<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
    xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
    xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
    xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
    xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
>

<channel>
  <title>Ecoblog.it</title>
  <link>http://www.ecoblog.it</link>
  <description>Eco blog: natura, ambiente, ecologia e risparmio energetico</description>
  <pubDate>Tue, 14 Feb 2012 10:20:52 GMT</pubDate>
  <generator>http://lightpress.org/</generator>
  <copyright>2004-20012 Blogo.it</copyright>
  <language>it-it</language>


  <item>
    <title>Bye bye Brent</title>
    <link>http://www.ecoblog.it/post/8781/bye-bye-brent</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.ecoblog.it/post/8781/bye-bye-brent</guid>
    <pubDate>Wed, 22 Jul 2009 12:00:14 GMT</pubDate>
    <dc:creator>giancarlo</dc:creator>
    <comments>http://www.ecoblog.it/post/8781/bye-bye-brent#comments</comments>
    <slash:comments>22</slash:comments>
    <category>carburanti</category><category>agenzia internazionale dell'energia</category><category>bp</category><category>brent</category><category>declino</category><category>mare del nord</category><category>petrolio</category><category>world energy outlook</category>
    <description>Secondo British Petroleum la produzione di petrolio del mare del Nord diminuirà del 9% nel 2009, il doppio del declino stimato della produzione petrolifera del Regno Unito. La produzione dai pozzi BP in[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F8781%2Fbye-bye-brent" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F8781%2Fbye-bye-brent" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Bye+bye+Brent&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F8781%2Fbye-bye-brent" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/oilwell02.jpg" class="post" align="left" border="0" width="254" height="360" title="I pozzi del mare del nord sono in esaurimento" hspace="6"/>Secondo British Petroleum la produzione di petrolio del mare del Nord diminuirà del 9% nel 2009, il doppio del declino stimato della produzione petrolifera del Regno Unito. La produzione dai pozzi BP in Norvegia e Regno Unito raggiungerà 320.000 barili di petrolio al giorno nel 2009, rispetto ai 350.000 barili dell&#8217;anno scorso.</p>
<p>I dati sono in linea con le stime del World Energy Outlook 2008 dell&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia, <a href="http://www.ecoblog.it/post/7150/world-energy-outlook-2008-il-petrolio">di cui parlammo</a> lo scorso novembre. Ma ora non si tratta più di stime nascoste in lunghi rapporti tecnici, ma di dati raccolti sul campo, anzi &#8220;dai pozzi&#8221;.</p>


<p>
BP, che ha fatto la prima scoperta di petrolio nel Mare del Nord nel 1965, ha tenuto a confermare l&#8217;impegno nella regione nonostante i costi crescenti e le riserve in calo spingano per una riduzione delle operazioni. Attualmente BP gestisce più di 30 pozzi e 10 oleodotti nel Mare del Nord.</p>
<p>La Gran Bretagna è stata, in passato, il quarto produttore mondiale di petrolio, ma la sua produzione è in declino dal 1999. Lo scorso anno, anche a causa della crisi economica, la produzione petrolifera di BP è diminuita del 5%, mentre il Governo inglese conta ampiamente sugli introiti fiscali di petrolio e gas del mare del Nord per ripianare il deficit. </p>
<p>Via | <a href="http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601072&#038;sid=apUrLHlIU6mU">Bloomberg</a><br />
Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/azrainman/1419921337/">Flikr</a></p>
<p>» <a href="http://www.bp.com/liveassets/bp_internet/globalbp/globalbp_uk_english/reports_and_publications/bp_magazine/STAGING/local_assets/pdf/bp_magazine_issue_2_2009_centenary_best_of_british.pdf">BP Magazine</a> (pdf 6 pag.)</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ecoblog.it/post/8781/bye-bye-brent">Bye bye Brent</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ecoblog.it">Ecoblog.it</a> alle 13:00 di mercoledì 22 luglio 2009.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>4 big dell&#039;auto vedono l&#039;idrogeno nei serbatoi</title>
    <link>http://www.ecoblog.it/post/8577/4-big-dellauto-vedono-lidrogeno-nei-serbatoi</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.ecoblog.it/post/8577/4-big-dellauto-vedono-lidrogeno-nei-serbatoi</guid>
    <pubDate>Wed, 17 Jun 2009 17:02:44 GMT</pubDate>
    <dc:creator>giancarlo</dc:creator>
    <comments>http://www.ecoblog.it/post/8577/4-big-dellauto-vedono-lidrogeno-nei-serbatoi#comments</comments>
    <slash:comments>6</slash:comments>
    <category>carburanti</category><category>gomma</category><category>auto plug-in</category><category>batterie</category><category>fuel cell</category><category>general motors</category><category>honda</category><category>idrogeno</category><category>litio</category><category>mercedes</category><category>toyota</category>
    <description>Il 12 giugno scorso si è tenuto presso il Senato degli Stati Uniti il “Congressional Briefing: Hydrogen and Fuel Cells in Transportation – the Future is Arriving&amp;#8221;, cui hanno partecipato[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F8577%2F4-big-dellauto-vedono-lidrogeno-nei-serbatoi" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F8577%2F4-big-dellauto-vedono-lidrogeno-nei-serbatoi" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=4+big+dell%27auto+vedono+l%27idrogeno+nei+serbatoi&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F8577%2F4-big-dellauto-vedono-lidrogeno-nei-serbatoi" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/Honda_FC_Clarity02.jpg" class="post-h" align="left" border="0" width="432" height="286" alt="" /><br clear="both" hspace="6"/>Il 12 giugno scorso si è tenuto presso il Senato degli Stati Uniti il “Congressional Briefing: Hydrogen and Fuel Cells in Transportation – the Future is Arriving&#8221;, cui hanno partecipato quattro tra i costruttori maggiormente impegnati nello sviluppo di auto a idrogeno. </p>
<p>Lo scopo delle presentazioni tenute dai costruttori era quello di informare il Congresso sullo stato della ricerca sui veicoli a idrogeno, così da ripristinare il relativo programma di finanziamento del Dipartimento dell&#8217;Energia, recentemente <a href="http://www.ecoblog.it/post/8304/obama-non-crede-nelle-auto-a-idrogeno-tagliati-i-fondi-per-la-ricerca">tagliato</a> dal Segretario Chu.</p>


