Un lettore ci scrive chiedendoci come mai, visto che il tetrapak è riciclabile, in molti comuni dicono di buttarlo nel secco.
Se nel vostro comune si possono buttare i tetrapak insieme alla carta, è perchè esiste un accordo di smaltimento particolare. Nella maggior parte dei comuni italiani questo accordo non c’è.
Il Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) riporta che nel 2002 il 35% degli imballaggi per bevande immessi sul mercato è stato avviato al recupero, parliamo di 38.000 tonnellate di tetrapak. Tetrapak, da analisi di flussi merceologici, è arrivata a stimare che il 23% dei cartoni per bevande riesce ad arrivare al cassonetto della carta e da lì prosegue verso uno dei 35 termovalorizzatori attivi in Italia.
I cartoni poliaccoppiati (carta + plastica + alluminio) rappresentano circa lo 0.4% dei rifiuti prodotti da una persona, per questo è antieconomico (e antiecologico) raccoglierli separatamente. Il vostro tetrapak, dal cassonetto della raccolta differenziata o va ad un termovalorizzatore o va alla cartiera Santarcangelo o al centro di compostaggio di Modena.
Dai poliaccoppiati si può anche ottenere del compost. Lo producono a Modena, al Centro di Compostaggio di Fossoli di Carpi, e dicono che vada bene anche per l’agricoltura biologica. (Io non userei un ammendante che conteneva inchiostri, plastica e alluminio, ma non sono una coltivatrice diretta, per cui forse non valuto bene l’impatto di questi elementi).
Dato che oltre il 70% del cartone è costituito da cellulosa, la Tetrapak considera i cartoni per bevande un biocombustibile. Due tonnellate di contenitori usati hanno un contenuto energetico pari a una tonnellata di petrolio. Sul sito di Tetrapak si legge: “se il cartone brucia in modo pulito, i sottili strati di polietilene si trasformano in vapore acqueo ed anidride carbonica, mentre l’alluminio diventa ossido di alluminio, un composto utilizzato nella produzione della carta.”
Insomma: il tetrapak è potenzialmente riciclabile, ma la maggior parte dei tetrapak o finisce in discarica o finisce bruciata.
raponzolo
31 ago 2006 - 09:33 - #1Ma come? leggo l’articolo e penso: ma allora ci hanno preso per il c…?
allora sono andato a vedermi per bene i siti, poi ho scoperto altri post su forum vari e per ultimo pure un sito, tale www.ecocompany.it, che fa tutta una carrelata su materiali ecologici e ci schiaffa dentro anche questo Marahlene (ma la Tetrapak e questo sito lo chiamano anche Ecoallene) e vendono dei portachiavi in questo materiale.
allora ribadisco: ma ci prendono per il c….?
ho ben capito che produciamo troppo pochi rifiuti tetrapak per giustificare una raccolta a misura, ma non sarebbe più logico buttarli assieme alla carta, che tanto viene già controllata prima di riciclarla, e in quella sede differenziare e mandare il tetrapak alla santarcangelo?
Perchè il mio comune mi dice di buttarlo nel secco non riciclabile che è la frazione di rifiuti che detesto e che a casa mia si riduce ai soli poliaccopiati?
andate a vedervi i vari siti che parlano di ecoallene e vediamo se non siete d’accordo con quanto scritto.
Ciao
Gemon
31 ago 2006 - 11:24 - #2scusate io penso di aver risolto il problema…poichè il tetrapak lo ‘consumavo’ esclusivamente per il latte beh…da oltre un anno prendo il latte o in vetro o in plastica. Almeno questi materiali sì, si sa, sono riciclabili e VENGONO riciclati.
Solo mi chiedo: meglio consumare più plastica che poi viene riciclata oppure poco tetrapak che viene bruciato? boh :-/
ciao
Gemon
anonimo_anarchico
31 ago 2006 - 14:11 - #3Gemon, in realtà la plastica sopporta un solo ciclo di riciclaggio, quindi forse la svolta è il vetro…
non l’avevo mai pensata così, mi sa che da oggi compro solo il latte in vetro…
AnonimoAnarchico
massimo
31 ago 2006 - 14:14 - #4Io il latte lo acquisto alla spina a Bollate (MI) e ri-uso la mia bella bottiglia in vetro da 1 litro. Il vino lo acquisto in damigiana a rendere nell’oltrepò pavese e me lo imbottiglio io 1 volta all’anno nelle mie bottiglie che sono sempre le stesse da 5 anni. Il pane, i biscotti e lo yogurt li faccio in casa (zero imballaggi - zero rifiuti), i pochi detersivi che uso li acquisto alla spina a Milano in viale Certosa… quindi, un consiglio: invece di arrovellarci il cervello su come e cosa smaltire o riciclare, perchè non proviamo a ridurre? Io ci sto provando ed è posssibile!
