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Rubbia e il solare termodinamico

Pubblicato: 26 apr 2006 da lumachina

Commenti dei lettori

specchi solariUn lettore (Pippo) ci segnala che Rubbia sta realizzando in Spagna un progetto per fornire energia dal sole, progetto che avrebbe dovuto essere realizzato in Sicilia (Progetto Archimede, ispirato agli specchi ustori), ma che non ha ottenuto i necessari documenti.

“Abbiamo chiesto un anno e mezzo fa di avere una risposta semplice. Ci voleva qualcuno nel ministero delle Attività produttive e dell’Ambiente che dicesse ‘il solare termodinamico che voi avete progettato è verde, pulito, come l’energia eolica o il solare fotovoltaico’. Ma essendo una cosa nuova nessuno ha voluto esprimersi.” Carlo Rubbia (fonte Ansa 23 settembre 2005).

Secono quando riportato su PiazzaCavour “il 3% del territorio basterebbe a produrre il 70% dell’energia necessaria al Paese”.
Il sistema prevede di installare degli specchi che captano i raggi del sole per riscaldare ad altissima temperatura un composto salino che funge da volano termico, ovvero immagazzina il calore per poi restituirlo secondo necessità (ad esempio di notte).

Se ben ricordo da una conferenza al dipartimento di Fisica dell’Università di Milano, circa 13 anni fa, la critica mossa a Rubbia in Italia è che coprire il 3% del territorio di specchi modificherebbe parecchio l’albedo (il potere riflettente) del suolo, portando a cambiamenti climatici non indifferenti.
Non è nemmeno vero che si otterrebbe energia gratis. Pensate a quanto costerebbe coprire di specchi il 3% del nostro territorio (10.000 Km2 tutte Le Marche, spostando magari altrove il milione e mezzo di persone che ci abitano).

Adesso, secondo me l’idea di Rubbia è carina, ma non credo che possa essere considerata la soluzione miracolosa al problema energetico. Sempre secondo me, per quanta fantasia possa avere il popolo italiano nel cercare soluzioni creative, non potremo che scontrarci con la necessità di limitare i consumi e ottimizzare le risorse. Io però non sono un premio Nobel, per cui potrei sbagliarmi.

» Rubbia e il solare termodinamico su PiazzaCavour
» Il Progetto Archimede su Repubblica (articolo del 2004)
» Parlavamo di Rubbia su ecoblog a settembre 2005

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47 commenti

Commenti dei lettori

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  • eros

    26 apr 2006 - 08:50 - #1
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    Ma sicuramente non è la soluzione, ma tante piccole cose ne fanno una grande, eolico, solare e ben venga anche questa….mettiamoci nell’ottica che il petrolio finirà, vogliamo vivere una viata alla mad max?…..o rivolgerci a ciarlatani che per interessi personali ogni tanto tirano fuori idee “pastrane”…come quella del nucleare?…si, nucleare, in italia non sanno gestire un’autostrada, voi fareste mettere e gestire una centrale vicino a casa vostra?…è vero le abbiamo dietro le alpi, e compriamo anche da loro, ma loro le cose le sanno fare e gestire!……

    Eros

  • Luca B

    26 apr 2006 - 09:06 - #2
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    Sicuramente è vero che il progetto non è la panacea per l’energia in Italia. Quello che però non capisco è la mancanza di coraggio tutta italiana nel fare almeno un progetto pilota. In questo modo si sarebbero potuti vedere sul campo quali erano i vantaggi e quali i problemi. Ricordo poi che la costruzione doveva essere fatta a Priolo accanto ad una centrale termoelettrica in una zona di non particolare valore paesaggistico. Secondo me abbiamo perso un’occasione.

  • Profilo di AXE

    AXE

    26 apr 2006 - 09:57 - #3
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    si ma rubbia parlava del 3% x eliminare COMPLETAMENTE la dipendenza dal petrolio (se ricordo bene i dati la nostra energia elettrica deriva 70% petrolio/carbone 30% altre fonti), basterebbe cominciare comunque anche con l’1%.

  • Andrea

    26 apr 2006 - 10:14 - #4
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    Questo tipo di produzione è ben di più di un’idea “carina”. E’ molto effiente e piuttosto economica, e permette di regolare in modo ottimale e relativamente semplice la produzione di energia a seconda del fabbisogno orario (si ha bisogno solamente di grossi serbatoi isolati in cui immagazzinare il calore; sul sito dell’enea trovate anche i dati dei volumi richiesti).

    Questo tipo di produzione pulita permetterebbe di fornire anche le grandi potenze necessarie agli ambienti industriali (questo è un discorso che trovo non si faccia mai quando si parla di fotovoltaico).

    Ovvimente poi il discorso del 3% lascia il tempo che trova, anche perchè questo tipo di produzione, a differenza del fotovoltaico, ha un grandissimo difetto (l’unico): non produce nulla se il cielo è nuvoloso, quindi non si possono certo installare in tutto il nord italia.

    A mio parere questo tipo di produzione, unito al fotovoltaico, potrebbe letteralmente azzerare le emissioni di CO2 di tutte le zone con la stragande maggioranza di giorni di sole in un anno.

  • guido

    26 apr 2006 - 11:48 - #5
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    come mai nessuno menziona la Fusione Fredda?

  • greenkey

    26 apr 2006 - 12:01 - #6
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    3% del nostro territorio (10.000 Km2 tutte Le Marche

    Credo di aver capito male… la marche coprono il 3% del nostro territorio?

  • Profilo di pentolaccia

    pentolaccia

    26 apr 2006 - 12:25 - #7
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    Nemmeno il prototipo fanno costruire? eppoi lo vendono ai cinesi… sembra una barzelletta.
    ci sono tecnologie che producono energia trasformando la materia, altre invece sfruttando la natura.

    Per ogni cosa che si fa ci sono sempre delle controindicazioni:
    le pale eoliche sono brutte (per alcuni) e non rendono tantissimo
    i pannelli fotovoltaici sono brutti (per alcuni) e costano
    il nucleare ha problemi di gestione e costi abnormi
    il petrolio inquina e (tra poco sarà costoso)
    e si appoggia ad una risorsa da estrarre e finita
    il carbone inquina e pure si appoggia ad una risorsa da estrarre e finita
    Il problema cardine di questo inizio millennio sono le emissioni prodotte per avere energia (dai mezzi per produrre energia motrice a quelli per produrre energia elettrica). Bisogna a tal proposito dire che
    in generale le trasformazioni termiche hanno un impatto ambientale maggiore (perchè producono scorie che rientrano nell’ambiente).

