Può un organismo marino sequestrare anidride carbonica dall’atmosfera? Secondo i ricercatori del WHOI (Woods Hole Oceanographic Institution) si.
Il meccanismo, in soldoni, funziona così: il fitoplancton assorbe CO2 dall’aria, lo zooplancton si mangia il fitoplancton, le salpe si mangiano tutto e spediscono velocemente la CO2 sul fondo dell’oceano, togliendola dal circolo. Le salpe sono degli organismi trasparenti, grandi come un pollice.
Dalle misurazioni effettuate, risulta che le feci di questi organismi affondano alla velocità di 1 km al giorno. Altro vantaggio sono le loro migrazioni verticali. Di notte salgono in superficie a nutrirsi e di giorno scendono a profondità di 800 metri, per sfuggire ai predatori e ai raggi solari (essendo trasparenti non hanno protezioni!) Ecco che gli escrementi espulsi di giorno devono fare meno strada per raggiungere il fondo.
Una salpa morta affonda alla velocità di 475 metri al giorno.
La notizia riportata dal Corriere dava anche qualche dettaglio sui possibili impieghi su larga scala: “una mutazione articolata del corredo cromosomico porterebbe la Salpa aspera a diventare sempre più efficiente nel legarsi all’anidride carbonica presente nell’aria … se lasciata proliferare su un’area oceanica grande quanto il Portogallo, potrebbe dare risultati davvero significativi contro l’effetto serra”.
Si calcola che un banco di salpe può consumare circa il 74 per cento del fitoplancton presente sulla superficie marina.
Mi chiedo se destinare il 74% del fitoplancton alle salpe non danneggerebbe i pesci. E i pescatori poi, chi li sente?
Lo studio di alcuni ricercatori ha anche evidenziato che con il riscaldarsi del clima le dimensioni dei banchi di salpe sta aumentando. Essi rispondono alle fioriture algali. Mi auguro che questa sia una delle “armi omeostatiche segrete” di Gaia e non un altro equilibrio che si sballa.
ale
20 lug 2006 - 16:00 - #1Mah, temo sempre quando si parla di modificare i piani della natura. E poi vorreste farmi credere che verremo salvati da una mare di… merda??
Lumachina
20 lug 2006 - 16:12 - #2Sul Corriere leggo una precisazione nella classificazione delle Salpe: (che chiamiamo «pesce» per comodità, ma, in realtà, è un taliaceo, un invertebrato taliaceo).
Ecco, a voler essere precisi gli invertebrati non sono un taxon. Lamark divideva gli animali in vertebrati ed invertebrati, ma oggi le salpe sono classificate cosi’:
Phylum: Chordata
Subphylum: Urochordata
Classe: Thaliacea
Ordine: Salpida
Famiglia: Salpidae
Genere: Salpa
specie: aspera
Lumachina
20 lug 2006 - 16:14 - #3Ale… no. Siamo gia’ nella merda.
Ci chiedono se ne vogliamo ancora.
ale
20 lug 2006 - 18:58 - #4Ah…bene.
Nella m. fino al collo
26 ott 2006 - 12:00 - #5[…] La cacca delle salpe potrebbe aiutare gli oceani a mandar giù la CO2. Il premio per il miglior llibro sull’ambiente del 2006 è stato vinto da un libro sulla cacca. […]
ecoblog
30 set 2007 - 15:27 - #6[…] […]