Allarme botulino: in Italia oltre 500 casi all’anno

Dopo le intossicazioni legate al consumo di un pesto alla genovese, torna alta l’attenzione sul botulino di cui, in Italia, sono già stati segnalati 268 casi nei primi sei mesi del 2013

Il caso del pesto alla genovese nel quale sarebbero state trovate tracce di botulino ha nuovamente alzato l’attenzione sul tema della sicurezza alimentare. L’allarme lanciato sabato scorso per una partita di ben 14.872 confezioni di salsa al basilico distribuite in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Valle d'Aosta , purtroppo, non è riuscito a evitare che alcuni consumatori condissero la loro pasta con il pesto e in tutto il Nord Italia oltre cento persone si sono fatte visitare dopo avere accusato problemi o a scopo puramente cautelativo, dopo aver mangiato il pesto prodotto dalla fabbrica Bruzzone e Ferrari.

I problemi connessi al botulino sono fra i più sottovalutati nella variegata casistica delle intossicazioni alimentari. Eppure in Italia, nel primo semestre del 2013, ne sono stati segnalati ben 268, un numero che contraddistingue un trend in aumento visto che durante tutto il 2013 furono ben 517 i casi rilevati nel nostro Paese.

In Italia il sistema di allerta alimentare funziona, tanto che il nostro paese è il primo per quanto riguarda il numero delle segnalazioni di rischi alimentari alle autorità comunitarie nel primo semestre 2013. Da notare che circa l’80% delle segnalazioni riguardavano prodotti alimentari di provenienza straniera.

L’estate è una stagione critica poiché, con le alte temperature, i rischi di contaminazioni microbiologiche aumentano in maniera sensibile. Alcuni batteri crescono anche nei frigoriferi a temperatura di refrigerazione e d’estate è meglio spostare il termostato su una temperatura più fredda rispetto all’inverno. È inoltre opportuno assicurarsi che la porta del frigo sia ben chiusa e che gli alimenti crudi siano separati da quelli cotti.

Via | Coldiretti

Foto © Getty Images

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