<p>
Ecco i PowerPoint di Toyota, Honda, GM e Mercedes al briefing del Congresso USA sui veicoli a idrogeno e fuel cell:
<ul>
<li>La presentazione della <a href="http://hydrogendiscoveries.files.wordpress.com/2009/06/toyota-congressional-briefing-june-12-2009.pdf">Toyota</a>  di Robert Wimmer</li>
<li>La presentazione della <a href="http://hydrogendiscoveries.files.wordpress.com/2009/06/honda-congressional-briefing-june-12-2009.pdf">Honda</a> di Edward Cohen</li>
<li>La presentazione della <a href="http://hydrogendiscoveries.files.wordpress.com/2009/06/general-motors-congressional-briefing-june-12-2009.pdf">General Motors</a> di Keith Cole</li>
<li>La presentazione della <a href="http://hydrogendiscoveries.files.wordpress.com/2009/06/daimler-congressional-briefing-june-12-20091.pdf">Mercedes</a> di Sascha Simon</li>
</ul>
<p>Toyota, solitamente molto restia a rilasciare informazioni sul proprio programma di ricerca e sviluppo, ha sviluppato un SUV a idrogeno (Highlander FCHV), che è stato <a href="http://www.autoblog.it/post/14261/toyota-presenta-la-nuova-generazione-di-fuel-cell-lautonomia-raddoppia/">testato</a> su un percorso di oltre 400 miglia in condizioni reali. E&#8217;, quindi, crediamo, particolarmente interessante presentare una sintesi della sua presentazione per capire come il gigante giapponese valuti sia i veicoli a idrogeno che i plug-in a batteria. Ecco i punti salienti della presentazione di Robert Wimmer:</p>
<p><strong>1 Fuel Cell</strong></p>
<ul>
<li>Costi – alti, ma in linea per il raggiungimento degli obiettivi per l&#8217;introduzione commerciale</li>
<li>Durabilità – in miglioramento, con un percorso chiaro per il raggiungimento degli obiettivi</li>
<li>Autonomia e partenza a freddo – Risolto</li>
<li>Densità di potenza – prossima all&#8217;obiettivo, con percorso chiaro per il suo raggiungimento</li>
<li>Infrastruttura – tecnologia chiarita, redditività non chiara, sussidi pubblici inizialmente necessari</li>
</ul>
<p><strong>2 PHEV/BEV (Plug-in ibrido elettrico/Elettrico a batteria)</strong>
<ul>
<li>Costo Batterie – alto sulla base dei kW-hr. Riduzioni significative difficili con tecnologia Li-Ion (ioni di litio)</li>
<li>Durabilità – non provata per il raggiungimento degli obiettivi di costo e dimensioni</li>
<li>Densità di potenza/energia – bassa. Miglioramenti limitati</li>
<li>Performance a basse temperature – bassa. Miglioramenti limitati</li>
<li>Ricarica – Residenziale (~50%) e poche stazioni pubbliche</li>
</ul>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Toyota intravede un percorso chiaro per l&#8217;introduzione commerciale di veicoli a fuel cell nel 2015; il problema numero uno è l&#8217;infrastruttura.</p>
<p>Via | <a href="http://hydrogendiscoveries.wordpress.com/2009/06/15/highlights-of-toyota-presentation-at-congressional-briefing-on-hydrogen-fuel-cell-vehicles/">Hydrogendiscoveries</a><br />
Foto | Honda</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ecoblog.it/post/8577/4-big-dellauto-vedono-lidrogeno-nei-serbatoi">4 big dell'auto vedono l'idrogeno nei serbatoi</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ecoblog.it">Ecoblog.it</a> alle 18:02 di mercoledì 17 giugno 2009.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Scaroni (ENI): Serve l&#039;Agenzia Mondiale del Petrolio</title>
    <link>http://www.ecoblog.it/post/8419/scaroni-eni-serve-lagenzia-mondiale-del-petrolio</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.ecoblog.it/post/8419/scaroni-eni-serve-lagenzia-mondiale-del-petrolio</guid>
    <pubDate>Tue, 26 May 2009 14:02:56 GMT</pubDate>
    <dc:creator>giancarlo</dc:creator>
    <comments>http://www.ecoblog.it/post/8419/scaroni-eni-serve-lagenzia-mondiale-del-petrolio#comments</comments>
    <slash:comments>2</slash:comments>
    <category>carburanti</category><category>eni</category><category>g8 energia</category><category>petrolio</category><category>scaroni</category>
    <description>Al G8 dell&amp;#8217;energia in corso a Roma, l&amp;#8217;amministratore delegato dell&amp;#8217;ENI, Paolo Scaroni, ha proposto la creazione di un&amp;#8217;Agenzia Mondiale del Petrolio, patrocinata da[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F8419%2Fscaroni-eni-serve-lagenzia-mondiale-del-petrolio" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F8419%2Fscaroni-eni-serve-lagenzia-mondiale-del-petrolio" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Scaroni+%28ENI%29%3A+Serve+l%27Agenzia+Mondiale+del+Petrolio&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F8419%2Fscaroni-eni-serve-lagenzia-mondiale-del-petrolio" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/g8energia.jpg" class="post-h" align="left" border="0" width="280" height="270" alt=""title="Al G8 dell'energia l'ENI propone un'Agenzia Mondiale del petrolio" hspace="6" /><br clear="both" />Al <a href="http://www.ecoblog.it/post/8406/g8-energia-la-crisi-riduce-investimenti-e-risorse-energetiche">G8 dell&#8217;energia</a> in corso a Roma, l&#8217;amministratore delegato dell&#8217;ENI, Paolo Scaroni, <a href="http://www.staffettaonline.com/articolo.aspx?ID=72590">ha proposto</a> la creazione di un&#8217;Agenzia Mondiale del Petrolio, patrocinata da paesi produttori, paesi consumatori e compagnie petrolifere &#8220;per stabilizzare il prezzo del greggio intorno ai 70 dollari al barile&#8221;. </p>
<p>Come? &#8220;Mutuando dal settore elettrico il sistema di gestione della spare capacity (capacità produttiva inutilizzata)&#8221;, dice Scaroni, &#8220;attraverso un apposito mercato di scambio delle prenotazioni della capacità inutilizzata, che verrebbe certificata dall’agenzia globale dell’energia. In tal modo si incentiverebbe la creazione di un’adeguata spare capacity per contrastare efficacemente improvvise impennate nei prezzi.&#8221;</p>
<p>Se, invece, i prezzi dovessero scendere troppo, interverrebbe un meccanismo di compensazione, il <em>global stabilisation fund</em>, che ha l&#8217;obiettivo di assicurare un livello di ricavi minimo ai paesi produttori. Infine, nei casi di emergenza, prevedere una gestione coordinata a livello globale sia delle scorte che dei prodotti finiti. In ogni caso, appare chiaro che il petrolio preoccupa, sia quando il prezzo sale che quando scende. Al punto che viene naturale chiedersi: ma non sarà un problema di <em>quantità</em>?</p>
