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Costa Concordia, nessuna tempistica sulla rimozione. E lo scafo perde idrocarburi

Arginata la perdita di idrocarburi dal relitto della Costa Concordia. Si attendono notizie sui tempi di rimozione

Nella mattinata di ieri, e per tutta la giornata, un piccolo sversamento di idrocarburi (mezzo metro cubo) proveniente dalla carcassa della Costa Concordia al largo dell’Isola del Giglio ha fatto temere il peggio prima di essere prontamente arginato, grazie ad un cordone di panne lungo 350m, e aspirato grazie al pronto intervento delle pompe galleggianti.

A causare la perdita sarebbe stata la rottura di una valvola del sistema installato a suo tempo per svuotare la nave del combustibile. Nessun danno dunque, come rende noto anche la Regione Toscana e l’Osservatorio di monitoraggio sull’emergenza al Giglio, la cui presidente Maria Sargentini ha dichiarato:

La situazione è sotto controllo.

Tuttavia in molti temono che le tempistiche per la rimozione del relitto siano ancora troppo oscure.

Si legge nel resoconto pubblicato dalla Regione Toscana:

Lo sversamento di oggi (ieri, ndr) è stato causato dal distacco di una flangia, ovvero un disco in metallo di congiunzione, di una valvola del sistema “Hot tapping” installata nel corso delle operazioni di rimozione del combustibile. La valvola è stata richiusa dai sommozzatori del consorzio, che si sono immersi a più riprese dalle dieci a mezzogiorno di stamani. La perdita era stata segnalata alle 8.40. Un paio di minuti più tardi le prime squadre erano già sul posto con le barche.

Il problema è stato risolto sostituendo la valvola danneggiata con una flangia cieca. Sui tempi di recupero del relitto invece Maria Sargentini ha spiegato:

L’Osservatorio lavora esclusivamente per rimuovere il prima possibile la nave e con il minor impatto per l’ambiente. […] Vogliamo fare presto e bene, naturalmente nei limiti della sicurezza delle persone che lavorano attorno allo scafo della nave e che non è negoziabile.

Già il Ministro Clini in passato si era lamentato per la lentezza nel recupero. Ieri al Giglio si è tenuto il Consiglio comunale aperto alla cittadinanza, alla presenza anche dei tecnici del Consorzio Titan Micoperi (incaricato da Costa Crociere) e Costa/Carnival, proprio per cercare di dare un a data alle incertezze sui tempi: ancora non è chiaro infatti, la cosa dovrebbe essere confermata entro marzo, se Titan Micoperi riuscirà a rimuovere completamente il relitto entro la fine del 2013, un problema che diventa sempre più importante da affrontare.

L’azione dell’acqua marina sul relitto infatti potrebbe, temono gli esperti, danneggiare ulteriormente il relitto e, di conseguenza, mettere a repentaglio uno degli ambienti marini più particolari del Tirreno:

Marzo sarà decisivo per capire i tempi finali. Dirlo ora sarebbe un azzardo anche se siamo impegnati a fare bene e senza risparmiare risorse. Non vogliamo compromettere un’impresa affrettando i tempi.

ha spiegato Franco Porcellacchia, direttore lavori per Costa Crociere, che ha annunciato anche la ripresa delle trivellazioni sul fondale per l’installazione delle piattaforme che serviranno a tirare su lo scafo (e questa è la buona notizia emersa ieri in Consiglio comunale); nonostante questo è ancora impossibile stabilire una tempistica: due mesi fa si parlava della fine dell’estate 2013 (entro settembre), ma le continue difficoltà (tra cui le caratteristiche geologiche del terreno) avrebbero costretto il Consorzio ad interrompere più volte le attività di recupero.

Anche l’Osservatorio ora chiede più chiarezza sui tempi, come già da settimane fa Legambiente: entro il prossimo 5 marzo, quando si verificherà una nuova riunione tecnica a Firenze; l’Osservatorio ha richiesto al Consorzio:

Un cronoprogramma delle attività per la messa in opera della piattaforma numero 1, quella che ha dato maggiori problemi, un dettaglio sulle difficoltà incontrate e i ritardi che ne sono derivati, gli esiti delle sperimentazioni autorizzate per la trivellazione del fondale.

Problemi che non riguardano solo gli ambienti marini ed i costi delle operazioni, ma anche il turismo dell’Isola del Giglio; lo ha spiegato ieri il sindaco Sergio Ortelli:

Oggi è un giorno importante perché tutto il Consiglio comunale ha potuto confrontarsi con Costa, le imprese e l’Osservatorio. Purtroppo continuiamo ad essere preoccupati perché abbiamo chiuso il 2012 con un calo del 30 per cento di turisti. […] La nostra presenza nell’Osservatorio non è in discussione ma la comunità gigliese rivendica il diritto a sapere e capire per avere certezze sul suo futuro. L’Osservatorio lavora esclusivamente per rimuovere il prima possibile la nave e con il minor impatto per l’ambiente […] vogliamo fare presto e bene: naturalmente nei limiti della sicurezza delle persone che lavorano attorno allo scafo della nave e che non è negoziabile.

Tutto rimandato a domani dunque: ma in molti dubitano che si avranno risposte certe su queste tempistiche sempre più bibliche.

Via | Regione Toscana
Foto | Flickr

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