Nel mercato della capacità italiano, un coefficiente tecnico apparentemente oscuro sta diventando un fattore decisivo per chi investe nelle batterie: il derating. Ad ottobre 2026, ARERA ha approvato le nuove regole tecniche — il cosiddetto DTF 2 2028 proposto da Terna — che modificano i coefficienti di derating per i sistemi di accumulo elettrochimico (BESS, Battery Energy Storage Systems) nell’ambito del capacity market per l’anno di consegna 2028. Il risultato pratico è una riduzione della remunerazione che questi impianti potranno ottenere attraverso le aste del mercato della capacità.
Cos’è il capacity market e perché il derating degli accumuli conta
Il capacity market italiano è uno strumento regolatorio pensato per garantire l’adeguatezza del sistema elettrico nazionale: assicura cioè che ci sia sempre sufficiente capacità disponibile — da generazione, importazioni o stoccaggio — per far fronte ai momenti critici per la sicurezza della rete. Gli operatori che partecipano alle aste ricevono un premio economico in cambio dell’impegno a rendere disponibile la propria capacità nei periodi rilevanti per il sistema.
Il coefficiente di derating è il parametro che traduce la capacità installata nominale di un impianto nella capacità che viene effettivamente riconosciuta ai fini del capacity market. In altre parole, non tutta la potenza installata di una batteria vale “uno a uno” nel mercato: il derating stabilisce quale frazione viene conteggiata. Più alto è il coefficiente di derating applicato, minore è la capacità riconosciuta e, di conseguenza, minore è la remunerazione che l’operatore può ottenere dall’asta.
Per i sistemi di accumulo elettrochimico, questo parametro è da tempo al centro del dibattito regolatorio, perché le batterie hanno caratteristiche operative diverse rispetto agli impianti di generazione tradizionale: la loro disponibilità dipende dallo stato di carica, dalla durata di scarica, dalla tecnologia e dal contesto di utilizzo.
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Cosa ha deciso ARERA con l’approvazione del DTF 2 2028
Con la delibera di approvazione del DTF 2 2028, ARERA ha aumentato i coefficienti di derating per i BESS rispetto alle regole precedenti. La conseguenza diretta è che, a parità di capacità installata, i sistemi di accumulo che parteciperanno all’asta per l’anno di consegna 2028 vedranno riconosciuta una quota di capacità inferiore, e quindi otterranno una remunerazione più bassa per megawatt installato.
Si tratta di una scelta che riflette un cambio di approccio nella valorizzazione degli accumuli all’interno del capacity market: le autorità sembrano orientarsi verso una valutazione più conservativa del contributo effettivo delle batterie all’adeguatezza del sistema, almeno nelle condizioni critiche che il mercato è chiamato a coprire.
Le regole tecniche approvate da ARERA derivano da una proposta di Terna, il gestore della rete di trasmissione nazionale, che ha il compito di definire i parametri tecnici del mercato e di sottoporli alla validazione del regolatore. L’approvazione del DTF 2 2028 chiude quindi un iter tecnico-regolatorio che coinvolge entrambe le istituzioni.
Perché aumentare il derating riduce l’attrattività degli accumuli nel capacity market
Per capire l’impatto pratico, è utile ragionare in termini concreti. Il capacity market remunera la disponibilità di capacità: un operatore che installa un sistema di accumulo da 100 MW e ottiene un derating, per esempio, del 30% vede riconosciuti solo 70 MW ai fini dell’asta. Se il coefficiente di derating aumenta — portando la quota non riconosciuta a una percentuale maggiore — la capacità effettivamente remunerata si riduce ulteriormente, a parità di investimento.
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Questo meccanismo incide direttamente sulla bancabilità dei progetti di accumulo: i ricavi attesi dal capacity market sono spesso una componente fondamentale del piano economico di un impianto BESS, soprattutto per i sistemi di grande taglia che puntano a partecipare alle aste. Una riduzione della remunerazione attesa può modificare i calcoli di ritorno sull’investimento e, in alcuni casi, rendere meno conveniente la partecipazione al mercato della capacità rispetto ad altri servizi.
Va detto che il capacity market non è l’unico mercato a cui i sistemi di accumulo possono accedere: i BESS possono partecipare ai mercati dei servizi ancillari, al mercato dell’energia, e in futuro potenzialmente ad altri strumenti regolatori. Tuttavia, il capacity market rappresenta una fonte di ricavo stabile e prevedibile, caratteristica particolarmente apprezzata da chi deve strutturare finanziamenti a lungo termine.
Il contesto: un settore in rapida evoluzione
La decisione di ARERA arriva in un momento in cui la capacità installata di accumuli elettrochimici in Italia è cresciuta significativamente, trainata sia dagli incentivi per le rinnovabili sia dalla necessità di gestire una rete sempre più caratterizzata da fonti intermittenti. Proprio questa crescita rende più urgente una calibrazione accurata dei parametri tecnici: un derating troppo generoso potrebbe portare a riconoscere al sistema una capacità di riserva che nella realtà non è sempre disponibile nei momenti critici.
D’altra parte, una revisione al rialzo del coefficiente di derating per gli accumuli nel capacity market rischia di penalizzare tecnologie che stanno diventando sempre più centrali nella gestione della rete. Il dibattito tra operatori, regolatori e gestori di rete su come valorizzare correttamente i BESS è aperto in tutta Europa, e la scelta italiana si inserisce in questo quadro più ampio.
Per i soggetti che stanno valutando investimenti in sistemi di accumulo con l’obiettivo di partecipare all’asta per il 2028, le nuove regole tecniche approvate da ARERA rappresentano un elemento da considerare con attenzione nella costruzione dei business plan. La remunerazione dal capacity market sarà inferiore rispetto a quanto si poteva stimare con i coefficienti precedenti, e questo richiede una revisione delle proiezioni economiche per i progetti in fase di sviluppo. Per chi vuole approfondire il funzionamento tecnico del mercato della capacità italiano, RSE ha pubblicato un’analisi dettagliata del meccanismo che rimane un riferimento utile per comprendere le logiche sottostanti.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








