Terzo giorno di colata lavica dalla bocca dell’Etna. L’eruzione iniziata domenica 15 giugno che ha costretto l’aeroporto catanese a dirottare alcuni atterraggi a Palermo, Comiso e Malta, prosegue con forti boati, emissioni di cenere e fontane di lava che colano verso valle la fase stromboliana è proseguita nella giornata di ieri e di questa mattina.
Dal cratere di sud est, la bocca ha lasciato emergere una colata, discretamente alimentata che è rimasta confinata sulla zona sommitale.
Come detto, le conseguenze più importanti sono state quelle sui voli in arrivo all’aeroporto Fontanarossa che si è visto costretto a chiudere gli spazi aerei 1 e 2.
L’energia del sistema rimane alta, ma si è notevolmente ridotta l’emissione di cenere. È ancora, invece, bene alimentata la colata lavica che si riversa sul versante occidentale della desertica Valle del Bove.
L’unità di crisi dello scalo di Catania – attualmente parzialmente operativo – si riunirà alle 18.
Un anno fa, precisamente il 21 giugno 2013, l’Unesco ha insignito l’Etna del titolo di Patrimonio dell’Umanità. I fenomeni eruttivi più significativi degli ultimi decenni sono stati quelli del 1971, del 1981, del 1983, del 1991 (durato ben 473 giorni) e del 2001.
Con i suoi 3343 metri, l’Etna è il più alto vulcano attivo della placca euroasiatica.
Via | Ansa
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