Legna, stop all’import da taglio illegale

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali mette fine al grave ritardo dell’Italia sul fronte del contrasto al mercato illegale del legno

La disciplina europea riguardante il divieto di importazione di legname proveniente dal taglio illegale delle foreste entra in vigore anche in Italia, grazie a un decreto legge approvato negli scorsi giorni in Consiglio dei Ministri. La decisione è stata presa dopo le pressioni di Greenpeace per far fronte al grave ritardo dell’Italia in merito al Regolamento del Consiglio Ue n. 2173/2005 (sull’istituzione di un sistema di licenze Flegt per le importazioni di legname nella Comunità europea) e Regolamento del Parlamento e del Consiglio Ue n. 995/2010.

Proprio negli ultimi giorni è emerso lo scandalo del taglio fraudolento di legname e dei falsi documenti sul mercato brasiliano. Dopo alcuni anni di “frenata”, il disboscamento in Amazzonia ha ricominciato a correre, vuoi per far spazio alle ambizioni dei coltivatori di soia e agli allevatori di bestiame, vuoi per favorire il lucrativo business del legname. Molto di questo legname va ad alimentare aziende europee come Pinto Leitão e Tradelink.

Per il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, si tratta di “un grande passo in avanti nella lotta contro il commercio e l'importazione illegale di legno”. Il Ministero sarà l’autorità competente e si avvarrà del Corpo forestale dello Stato per i controlli su tutto il territorio nazionale.

Secondo quanto riferito da Coldiretti, le importazioni di legna da ardere sono cresciute del 25% nel 2013 e l’industria italiana di trasformazione del legna restano dipendenti al 70% da materiale proveniente dall’estero. Anche perché l’86,6% della superficie forestale nazionale è sottoposta a forme di vincolo idrogeologico.

View of piled logs 20 February 2005, 70

Via | Mipaaf

Foto © Getty Images

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