Andrea
31 ago 2006 - 14:27 - #5Ciao, molto interessante, tante volte penso lo stesso anche per la carta, invece che stampare fronte e retro o riciclare anche gli scontrini ;-) dovrei anche stare attento a stampare il meno possibile, no?!
Avrei 2 domande, + o meno fuori tema:
1-Come si riciclano i cd-rom? nella plastica?
2-Esiste qualche Hosting bio/sostenibile a energia solare?
Grazie a chi sapesse rispondere! Andrea
Nic
31 ago 2006 - 15:35 - #6molto interessanti le idee di “consumare” alla spina invece che di comprare e ricomprare gli imballaggi ogni volta.
qualcuno sa se esiste in zona Roma, qualche posto dove “spinare” il latte? e i detersivi?
magnus
31 ago 2006 - 22:33 - #7interessante il commento di massimo…l’idea è ottima ma rimane il problema della buona volontà…quanta gente ha voglia di sbattersi x acquistare sfusi come si faceva un tempo??Purtroppo nella frenetica vita quotidiana di città il supermercato con la vendita al minuto (impacchettato) regna sovrana…sarà difficile 1 inversione di tendenza in questo senso, xò con l’educazione al rispetto per l’ambiente credo che qualcosa si possa fare…l’idea non è male, quindi, ma deve essere trasmessa, e la gente invogliata in questo senso…insomma…nel nostro piccolo facciamolo, magari sarà una goccia nel mare, ma è pur sempre meglio di niente,no? Ps:intanto ditemi dove posso trovare dei veri fermenti lattici vivi x farmi lo yogurt!!!!! :-pppp
Bricke
01 set 2006 - 07:08 - #8Ne avevamo già parlato:
http://www.ecoblog.it/post/619/tetra-pak
raponzolo
01 set 2006 - 07:35 - #9sono d’accordo, se i market con distributori di alimentari e non, fossero più diffusi sul territorio in modo che non debba farmi 40km alla volta, risolveremo in gran parte il problema dei rifiuti (ma chi glielo dice alle mamme che disinfettano frutta, verdura e ora pure il cestone?).
é vero che se ne era già parlato su ecoblog, ma credo che i due articoli siano complementari, nel primo si dice che il tetrapak è riciclabile, ora si illustra ciò che viene fatto col vecchio tetrapak: carta e ecoallene, che a quanto ho scoperto è un materiale di recente commercializzazione (circa 2-3 mesi) per cui a novembre 2005 era probabilmente ancora sotto studio.
Nic
01 set 2006 - 12:32 - #10giusto per la cronaca e ad uso dei romani….
detersivi alla spina si possono trovare alla bottega del Casale Podere Rosa (zona San Basilio).
Per il latte, l’unica rivendita che ho trovato è “La Muccheria”, in zona Olgiata.
Il primo credo che lo proverò al più presto…il secondo è un po’ fuorimano.
Nic
01 set 2006 - 16:09 - #11sempre ad uso dei romani….
durante la notte bianca (9 settembre) a Piazza di Pietra (zona via del corso/piazza colonna) ci sarà un camioncino /distributore mobile di “latte crudo”.
a quanto ho letto, questo distributore mobile sarà poi usato in giro per i mercati rionali della capitale.
a questo punto non resta che andare a provarlo!
