Capelli per fermare il petrolio

carcerato filippino che dona i capelli per l'emergenza petrolioI capelli e le piume hanno la caratteristica di sporcarsi facilmente di petrolio.

Lo sanno bene nelle Filippine, dove i 15.000 carcerati delle prigioni di Manila hanno deciso di donare i loro capelli e i peli del petto alla società, perchè vengano impiegati per togliere il petrolio dalle coste. L'11 agosto, al largo delle Filippine, tra le isole Guimaras e Panay, era affondata la petroliera Solar I e oggi circa 200 km di costa sono stati rovinati dalla fuoriuscita di petrolio.

Anche i parrucchieri si sono mobilitati e stanno raccogliendo sacchi di materiale utile dai loro clienti. Si stima che ci vorranno tra i 250 e i 300 milioni di dollari e almeno 3 anni di lavoro per ripulire le coste. Si teme che il danno agli ecosistemi sia ben più difficile da recuperare, specie perchè la marea nera ha raggiunto la riserva marina dell'isola di Taclong.

Gli ambientalisti locali però fanno notare che esistono alternative più efficaci e maglio biodegradabili dei capelli (infatti greenpeace non ha rilanciato l'appello per la raccolta dei capelli, essendo a favore di altri materiali come i residui della lavorazione della canna da zucchero e noci di cocco).

Il sottosegretario alla scienza e alla tecnologia è stato duramente criticato per aver detto che "basteranno due o tre tifoni per ripulire le coste". Per proteggere le zone di pesca (e i relativi posti di lavoro) sono state tese delle reti di paglia e bambù. Si è organizzato anche un festival del frutto dimare per rilancira l'immagine del pescato locale e vincere i timori di inquinamento che avevano fatto crollare le richieste di pesce e molluschi.

» Ambientalisti e scienziati contro la raccolta di capelli (in inglese)

» Festival del pesce senza petrolio (in inglese)

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