<p>Via| <a href="http://www.staffettaonline.com/articolo.aspx?ID=72590">Staffetta quotidiana</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ecoblog.it/post/8419/scaroni-eni-serve-lagenzia-mondiale-del-petrolio">Scaroni (ENI): Serve l'Agenzia Mondiale del Petrolio</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ecoblog.it">Ecoblog.it</a> alle 15:02 di martedì 26 maggio 2009.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Chi ha ucciso l&#039;auto elettrica? Il WWF</title>
    <link>http://www.ecoblog.it/post/8285/chi-ha-ucciso-lauto-elettrica-il-wwf</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.ecoblog.it/post/8285/chi-ha-ucciso-lauto-elettrica-il-wwf</guid>
    <pubDate>Fri, 08 May 2009 07:02:32 GMT</pubDate>
    <dc:creator>giancarlo</dc:creator>
    <comments>http://www.ecoblog.it/post/8285/chi-ha-ucciso-lauto-elettrica-il-wwf#comments</comments>
    <slash:comments>103</slash:comments>
    <category>rinnovabili</category><category>gomma</category><category>elettrico</category><category>auto elettriche</category><category>izes</category><category>plug-in</category><category>wwf</category>
    <description>Il titolo è provocatorio, lo ammetto, ma serve appositamente ad attirare l&amp;#8217;attenzione sulla questione cruciale di come viene prodotta &amp;#8220;a monte&amp;#8221; l&amp;#8217;energia[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F8285%2Fchi-ha-ucciso-lauto-elettrica-il-wwf" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F8285%2Fchi-ha-ucciso-lauto-elettrica-il-wwf" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Chi+ha+ucciso+l%27auto+elettrica%3F+Il+WWF&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F8285%2Fchi-ha-ucciso-lauto-elettrica-il-wwf" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/Izes_Emissioni_auto.jpg" class="post" align="left" border="0" width="280" height="174" alt=""title="Le emissioni delle auto, i dubbi sull'elettrico. Grafico:Izes" hspace="6" />Il titolo è provocatorio, lo ammetto, ma serve appositamente ad attirare l&#8217;attenzione sulla questione cruciale di come viene prodotta &#8220;a monte&#8221; l&#8217;energia necessaria a far andare un&#8217;auto pulita. E&#8217;, quindi, significativo che l&#8217;associazione ambientalista più conosciuta ed influente abbia commissionato alla <a href="http://www.izes.de/">Izes</a> tedesca uno studio dettagliato sul ciclo di vita delle auto elettriche, che dovrebbero rimpiazzare gli onnipresenti motori a scoppio.</p>
<p>Lo studio analizza l&#8217;impatto prodotto da 1 milione di auto elettriche e/o ibride che, il Governo tedesco prevede circoleranno sulle strade nel 2020, con dei risultati, in termini di emissioni CO2, poco incoraggianti. Il contributo alla riduzione delle emissioni ad effetto serra, infatti, risulta essere alquanto marginale: l&#8217;1% del settore trasporti e lo 0,1% rispetto al totale emesso nel paese.</p>


<p>
Questo poiché ricaricare una pulitissima (&#8221;a valle&#8221;) <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Auto_ibrida_elettrica_plug-in">auto plug-in</a> con batterie agli ioni di litio la sera, usando dell&#8217;elettricità proveniente da centrali a carbone produrrebbe, secondo lo studio, ben 220 grammi di CO2/km, fallendo clamorosamente l’obiettivo UE di avere nel 2020 automobili con una media di 95 grammi di Co2/km .</p>
<p>Lo studio propone un&#8217;analisi approfondita delle possibili soluzioni per aumentare il ruolo dell&#8217;elettricità nei trasporti, principalmente mediante un aumento deciso delle fonti rinnovabili nel mix energetico tedesco. Resta da dire, come avevamo <a href="http://www.ecoblog.it/post/5079/la-cautela-di-toyota-sulle-plug-in">già rilevato tempo fa</a>, che la tecnologia delle batterie per la mobilità deve essere attentamente valutata in termini di impatto energetico, risorse minerali, autonomia e tempo di ricarica.</p>
<p>Via | <a href="http://www.wwf.de/presse/details/news/gruene_elektroautos_nur_mit_gruenem_strom/">wwf.de</a></p>
<p>» <a href="http://www.wwf.de/fileadmin/fm-wwf/pdf_neu/wwf_elektroautos_studie_final.pdf">Gli effetti delle auto elettriche sulla rete e le emissioni di CO2</a>, Izes (in tedesco, pdf pag. 56)<br />
» <a href="http://www.motori24.ilsole24ore.com/Tecnologia/2009/05/auto-elettrica-ecologia-wwf.php">Le auto elettriche? Non sono così ecologiche, lo dice il Wwf</a>, Il Sole 24Ore Motori</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ecoblog.it/post/8285/chi-ha-ucciso-lauto-elettrica-il-wwf">Chi ha ucciso l'auto elettrica? Il WWF</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ecoblog.it">Ecoblog.it</a> alle 08:02 di venerdì 08 maggio 2009.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Obama, dopo il clima le auto</title>
    <link>http://www.ecoblog.it/post/8029/obama-dopo-il-clima-le-auto</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.ecoblog.it/post/8029/obama-dopo-il-clima-le-auto</guid>
    <pubDate>Mon, 30 Mar 2009 18:28:55 GMT</pubDate>
    <dc:creator>giancarlo</dc:creator>
    <comments>http://www.ecoblog.it/post/8029/obama-dopo-il-clima-le-auto#comments</comments>
    <slash:comments>2</slash:comments>
    <category>gomma</category><category>chrysler</category><category>fiat</category><category>general motors</category><category>obama</category><category>wagoner</category>
    <description>Dopo aver convocato gli Stati generali sul clima, il Presidente Obama si è mosso decisamente sul fronte dell&amp;#8217;industria automobilistica, imponendo le dimissioni di Richard Wagoner, CEO della[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F8029%2Fobama-dopo-il-clima-le-auto" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F8029%2Fobama-dopo-il-clima-le-auto" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Obama%2C+dopo+il+clima+le+auto&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F8029%2Fobama-dopo-il-clima-le-auto" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/Detroit.jpg" class="post" align="left" border="0" width="240" height="160" alt=""title="A Detroit l'industria dell'auto si avvia ad una profonda ristrutturazione" hspace="6" />Dopo aver convocato gli <a href="http://www.ecoblog.it/post/8023/perche-obama-ha-convocato-gli-stati-generali-sul-cambiamento-climatico">Stati generali sul clima</a>, il Presidente Obama si è mosso decisamente sul fronte dell&#8217;industria automobilistica, imponendo le dimissioni di Richard Wagoner, CEO della General Motors. Il motivo? Il piano di ristrutturazione da questi presentato è stato giudicato insufficiente.</p>
