Maltempo: 30% di raccolto in meno nel Nord Italia

Le piogge persistenti hanno messo in ginocchio le campagne di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna

La pioggia non dà tregua e la primavera è tornata a vestire i panni di un inverno tardivo. In tutto il Nord Italia le temperature sono bassissime, tanto che nel week end è tornata la neve, anche su quote relativamente basse.

Le semine sono in ritardo, in terribile ritardo e chiunque sia andato al mercato in questi giorni si sarà accorto di come il prezzo di frutta ed ortaggi sia schizzato alle stelle.

Secondo le stime di Coldiretti, il 2013 potrebbe far registrare un 30% in meno di raccolti: dal Piemonte al Veneto, dall’Emilia Romagna alla Lombardia le campagne sono sotto l’acqua, con migliaia di ettari che non riescono ad assorbire le precipitazioni delle ultime settimane. Il Giro d’Italia 2013, per esempio, rischia di venire ricordato come il più piovoso della storia.

Dal pomodoro al riso, dalle patate alla frutta, dal mais alla soia, non c’è raccolto che non sia compromesso dalle condizioni meteo e anche gli allevatori sono in apprensione a causa delle piogge persistenti che fanno marcire il fieno per gli animali.

Veniamo ai dati. In Piemonte i danni nelle risaie di vercellese e novarese sono quantificabili nel 50% del raccolto e anche per quanto riguarda il mais non va certo meglio: nelle province di Asti, Alessandria, Cuneo e Torino le perdite oscillano fra il 30 e il 45%.

In Veneto per molti frutti il raccolto sarà dimezzato, molte ciliegie sono spaccate per la troppa pioggia. In Emilia Romagna è ferma la semina delle patate, mentre nel piacentino il 70% dei pomodori non è stato piantato.  In Lombardia la situazione è critica a tutte le latitudini, tanto nei frutteti della Valtellina, quanto nei campi del mantovano e del cremonese.

Dall’inizio dell’anno le precipitazioni sono state del 53% superiori alla media, un dato che fa della primavera 2013 la più piovosa degli ultimi due secoli.

I problemi connessi all’assorbimento delle acque non sono dovuti soltanto a cause naturali. Ogni giorno, in Italia, vengono cementificati 288 ettari di terreno agricolo (400 campi da calcio) che divengono impermeabili, causando i noti problemi di allagamenti e dissesto idrogeologico che finiscono periodicamente agli onori delle cronache. In vent’anni 1,2 milioni di aziende agricole hanno chiuso e, anche se fra le giovani generazioni sta rifiorendo il desiderio di tornare all’agricoltura, stagioni come queste sono un ostacolo e un potente dissuasore a chi voglia vivere dei frutti della terra.

Via | Coldiretti 

Foto © Getty Images

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