Gemon
01 set 2006 - 17:20 - #12ok, mi sono reso conto che probabilmente prediligere la plastica non è la cosa migliore…stasera vado al super e guardo quanto costa il latte in bottiglia, che ovviamente ci sarà solo fresco, figuriamoci se ti danno una scelta tra 2-3 marche
Segnalo questo articolo interessante, anche se risalente al 2005:
http://www.ecosportello.org/TANews/news/show_news.php?subaction=showfull&id=1112000893&archive=&template=
Gemon
01 set 2006 - 17:25 - #13aggiungo anche questo dal sito www.cambieresti.net:
Si può riciclare il tetrapack (poliaccoppiato usato principalmente per contenitori di bevande)?Il tetrapack va inserito nelle campane gialle con carta e cartone. E’ infatti stato messo a punto un processo che consente il riciclaggio del tetrapak, costituito da tre strati di materiali diversi non incollati tra loro (carta, PE, alluminio). I tre materiali vengono separati e sono recuperate le fibre di cellulosa separandole da PE ed alluminio con cui viene costituito un materiale chiamato marhalene. Studi di LCA (Analisi del ciclo di vita del prodotto) dimostrano un minore impatto ambientale del t-pak rispetto ai contenitori per liquidi in plastica. Non esistono studi analoghi che confrontino il t-pak con il vetro a rendere, ma quest’opzione è da preferire, soprattutto quando lo stabilimento di imbottigliamento si trova vicino al punto di consumo (vedi esperienza del latte in bottiglie a rendere del Comune di Marcon). Informazioni sul marhalene si possono trovare sul sito www.matrec.it.
…mi sa che ho proprio cannato a preferire la plastica!!!
Lumachina
01 set 2006 - 17:49 - #14Gemon, complimenti per la ricerca che hai fatto e per la tua disponibilità a cambiare abitudini.
Sono personalmente a favore del vetro a rendere, ma credo si debba valutare anche il peso del trasporto delle bottiglie. Quelle di plastica o di tetrapak hanno il vantaggio di pesare di meno. La mia soluzione è di scegliere latte prodotto nei paraggi.
Massimo, Nic, grazie ad entrambi per le segnalazioni.
Simone Sartori
03 set 2006 - 23:17 - #15Chiedo scusa per l’appunto, ma non accetto il termine “termovalorizzatori”, chiamiamoli con il loro nome: INCENERITORI.
Nic
04 set 2006 - 11:48 - #16senza entrare nel merito, ma credo che siano due cose abbstanza diverse: l’inceneritore serve a bruciare i rifiuti senza nessun recupero di energia, il termovalorizzatore quantomeno produce dell’energia elettrica e/o termica
riky
06 set 2006 - 13:47 - #17Perdonate, ma da quello che mi risulta il tetrapack non è assolutamente riciclabile, le tre componenti cartone, plastica e alluminio non si possono dividere, va solo bruciato.
In Brasile in una università di San Paolo un solo e unico ricercatore ha inventato una macchina al “plasma” per riuscire a recuperare l’alluminio. Il tretapack è il materiale più inquinante che esista….documentario su National Geographic
renato
08 set 2006 - 16:53 - #18Il tetrapak è riciclabile. Lo dimostrano i prodotti fatti dal riciclo: Carta e Ecoallene.
veramente, oltre a tutti i siti su www.ecocompany.it trovi pure dei portachiavi in questo materiale. io quasi qusi ne compro e li mando ai sempre informati assessori di comune, provincia e regione. La carta lo già provata e d è semplicemnte favoloso poter scrivere sul tetra.
matteo
23 set 2006 - 23:13 - #19Rispondo ad Andrea che chiedeva come si riciclano i cd-rom: i cd-rom non sono riciclabili, e nemmoeno gli scontrini (che menzionavi), perche’ la carta termica, usata anche per i fax, non e’ riciclabile. Altra cosa non riciclabile - e questo non ho ancora capito perche’ - sono i piatti, bicchieri e posate di plastica, a meno che non sia espressamente specificato sulla confezione (Fonte: opuscolo dell’azienda fiorentina di raccolta rifiuti). Comunque, come e’ stato detto da massimo, la cosa migliore e’ sicuramente RIDURRE i rifiuti. E’ lo stesso concetto che vale per l’energia elettrica: e’ inutile parlare di fonti rinnovalibili ed energie alternative se prima non si risolve il problema alla radice riducendo i consumi ed aumentando l’efficienza energetica.
Ettore
26 ott 2006 - 15:11 - #20I CD e DVD sono riciclabili.
Ma se gettati insieme alle altre plastiche, per esempio nelle campane, costituiscono un enorme problema. In pratica inquinano il PET delle bottiglie o il PE dei flaconi o sacchetti, riducendone enormemente le possibilità di riciclo.