<p>&#8220;<em>L&#8217;industria dell&#8217;automobile ha bisogno di ricominciare</em>&#8221; ha detto Obama &#8220;<em>anche facendo ricorso al codice della bancarotta come meccanismo per assicurare una ristrutturazione più forte</em>&#8220;; questo significa ripensare radicalmente l&#8217;automobile, cosa impossibile per Wagoner, che ha fatto tutta la sua carriera dentro GM. </p>


<p>
Ma non si tratta solo di lasciar perdere gli Hummer (o molti SUV): le vendite negli USA sono scese del 24% rispetto ai 17 milioni di unità del 2000 e le previsioni per i prossimi anni confermano un mercato di 8/9 milioni di veicoli; numeri nettamente inferiori all&#8217;attuale capacità produttiva di Detroit.</p>
<p>Per il secondo gigante dell&#8217;auto USA, la Chrysler, l&#8217;Amministrazione si augura che venga finalizzato l&#8217;accordo con la Fiat, che porterebbe rapidamente quel rinnovamento della gamma di modelli, necessario ad assicurare l&#8217;occupazione delle tute blu. Una piccola rivincita del gruppo di Torino, che da sempre produce auto da città, &#8220;risparmiose&#8221; di carburante, diametralmente opposte rispetto allo standard americano tradizionale. Ma l&#8217;America sta cambiando&#8230;</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/mandj98/290959036/sizes/o/">Mandj98</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ecoblog.it/post/8029/obama-dopo-il-clima-le-auto">Obama, dopo il clima le auto</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ecoblog.it">Ecoblog.it</a> alle 19:28 di lunedì 30 marzo 2009.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Triplicano gli ordini per le auto a metano</title>
    <link>http://www.ecoblog.it/post/7897/triplicano-gli-ordini-per-le-auto-a-metano</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.ecoblog.it/post/7897/triplicano-gli-ordini-per-le-auto-a-metano</guid>
    <pubDate>Tue, 03 Mar 2009 16:04:05 GMT</pubDate>
    <dc:creator>giancarlo</dc:creator>
    <comments>http://www.ecoblog.it/post/7897/triplicano-gli-ordini-per-le-auto-a-metano#comments</comments>
    <slash:comments>19</slash:comments>
    <category>gomma</category><category>automobili</category><category>incentivi</category><category>mercato</category><category>metano</category>
    <description>Secondo Federmetano, l’associazione nazionale dei distributori di metano per autotrazione, gli ecoincentivi recentemente approvati stanno avendo un effetto immediato sul mercato delle auto a metano.[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F7897%2Ftriplicano-gli-ordini-per-le-auto-a-metano" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F7897%2Ftriplicano-gli-ordini-per-le-auto-a-metano" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Triplicano+gli+ordini+per+le+auto+a+metano&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F7897%2Ftriplicano-gli-ordini-per-le-auto-a-metano" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/Distributoredimetanoperauto.jpg" class="post" align="left" border="0" width="168" height="240" alt="" title="Un distributore di metano per auto" hspace="6" />Secondo Federmetano, l’associazione nazionale dei distributori di metano per autotrazione, gli ecoincentivi <a href="http://www.ecoblog.it/post/7605/ripartono-gli-incentivi-per-convertire-auto-a-gpl-o-metano">recentemente approvati</a> stanno avendo un effetto immediato sul mercato delle auto a metano. Già nel 2008 il mercato degli autoveicoli a metano aveva sorpreso tutti, facendo registrare tassi di crescita superiori al 30% in un mercato depresso, ma ora i <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/auto_sostegno/auto.html">provvedimenti governativi</a>, chiaramente a favore dei veicoli ecologici, stanno triplicando gli ordini rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.</p>
<p>Come al solito, non è solo l&#8217;ambiente a motivare il mercato. Il <em>prezzo</em> innanzitutto; grazie ai nuovi incentivi, che arrivano a € 5.000 per le autovetture e a € 6.500 per i mezzi commerciali, un veicolo a metano costa praticamente quanto uno a benzina. Poi viene la <em>varietà</em> di modelli a doppia alimentazione benzina-metano che, assicurando una vasta scelta, garantisce la libertà di circolare anche nelle provincie meno coperte dalla rete di distribuzione. Infine, i <em>costi chilometrici</em>, tutti a favore del metano, rispetto agli altri carburanti.</p>


<p>
Come conseguenza, nel 2008, le immatricolazioni di auto alimentate a metano fanno registrare un forte incremento anche nelle aree del Centro-Sud, relativamente poco coperte dalla rete di distribuzione: + 214% in Campania, + 96% nel Lazio, + 190% in Sicilia, + 269% in Calabria, + 123,1% in Puglia e + 151,4% in Basilicata. Un dato positivo per l&#8217;ambiente, nonostante <a href="http://www.ecoblog.it/post/7329/le-auto-a-metano-e-leffetto-serra">le critiche</a>.</p>
<p>Per quanto concerne i distributori, nel 2008 ne sono stati aperti 50 ed altri 10 solo nei primi due mesi del 2009. A rendere ulteriormente capillare <a href="http://www.metano.us/elenco-distributori/elenco-distributori-metano.html">la rete</a> dovrebbero contribuire i 50 impianti di prossima apertura, unitamente agli altri 100 in costruzione, situati in zone prive o con scarso servizio. </p>
<p>Via | Comunicato stampa<br />
Foto | <a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/35/Pompa_metano.jpg">Wikimedia</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ecoblog.it/post/7897/triplicano-gli-ordini-per-le-auto-a-metano">Triplicano gli ordini per le auto a metano</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ecoblog.it">Ecoblog.it</a> alle 17:04 di martedì 03 marzo 2009.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Chi va in bici respira un&#039;aria migliore (anche in città)</title>
