Rifiuti di Roma: il ministro Clini conferma la chiusura definitiva di Malagrotta. Torna l'ipotesi Allumiere

Il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini, in visita a Bruxelles nella giornata di ieri, ha annunciato che la discarica di Malagrotta di Roma chiuderà improrogabilmente entro il mese di giugno, come previsto dal suo decreto salva-emergenza:

La situazione di Roma è complessa, ma la stiamo risolvendo grazie al decreto di gennaio. Per quarant'anni Roma è stata in balia di un sistema basato sulle discariche, e noi lo chiudiamo senza costruire i nuovi impianti

ha dichiarato il ministro a margine dell'incontro con il commissario Ue all'Ambiente, Janez Potocnik, presso il quale si era recato per presentare il resoconto dell'azione del governo italiano per ovviare al problema rifiuti nel Lazio ed evitare di pagare le multe minacciate dall'Unione europea, che sulla gestione rifiuti in Italia ha numerose procedure d'infrazione in corso.

L'11 aprile termina la consegna dei rifiuti non trattati a Malagrotta, che a giugno chiuderà improrogabilmente

è la linea del ministro, il quale ha sottolineato di non voler costruire nuovi impianti ma di puntare all'ottimizzazione di quelli già esistenti; nessuna discarica dunque? Troppo presto per dirlo, anche perchè le dichiarazioni del commissario straordinario all'emergenza Goffredo Sottile (nominato guardacaso da Clini) non lasciano spazio alla fantasia:

E' previsto che Malagrotta chiuda a giugno. Per quanto mi riguarda ho rilasciato l'Aia per Monti dell'Ortaccio. Ora ci sono dei problemi da superare, un ricorso del Colari per annullare l'acquisizione del bene al patrimonio comunale. C'e' questa ipotesi. E nel frattempo vediamo se viene fuori qualche altro sito anche in collaborazione con l'amministrazione regionale.

Nelle parole del commissario Sottile c'è una notizia piuttosto importante, anzi due: la prima è che la discarica si farà (e pare inevitabile visti i tempi), la seconda è che non è detto che questa sia nella Valle Galeria (come Malagrotta e Monti dell'Ortaccio): potrebbe tornare in auge, si vocifera nei corridoi del ministero, in Comune e in Regione, l'ipotesi Allumiere (Rm).

Nell'area di un poligono di tiro di proprietà del Ministero della Difesa, un luogo perfettamente descritto come ideale anche nel Piano Rifiuti della Regione Lazio, in località Allumiere (a circa 95kg da Roma); un luogo che già nel 2010 era stato proposto, grazie ad un accordo tenuto nascosto siglato dal sindaco Alemanno e dall'ex ministro LaRussa, che potete consultare qui.

L'ipotesi Allumiere, di per sè illecita ed assurda, è quella che le voci di corridoio danno come la più accreditata dal commissario Sottile.

Il toto-discarica non si ferma e più va avanti il tempo più critica diventa la situazione; come dichiarato da Massimiliano Iervolino, membro del comitato nazionale di Radicali Italiani ed autore di due libri sui rifiuti di Roma ("Con le mani nella monnezza" e "Roma, la guerra dei rifiuti")

visto che i cittadini della Valle Galeria sono stufi di promesse aleatorie, il Ministro chiarisca qual è l’alternativa. Il “suo” decreto, infatti, non risolve il problema ma lo attenua, tanto è vero che riguarda solo i rifiuti indifferenziati e non quelli differenziati, motivo per cui anche se il testo del Governo venisse attuato alla lettera avremmo comunque bisogno di una discarica.

La soluzione, forse, anche qui si trova ad Allumiere. Una bella patata bollente per le elezioni a sindaco di Roma.

Via | AGI

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