CD e DVD sono fatti in Policarbonato, che è un materiale che garantisce ottime prestazioni.
Il vero problema e’ lo strato metallico che contiene i dati, che rimarrà, sminuzzato, nel materiale riciclato, che quindi non sarà più trasparente.
Ci sono aziende, ma non ne conosco in Italia, che li riciclano, ma trattano solo grossi quantitativi, di solito scarti della produzione, non CD a fine vita.
Per riciclare i CD dei privati non ci sono volumi significativi, ed esiste poi il problema della sicurezza dei dati contenuti (un problema sia per i privati che per le aziende).
Ricordiamo poi che se per portare a riciclare un CD, mi sposto in macchina, distruggo più l’ambiente del beneficio che apporto.
Pensiamo sempre al bilancio globale.
Ad esempio, in Germania e Svizzera le bottiglie di PET vengono riciclate e riutilizzate per fare nuove bottiglie. Di sicuro più ecologico delle bottiglie di vetro a rendere, che vanno trasportate con i camion e rilavate ad alte temperature.
Ettore
30 ott 2006 - 09:32 - #21Qualcuno ha chiesto perchè bicchierini e piatti usa e getta non vengono riciclati dai comuni.
Credo che il motivo sia che per riciclare la plastica è VITALE raccoglierla per gruppi omogenei, oppure avere un metodo economico per dividerla in gruppi omogenei.
Nessuno pensa di riciclare assieme ferro, alluminio, ottone, bronzo. Vanno riciclati separatamente.
Allo stesso modo, polipropilene, polietilene (HDPE e LDPE), PET, polistirolo vanno divisi.
Il PET è facilmente separabile dal Polietilene (il primo affonda, il secondo galleggia in acqua). Per questo motivo ricicliamo assieme le bottiglie in PET e i flaconi dei detersivi in Polietilene.
I bicchierini usa e getta sono fatti sia in Polistirolo che Polipropilene, che non sono compatibili, non sono facilmente separabili, e oltretutto “inquinano” il polietilene dei flaconi. Molto meglio non riciclarli e produrre energia bruciandoli. Il resto della plastica riciclata avrà un valore e una purezza tali da permettere il loro uso in applicazioni “nobili” (per esempio, in diversi paesi europei, la raccolta di bottiglie in PET è così accurata e le tecnologie di separazione e lavaggio così avanzate, che il materiale è pulito e viene utilizzato per nuove bottiglie senza usare nuovo petrolio per fare nuovo PET).
Virginio
23 nov 2006 - 10:17 - #22Buongiorno, volevo portare a Vs conoscenza che sto/stiamo avviando un progetto per la realizzazione del riciclo dei cd e dei DVD.
Stefania Ianne
07 dic 2006 - 11:50 - #23E’ possibile avere informazioni sul riciclaggio di video e audio cassette oltre che di CD e DVD? Io vivo in inghilterra e qui ci sono aziende che si occupano del riciclaggio di tali materiali ma possiedo in Italia una media quantita’ di video e audio cassette che vorrei riciclare senza doverle portare con me in Inghilterra. Come fare? Per chi fosse interessato allego il sito web della societa’ che si occupa del riciclaggio di questi materiali - e altro come le cartucce da inchiostro per stampanti - www.confishred.co.uk
magenta
04 gen 2007 - 13:35 - #24Sono contenta che finalmente qualcuno stia cercando di avviare qualche progetto per il riciclaggio di cd dvd usati anche in Italia… spera che ci diate presto notizia degli sviluppi del vostro progetto.
WALTER
06 mar 2007 - 12:35 - #25Vorrei avere informazioni sul riciclo dei cd dvd
HolyMount » Blog Archive » Il tetra p
24 mar 2007 - 00:44 - #26[…] Vuoi vedere che il Tetra Pak sia veramente ecologico? Bhé secondo ecoblog.it lo è potenzialmente. Ovvero se lo tratti come dovrebbe si riesci a togliere il cartone e con il resto polietilene e alluminio si ottiene una sostanza (maralhene od ecoallene) che puù essere reciclata completamente. Se però osservate la lista dei Comuni forniti dalla casa del poliaccoppiato noterete che ce ne sono un po’ pochini, e che quindi le nostre confezioni faranno la solita fine: in discarica ove rimarranno presumibilmente intatte in secula seculorum, oppure nel termovalorizzatore ossia le bruceremo insieme all’altra immondizia che si sminuzzerà in infinitesimali particelle che valorizzeranno, il solito pochino meno, la nostra salute. […]
ecoblog
24 mar 2007 - 19:30 - #27[…] […]
Goku
10 mag 2007 - 21:33 - #28vorrei provare rispondere al quesito riguardante il riciclaggio deibicchieri di plastica e carta.
