Circa un mese fa è nata una nuova associazione di categoria che raccoglie una trentina di aziende attive nel campo dell’energia e, in particolare, del fotovoltaico. Si chiama Asso Energie Future, non è ancora associata a Confindustria, ma il suo statuto ne prevede la posibilità.
Il presidente di questa associazione è Massimo Sapienza, un catanese di appena 35 anni che oggi vive nella capitale ai Parioli, presidente e amministratore delegato di Helio Capital S.p.A. che, a sua volta, è un fondo chiuso di investimento specializzato negli investimenti in energie rinnovabili. Il primo di questi investimenti è stato un impianto fotovoltaico da 1 MW in Puglia.
Helio Capital è posseduto da Cimino & Associati Private Equity (Cape). Non è la prima volta che parliamo di Cape su Ecoblog: è la stessa azienda che ha proposto “Sunny car in a sunny region”, cioè il progetto di riconversione della Fiat di Termini Imerese in una fabbrica di auto elettriche e colonnine di ricarica. Un progetto che dovrebbe essere realizzato da Cape Regione Siciliana Sgr S.p.a. , un altro fondo chiuso misto pubblico-privato che vede la stessa Regione Sicilia come socio al 49%. Mezza Termini, quindi, se la potrebbe comprare la stessa Regione.
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La Giunta Regionale della Sardegna ha varato qualche giorno fa il nuovo piano casa modificando in alcuni punti il Piano Paesaggistico Regionale operativo dal 2006 e varato dal governo precedente presieduto da Renato Soru. Ci sono voluti alcuni mesi, ma alla fine quella che era stata ampiamente sbandierata in campagna elettorale come una delle priorità della giunta Cappellacci, è diventata legge.
Andiamo a vedere cosa cambierà. Con il nuovo piano sarà possibile aumentare in volumetria gli alberghi fino al 35%, mentre si va dal 20 al 30% per gli immobili fuori dalla fascia costiera. La novità più importante riguarda però gli edifici costruiti entro la fascia dei 300 metri dal mare; per questi sarà infatti possibile ampliare sino al 10%.
Quest’ultimo punto, oltre che essere il più contestato, è anche quello che modifica definitivamente il vincolo tassativo di divieto assoluto a costruire nella fascia costiera precedentemente adottato dalla Giunta comandata da Renato Soru.
La Regione Lombardia ha dato avvio al Piano Casa, con l’approvazione della legge regionale 13/2009, che consente interventi di edilizia anche nei parchi e nelle aree protette su approvazione dei comuni.
Le conseguenze del Piano Casa all’italianasono disastrose per l’ambiente e per la tutela del patrimonio culturale ed artistico, perchè terreni fertili e costruzioni storiche sono a rischio per gli aumenti di cubatura concessi dalla nuova legge.
A ciò si aggiunge la diminuzione dei soprintendenti, dei mezzi a disposizione ed un ritardo nella pubblicazione del Codice dei Beni Culturali, che permette un giudizio solo a lavori conclusi. Viene quindi meno il potere di intervenire a bloccare i lavori nelle aree protette, avviati grazie a licenze comunali.
Perchè il nostro patrimonio culturale ed ambientale non sparisca sotto la logica del mattone e del cemento, Fai, Italianostra, Legambiente, WWf e Lipu hanno chiesto il blocco del Piano Casa della regione Lombardia, soprattutto riguardo alla norma che permette ampliamenti fino al 20% nei centri storici e nei parchi. Mentre l’Ance festeggia l’approvazione del Piano Casa per il rilancio dell’edilizia, sentitevi benvenuti nell’era in cui sarà possibile vedere ville spuntare nei parchi pubblici e dependances private dai palazzi storici, con la Lombardia a fare da apripista.
Foto | Flickr
Che fine ha fatto il piano-casa di Berlusconi? Modificato, rimandato, sospeso… non se ne parla più. In attesa di averne notizie (ma anche no) vediamo cosa succede fuori dal nostro paese. In Inghilterra per esempio, dove vogliono costruire 15 città ecologiche entro il 2020, contribuendo in un colpo solo agli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e alle richieste di nuove case.
L’individuazione dei siti è già in corso. Le nuove case saranno a basso impatto ambientale, costruite con materiali riciclati, con tecnologie di risparmio energetico e uso di fonti rinnovabili, e vari altri criteri di bioedilizia. Le case saranno destinate ai ceti meno abbienti.
