Hai sempre buttato i fazzolettini nel posto sbagliato e potresti aver preso multe senza saperlo: dova vanno davvero - ecoblog.it
Anche se sono di carta non vanno nel bidone della carta: la regola che quasi tutti ignorano e l’unica eccezione.
Credevo fosse una cosa ovvia: i fazzolettini di carta vanno nel contenitore della carta, giusto? Invece no. Come moltissimi, ho sempre fatto questo errore pensando di differenziare correttamente. Eppure proprio quei piccoli gesti sbagliati, ripetuti milioni di volte, complicano il lavoro degli impianti di riciclo e fanno aumentare i costi della raccolta. In alcune città dove la differenziata non funziona, la TARI sale alle stelle. Sapere dove buttare ogni cosa è importante, ma spesso le informazioni sono confuse o contraddittorie. E i fazzolettini, per quanto banali, sono tra gli oggetti più fraintesi.
Non vanno nella carta, né nell’umido: ecco dove vanno davvero i fazzoletti usati
Il motivo per cui non bisogna gettare i fazzoletti nella carta è semplice: una volta usati, contengono residui organici. Che si tratti di muco, saliva, tracce di cibo o qualsiasi altro materiale biologico, diventano immediatamente un oggetto contaminato, quindi non riciclabile come carta pulita. Metterli nel bidone della carta significa rovinare interi lotti di materiale destinato al riciclo. E gettarli nell’umido? Nemmeno. A meno che sulla confezione non ci sia scritto “compostabile”, il fazzoletto normale non è adatto al trattamento dell’umido.

Quindi dove vanno? Nell’indifferenziata. I rifiuti misti restano, in questo caso, l’unica destinazione corretta. È una regola valida per tutti i fazzoletti da naso, ma anche per i tovagliolini da tavola usati, i fogli di carta assorbente sporchi e la carta igienica sporca che, anche se apparentemente biodegradabile, non può essere considerata carta pulita. Solo se la confezione riporta la dicitura chiara di compostabilità certificata, allora puoi conferirli nell’umido. Ma è un’eccezione, non la regola.
Molti fanno questo errore in buona fede, perché il materiale sembra carta. Ma la raccolta differenziata non si basa solo su che cos’è un oggetto, bensì su cosa ha toccato, in che stato si trova e quali processi subisce negli impianti. Anche un foglio di carta completamente ricoperto di sugo, pur essendo carta, deve finire tra i rifiuti indifferenziati.
Un piccolo errore ripetuto da milioni di persone fa la differenza
La raccolta differenziata, per funzionare davvero, ha bisogno di gesti precisi, anche se possono sembrare minimi. Gettare i fazzoletti nel bidone sbagliato sembra un dettaglio trascurabile, ma se pensiamo a quanti milioni di fazzoletti vengono usati ogni giorno in una sola città, capiamo subito che la somma di tanti piccoli errori crea un danno serio al sistema di riciclo. Anche dal punto di vista economico, perché più errori significano più rifiuti da smistare, più costi per i comuni, e quindi tasse più alte per i cittadini.
E poi c’è il lato ambientale. Mai abbandonare fazzoletti nell’ambiente, anche se sembrano “naturali”. Anche quelli in carta o compostabili impiegano mesi a decomporsi, e nel frattempo inquinano, attirano insetti e sporcano i paesaggi. Anche il più piccolo fazzoletto ha un impatto se non viene smaltito nel modo giusto.
La regola, insomma, è chiara: se è sporco, va nell’indifferenziata. Anche se sembra carta, anche se ti hanno detto il contrario. E solo in un caso puoi usare il bidone dell’umido: se il fazzoletto è certificato compostabile. Tutto il resto è rifiuto misto. Una volta imparato questo, sbagliare sarà impossibile. E ogni volta che getti un fazzolettino nel posto giusto, contribuisci davvero a un sistema che funziona.
