Olio italiano: fatta la legge contro frodi e contraffazioni

La legge che è già stata ribattezzata Salva olio italiano è stata approvata in via definitiva lo scorso 19 dicembre. Le “Norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini” sono state accolte con favore dalle associazioni agricole e agroalimentari quali Unaprol, Cno, Alleanza Cooperative, Cia e Coldiretti, unica voce di dissenso è stata quella di Confagricoltura che teme un appesantimento burocratico ed economico a carico delle imprese.

In caso di frodi e sofisticazioni, una volta accertata la responsabilità penale di eventuali comportamenti illeciti dei singoli essa può essere estesa agli enti da questi rappresentati. Sono previste sanzioni accessorie per contraffazione di olio Igp e Dop e la pubblicazione della condanna su quotidiani nazionali e il divieto a operare nel settore per cinque anni. Insomma il giro di vite è radicale. 

Altro importante capitolo del provvedimento è quello relativo all’etichettatura: vengono stabiliti la grandezza minima di 1,2 mm per i caratteri con i quali viene designata l’origine, l’obbligo di segnalare l’eventuale miscelazione con oli di oliva provenienti da altri Paesi e un nuovo termine di conservazione fissato in diciotto mesi dalla data di imbottigliamento. Altre norme disciplinano la registrazione e l’uso dei marchi e focalizzano la loro attenzione sul contrasto delle pratiche di concorrenza sleale (per esempio le vendite sottocosto nei supermercati che, d’ora in poi saranno soggette alla comunicazione al Comune di ubicazione dell’esercizio commerciale).

L’ultima parola, ora, spetta alla Commissione europea che entro il 21 febbraio avrà tempo per proporre eventuali modifiche. Se la legge dovesse essere confermata a livello comunitario la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale potrà avvenire a partire dal 22 febbraio.

Via I Slow Food

Foto © Getty Images

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