Salumi: gli Stati Uniti aprono all’alta salumeria italiana

Decisione storica dell’Animal and Plant Health Inspection Service che apre a salami, pancetta, coppe, speck e cotechini

É una decisione storica quella presa dall’Animal and Plant Health Inspection che apre finalmente le porte del mercato statunitense all’alta salumeria italiana finora preclusa dalle rigide norme doganali a stelle e strisce. Per l’industria alimentare italiana sempre più dipendente dall’export si tratta di una notizia importantissima. A partire dal 28 maggio 2013 salami, pancette, coppe, speck, zamponi e cotechini potranno essere distribuiti e venduti nei punti vendita degli Stati Uniti.

Il provvedimento è frutto di quindici anni di lavoro portato avanti dall’Assica (Associazione Industriai delle Carni e dei salumi) per arrivare alla liberalizzazione dell’esportazione dei salumi a breve stagionatura. Le autorità americane hanno riconosciuto a pieno titolo l’indennità sanitaria della produzione salumiera di Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e delle Province autonome di Trento e Bolzano.

Secondo le stime di Assica il perdurare del blocco ha comportato, finora, mancate vendite per 2 mila tonnellate annue paria un giro d’affari di 18 milioni di euro all’anno. Secondo il Centro Studi Confagricoltura con l’apertura del mercato americano l’aumento dell’export dovrebbe essere quantificabile nel 7%. Ai prosciutti cotti e crudi e alle mortadelle si aggiunge ora un’ampia fetta dell’industria salumiera che dà lavoro a 26mila allevamenti forti di oltre 9 milioni di capi.

Determinante contributo per un  ulteriore affermazione del nostro agroalimentare di qualità sull’importante  mercato americano ma l’accordo, raggiunto grazie anche all’impegno delle nostre Autorità sanitarie, rappresenta anche per la filiera un forte valore economico, particolarmente  importante in questo momento in cui il nostro comparto suinicolo sta attraversando una delle più pesanti fasi negative degli ultimi anni,

ha sottolineato in una nota Confagricoltura. Ora il prossimo obiettivo è allargare l’autorizzazione alle altre regioni d’Italia.

Via | Confagricoltura

Foto © Getty Images

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