sono solo 1 studente sedicenne quindi non aspettatevi 1 rispsta del tutto gusta ed esauriente..
non penso che il problema riguardante i bicchieri e i piatti di plastica si limiti esclusivamente al materiale, penso che essi non si possano riciclare perchè essi sono “prodotto”, invece le bottiglie di plastica x esempio sono “imballaggio”. Mi sembra di aver capito che nella fabbricazione di un prodotto (e quindi di un imballaggio)parte dei soldi investiti va in un consorzio che si impegnerà a riciclare quest’ultimo. essendo i piatti di plastica prodotto non e’è nessun consorzio che si impegnerà a riciclarli.
Spero di aver chiarito il dubbio in maniera chiara, mi aspetto inoltre commenti da chi non è d’accordo ok?
saluti Goku
Marco Toracca
15 mag 2007 - 11:03 - #29Guardate un pò cosa ho trovato in internet….
Marco
MiglioraRoma
15 mag 2007 - 14:29 - #30Salve a tutti, complimenti per il vostro Post e per i commenti, tutti molto interessanti.
Anche io mi occupo quando posso della raccolta differenziata sul mio Blog (per es. http://miglioraroma.blogspot.com/2007/05/come-si-fa-la-raccolta-differenziata.html)
Aggiungero’ se non vi dispiace il vostro link al mio Blog.
Saluti,
Martina
AGOS
02 gen 2008 - 19:56 - #31MOLTO INTERESSANTE L ‘ IDEA DI SPINARE I PRODOTTI MA DITEMI VOI DOVE ANDARE A PIACENZA PER POTER USUFRUIRE DI QUESTO OTTIMO CONSIGLIO
Gioacchino
02 gen 2008 - 23:52 - #32Come si fa a dire che a Napoli avviene il recupero del TETRAPACK se vi è solo spazzatura indifferenziata in tutte le strade?
Aiutatemi a cercare una cartiera che voglia i tetrapack usati.In Campania NON ESISTE !
Jose81
21 mar 2008 - 00:56 - #33Volete cosa dovete fare? Evitate di bere latte. E’ pura immondizia. Le mucche soffrono di mastite e il pus finisce dritto dritto nel latte, in più non è necessario al nostro corpo come vogliono farci credere…anzi fa anche abbastanza male.
Provate a fare qualche ricerca.
edoardofergieferg
30 mar 2008 - 15:00 - #34siete dei deficienti, 1 mese fa stavo facendo 1 ricerca sul tetrapak, se vedevo qesto prendevo 10
notoanto
12 giu 2008 - 17:54 - #35Gemon, in realtà la plastica sopporta un solo ciclo di riciclaggio, quindi forse la svolta è il vetro…
, mi sa che da oggi compro solo il latte in vetro…
AnonimoAnarchico
Mi sembra che la plastica riciclata non possa essere utilizzata per alimenti ma che sia possibile riciclarla piu’volte
http://www.tuttotrading.it/granditemi/tuttoraccoltadifferenziata/080208plasticasiplasticano.php
Jil
26 set 2008 - 16:28 - #36Io abito in un piccolo centro mi pare assurdo dover ricercare latte detersivi e quant’altro alla spina. Con neanche il tempo di andare al supermercato. Si vede che avete alcuni tanto tempo libero.Non dobbiamo ritornare per caso ai tempi di mia nonna. Perche’ non fate chiudere tutti questi ipermarket. S’impegnassero tutti ad una campagna precisa e dettagliata sulla raccolta differenziata con stabilimenti seri e organizzati.Non mi vorrei ridurre a prendere sempre con la stessa bottiglia di vetro tutte le mattine il latte chissa’dove e da chi(che tristezza).Complimenti a tutti.