    Del progetto di rubbia avevo già sentito parlare quando se ne ando’ dall’enea.
    Volevo far notare che nel mondo le zone desertificate aumentano con il passare del tempo. Costruire in questi luoghi questi aggeggi equivale a costruire dei trasformatori di energia che non producono scorie e che “sfruttano” (paradossalmente) la desertificazione stessa: si potrebbe quasi parlare di impatto ambientale negativo anche se non ho capito bene la storia dell’albedo.
    In una zona desertificata questi affari funzionerebbero da dio. In spagna ed in cina (che ne hanno parecchi di deserti se ne sono resi conto.
    Per quel che riguarda l’Italia non dico di tappezzare il paese con questi cosi, pero’ proprio quelle regioni che hanno zone ad alta esposizione solare (come deserti appunto) potrebbero iniziare a sfruttarle… noi nemmeno il prototipo abbiamo fatto… ci piace bruciare… burciare bruciare…un paese di piromani..

    chiudo con una nota: Nella zona di casa mia (abito in toscana) per mettere un pannello solare è un impresa epica (beghe infinite con l’amministrazione (di sinistra notare bene)) che vuole salvaguardare il paesaggio da questi ( secondo loro) “orribili” oggetti. Pero’ quando si tratta di costruire villette a schiera (la festa del mattone) non si pongono tanti problemi e i permessi gli concedono eccome…..

  • Profilo di Lumachina

    Lumachina

    26 apr 2006 - 12:49 - #8
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    Carissimi, rispondo un po’ a tutti: secondo l’agenzia internazionale sull’energia, abbiamo gia’ circa 1.000 km2 di facciate e tetti utilizzabili che potrebbero garantire fino a 127 Twh/anno, una quantità sufficiente a coprire circa il 45% dell’intera domanda nazionale. Il metodo di Rubbia, in termini di spazio necessario, rende di meno (servono 6.000 Km2 per arrivare al 45% dell’energia). Quanto costi non lo so.

    Coprire il suolo di specchi significa ombreggiarlo e raffreddarlo. Farlo in grande ha un impatto ambientale che andrebbe stimato attentamente. I deserti sono ambienti naturali (noi no, ma altri animali e piante ci vivono!!!).

    L’albedo e’ una misura di quanta luce viene assorbita o riflessa da una superfice. Un ghiacciaio riflette molta parte della luce (servono gli occhiali scuri e la neve resta fredda). Un bosco riflette mediamente. Una strada asfaltata assorbe piu’ che riflettere (d’estate e’ calda e si asciuga prima di un prato erboso).

  • Profilo di Luca M

    Luca M

    26 apr 2006 - 14:12 - #9
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    e l’off shore?
    xkè nn lo si considera mai? capisco ke costi di più ke sul terreno, ma in mare ci sono minori problemi di spazi, le correnti ridistribuirebbero il calore perso e, cmq si contribuirebbe al raffreddamento del mare ke negli ultimi tempi ha provocato la tropicalizzazione delle specie marine..insomma, a parte la salsedine ke corrode, ditemi voi se nn è meglio usare gli impianti off shore..nell’adriatico i fondali sono sufficientemente bassi, e poi i costi si riducono se costruisci delle “fattorie rinnovabili” (eolico, solare e onde del mare)..ma il discorso qui è l’estrema incapacità di muoversi verso una direzione sostenibile..x poi correre verso il nucleare.

    Accanto al progetto di Rubbia si dovrebbe allineare anke delle nuove batterie, degli accumulatori capaci di garantire energia quando la radiazione viene meno
    (sul fronte batterie qualcuno sa qualcosa?..è importante anke x le auto elettrike..no?)

    saluti

  • Luca B

    26 apr 2006 - 14:31 - #10
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    La novità del progetto proposto da Rubbia è proprio la capacità di accumulare energia con degli accumulatori a sali fusi. Il progetto si ispira ad alcune centrali fatte in California con un sistema analogo ma con un sistema di accumulazione ad olio minerale.
    Sta in questo il vantaggio rispetto al posizionamento di pannelli sopra i tetti che possono immettere in rete l’elettricità ma non possono accumulare energia.
    Si può vedere all’indirizzo:
    http://www.enel.it/azienda/sostenibilita/giornale/articoli/Articolo0019.asp
    Poi vorrei chiedere a Lumachina se era possibile esplicitare il calcolo con cui ha ottenuto l’energia fornita da sistemi posizionabili sui tetti.
    Grazie della risposta un saluto

  • Luca B

    26 apr 2006 - 14:54 - #11
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    Ho trovato anche questo su wikimedia:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Centrale_solare
    Qua però parla di molto meno per coprire il fabbisogno nazionale un quadrato di 40×40.
    Io non riesco ancora a capire come facciano il conteggio quindi riporto solo la notizia

  • Profilo di Lumachina

    Lumachina

    26 apr 2006 - 14:57 - #12
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    @ Luca B. Eccoti i miei conti, il resto viene dalle fonti linkate, se la matematica non mi tradisce e se mi consentite gli arrotondamenti…

    Superficie italiana: 301.171 Km2
    3% di 301.171 = 9.035
    Superficie delle Marche: 9694 Km2

    Superficie tetti solari: 1.000 Km2
    I quali darebbero il 45% dell’energia italiana

    adesso mi calcolo i Km2 necessari a produrre il 45% dell’energia italiana con il sistema di Rubbia
    70% : 45% = 10.000Km2 : xKm2
    x = 6.000Km2

  • Profilo di Lumachina

    Lumachina

    26 apr 2006 - 15:03 - #13
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    Luca B. effettivamente mi viene il dubbio che qualcuna delle fonti che ho consultato abbia sbagliato di un ordine di grandezza o due.

  • ale

    26 apr 2006 - 16:36 - #14
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    Complimenti a tutti, è bello vedere tanta gente sbattersi per scambiarsi informazioni al solo scopo di divulgarle. se il parlamento facesse il 10% di quello che fate e facciamo qui, sarebbe già un bel traguardo!