    <link>http://www.ecoblog.it/post/7856/chi-va-in-bici-respira-unaria-migliore-anche-in-citta</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.ecoblog.it/post/7856/chi-va-in-bici-respira-unaria-migliore-anche-in-citta</guid>
    <pubDate>Tue, 24 Feb 2009 10:08:07 GMT</pubDate>
    <dc:creator>giancarlo</dc:creator>
    <comments>http://www.ecoblog.it/post/7856/chi-va-in-bici-respira-unaria-migliore-anche-in-citta#comments</comments>
    <slash:comments>1</slash:comments>
    <category>bici</category><category>airparif</category><category>bici nel traffico</category><category>francia</category><category>inquinamento urbano</category><category>parigi</category><category>piste ciclabili</category>
    <description>Uno studio francese sfata decisamente il mito dell&amp;#8217;intossicazione del ciclista urbano. Dai risultati, raccolti con un misuratore istallato su un tandem ad altezza-naso, infatti, la possibilità[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F7856%2Fchi-va-in-bici-respira-unaria-migliore-anche-in-citta" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F7856%2Fchi-va-in-bici-respira-unaria-migliore-anche-in-citta" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Chi+va+in+bici+respira+un%27aria+migliore+%28anche+in+citt%C3%A0%29&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F7856%2Fchi-va-in-bici-respira-unaria-migliore-anche-in-citta" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/LebicidiParigi.jpg" class="post" align="left" border="0" width="240" height="240" alt="" title="Da Parigi lo studio che prova come la bici faccia respirare meglio." hspace="6"/>Uno <a href="http://www.airparif.asso.fr/pages/actualites/velo_090217_cp">studio francese</a> sfata decisamente il mito dell&#8217;intossicazione del ciclista urbano. Dai risultati, raccolti con un misuratore istallato su un tandem ad altezza-naso, infatti, la possibilità di evitare le strade più inquinate e comunque di uscire rapidamente dalla trappola degli ingorghi, diminuisce l&#8217;esposizione alle alte concentrazioni di inquinanti, salvando i polmoni sotto sforzo dei ciclisti in città.</p>
<p>Lo studio parigino dimostra che a “salvare” chi rinuncia alle quattro ruote è la possibilità di spostarsi ed allontanarsi, pur temporaneamente, dagli ingorghi e dalle zone più inquinate; una possibilità esclusa agli automobilisti&#8230;</p>


<p>
I ciclisti, spostandosi su aree vietate alle auto, come le ciclabili, le corsie preferenziali ed i marciapiedi, evitano i luoghi con le concentrazioni più elevate di smog. Dai dati raccolti emerge che sulla ciclabile del Lungosenna l’esposizione all’inquinamento è ridotta dal 30% a 45% rispetto allo stesso tratto nel normale flusso del traffico. L&#8217;inquinamento in città, quindi, è <em>molto</em> locale ed il ciclista urbano pare riuscire a <em>schivarlo</em>!</p>
<p>La notizia potrebbe fornire una motivazione in più agli amministratori di città come Roma che, <a href="http://www.ecoblog.it/post/7849/ciclisti-romani-uniti-da-facebook-protestanonessun-incentivo-per-noi">secondo alcuni</a>, non hanno tra le priorità quella di creare un&#8217;alternativa pratica <a href="http://www.ecoblog.it/post/7743/biciroma-denunica-600-morti-per-inquinamento/">e sicura</a> al mezzo privato motorizzato, come dimostra il caso della <a href="http://www.ecoblog.it/post/7704/roma-abbandona-il-progetto-della-ciclabile-sulla-via-nomentana">via Nomentana</a>.</p>
<p>Via | <a href="http://www.airparif.asso.fr/pages/actualites/velo_090217_cp">Airparif</a><br />
Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/ranopamas/1528236999/">Panoramas</a></p>
<p>» <a href="http://www.airparif.asso.fr/airparif/pdf/NUMERO32.pdf">Airparif No. 32</a> febbraio 2009 (pdf 8 pag)</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ecoblog.it/post/7856/chi-va-in-bici-respira-unaria-migliore-anche-in-citta">Chi va in bici respira un'aria migliore (anche in città)</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ecoblog.it">Ecoblog.it</a> alle 11:08 di martedì 24 febbraio 2009.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Il biochar, una speranza per i suoli e l&#039;atmosfera</title>
    <link>http://www.ecoblog.it/post/7838/il-biochar-una-speranza-per-i-suoli-e-latmosfera</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.ecoblog.it/post/7838/il-biochar-una-speranza-per-i-suoli-e-latmosfera</guid>
    <pubDate>Sat, 21 Feb 2009 09:02:49 GMT</pubDate>
    <dc:creator>giancarlo</dc:creator>
    <comments>http://www.ecoblog.it/post/7838/il-biochar-una-speranza-per-i-suoli-e-latmosfera#comments</comments>
    <slash:comments>9</slash:comments>
    <category>clima</category><category>natura</category><category>rifiuti</category><category>sud-america</category><category>orti-e-giardini</category><category>amazzonia</category><category>biochar</category><category>carbonizzazione</category><category>el dorado</category><category>pirolisi</category>
    <description>L&amp;#8217;unione di pratiche sostenibili in agricoltura e silvicoltura potrebbe costituire una svolta epocale per risolvere al contempo il problema dell&amp;#8217;erosione ed impoverimento dei suoli e[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F7838%2Fil-biochar-una-speranza-per-i-suoli-e-latmosfera" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F7838%2Fil-biochar-una-speranza-per-i-suoli-e-latmosfera" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Il+biochar%2C+una+speranza+per+i+suoli+e+l%27atmosfera&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F7838%2Fil-biochar-una-speranza-per-i-suoli-e-latmosfera" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/amazzonia_biochar.jpg" class="post" align="left" border="0" width="240" height="150" alt="" title="L'amazzonia svela il segreto per salvare i suoli. Foto:Flikr" hspace="6" />L&#8217;unione di pratiche sostenibili in agricoltura e silvicoltura potrebbe costituire una svolta epocale per risolvere al contempo il problema dell&#8217;erosione ed impoverimento dei suoli e quello del riscaldamento globale. Sia i residui agricoli che la biomassa delle foreste possono, infatti, essere convertiti in fertilizzante e combustibile mediante un processo semplice, chiamato <em>biochar</em>. Il biochar è ottenuto scaldando la biomassa in assenza di ossigeno, in un processo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pirolisi">pirolitico</a> di <em>carbonizzazione</em>, che consente lo &#8220;stoccaggio&#8221; del carbonio da essa contenuto. Il secondo vantaggio è rappresentato dall&#8217;uso del biochar in agricoltura, in quanto costituisce un ottimo fertilizzante agricolo.</p>
