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Riso con pesticidi: nessun marchio promosso nel test Altroconsumo

Riso Basmati sotto esame: pesticidi e aflatossine nel test Altroconsumo 2025, nessun marchio promosso
Riso Basmati sotto esame: pesticidi e aflatossine nel test Altroconsumo 2025, nessun marchio promosso

Altroconsumo ha testato diversi marchi di riso basmati e i risultati non sono stati affatto positivi: tutti bocciati!

Altroconsumo ha diffuso l’11 maggio 2026, in Italia, i risultati del test 2025 sul riso Basmati venduto nei supermercati. L’obiettivo era chiaro: capire se in uno dei prodotti più presenti nelle cucine di casa ci fossero tracce di pesticidi e aflatossine. Il verdetto, secondo l’associazione, è pesante: 8 campioni analizzati, 8 giudicati di qualità bassa. C’è anche un caso che va oltre, quello di Curtiriso, che supera i limiti di legge per l’aflatossina B1. Un dato che si aggiunge a un allarme già acceso in Europa: nei primi sei mesi del 2025, ricorda il sistema RASFF, sono stati segnalati 66 casi di contaminazione su partite di Basmati importato nell’Unione.

Aflatossine e pesticidi, il nodo che preoccupa

Il fronte più delicato è quello delle micotossine, sostanze prodotte da muffe che si sviluppano più facilmente in ambienti caldi e umidi, come alcune zone di coltivazione tra India e Pakistan. Dai test è emerso che 5 campioni su 8 contenevano aflatossine. Nel caso del riso Basmati Curtiriso, Altroconsumo segnala un valore di aflatossina B1 oltre la soglia di legge, fissata a 2 microgrammi per chilo. Nello stesso campione sono state trovate anche aflatossine B2, G1 e G2. Gli altri prodotti non risultano fuori norma, ma in 4 confezioni la presenza di aflatossine è stata comunque giudicata non irrilevante in caso di consumo frequente, soprattutto per bambini e persone più esposte.

Sul versante dei pesticidi, i residui compaiono in quasi metà dei campioni. I valori, precisa Altroconsumo, restano entro i limiti europei. Ma c’è un punto: in più di un caso si tratta di principi attivi vietati nell’Ue e ancora usati nei Paesi produttori. Alcune di queste sostanze, secondo le classificazioni richiamate nel test, rientrano tra gli interferenti endocrini o tra le sostanze CMR, cioè cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione. L’Ente Nazionale Risi ha definito il quadro “intollerabile”, chiedendo regole più rigide e reciprocità nelle importazioni.

La classifica boccia tutti: nessuno si salva

La graduatoria pubblicata da Altroconsumo non promuove nessun prodotto. In testa c’è Conad Riso Basmati con 41 punti su 100, ma anche in questo caso il giudizio resta qualità bassa. Subito dopo arrivano Delizie dal Sole-Eurospin ed Esselunga Riso Basmati, entrambi a 34/100.

Pericolo pesticidi riso basmati

Riso basmati, Altroconsumo lancia l’allarme pesticidi (Ecoblog.it)

Più indietro, con 27/100, ci sono Coop Fior Fiore Basmati da India, Gallo Basmati Profumato da Agricoltura Sostenibile, Riso Scotti Basmati Profumato e Selex Riso Basmati. In fondo alla lista c’è Curtiriso Riso Basmati, di fatto bocciato per il superamento dei limiti sulle aflatossine. Il dato più netto è questo: non c’è un prodotto che raggiunga una valutazione almeno discreta. E per un alimento così comune, spesso scelto per piatti leggeri, insalate o ricette etniche, è un segnale che pesa.

Come sono stati fatti i controlli

I campioni, spiega l’associazione, sono stati acquistati a maggio 2025 e analizzati tra giugno e settembre 2025. In laboratorio sono state cercate oltre 700 sostanze tra residui di pesticidi. Sono stati controllati anche i metalli pesanti come cadmio e arsenico, oltre a diverse micotossine, tra cui aflatossine, ocratossina A e DON.

Il test però non si è fermato alla sicurezza chimica. Sono stati verificati anche la corrispondenza tra la varietà indicata in etichetta e quella davvero presente nella confezione, l’umidità del chicco, i difetti visibili, come grani rotti o danneggiati, e la completezza delle informazioni date al consumatore. C’è stata poi una prova di assaggio in cieco, con i risi cotti per bollitura secondo il metodo tradizionale. Nel giudizio finale, il 45% del punteggio è dipeso dalle analisi di laboratorio, il 45% dall’assaggio e il 10% dall’etichetta. Le irregolarità più gravi, come il superamento dei limiti di legge, hanno inciso in modo decisivo.

Le alternative italiane e le regole per conservarlo bene

Alla luce dei risultati, Altroconsumo invita a limitare il consumo abituale di Basmati importato e ad alternarlo con varietà aromatiche coltivate in Italia, come Apollo, Fragrance e Iarim. Si tratta di risi a chicco lungo, con una buona tenuta in cottura e un profumo che, pur diverso, può ricordare quello dei risi asiatici. Apollo, coltivato soprattutto in Piemonte e Sardegna, viene spesso scelto per contorni e piatti unici. Fragrance ha un aroma più marcato ed è adatto anche alle insalate fredde. Iarim, invece, è apprezzato per la consistenza più sgranata, utile nelle preparazioni pilaf.

C’è poi il tema della conservazione domestica. Non elimina contaminazioni già presenti all’origine, ma aiuta a non peggiorare la situazione. Il riso va tenuto in un luogo asciutto, lontano da fonti di calore, meglio se dentro contenitori ermetici. Una precauzione semplice, ma utile per ridurre il rischio di muffe. Per chi compra spesso riso Basmati al supermercato, il test lascia soprattutto un’indicazione pratica: leggere bene l’etichetta, controllare la provenienza e non dare per scontato che un prodotto molto diffuso sia anche privo di problemi.

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