  • Profilo di pentolaccia

    pentolaccia

    26 apr 2006 - 21:59 - #15
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    bhe ovviamente non intevo suggerire di coprire interamente i deserti di queste centrali
    cmq visto che avanzano a discapito di ambienti che una volta erano verdi, non mi dispiacerebbe davvero utilizzare una parte per produrre energia, sul mare sarebbe bello ma penso pure più complicato da costruire…

  • anti

    26 apr 2006 - 22:54 - #16
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    Vorrei inserirmi anch’io nel dibattito: ultimamente mi sono documentato su tutto questo, per fare un articolo di controinformazione nella zona in cui vivo, Siracusa, dove doveva sorgere l’impianto di Rubbia, ancora passando ogni giorno da lì trovo scritto=progetto arrchimede. Volle individuare Rubbia proprio questo sito per le migliori condizioni del suo progetto.

    Mando il mio articolo e anche i dati tecnici più in specifico in mio possesso: l’Italia ha bisogno di gas e subito. Le quantità disponibili attuali non bastano. Bisogna che ne arrivi altro, anche, tramite dei rigassificatori, per poi immetterli in rete. Ci viene detto: È il sistema più rapido, conveniente e ”sicuro”. Vogliono costruirne uno anche qua, ma cosa c’è, già, qua? Abbiamo: un’area industriale a rischio di crisi ambientale, dichiarazione del ministero dell’ambiente, infatti, a dicembre 2005 sono stati accordati investimenti per sue bonifiche.
    Il territorio è ad alta sismicità, il suo epicentro a largo porta a possibili maremoti. Una realtà abitativa vive a stretto contatto della zona. Abbiamo, anche, la rete ferroviaria interessata, come lo è il collegamento stradale principale di Siracusa, strada ad altissimo traffico. Un discorso a parte lo meritano le basi militari Usa, vere polveriere. Un incidente, o una combinazione dei vari fattori di rischio, provocherebbe un autentico olocausto per le armi atomiche stoccate. Si sono verificati, già, casi a rischio catastrofe. Il 22 novembre del 1975, la collisione tra una portaerei e un incrociatore provocò un incendio, domato prima di un enorme disastro. Nel golfo di Augusta, incrociano sommergibili atomici. Vi sono strade illuminate in pieno giorno.

    Incidenti anche mortali avvengono sui posti di lavoro nel pieno silenzio, anche di tumore si muore. Su tutto ciò, esiste una voluta disinformazione, su quali i rischi potenziali, cosa fare…? È, già, avvenuto, questo in occasione dell’ultimo terremoto. È il costo enorme che dobbiamo pagare per questo territorio? Venimmo svegliati, all’improvviso una mattina, da estranei che vennero a dirci d’essere a vocazione industriale. Ci venne offerto denaro, sicurezza di un lavoro, sogni.. in cambio un continuo saccheggio del territorio, un inquinamento anche mentale… Le multinazionali vengono, colonizzano, danneggiano, abbandonano senza pagare. È successo, dapprima, con la montedison, è continuato con l’eni, che prepara ad andare via, ora, questo circolo vizioso continua. Siamo entrati nella zona d’interesse petrolifero. 3 grandi raffinerie investono, per gli enormi profitti attuali del settore. Le autorità ci fanno capire che è in gioco il benessere della Nazione. La stessa che è presente solo quando vi sono grandi affari.

    Nei mesi scorsi è spuntato a più riprese il pericolo per una possibile mancanza di gas. scorte energetiche di riserva.. ma nel contempo l’eni vendeva gas all’esterno. Veniva creato un panico artificiosamente voluto dalla lobby energetica, aveva l’obiettivo di far accettare, accelerare la costruzione di rigassificatori, il potenziamento degli attuali gasdotti e le relative infrastrutture perché indispensabili per tutto il Paese. C’è, però il problema che i rigassificatori sono inquinanti e estremamente pericolosi, (rientrano nella direttiva severo, incidenti rilevanti). È stato dimostrato, da un rapporto della Commissione Energetica della California del Luglio 2003, il loro eventuale danno, nel caso di una collisione di una gasiera a dieci miglia dalla costa. Considerando i rischi per la sicurezza di una città di 157.000 abitanti, si rilevava uno scenario di 70.000 morti con una nube di gas sprigionata per un raggio di 55 chilometri, che distruggerebbe tutto nel suo velocissimo cammino. Un identico rapporto veniva definito dal pentagono. Una nave gasiera può trasportare fino a 140 mila tonnellate di gas liquido, nel caso di esplosione in una zona, satura di impianti, stoccaggi, con un traffico operante di centinaia di navi che verrebbe a sommarsi a quello già oggi esistente. Il tutto cosa comporterebbe? Se, ipotizzassimo, solo la costruzione della metà dei nuovi rigassificatori, (previsti 10) e della metà del potenziamento dei gasdotti dall’Algeria, Libia, Russia, saremo di fronte ad una sovraccapacità di 145,5 mld mc contro un consumo italiano pari a 90 mld mc previsto quando il tutto sarà in funzione. (Un nuovo gasdotto dalla Turchia è in costruzione).

    Andando a guardare il perché di tutto ciò troviamo che il vero nocciolo della questione che interessa la realtà energetica italiana è costituita da un gioco fra grandi multinazionali del settore. Si vuole fare dell’Italia lo snodo energetico dell’Europa centro-occidentale. Il gas arriverebbe in Italia, via gasdotto e via nave, per essere poi rivenduto ai paesi mediterranei e centro europei. È qui che sta un business attorno al quale si svolge questa guerra del gas fra grandi compagnie, contro l’eni, (ex monopolista). È una questione che esula dagli interessi locali, come hanno capito molte popolazioni che non vogliono sacrificare il loro ambiente e la loro sicurezza sull’altare del profitto delle multinazionali energetiche.

    Su questo territorio, abbiamo, ancora, in programma l’installazione di un Inceneritore Portuale a Punta Cugno, per rifiuti portuali, industriali e ospedalieri con una accordato aumento regionale, della potenzialità ad oltre 70.000 tonnellate annue. Un altro progetto è quello per un Termovalorizzatore di rifiuti urbani provenienti dalle province di Catania, Enna, Ragusa e Siracusa per 500.000 t/anno. Di questo ultimo abbiamo l’esempio negativo di Brescia. Si è stati, infatti, costretti a chiudere, per alto inquinamento, era di pari potenzialità. Stava sorgendo altro, però, con una diversa concezione quella dello sfruttare le potenzialità energetiche che offre la realtà. Era un impianto pilota a ciclo combinato solare e turbogas con un risparmio in gas e minor inquinamento, il progetto Archimede, della potenzialità di 59,2 GWhe/a, (tecnologia innovativa ad alto rendimento, con la produzione d’energia elettrica continua, anche di notte e con il cielo coperto). Veniva presentato dai vertici enel, enea, che dichiaravano : Entro il 2008, l’80% di energia elettrica che Enel produrrà non avrà il petrolio come fonte principale dovuto alla riconversione delle centrali in turbogas e a ciclo combinato, (amministratore delegato Scaroni), la stessa persona che, oggi, guida l’eni. La realizzazione era a costi zero per i contributi di banche.