Manubo74
13 ott 2008 - 20:39 - #37Secondo me andare verso la direzione dei detersivi o latte alla spina non è un tornare indietro, ma andare avanti ! Se il tuo supermercato vicino casa ce l’avesse non dovresti sbatterti per cercarlo e non dovresti perdere tempo! Non solo perché un imballaggio è riclabile significa che possiamo produrne a dismisura! Ricilare ha comunque un costo e un impatto ambientale sulla nostra salute!
Denmark
01 nov 2008 - 18:08 - #38” Tetrapak, da analisi di flussi merceologici, è arrivata a stimare che il 23% dei cartoni per bevande riesce ad arrivare al cassonetto della carta e da lì prosegue verso uno dei 35 termovalorizzatori attivi in Italia. ”
Ma chi c’è a capo di ecoblog?
Il tetrapak raccolto in modo differenziato si ricicla, non va nei termovalorizzatori. Ci sono milioni di articoli su internet…
Senno’ a che serve metterlo nella carta quando poi va a finire nel termovalorizzatore?
Enrico8000
09 dic 2008 - 17:38 - #39Leggo interessato l’artcolo e rimango con il solito dubbio, quindi nalla fine del salmo dove devo gettare il contenitore in tetrapack. Non ho molto tmpo pèer starmi a leggere tutti i commenti magari qualcuno lo ha già scritto.
Grazie, Enrico
star97
09 dic 2009 - 17:41 - #40fai skifo
Rulando
20 mag 2010 - 20:31 - #41Trovo assai deprimente che un blog trattante il tema dell’ecologia usi il termine fuorviante, nonchè vietato dalla Comunità europea “termovalorizzatore” al posto del termine “inceneritore”…
Date un’occhiatina a questo link di cui riporto un estratto:
http://www.vitaesalute.net/magazine-dettagli.asp?id=134
[…]Termine equivoco
Si fa un gran parlare di termovalorizzatori per risolvere il problema. Può parlarcene?
«Intanto termovalorizzatore è un termine che la Comunità europea ci fa espresso divieto di usare perché è fuorviante. È fuorviante perché con il calore, termo, non si valorizza proprio niente, anzi si toglie un valore. Cosa fanno i termovalorizzatori? Prendono i rifiuti e li bruciano ricavando da questa combustione energia. È chiaro che quando si brucia un materiale, si ottiene un’energia termica che poi si può far diventare energia elettrica. La cosa è nota da tempo immemorabile».
E allora cos’è che non va?
«C’è che per bruciare i rifiuti si bruciano materiali che hanno un valore. Se questi stessi materiali fossero riutilizzati si ricaverebbe un valore immensamente superiore a quello che si ottiene bruciandoli. Mi spiego meglio. Prendiamo come esempio una bottiglia di plastica. Per costruirla è stato necessario distillare petrolio che è un fossile e così anche la bottiglia di plastica è omologabile a un fossile. Il procedimento è lungo, dispendioso ed energivoro: distillare petrolio, ricavarne una porzione adatta per fare questo tipo di lavorazione, applicare numerosi processi chimici, utilizzare una fabbrica, fare scaldare il petrolio per renderlo molliccio, poi gonfiarlo per dargli la forma della bottiglia. Insomma, abbiamo consumato così tanta energia che quando andiamo a bruciare la bottiglia ricaviamo una frazione infinitesima dell’energia che abbiamo impiegato per fabbricarla. Di contro, se noi riutilizzassimo quella bottiglia almeno un’altra volta risparmieremmo, da subito, metà dell’energia utilizzata per costruirla. È un po’ come se noi avessimo una tavola di Giotto, un bella tavola di legno, e possiamo decidere di venderla alla National Gallery oppure bruciarla per cuocerci sopra due uova. Noi oggi decidiamo di bruciarla. Ovviamente sto estremizzando ma le cose stanno proprio così. Più logico sarebbe dire che bisogna produrre, alla fonte, meno rifiuti e riciclare i materiali, anche perché i termovalorizzatori sono una fonte d’inquinamento formidabile».[…]
Marcos2000
12 set 2010 - 15:09 - #42Per intolleranza al lattosio, bevo esclusivamente latte di Soja consezionato soalmente in Tetrapack.
I contenitori vanno smaltiti nel secco, ogni conferimento dei bidoni costa 12€.
Credo di essere penalizzato rispeto ai miei concittadini che prelevano il latte vaccino dal distributore in bottiglie di vetro.