorso in Russia è entrato in vigore il divieto di importazione di carne bovina, suina e di tacchino dagli Stati Uniti a causa dell’utilizzo, negli allevamenti americani, di un additivo chiamato ractopamina.

L’additivo è vietato sia nell’Unione Europea che in Russia, anche se negli Stati Uniti è ritenuto sicuro. Ron Kirk, rappresentante del commercio degli Stati Uniti, e Tom Vilsack, segretario per l’agricoltura USA, si è detto “molto deluso” dal fatto che la Russia abbia preso tale provvedimento per sospendere tutte le importazioni di carne dagli Stati Uniti, visto che tale produzione segue “i più alti standard di sicurezza alimentare del mondo”.

La mossa della Russia chiude le porte a un business da 500 milioni di dollari all’anno e lascia supporre che dopo l’adesione alla World Trade Organisation gli allevatori russi abbiano voluto proteggere il loro mercato interno dalla marea di carne a buon mercato proveniente dagli States. Ma, probabilmente, sostiene Al Jazeera, alla base dell’embargo potrebbe esserci una rappresaglia dopo la decisione del Congresso degli Stati Uniti di approvare una legge per punire le violazioni dei diritti umani da parte dei russi. L’approvazione della legge ha raffreddato i rapporti fra le due nazioni, tanto che la Russia ha dato un severo giro di vite alle adozioni dei bambini russi in America.

Gennady Onishchenko, leader del movimento russo per la sicurezza dei consumatori, ha fatto sapere che “l’embargo su praticamente tutte le carni statunitensi sarà a lungo termine”.

Via I Al Jazeera

Foto © Getty Images

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