<p>In un <a href="http://www.bbc.co.uk/science/horizon/2002/eldorado.shtml">documentario</a> la BBC, ipotizza che il mitico <em>El Dorado</em> degli indios, affannosamente cercato dai Conquistadores spagnoli fosse, in effetti, la &#8220;terra preta&#8221;, un terreno concimato dall&#8217;uomo. Alcuni ricercatori, come <a href="http://www.clas.ufl.edu/users/mheckenb/">Heckenberger</a> e <a href="http://www.biochar.org/joomla/index.php?option=com_content&#038;task=blogcategory&#038;id=5&#038;Itemid=8">Steiner</a> hanno studiato a fondo il suolo in Amazzonia, trovando come la fertilità sia stata <em>fabbricata</em> dagli stessi indigeni, mischiando cenere ottenuta da legno e compost con la terra povera e gialla, tipica del suolo amazzonico. Questo permetteva loro di coltivare yuca, patate, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Igname">igname</a>, mais, e alberi da frutto in piena foresta, su un territorio grande come la Francia!</p>


<p>Secondo uno <a href="http://terrapreta.bioenergylists.org/mchenryages129">studio</a> condotto in Australia, il 12% delle emissioni antropogeniche dell&#8217;agricoltura potrebbe venire eliminato passando ai sistemi di carbonizzazione della biomassa che, adeguatamente incentivati da politiche agricole locali, possono evolvere in filiere virtuose, con la produzione di biofertilizzanti, biocombustibili ed anche il carbone attivo per il filtraggio dell&#8217;acqua. La pirolisi viene oggi impiegata su scala industriale per produrre fertilizzante bio dagli escrementi del pollame, del valore di 500€/tonnellata; ottimi sono anche gli scarti da segheria, i noccioli delle olive ed i gusci di noce. </p>
<p>La lezione degli indios dell&#8217;Amazzonia è chiara, anche per noi in città: la materia circola. La messa in discarica ha, alla lunga, dei costi esponenziali, dovuti non solo alle enormi quantità di rifiuti da trasportare ed accumulare inquinando, ma anche alla perdita degli elementi nutritivi (per la terra) contenuti nei nostri avanzi alimentari! Possiamo iniziare tutti, magari dai resti del caffè&#8230;</p>
<p>Via | <a href="http://ec.europa.eu/environment/integration/research/newsalert/pdf/138na3.pdf">Science for environment policy</a> (pdf)<br />
Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/batrace/36549223/">batrax</a></p>
<p>» <a href="http://www.biochar.org/joomla/index.php?option=com_content&#038;task=blogcategory&#038;id=5&#038;Itemid=8">Biochar.org</a> (in inglese)<br />
» <a href="http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,1864279,00.html">Carbon: The Biochar Solutio</a>n, da Time</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ecoblog.it/post/7838/il-biochar-una-speranza-per-i-suoli-e-latmosfera">Il biochar, una speranza per i suoli e l'atmosfera</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ecoblog.it">Ecoblog.it</a> alle 10:02 di sabato 21 febbraio 2009.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Roma abbandona il progetto della ciclabile sulla via Nomentana</title>
    <link>http://www.ecoblog.it/post/7704/roma-abbandona-il-progetto-della-ciclabile-sulla-via-nomentana</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.ecoblog.it/post/7704/roma-abbandona-il-progetto-della-ciclabile-sulla-via-nomentana</guid>
    <pubDate>Tue, 27 Jan 2009 15:41:18 GMT</pubDate>
    <dc:creator>giancarlo</dc:creator>
    <comments>http://www.ecoblog.it/post/7704/roma-abbandona-il-progetto-della-ciclabile-sulla-via-nomentana#comments</comments>
    <slash:comments>11</slash:comments>
    <category>partiti</category><category>bici</category><category>comune di roma</category><category>pista ciclabile</category><category>via nomentana</category>
    <description>Il progetto della pista ciclabile tra Porta Pia e Ponte Nomentano è stato abbandonato dalla Giunta Alemanno, senza nemmeno un comunicato ai Municipi interessati dal progetto (II, III e IV). La[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F7704%2Froma-abbandona-il-progetto-della-ciclabile-sulla-via-nomentana" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F7704%2Froma-abbandona-il-progetto-della-ciclabile-sulla-via-nomentana" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Roma+abbandona+il+progetto+della+ciclabile+sulla+via+Nomentana&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F7704%2Froma-abbandona-il-progetto-della-ciclabile-sulla-via-nomentana" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/CiclabileNomentanaAbbandonata.jpg" class="post" align="left" border="0" width="240" height="158" alt=""title="Il Comune di Roma ha rinunciato alla ciclabile sulla via Nomentana" hspace="6" />Il <a href="http://www.romapedala.splinder.com/post/4876553/Pista+ciclabile+su+via+Nomenta">progetto</a> della pista ciclabile tra <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Porta_Pia">Porta Pia</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_Nomentano">Ponte Nomentano</a> è stato abbandonato dalla Giunta Alemanno, senza nemmeno un comunicato ai Municipi interessati dal progetto (II, III e IV). La sconfortante notizia è apparsa ieri sul sito degli amici ciclisti <a href="http://www.romapedala.splinder.com/post/19680439#">Romapedala</a>. </p>
<p>Lo so, in questi giorni, con stupri, rapine e violenza varia, per <em>sicurezza</em> nella Capitale si intende ben altro. Tuttavia, la realizzazione dell&#8217;asse ciclabile sulla parte iniziale dell&#8217;antica <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Via_Nomentana">via Ficulensis</a>, resa famosa da Garibaldi, è letteralmente essenziale. </p>


<p>
Chiunque la percorra, conosce bene la situazione: il traffico regna sovrano a qualunque ora del giorno, mentre di notte la via è spesso teatro di <a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/incidente-nomentana/incidente-nomentana/incidente-nomentana.html">gravissimi incidenti</a>. La realizzazione di una pista ciclabile sarebbe, inoltre, agevolata dal fatto che l&#8217;asse è dotato di vialetti laterali, che <em>erano</em> adibiti alla mobilità ciclopedonale fino agli anni &#8216;60 ed ora sono conquistati dalle auto in sosta. </p>