    Avviene, poco dopo, l’allontanamento del prof. Rubbia, (presidente dell’enea e padre del progetto). È la logica della lottizzazione dell’istituto. Un degradante esempio di una classe politica ignorante e rozza. La vicenda si conclude che il premio nobel è chiamato al centro di ricerca spagnolo, per costruirne uno molto più grande. Il centro, è il più grande impianto europeo di ricerca sulle tecnologie per la produzione di elettricità dal sole. È il luogo ideale per massimizzare la produzione di energia solare, lo è, anche, la nostra realtà. Impianti di questo genere verrebbero costruiti in tutto il Mediterraneo e in generale nelle aree aride e semiaride. Anche Israele e stati Uniti stanno sperimentando tecnologie simili. È un’altra occasione perduta per l’Italia. È questo un settore che a tempi brevi porterà ad un basso costo ed a una ottima resa.

    Un ulteriore sviluppo che insieme al solare termodinamico può apportare molto, è l’eolico. È diventato una tecnologia matura e competitiva. In Spagna, questa fonte alternativa contribuisce con oltre 9.000Mwatt, (la stessa produzione di 12 centrali a turbogas). L’enel ha, già, un parco eolico sugli Iblei, interessati da zone ventose. Solo 11 torri alimentano 50.000 abitazioni. Abbiamo, inoltre, diverse tipologie di produzione energetica possibili con materiale disponibile ad esempio l’estrazione di energia da biomassa.

    Un ultima grande realtà è quella che si attua poco, è la diminuzione degli sprechi il miglioramento energetico, abbiamo ampi spazi, certa installazione di pannelli solari su istituti pubblici, dov’è il comune? Un’incentivazione per abitazioni private.. Studi avanzati, per altre fonti energetiche da produrre qua è possibile farli, (sviluppo dell’eolico marino sulle correnti dello stretto). È da ricordare che l’Europa si è data un obiettivo: dipendere da fonti alternative per oltre il 22% entro 2020. Provando a sommare la produzione d’energia da tecnologie, oggi, esistenti, con il loro potenziamento, in zona, si arriva ad una produzione energetica che mette in dubbio il bisogno di un rigassifigatore. C’è, invece, un bisogno di investimenti per uscire da una dipendenza, (oggi si chiama gas). L’avere energia a minore costi, minore inquinamento, minore manutenzione e con sviluppi continui è la strada di un moderno Paese. In questo territorio c’è un’abbondanza di risorse naturali, come sole, vento, mare, non c’è spazio per un rigassifigatore.

    Mi viene in mente un episodio: Negli anni 70, doveva sorgere, un grande impianto d’anilina, con emissione di prodotti tossici e tumorali. Erano i tempi della lotta all’autonomia del comune di Priolo. I politici locali cavalcarono le proteste dei priolesi che andavano crescendo. L’impianto, alla fine, non si fece e Priolo ottenne l’autonomia. La montedison, che aveva già acquistato materiale e il sindacato che lottano per dei posti di lavoro, dovettero cedere. La situazione, oggi, è cambiata? La zona industriale è considerata sempre quella pattumiera del mediteranno, come venne definita?

    Come funziona Archimede Nell’impianto ENEA i raggi del sole vengono raccolti e concentrati da un sistema di specchi parabolici, in grado di captare in modo continuativo la radiazione solare grazie ad un sistema di controllo che ne assesta l’inclinazione in direzione del sole. La radiazione solare viene concentrata su un tubo assorbitore posto sul fuoco della parabola, al cui interno scorre un fluido termovettore, che si riscalda, raggiungendo temperature molto elevate. Il fluido va a convogliarsi in un serbatoio “caldo”, in cui si accumula il calore ad alta temperatura e da qui è inviato ad uno scambiatore a cui cede una parte di calore. Questo calore genera il vapore che alimenta un sistema convenzionale di produzione di energia elettrica. Con modeste modifiche, l’impianto a ciclo combinato di Priolo utilizzerà il vapore prodotto dal campo solare, che verrà immesso nel gruppo turbine già operante per la centrale. Le principali innovazioni riguardano:

    • il collettore solare, dove avviene la raccolta, la concentrazione e l’assorbimento della radiazione solare, completamente rinnovato rispetto a quelli attualmente in commercio, sia nella parte strutturale che nel riflettore e nel tubo ricevitore;
    • il fluido termico, utilizzato nel circuito per l’asportazione del calore solare, è costituito da una miscela di sali (nitrati di sodio e di potassio), alla base dei comuni fertilizzanti. Questa miscela di sali permette di raggiungere temperature fino a 550°, molto più elevate rispetto all’olio minerale finora utilizzato per questo tipo di impianti e, a differenza di questo, è innocuo per l’ambiente e non è infiammabile;
    • l’accumulo termico, che consente di immagazzinare l’energia solare e di renderla disponibile con continuità anche di notte e in caso di nuvolosità.

    Le innovazioni introdotte hanno dato luogo ad una serie di brevetti, con significative ricadute per le imprese nazionali coinvolte, che hanno beneficiato del trasferimento delle conoscenze. Gli impianti solari di questo tipo saranno in grado di produrre energia senza emissioni ne’ inquinamento: non sono impiegati materiali tossici, infiammabili o altrimenti pericolosi. In particolare, il liquido termovettore utilizzato è un comune fertilizzante utilizzato in agricoltura e quindi eventuali fuoriuscite

    Dati tecnici

    Tutti i numeri di Archimede

    Grandezza Unità di misura Valore
    Numero di specchi 360
    Superficie totale degli specchi m2 199.000
    Energia termica raccolta annualmente GWh 179,4
    Energia elettrica prodotta annualmente GWh 59,2
    Rendimento medio annuo % 16,4
    Potenza elettrica nominale MW 20,8
    Capacità di accumulo termico MWh 600
    Petrolio risparmiato annualmente Kg 13 milioni circa
    Emissioni di CO2 evitate annualmente Kg 40 milioni circa
    Costo previsto € 50 milioni

