Allevamenti intensivi: le immagini shock del doc Samsara

Una sequenza del documentario di Ron Fricke che mostra gli eccessi degli allevamenti intensivi e l’impatto sulla salute dei consumatori

SAMSARA food sequence from Baraka & Samsara on Vimeo.

Nelle religioni indiane quali Brahmanesimo, Buddhismo, Giainismo e Induismo, Samsara è il termine che indica la dottrina inerente il ciclo di vita, morte e rinascita. Dopo il video di Steve Cutts che Ecoblog vi ha proposto qualche giorno fa, ecco un estratto del documentario Samsara, un vero e proprio kolossal del genere che è il frutto di ben 5 anni di riprese in giro per 25 Paesi.

Nella perfezione fotografica e nelle geometrie perfette degli ambienti, i registi mettono a nudo la crudeltà degli allevamenti intensivi. La sequenza inizia con il pollame risucchiato da due spazzole su di un nastro trasportatore verso dei cassettoni. Successivamente vi sono il macello e la pulizia.

Dopo, i bovini che ruotano in una macabra giostra. Ma la sequenza più agghiacciante è, forse, quella dell’allattamento dei giovani maiali attaccati a una scrofa fatta crescere all’inverosimile e bloccata in uno spazio angusto.

Dall’allevamento intensivo le immagini passano alle cucine dei fast food e da qui agli scaffali e alle casse dei supermercati, quindi alle tavole dei fast food. Una frenesia che ha delle conseguenze che i registi scelgono di descrivere senza parole, con una grande capacità di lasciar parlare le immagini.

Oltre alle terribili condizioni ambientali nelle quali gli animali vengono allevati, gli allevamenti intensivi hanno un forte impatto sull’ambiente. L’8 dicembre 2008 il presidente dell’IPCC, Rajendra Pachauri, presentò una documento sulla relazione fra riscaldamento globale e produzione di carne evidenziando come la produzione di un chilogrammo di carne provochi un’emissione di 36,4 kg di anidride carbonica e un rilascio di 340 grammi di anidride solforosa e 59 grammi di fosfati. Praticamente un chilo di carne ha lo stesso impatto sull’ambiente di un’auto media europea che percorra 250 chilometri. Nella stessa ricerca viene evidenziato anche l’enorme squilibrio per quanto riguarda il consumo idrico: per un kg di mais sono necessari 900 litri d’acqua, per un kg di manzo ben 15.500 litri.

Via | Vimeo

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