<p>Allora perché? Mancanza di fondi, dicono, informalmente, al Comune; una motivazione poco convincente, visto che le stime del progetto parlavano poco più di 100.000€, per i 5 km di pista, che permetterebbero a romani e turisti di godere di una <a href="http://www.giardinodivenere.it/rivista/rubrichefiles/nomentana.html">bellissima strada</a> oggi avvilita sia dal rumore che dalla mancanza di spazio. </p>
<p>In concreto, si tratta solo di abbattere dei gradini su percorso pressoché già predisposto, garantendo l&#8217;accesso ai numerosi parchi lungo la via a carrozzine, anziani, pedoni (oltre che ai ciclisti), realizzando, al contempo, un collegamento strategico tra il centro storico e tutta l&#8217;area di Roma Nord.</p>
<p>Via | <a href="http://www.romapedala.splinder.com/post/19680439#">Romapedala</a><br />
Foto | <a href="http://www.romapedala.splinder.com/post/19680439#">Romapedala</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ecoblog.it/post/7704/roma-abbandona-il-progetto-della-ciclabile-sulla-via-nomentana">Roma abbandona il progetto della ciclabile sulla via Nomentana</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ecoblog.it">Ecoblog.it</a> alle 16:41 di martedì 27 gennaio 2009.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Toyota sorpassa General Motors</title>
    <link>http://www.ecoblog.it/post/7664/toyota-sorpassa-general-motors</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.ecoblog.it/post/7664/toyota-sorpassa-general-motors</guid>
    <pubDate>Thu, 22 Jan 2009 14:02:29 GMT</pubDate>
    <dc:creator>giancarlo</dc:creator>
    <comments>http://www.ecoblog.it/post/7664/toyota-sorpassa-general-motors#comments</comments>
    <slash:comments>3</slash:comments>
    <category>gomma</category><category>general motors</category><category>prius</category><category>sorpasso</category><category>toyota</category><category>vendite auto</category>
    <description>Toyota Motor Corporation è il primo costruttore di automobili al mondo e la notizia dovrebbe rallegrare gli ecolettori, vista la buona reputazione del costruttore giapponese che, oltre a presentare la[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F7664%2Ftoyota-sorpassa-general-motors" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F7664%2Ftoyota-sorpassa-general-motors" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Toyota+sorpassa+General+Motors&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F7664%2Ftoyota-sorpassa-general-motors" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/ToyotasorpassalaGM.FotoFlikr.jpg" class="post" align="left" border="0" width="200" height="300" alt="" title="La Toyota sorpassa la GM in un periodo di dense nubi sul mondo dell'automobile" hspace="6" />Toyota Motor Corporation è il primo costruttore di automobili al mondo e la notizia dovrebbe rallegrare gli ecolettori, vista la <a href="http://www.ecoblog.it/post/6340/ecco-le-10-auto-meno-inquinanti">buona reputazione</a> del costruttore giapponese che, oltre a presentare la <a href="http://www.autoblog.it/post/17635/nuova-toyota-prius-tutte-le-immagini-ufficiali">terza versione della Prius</a>, ritrova un membro della famiglia fondatrice (Aiko Toyoda) alla guida del gruppo.</p>
<p>Toyota ha preso il posto che General Motors deteneva da 77 anni, nel pieno di una crisi epocale per il settore auto. Quest&#8217;anno, infatti, le case automobilistiche tentano di limitare i danni e considerano un buon risultato un <em>lieve calo</em> dei profitti. In particolare, Toyota registra un -4%, mentre la casa di Detroit cala dell&#8217;11% rispetto al 2007; in termini di vendite, i due giganti si trovano, rispettivamente con 8,92 e 8,35 milioni di veicoli venduti nel 2008.</p>
<p>La GM paga una politica ispirata al gigantismo delle auto (Hummer, ma non solo), <em>pensata</em> per gli Stati Uniti, un paese dove la benzina viene tassata pochissimo e le cilindrate sopra i 2000 cc. sono la norma, La Toyota, al contrario, ha fatto degli enormi progressi dai suoi primi Land Cruiser, puntando su cilindrate più piccole, la tecnologia ibrida e, soprattutto, una visione integrata del prodotto (assistenza, tecnologia, ciclo dei materiali e consumi), guadagnandosi un&#8217;ottima reputazione di innovatore nel rispetto dell&#8217;ambiente. </p>
<p>Via | <a href="http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601209&#038;sid=amo4o2vJQYRg&#038;refer=transportation">Bloomberg</a><br />
Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/jdeepaniii/2771300302/">Jdee PanIII</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ecoblog.it/post/7664/toyota-sorpassa-general-motors">Toyota sorpassa General Motors</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ecoblog.it">Ecoblog.it</a> alle 15:02 di giovedì 22 gennaio 2009.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Come sarà l&#039;auto del futuro?</title>
    <link>http://www.ecoblog.it/post/7551/come-sara-lauto-del-futuro</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.ecoblog.it/post/7551/come-sara-lauto-del-futuro</guid>
    <pubDate>Wed, 14 Jan 2009 11:02:42 GMT</pubDate>
    <dc:creator>giancarlo</dc:creator>
    <comments>http://www.ecoblog.it/post/7551/come-sara-lauto-del-futuro#comments</comments>
    <slash:comments>49</slash:comments>
    <category>gomma</category><category>batterie</category><category>celle a combustibile</category><category>idrogeno</category>
    <description>E&amp;#8217; la domanda che molti si pongono: l&amp;#8217;auto di domani sarà a idrogeno o a batterie? In proposito, segnaliamo la risposta dell&amp;#8217;Associazione tedesca per l&amp;#8217;idrogeno e[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F7551%2Fcome-sara-lauto-del-futuro" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F7551%2Fcome-sara-lauto-del-futuro" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Come+sar%C3%A0+l%27auto+del+futuro%3F&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F7551%2Fcome-sara-lauto-del-futuro" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/conceptcar.jpg" class="post" align="left" border="0" width="240" height="180" alt="" title="L'auto del futuro avrà sia l'idrogeno che le batterie" hspace="6" />E&#8217; la domanda che molti si pongono: l&#8217;auto di domani sarà a idrogeno o a batterie? In proposito, segnaliamo la risposta dell&#8217;Associazione tedesca per l&#8217;idrogeno e le celle a combustibile (DWV), che risolve il dilemma: entrambe, poiché le due tecnologie sono complementari.</p>