    È quindi un ciclo combinato solare termodinamico, una collaborazione enea-enel doveva essere costruito vicino alla nuova centrale a turbogas, consentendo una continua produzione elettrica. Un’idea semplice che portava a una diminuzione di gas. Dicevano gli alti dirigenti enea e enel: Vengono infatti azzerati gli ossidi di zolfo e le polveri, mentre gli ossidi di azoto vengono abbattuti del 75%. Le riconversioni rientrano nel piano di ottimizzazione del parco di produzione Enel che porterà entro il 2007 ad una modifica del mix dei combustibili impiegato nelle proprie centrali: l’energia prodotta da olio combustibile e gas naturale passerà dal 45% del 2002 al 3%, a favore di quella prodotta dai cosiddetti combustibili poveri come il carbone e l’orimulsion (che dal 22% passeranno al 50%) dai cicli combinati a gas (dal 9% al 15%) e dalle energie rinnovabili (dal 24% al 32%).una potenza aggiuntiva di 250.000 watt ed era un impianto pilota. produrre una potenza di 400MW al costo di soli 3 eurocent al kWh. All’epoca dell’inaugurazione dissero i vertici dell’enea e dell’enel, (allora l’amministratore delegato dell’enel scaroni, (oggi a.d. è all’eni), quindi ha avuto un cambio d’idee, diceva all’inaugurazione: Enel investirà pesantemente nei combustibili alternativi - Entro il 2008, l’80% di energia elettrica che Enel produrrà non avrà il petrolio come fonte principale dovuto alla riconversione delle centrali in turbogas e a ciclo combinato, ” Scusate se l’ho fatta lunga.

  • Profilo di AXE

    AXE

    27 apr 2006 - 10:13 - #17
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    alla faccia… è impossibile leggere un articolo così lungo, comunque il fatto di raffreddare il suolo forse potrebbe non essere un problema ma una risposta attiva all’effetto seraa !

  • Luca B

    27 apr 2006 - 13:57 - #18
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    Ad ulteriore integrazione a questo indirizzo si può scaricare una descrizione del progetto in cui spiegano bene quali sono i punti più innovativi.
    http://www.enea.it/com/solar/doc/documenti.html

  • Luigi Buffone

    03 mag 2006 - 10:33 - #19
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    Secondo me in qualsiasi sistema per la produzione di energia elettrica, indispesabile, c’è bisogno di sacrificare qualcosa. Nel nostro paese si pensa che il 3% della copertura del territorio da specchi sia un’idea che rovinera tutto, metre ci teniamo lo smog che creano le centrali temiche ed altre forme di energia non pulita o addirittura la dipendenza dei paesi nordici che ci forniscono energia. Sia un popolo non sensibile a cosa sta provocando l’inquinamento, aumento delle malattie respiratorie e degli alimenti che non riescono più a crescere per non parlare dell’umento del surriscaldamento terrestre. Siamo un popolo disposto a morire pur di tenerci il petrolio caro, senza pensare che l’ombra provocata dagli specchi non produce alcun tipo di inquinamento.

  • michele

    13 mag 2006 - 14:01 - #20
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    visto il riscaldamento globale credo che ridurre l’albedo sia un effetto collaterale assolutamente positivo.

  • Vittorio

    17 mag 2006 - 14:14 - #21
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    Signori, la principale causa del fallimento di tutte le strategie ecologico-ambientalista è l’impostazione “controcorrente” dei suoi stessi sostenitori.
    1°: senza intervento concreto statale non si potranno sviluppare sistemi di produzione-utilizzo di energia alternativi
    2°: in un sistema capitalista la variabile perseguita dal soggetto dell’arena competitiva è il profitto. nient’altro. (per “soggetto” leggasi anche “governo”. non illudiamoci che con un governo di sinistra le cose cambino, tanto meno con pecoraro scanio)
    3°: la soluzione non è trovare qualcosa di alternativo, ma di fare in modo che l’impreditore individui nell’energia pulita un modo per guadagnare un sacco di soldi. finchè si guadagna di più con il petrolio (passatemi la semplificazione) nessuno si muoverà in direzione oppost
    4°: è importante non vietare un prodotto, ma offrirlo più vicino possibile a quello che che il mercato vuole (es. l’italiano medio vuole un SUV, un BMW X5, un Cayenne, bene avrà il suo SUV ma spinto da motori che non inquinano). attualmente tutte le cose “alternative” sono viste come scomode e meno attraenti. non dimenticate che all’italiano piace il calcio e la tv (la gazzetta dello sport è il quotidiano più venduto…)
    Ripeto, senza intervento statale non si va da nessuna parte. Credo che nessun governo da qui ai prossimi 10 anni farà interventi SERI in una direzione diversa da quella condivisa da tutto l’occidente (soprattutto alla luce dell’inerzia al cambiamento dovuta alla debolezza economica strutturale e del terrore della CIna). Pertanto la soluzione che ciascuno di noi può fare è realizzare operazioni su scala micro= casa, quartiere, al massimo a livello comunale (escluse le grandi città). In secondo luogo (e mi rivolgo a ricercatori e investitori/imprenditori) sviluppare aziende che realizzino PROFITTO in modo da rendere appetibile il settore. BASTA BUONISMO, RETORICA,tanto meno violenza e atti dimostrativi tipo NO GLOBAL, legambiente, wwf, ecc… la soluzione è rendere appetibile il business, solo così si muoveranno gli investimenti in quella direzione. fatemi sapere cosa ne pensate

  • elena

    24 mag 2006 - 13:42 - #22
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    La prima volta che mi sono interressata al fotovoltaico era il 1998 per un progetto all’università:e ne ero entusiasta!
    Allo stesso modo trovo geniale la possibilità,con il prog. di Carlo Rubbia,di supplire ai limiti che il voltaico ha!
    Mi piacerebbe saperne di più: l’ingombro e delle struttura esterna e del”trasformatore”per la quantità energetica del fabbisogno minimo necessario,se e che tipo di collegamento hanno e l’ingombro totale.
    Inoltre se ciò fosse possibile attivarlo per ogni unità abitativa sono convinta che si coprirebbe un’area decisamente maggiore di tutto L’Abruzzo…
    Io personalmente eviterei lo scetticismo!!

  • sergio

    25 mag 2006 - 14:51 - #23
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    Il sole in centrale

    Un enorme lago splendente. Sarà lo spettacolo che i 360 collettori solari offriranno a chi sorvolerà dall’alto la centrale Enel di Priolo Gargallo. Il 19 maggio è stata una data molto importante per la compagnia elettrica italiana.

