Bruciano 3000 ecoballe a Acerra: annullare le coltivazioni nel raggio di 5Km

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Acerra, provincia di Napoli, Piazzolla numero 2 antistante l’inceneritore e deposito di immondizia: prende fuoco l’altra notte. Bruciano 3000 ecoballe, o meglio rifiuti tritovagliati destinati all’inceneritore. Origine dolosa? I carabinieri di Acerra indagano e intanto il disastro ambientale si è compiuto. Nell’aria per chilometri si sono sparsi diossine, veleni di ogni genere e polveri si sono depositate sui campi agricoli.

L’ultimo incendio lo scorso 20 marzo appiccato da mani ignote. Le associazioni Medici per l’Ambiente e Assocampania Felix hanno chiesto l’inibizione dell coltivazoni nel raggio di 5Km:

fino a che non saranno effettuate le operazioni di caratterizzazione, rimozione e bonifica dei combusti, nonché monitoraggio dell’aria circostante l’area interessata, a tutela della salute pubblica.


Il deposito è gestito dalla Sap.Na che fa sapere che da giovedì prossimo alle 12,30 inizierà i campionamenti e anche dall’ Arpac è arrivata la comunicazione che riferisce di controlli messi in calendario:

sono in programmazione ulteriori interventi di controllo nella zona mediante campionamenti del suolo per accertare eventuali ricadute degli inquinanti, che comunque sono oggetto di monitoraggio continuo.

Non c’è solo l’Ilva.

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