Olio e vino: crolla il Made in Italy, nel 2013 la produzione nazionale coprirà solo il 75% del fabbisogno interno


Eravamo il Paese dell’olio e del vino. Dopo il raccolto delle olive e la vendemmia dello scorso autunno i coltivatori fanno un primo bilancio e i loro conti non tornano. Crolla la produzione di due fra i capisaldi del Made in Italy: l’olio perde il 12% rispetto al raccolto 2011, il vino registra un passivo del 6% rispetto alla precedente vendemmia. L’analisi di Coldiretti, sui preoccupanti dati diffusi da Istat sulla produzione industriale 2012, segnala un -12% nella produzione di pomodoro da conserva, un –15,2% nel raccolto delle mele e un –34% in quello delle pere. La vendemmia 2012 è – con 40 milioni di ettolitri – la più povera da quasi 40 anni, mentre per quanto riguarda l’olio di oliva il raccolto 2012 si è attestato sui 4,4 milioni di tonnellate.

Fra le cause che hanno provocato questa drastica riduzione della produzione vi è sicuramente l’anomalo andamento del clima del 2012 con un persistente gelo invernale, una prolungata siccità estiva e frequenti nubifragi autunnali. Se si tiene conto della produzione agricola nel suo insieme il raccolto 2012 risulta in grado di soddisfare solamente il 75% del fabbisogno alimentare degli italiani, il che significa che dovranno aumentare le importazioni e, conseguentemente, i prezzi di frutta e verdura. Il rischio denunciato dalla Coldiretti è che gli ingredienti provenienti dall’estero vengano impropriamente spacciati come Made in Italy penalizzando ulteriormente la produzione interna che già soffre parecchio all’estero per il fenomeno dell’italian sounding.

Nonostante le numerose misure di contrasto, con severe restrizioni nelle specificazioni dell’origine dei prodotti, il mercato italiano continua ad accogliere, suo malgrado, olio extravergine tunisino, pomodoro concentrato cinese, mozzarelle taroccate (talvolta di colore blu…) e paste di formaggio fuse e cagliate fuori dai confini nazionali.

Via I Coldiretti

Foto © Getty Images

 

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