    Se da un lato, infatti, si è dato il via al nuovo impianto a ciclo combinato alimentato a gas, dall’altro si è brindato all’avvio del progetto Archimede, studio completamente italiano che vede Enel ed Enea impegnate nello sfruttamento dell’energia solare. Sulla base di un progetto ideato dal professore Rubbia, i raggi del sole vengono raccolti e concentrati da un sistema di specchi parabolici che, allo stesso modo dei girasoli, saranno in grado di captare in modo continuativo la radiazione solare grazie a un sistema di controllo che ne assesta l’inclinazione in direzione del sole.

    Un campo solare con un’area di 40 ettari sarà così in grado di produrre energia capace di soddisfare le esigenze di una città di ventimila abitanti senza emissioni né inquinamento e risparmiando l’equivalente di 12.700 tonnellate di petrolio all’anno. Nell’applicazione del progetto Archimede, infatti, non sono impiegati materiali tossici, infiammabili o altrimenti pericolosi.

    Nel tagliare il tradizionale nastro per l’inaugurazione del nuovo impianto, il ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, ha sottolineato come la vera natura del miracolo economico italiano “risieda nella splendida anomalia di essere tra i primi sei Paesi più industrializzati nel mondo non potendo fare affidamento nel nostro sottosuolo su nessuna delle fonti energetiche tradizionali”.

    Soddisfazione, invece, ha espresso Piero Gnudi, presidente di Enel, il quale ha sottolineato come “il nostro bilancio di sostenibilità testimonia dei buoni risultati raggiunti nel conciliare i risultati economici con quelli ambientali e sociali”.

    Sulla stessa linea l’amministratore delegato di Enel, Piero Scaroni, secondo il quale “produrre a costi competitivi, nel rispetto dell’ambiente, è la nostra sfida”. Carlo Rubbia, presidente dell’Enea, ha infine rilevato come “la produzione di grandi quantità di energia pulita, continuamente disponibile e a costi confrontabili con quella dei fossili rappresenta un reale salto tecnologico. Se utilizzata in scala adeguata - ha concluso il premio Nobel - permetterà di contribuire ad una maggiore indipendenza energetica ed alla riduzione dei gas serra”.

    fonti: http://www.enel.it/eventi/priolo/speciale.asp?m=1
    http://www.enea.it/com/archimede/indexframe.html

    da quanto pubblicato sopra per soddisfare le necessità dell’intera popolazione italiana sembra siano sufficienti molto meno dei 10.000 kmq ipotizzati :

    200.000 mq di specchi parabolici pare soddisfino le necessità di 20.000 abitanti.

    Popolazione italiana 60.000.000 circa

    1kmq = 1.000m x 1.000m = 1.000.000 mq
    200.000 mq = 0.2 kmq

    0.2kmq : 20.000 = Xkmq : 60.000.000
    Xkmq = (0.2 x 60.000.000) / 20.000 = 600 kmq

    territorio italiano 300.000 kmq circa

    600 / 300.000 = 0.002 cioè il 2 per mille.

    Ora non voglio dire che i miei calcoli siano esatti ma forse sui numeri è meglio fare delle verifiche più accurate.
    Io comunque sia, credo che il progetto “Archimede” di Carlo Rubia sia da prendere in seria considerazione.
    Cordiali saluti.

  • sergio

    25 mag 2006 - 15:20 - #24
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    Inoltre il progetto Archimede prevede anche l’ipotesi di produrre Idrogeno, utilizzando gli stessi specchi parabolici, senza emissioni di gas serra, quali la CO2, che in genere i processi classici usati sinora rilasciano.

    fonte: http://www.enea.it/com/solar/linee/idrogeno.html

  • S3M

    29 mag 2006 - 13:20 - #25
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    Beh, mi sembra che le critiche mosse parlino da se… non è che dobbiamo spostare le marche, ma una ventina di ettari a provincia la renderebbeo indipendente dal punto di vista energetico e ripagherebbero ampiamente a lungo termine, sia i costi di produzione e mantenimento dell’impianto sia gli attuali prezzi delle fonti energetiche oggi utilizzate. Temiamo presente che un metro quadrato di specchi produce in un anno quanto un barile di petrolio… e può durare sicuramente più di 50 anni con un costo a metro quadrato di 100 Euro. 100 Euro che in un piano di costruzione industriale diventerebbero facilmente 40 Euro.
    Riguardo alla modificazione dell’albedo, il primo istinto è stato quello di pisciarmi addosso dal ridere, poi mi sono trattenuto pensando all’ignoranza dell’affermazione e mi sono detto, ma davvero noi italiani siamo così poco pensanti?
    Secondo voi La ridusione dell’albedo provoca un danno maggiore delle centinaia di tonnellate di CO2 che ogni giorno spediamo nell’atmosfera?

    Italiani aprite gli occhi perchè ci stanno fottendo a destra e a manca mentre il governo fa le leggi per il calcio e i telegiornali ci parlano del rilancio della minigonna negli altri paesi, vedi Spagna, ci fregano le idee intelligenti, i progetti utili, e i tg mostrano che un Boing non ci passa dalla finestra del pentagono e che le torri gemelle non possono cadere più veloci di un corpo nel vuoto.

  • S3M

    29 mag 2006 - 13:27 - #26
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    ah dimenticavo, sapete qual’è il problema:
    Il sole non possono facelo pagare!

    è una fonte energetica decentrata, perciò incontrollabile, poco monopolizzabile.

  • stefano

    30 ago 2006 - 16:15 - #27
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    ma non vi viene da pensare che se si faranno le centrali tipo archimede etc, lo stato italiano non potrà più disporre dei soldi che ricava dalla vendita dei carburanti etc,e senza questi soldi non potrebbe più chiedere dei finanziamenti per pagare i debiti che negli anni hanno fatto (loro) ma siccome rappresentano noi (quindi noi) per fare queste centrali non penserete mica che il problema siano i soldi da investire……tutti noi paghiamo il 7% della bolletta elettrica in energie rinnovabili cioè campiamo gli inceneritori che nessuno vuole tranne lo stato che deve bruciare tutto il sudicio che ci fà fare (bottiglie acqua etc,)
    pensate che in uk hanno lanciato la prima bottiglia in plastica biodegradabile e compostable fatta da 100% di acido polilattico derivato dal mais è udite udite può essere rimessa nel terreno diventando composta nel giro di 12 week ciao a tutti e meditiamo gente che queste notizie i cari tg non c’è le diranno mai

  • lumacone

    31 ott 2006 - 15:10 - #28
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    lumachina se vuoi fare critiche al solare termodinamico scrivi qualcosa di meglio di: “Pensate a quanto costerebbe coprire di specchi il 3% del nostro territorio (10.000 Km2 tutte Le Marche, spostando magari altrove il milione e mezzo di persone che ci abitano)”.
    Non credi che forse se se ne facesse qualcuna di queste centrali sarebbe meglio?
    Sembra quasi che tu voglia più inceneritori e centrali a oli combustibili. Spero proprio che non sia così.

