Con l’arrivo della bella stagione, tra primavera e primi weekend lunghi, l’Italia del cicloturismo torna tra le scelte di chi vuole partire senza andare troppo lontano. Pesano la voglia di viaggi più sostenibili, i costi più bassi e la possibilità di muoversi in treno con la bici, dalle Alpi alla Sicilia barocca. Un modo di viaggiare che piace perché fa entrare davvero nei paesaggi, invece di lasciarli scorrere dietro un finestrino.
Dentro questa cornice si muovono quindici percorsi in bici in Italia, diversi per fondo, difficoltà e ritmo, ma uniti dalla stessa idea di viaggio lento, tra borghi, ciclovie sul mare, salite appenniniche e strade secondarie. Sui treni regionali e su alcuni Intercity, vale la pena ricordarlo, la bicicletta può viaggiare montata con un supplemento; sulle Frecce, invece, va smontata e sistemata in sacca.
Dalle strade alpine al Garda, i percorsi di montagna da Tour of the Alps alle Alpi Giulie
Tra gli itinerari più completi c’è il Tour of the Alps in versione cicloturistica: un lineare di circa 420 chilometri con 3.000 metri di dislivello, da fare in sei giorni tra Innsbruck e Garda Trentino. Si pedala tra ciclabili alpine, vallate e passi che chiedono fiato e gambe, ma restituiscono un paesaggio che cambia in continuazione. Per affrontarlo serve una gravel, una touring o anche una e-bike ben attrezzata. Meglio vestirsi a strati: al mattino l’aria può essere pungente, poi poche ore dopo, scendendo verso sud, la temperatura cambia del tutto.
Più corto, ma tutt’altro che semplice, è l’Anello delle Tre Valli Alpine in Friuli Venezia Giulia: 73,6 chilometri, 1.098 metri di dislivello, uno o due giorni di viaggio tra Val Fella, Val Raccolana, Val Rio del Lago e il passaggio da Cave del Predil, ex borgo minerario incastonato tra le montagne. È un percorso da fare tra giugno e settembre, con tratti in cui si alternano boschi, silenzio, acqua e cascate.
Lungo fiumi, lagune e vecchie ferrovie: le ciclovie più facili da Mantova-Venezia alla Riviera dei Fiori
Chi cerca una pedalata più semplice ha davanti proposte molto diverse, ma con due punti in comune: poco dislivello e organizzazione agevole. La formula Mantova-Venezia Bike & Barge mette insieme navigazione e bicicletta in un viaggio di otto giorni. Di giorno si pedala lungo gli argini del Po e del Mincio, con tappe fra 25 e 55 chilometri; la sera si dorme sulla chiatta-hotel, tra cena servita e bici già pronte per ripartire il giorno dopo. Da aprile a ottobre è una soluzione che funziona bene, anche se agosto resta il mese meno adatto per il caldo umido.

I percorsi più belli per esplorare l’Italia in bici (Ecoblog.it)
In Liguria, invece, la Ciclovia Riviera dei Fiori è una delle più facili da suggerire a famiglie e cicloturisti occasionali: circa 45 chilometri tra Ospedaletti e Andora, grazie al prolungamento nel Golfo Dianese entrato in funzione nel 2026. Il tracciato è asfaltato, ricavato dalla vecchia linea ferroviaria e separato dal traffico. Il mare resta quasi sempre lì, accanto. E il viaggio prende subito un altro ritmo.
Colline, borghi e sapori: Parma, Oltrepò, Maremma e Marche da pedalare con calma
Nell’Italia centrale il cicloturismo cambia faccia: più vario, spesso più legato alla tavola, a volte anche più duro. Il Gravel Gourmet nelle Valli di Parma è un anello di 75 chilometri con 800 metri di dislivello, da chiudere in cinque o sei ore, tra strade bianche, il Parco Boschi di Carrega, la Rocca Sanvitale, il Castello di Torrechiara e Felino. Il percorso scorre bene, ma conviene evitare i giorni subito dopo la pioggia, quando il terreno argilloso diventa viscido e la bici quasi si incolla. Più impegnativo l’itinerario dell’Oltrepò Pavese, da Stradella a Salice Terme: 137 chilometri e 2.580 metri di dislivello in sei giorni, tra vigneti, crinali e borghi medievali.
In Toscana il Grand Tour della Maremma attraversa una campagna più aperta, più ruvida, mentre nelle Marche l’Anello di Raffaello unisce paesaggio collinare e tracce rinascimentali, con salite da non sottovalutare. Qui la bici non è soltanto un mezzo: è il modo più naturale per fermarsi in una piazza, bere un bicchiere d’acqua alla fontana e poi ripartire senza fretta.
Dal Tirreno al Sud profondo: Amalfi, Ischia, Calabria, Pollino, Salento e Sicilia barocca
Nel Mezzogiorno ogni itinerario cambia tono a ogni curva. La Costiera Amalfitana Bike e Hike alterna tratti in sella e camminate panoramiche su una delle strade più esposte e fotografate d’Italia. Conviene partire presto, quando il traffico è ancora contenuto, e tenere bene a mente pendenze e tornanti.
A Ischia, il format Bike e Spa mette insieme salita, strade secondarie e soste termali, con tempi più rilassati e un’atmosfera più raccolta, quasi isolana nel senso pieno del termine. Più dentro l’entroterra corre la Ciclovia dei Parchi della Calabria, uno degli assi più lunghi e riconoscibili del Sud, mentre il Pollino dal sellino parla a chi cerca montagna vera, dislivelli e paesi lontani. In Salento, con La Ciclonica, il passo cambia ancora: il percorso è più slow, costiero, adatto a chi vuole alternare bici, mare e soste nei centri storici.
A chiudere c’è la Sicilia barocca, pedalata nei luoghi legati anche all’immaginario di Montalbano, tra pietra chiara, città tardo-barocche e tratti assolati da affrontare con scorte d’acqua e partenze di buon mattino. Per organizzare il viaggio, oltre ai siti ferroviari, molti cicloturisti usano piattaforme come Wikiloc, che raccoglie milioni di tracciati outdoor e permette di controllare lunghezza, fondo e dislivello prima di mettersi in sella.