<p>Mentre da un lato un veicolo a batterie &#8220;puro&#8221; non rappresenta la soluzione per le esigenze di mobilità del futuro, dall&#8217;altro le celle a combustibile necessitano le batterie; tutti i prototipi a celle a combustibile, infatti, includono le batteria come buffer per lo stoccaggio ed il recupero di energia.</p>


<p>
In breve, secondo la DWV, l&#8217;auto del futuro avrà un motore elettrico, una cella a idrogeno (e relativo serbatoio) ed una batteria. L&#8217;Associazione tedesca elenca i classici difetti delle batterie, che nonostante l&#8217;attuale ed intensa attività di ricerca non potranno essere eliminati (delle innovazioni significative nella densità di energia ed altri parametri critici non arriveranno prima di 15-20 anni). </p>
<p>Le batterie sono troppo pesanti, ingombranti in volume e lente a ricaricarsi, al contrario dei sistemi idrogeno-fuel cell, per questo la DWV ritiene che batterie e celle a combustibile si completino a vicenda. Batterie e le celle a combustibile sono anche simili per bilancio ecologico, in quanto l&#8217;impatto sull&#8217;effetto sera di elettricità e idrogeno dipende dal modo in cui sono prodotti.</p>
<p>Via | <a href="http://www.netinform.net/H2/Aktuelles_Detail.aspx?ID=2808">NetInform</a><br />
Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/bz3rk/2397518548/">James Williamor</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ecoblog.it/post/7551/come-sara-lauto-del-futuro">Come sarà l'auto del futuro?</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ecoblog.it">Ecoblog.it</a> alle 12:02 di mercoledì 14 gennaio 2009.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Mobilità sostenibile: il vaporetto a idrogeno di Venezia</title>
    <link>http://www.ecoblog.it/post/7535/mobilita-sostenibile-il-vaporetto-a-idrogeno-di-venezia</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.ecoblog.it/post/7535/mobilita-sostenibile-il-vaporetto-a-idrogeno-di-venezia</guid>
    <pubDate>Tue, 30 Dec 2008 11:09:29 GMT</pubDate>
    <dc:creator>giancarlo</dc:creator>
    <comments>http://www.ecoblog.it/post/7535/mobilita-sostenibile-il-vaporetto-a-idrogeno-di-venezia#comments</comments>
    <slash:comments>8</slash:comments>
    <category>energie</category><category>navi</category><category>actv</category><category>ansaldo</category><category>fincantieri</category><category>idrogeno</category><category>industria 2015</category><category>mobilità sostenibile</category><category>vaporetto</category><category>venezia</category><category>vision</category>
    <description>Ne avevamo parlato oltre 2 anni fa, adesso è effettivamente partito il progetto del vaporetto a celle a combustibile a idrogeno per Venezia. Il vaporetto a idrogeno, già denominato Vision, fa parte del[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F7535%2Fmobilita-sostenibile-il-vaporetto-a-idrogeno-di-venezia" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
      <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F7535%2Fmobilita-sostenibile-il-vaporetto-a-idrogeno-di-venezia" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width=32 height=20 alt="+1" /></a>
      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Mobilit%C3%A0+sostenibile%3A+il+vaporetto+a+idrogeno+di+Venezia&url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F7535%2Fmobilita-sostenibile-il-vaporetto-a-idrogeno-di-venezia" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/vaporetto.jpg" class="post" align="left" border="0" width="240" height="160" alt="" title="I vaporetti a Venezia saranno a idrogeno. Foto: Flikr" hspace ="6"/>Ne avevamo parlato <a href="http://www.ecoblog.it/post/1711/vaporetti-a-idrogeno-a-venezia">oltre 2 anni fa</a>, adesso è effettivamente partito il progetto del vaporetto a celle a combustibile a idrogeno per Venezia. Il vaporetto a idrogeno, già denominato <em>Vision</em>, fa parte del piano del Ministero dello Sviluppo Economico <em>Industria 2015</em>, relativo alla Mobilità sostenibile, e vede tra i partecipanti Fincantieri ed Ansaldo.</p>
<p><em>Vision</em>, è a tutti gli effetti un mezzo elettrico alimentato a idrogeno ed elettricità fotovoltaica, prodotta dai pannelli sul tetto, che contribuirà a risolvere il problema dell&#8217;inquinamento in laguna provocato dai motori diesel convenzionali, ma anche alla riduzione dello spostamento d&#8217;acqua delle imbarcazioni (che danneggia le fondamenta dei palazzi della Serenissima). I tecnici hanno dichiarato che Vision &#8220;sarà silenzioso come una gondola&#8221;.</p>


<p>
Il progetto beneficerà di un finanziamento totale di 12 milioni di euro (di cui 5 pubblici) su tre anni a partire dal prossimo febbraio. Dal 2012 inizierà la costruzione di 12 vaporetti che saranno consegnati nel 2013; il costo unitario previsto è di 2 milioni di euro a vaporetto. <em>Vision</em> potrebbe essere adatto sia per i navigli di Milano che per la navigazione lacustre in generale.</p>
<p>Da sottolineare che <em>Vision</em> rappresenta un&#8217;applicazione sinergica alla mobilità lagunare sostenibile dell&#8217;area veneziana, interessata da ulteriori investimenti innovativi. L&#8217;Enel, ad esempio, sta costruendo a Porto Marghera una centrale elettrica a idrogeno, nell&#8217;ambito dell&#8217;<em>Hydrogen Park</em>, che rappresenta una componente sostanziale della riconversione del polo chimico alle tecnologie pulite.</p>
<p>Via | <a href="http://www.sviluppoeconomico.gov.it/pdf_upload/comunicati/php6N4b5w.pdf">Ministero dello Sviluppo Economico</a> (pdf 6 pag)<br />
Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/stonechat/2865616129/">Torcello Trio</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.ecoblog.it/post/7535/mobilita-sostenibile-il-vaporetto-a-idrogeno-di-venezia">Mobilità sostenibile: il vaporetto a idrogeno di Venezia</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.ecoblog.it">Ecoblog.it</a> alle 12:09 di martedì 30 dicembre 2008.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>


</channel>
</rss>