  • Lumacchia

    31 ott 2006 - 15:25 - #29
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    Beh penso che comunque un idea innovativa non debba essere scartata solo per il fatto che per coprire il 70% necessiterebbero le Marche è un obbiezione poco plausibile! Chi l’ha detto che si vuole coprire il 70% del fabbisogno nazionale con una o più centrali? iniziamo a farne una che possa competere con la produzione energetica pari a una nucleare e vediamo se sullo stesso piano cosa è meglio per l’ambiente (cioè per la nostra vita).
    In effetti in italia ne abbiamo a volontà di sole eppure in germania o in finlandia ci batto di gran lunga col solare sia elettrovoltaico che termico…
    Se una cosa così è realizzabile incominciamo: anche se solo produce 1 MW tirandolo fuori dal sole sarà sempre meglio di averlo prodotto bruciando Olii, Petrolio o rifiuti, visto che generano fumi e polveri cancerogene ED é DIMOSTRATO.
    inoltre se hai paura che ti cambino l’albedo del suolo alza gli occhi e scagliati contro chi lo sta già facendo.. è normale a novembre stare ancora in maniche di fruit?
    beh dai un occhio al cielo e dimmi se le scie che vedi ti sembrano normali.. a me sembrano chem trail o scie chimiche….

  • Report 29 /10 - Rigassificatori

    02 nov 2006 - 00:00 - #30
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    […] Guardacaso proprio in un periodo di allarmismi sulla penuria di GAS, quando qualcuno se ne esce come Rubbia con delle soluzioni alternative e innovative non contemplanti le parole “GAS” e “bruciare”, lo si ostacola in tutti i modi e lo si fa scappare in Spagna, dove invece si investe e si ricerca in nuove tecnologie come il solare termico Solare termico […]

  • Francesco Rulli

    04 dic 2006 - 20:49 - #31
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    Oggi a Geo&Geo ho visto una cosa scandalosa! Piero Angela che diceva:”Che cattivo il petrolio: usiamo il CARBONE”.

    Ho scritto una mail alla redazione che riporto.”Salve. Mi chiamo Francesco e quando il lavoro me lo consente guardo la trasmissione “Geo&Geo” già dalle prime edizioni.
    Mi dispiace dire però che vedendo la puntata di oggi sono stato enormemente deluso dall’intervento di Piero Angela sul tema dell’energia. Mai mi sarei aspettato che una trasmissione come la vostra e un personaggio come lui avrebbero potuto parlare di energia in termini così superficiali e devianti, oserei dire. Sono d’accordo sulle stime di esaurimento del petrolio e del gas naturale, tuttavia non è possibile designare come successore di queste fonti il carbone reso “quasi” pulito da filtri. A mio avviso queste sono tesi da prima rivoluzione industriale.
    Mi ha particolarmente colpito la caduta di stile della RAI come servizio di pubblica utilità che trasmette tesi anti-ecologiche, vestendole da ambientaliste, davanti ad un pubblico di bambini per giunta!
    Angela proseguiva il suo intervento ritenendo l’idroelettrico la fonte energetica più pulita anche se non applicabile ovunque. Certo! Ha dimenticato di fare menzione che per sfruttare l’idroelettrico c’è bisogno di dighe, di bloccare l’acqua, di allagare aree e impoverirne altre.

    Non un solo riferimento è stato dedicato al fotovoltaico, al solare termico. Il Sole è un fonte sfruttabile ad impatto zero, non c’è bisogno di dighe o di bruciare qualcosa per produrre energia. Il solare termico renderebbe autonome e senza impatto ambientale tutte le nostre case. E non sto qui ad elencare tutti i benefici dell’uso di fonti inesauribili e rinnovabili.
    Vi invito a seguire il progetto del prof. Carlo Rubbia in Spagna (ahimè!) che ha prodotto risultati in termini di efficienza ed eco-compatibilità che Piero Angela farebbe bene a studiare. Per la cronaca vi riporto un articolo uscito recentemente su Repubblica
    http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/ambiente/solare/solare/solare.html

    Con l’augurio di aver stimolato una riflessione all’interno della vostra redazione affinché si realizzi un servizio di qualità, porgo cortesi saluti

    Francesco Rulli

  • ecoblog

    14 dic 2006 - 17:49 - #32
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    […] […]

  • 0 punti
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    […] Da noi invece un E.N.E.A. commissariato (1) dal governo precedente si fa scappare Rubbia che realizza in Spagna lo stesso progetto di solare termodinamico ad alta temperatura qui giudicato sommariamente… poco interessante. […]

  • Rubbia torna in Italia

    12 feb 2007 - 15:28 - #34
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    […] Rubbia era a capo dell’ENEA fino a quando non lo hanno licenziato (per aver accusato il governo di umiliare l’Italia nel campo della ricerca). Si e’ poi spostato in Spagna dove ha ripreso il progetto di produzione di energia grazie al solare termodinamico, il famoso progetto Archimede che avrebbe dovuto essere realizzato in Italia. […]

  • ildelfino

    14 feb 2007 - 12:53 - #35
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    Complimenti per il post che semplifica in maniera semplice il concetto del Solare Termodinamico. Per questo, nel nostro inserimento di oggi in cui parliamo del ritorno di Rubbia in Italia, ci ha fatto piacere linkare il solare termodinamico al Vs post. Alla prossima. Alessandra

  • andrea

    21 feb 2007 - 15:00 - #36
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    Sarebbe possibile APPLICARE la tecnologia del solare termodinamico non in un vasto spazio ma in tante piccole abitazioni o costruzioni industriali per sviluppare un vero risparmio energetico?

