Shailene Woodley, protagonista della saga distopica Divergent e del film The Snowden Files uscito da poco nei cinema statunitensi, è stata arrestata mentre protestava contro il progetto di un oleodotto nel North Dakota.
L’attrice stava facendo un Facebook live della protesta pacifista e ha dunque immortalato il momento dell’arresto:
“Mi hanno afferrata per la giacca, dicendo che non avevo il permesso di andare avanti con le riprese…e avevano pistole, manganelli non mi lasciavano andare”,
ha detto l’attrice che è ora accusata, insieme ad altre 26 persone, di “sommossa e sconfinamento”.
Durante l’arresto 40mila persone stavano vedendo live che cosa accadeva a Shailene Woodley e nelle ore successive il counter ha raggiunto 2 milioni e 400mila visualizzazioni.
L’attrice è stata rilasciata nella serata di ieri.
Una tribu Sioux locale, gli Standing Rock, si è vista respingere da un giudice la richiesta di fermare i lavori e ha iniziato una protesta alla quale ha deciso di partecipare anche l’attrice californiana.
Il progetto dell’oleodotto prevede una tubazione di 1886 chilometri che dovrebbe attraversare North e South Dakota, Iowa e Illinois, con una capacità quotidiana di 500mila barili al giorno.
L’opera – il cui costo previsto è di 3,8 miliardi di dollari – dovrebbe attraversare il fiume Missouri un chilometro a nord dei territori in cui vivono i nativi americani. Il fiume è la principale fonte d’acqua e i Sioux temono una catastrofe ecologica che potrebbe avere effetti irreparabili sulla loro comunità.
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