Tutto perfetto insomma, o quasi. Gli ambientalisti (che non sono mai contenti, si sa) sono preoccupati della localizzazione di queste nuove città, ovvero lontane dai grandi centri, e quindi sarebbe necessario ricorrere all’auto per spostarsi, causando un aumento del traffico e dei consumi di carburante. Speriamo che nel progettare queste città pensino anche a una rete di trasporti sostenibile, così accontentiamo tutti.
Via | edilone.it
Foto | parchilagomaggiore

Passati gli entusiasmi per l’abbattimento dell’ecomostro di Palmaria, ne rimangono molti altri in Italia nella lista nera di Legambiente. Edifici costruiti dove non si dovrebbe, grazie a concessioni false, ad amministratori compiacenti, contro ogni utilità e veri e propri scempi del paesaggio. Sono lì in attesa che vengano abbattuti o che le vertenze giudiziare ne decretino la sentenza finale. Vediamone alcuni, quelli a mio avviso con la storia più curiosa.
Palafitta di Falerna (CZ). E’ quasi bello questo palazzo di tre piani, costruito talmente in riva al mare che con l’alta marea sembra che ci galleggi sopra. Peccato che sia stata costruita in modo abusivo su territorio demaniale. Possiede regolare concessione edilizia, ma questa è stata concessa senza i documenti relativi alla esatta localizzazione dell’edificio. Una lunga storia di ricorsi, sentenze di abbattimento e sospensioni, e la palafitta è ancora in piedi.
Il diritto alla casa di Ischia. 1000 demolizioni previste, alcune sono case costruite in zone protette e quindi non condonabili. Ma il Vescovo è sceso in campo di recente per difendere l’abusivismo edilizio invocando il diritto della persona umana ad avere una casa (prima o seconda che importa?), un lavoro, una scuola e luoghi di associazione. E in attesa del Piano Casa di Berlusconi che potrebbe mettere a posto tutto.
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Il piano casa si farà. Lo ha detto il Premier Berlusconi. Ora il punto è capire quanto e come, se sarà un condono travestito o un reale volano per l’economia.
Intanto alla Lega non piace e poi manca il parere delle Regioni, che di fatto si occuperebbero praticamente dell’attuazione della nuova colata di cemento.
Ma ne sentivamo il bisogno di questo piano? A sentire le dichiarazioni di Berlusconi sembrerebbe di si, o meglio, riferisce il nostro Presidente del Consiglio, che la manovra in questione, che dovrebbe diventare venerdì prossimo decreto o legge, è apprezzata da un italiano su due, “anzi qualcosa in più”, ha aggiunto Berlusconi nelle dichiarazioni ai TG nazionali.
Foto | Euclide
Il Premier annuncia che venerdì sarà discusso in Consiglio dei Ministri il nuovo Piano casa: una colata di cemento che toccherà l’italico stivale, gestita autonomamente dalle Regioni e che consentirà ad ogni cittadino di aumentare del 20% la cubatura di una struttura abitativa; del 30% per gli edifici costruiti prima del 1989; mentre se si decide per la ristrutturazione secondo criteri di bioedilizia, si può arrivare all’aumento del 35%.
Per avviare i lavori sarà necessaria una semplice autocertificazione e in sostanza un architetto o un ingegnere firmerebbero la certificazione di conformità, da rendere con perizia giurata al posto del permesso a costruire rilasciato dagli uffici all’edilizia del comune.
In pratica ha detto il Premier, questa sburocratizzazione del sistema per aumentare stanze in casa servirà a smuovere l’economia e a far trovare alloggio alle nuove coppie:
Saranno le singole regioni, che dovranno valutare il piano: serve per smuovere l’economia e in particolare l’edilizia da sempre ferma e impastoiata da mille burocratismi. Non sono previste modifiche ai piani regolatori, ma significa soltanto dare a chi ha una casa, e nel frattempo ha ampliato la famiglia perché i figli si sono sposati ed hanno dei nipotini, la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze, dei bagni, con i servizi annessi alla villa esistente.
Il Veneto sarà la prima Regione a discutere il varo del provvedimento e potrebbe essere seguita dalla Sicilia.
Via | Quotidiano.net, JulieNews
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