  • Incentivi al solare termodinamico

    19 giu 2007 - 00:22 - #37
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    […] Il progetto Archimede, che Rubbia aveva avviato ma mai concluso in Sicilia, e’ stato ribattezzato progetto Pitagora e potrebbe essere realizzato a Crotone, in Calabria. La dedica al matematico Pitagora si inserisce “all’insegna della grande tradizione storica del Paese e della riscoperta della cultura mediterranea”. […]

  • Consulente di rischio

    20 giu 2007 - 14:08 - #38
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    Mi sembra ovvio che il 3% del territorio non sarebbe concentrato in un solo posto, ma, un pò come accade per i piloni dell’ alta tensione, sarebbe sparso sul territorio preferibilmente in zone montuose, agricole o a bassa densità abitativa. A chi obietta che ciò toglierebbe terreno all’ agricoltura ribatto dicendogli di informarsi su quanto terreno coltivato a Colza occorrerebbe per fare andare tutto a Biodiesel… e su quanto sia ampio il nostro surplus agricolo, insostenibile, quello si, senza energia

  • Foli Umberto

    26 giu 2007 - 08:18 - #39
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    Si parla di costi di impianti sperimentali, ma nessuno parla dei costi di impianti industriali.
    Costo:
    -del territorio
    -degli specchi
    -della meccanica per la movimentazione
    -degli impianti per il convogliamento dei sali fusi
    -del sistema di riscaldamento esterno di tutte le tubazioni e serbatoi contenenti i sali fusi per evitare la loro solidificazione in caso di periodi di mancanza di sole
    -del sistema di controllo
    -del sistema di generazione del vapore
    -degli impianti elettrici
    -della manutenzione
    -del personale

  • 0 punti
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    […] “La svolta sul solare”. Così il ministro per l’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha definito il protocollo di intesa oggi firmato da Enel ed Enea per il via libera al progetto “Archimede”. Si tratta dell’impianto (primo al mondo) che integrerà un ciclo combinato a gas con un impianto solare termodinamico che sorgerà presso la centrale Enel di Priolo Gargallo in provincia di Siracusa. Che il ritorno in Italia del premio Nobel per la fisica, Carlo Rubbia, stia producendo i suoi frutti? Dopo il disinteresse italiano sul progetto, Rubbia si era rifugiato in Spagna, e invece oggi siamo noi a vantarci della notizia. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ L’impianto rappresenta la prima applicazione a livello mondiale di integrazione tra un ciclo combinato a gas e un impianto solare termodinamico. Archimede consentirà di produrre energia elettrica aggiuntiva di fonte solare capace di soddisfare il fabbisogno annuale di 4.500 famiglie; un risparmio di circa 2.400 tonnellate equivalenti di petrolio all’anno e minori emissioni di anidride carbonica per circa 7.300 tonnellate all’anno. Il tutto grazie ad un investimento di oltre 40 milioni di euro. […]

  • Christian79

    08 dic 2007 - 10:21 - #41
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    @ Foli Umberto: lei parla dei costi del solare termico, ma una centrale termoelettrica a olio combustibile non ha costi inferiori, inoltre ora questo carburante ha un prezzo elevato, tanto che alcune centrali vengono riconvertite a turbogas con ciclo combinato, utilizzando come combustibile il gas, più economico. Pure gli impianti a carbone richiedono investimenti elevati, per dotarli di desolforatore e filtraggi indispensabili per contenere l’inquinamento. Crede che il solare termico sia ancora così antieconomico?

  • luca_p

    04 ago 2008 - 20:07 - #42
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    Come detto da qualche commentatore, sta storia del 3% del territorio italiano da ricoprire è molto probabilmente frutto di scarsa dimestichezza con la matematica. Se proprio si volesse produrre tutta l’energia elettrica che si consuma in Italia in tutti settori industrie comprese, col Solare Termodinamico servirebbe un’area di circa 2.100 kmq di cui solo 1.000 kmq ricoperti dagli specchi parabolici(il resto sono aree destinate ai camminamenti tra le file degli specchi), e quindi il 3 x mille del territorio italiano, cioè circa il 5% della regione Sicilia, e non certo un intera regione.

  • Profilo di Anna_B

    Anna_B

    21 ago 2008 - 01:11 - #43
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    Il solare fotovoltaico ha anche dei costi interessanti in scala domestica! Ho trovato questo articolo http://www.blogenergia.it/i-costi-del-solare-termodinamico/ che fa ben sperare.

  • CarloPG

    27 ago 2008 - 14:58 - #44
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    QUESTO STESSO PROGETTO è STATO APPROVATO IN SPAGNA (PAESE a mio modesto parere MOLTO PIù SERIO DEL NOSTRO)..

    nome progetto:

    ANDASOL 1

    costruito a Guadix (Granada, Spagna) insolazione di 2000 kWh/m2 annuo, l’impianto costa 310 milioni di euro, produce 157.4 milioni di kWh ogni anno, fornisce energia solare senza oscillazioni o interruzioni, grazie alle 7 ore di riserva, mantenendo la stabilità della griglia elettrica, evita le emissioni di 152 milioni di chili di CO2 ogni anno proteggendo il clima e l’ambiente, inoltre crea posti di lavoro

    INOLTRE è STATO VALUTATO TALMENTE ALL’AVANGUARDIA CHE SONO IN COSTRUZIONE:

    -ANDASOL 2 marzo 2007 – marzo 2009

    -ANDASOL 3 inizio della costruzione maggio 2008

  • Solare Termodinamico

    07 nov 2008 - 22:14 - #45
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    Il solare termodinamico non sarà la soluzione definitiva, ma è sicuramente molto peggiore l’idea del nucleare che sta prendendo piede in questi giorni in Italia

  • geom.guadagno

    25 nov 2008 - 20:48 - #46
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    il quesito che mi pongo è questo:
    il governo Prodi ha emesso un Decreto n.19 del 19/02/2007
    in attuazione dell’art.7 del DLgs 29/12/2003 n.387
    nel quale si evince la possibiltà sia per il privato sia per le aziende di accedere a finanziamento attraverso tariffe incentivati ma vi siete mai chiesti come mai questa legge da la possibilità di accedere a ?mutuo? quando poi gli enti gestori enel non investo nulla BERLUSCONI parla di CENTRALE ATOMICA. l’italia non riesce a produrre energia sufficiente per il suo sostentamento perchè tu ente non ivesti in produzione di energia, perche l’italia acquista l’energia dall’estero quando puo prodursela?

  • ghirelli paride

    27 mar 2011 - 21:26 - #47
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    per ovviare ai tanti problemi,basterebbe costruire i concentratori nel bel mezzo dell’adriatico al confine con le nostre acque territoriali;zona non sismica,poco profonda senza,forse impatto ambientale. o no?