
Nella Sicilia che organizza l’emergenza rifiuti e che ha un presidente che prima fa un piano rifiuti e poi si fa nominare Commissario straordinario per stracciarlo e farne un altro, accade anche che qualcuno faccia tre anni di burocrazia silenziosa per ottenere 16 autorizzazioni per una “piattaforma di trattamento dei rifiuti” e poi, ottenute tutte le carte, ritiri il progetto per le proteste.
La storia: Giuseppe Catanzaro, presidente di Confindustria Agrigento e di Confindustria Energia Sicilia, presenta nel 2007 un progetto da 50 milioni di euro per un impianto di trattamento di rifiuti non pericolosi che comprende una vasca da un milione e centomila tonnellate di immondizia. La sede scelta dall’imprenditore è la Valle del Dittaino, agro di Assoro in provincia di Enna, che ospita una vasta produzione di grano Dop dal quale si produce il famoso pane Dittaino.
Un prodotto che vanta numerosi riconoscimenti e, soprattutto, una vasta gamma commerciale: dal “pane buono di una volta” venduto nella bottega-gioielleria al pre-affettato confezionato venduto nei supermercati. Un pane saporito, crosta scura e mollica con le “bolle” fitte fitte.
Del progetto di Catanzaro non se ne sa assolutamente nulla fino a pochi giorni fa quando scoppia la protesta. Una protesta stranissima perché proviene dai colleghi dell’imprenditore: Confindustria Enna. Gli industriali ennesi, infatti, temono che l’arrivo dell’impianto spazzi via il grano, il pane dei fornai e il pane delle famiglie della zona.
Continua a leggere: Enna, Val Dittaino: la discarica nei campi di grano Dop
Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia, torna a far promesse sulle rinnovabili e annuncia che il criticatissimo piano energetico regionale (da lui stesso approvato, emanato, benedetto e a lungo vantato) verrà rivisto.
La promessa di oggi ci porta in Cina. In seguito ad un incontro con i vertici della Banca Cinese per lo Sviluppo (o, almeno, lui così la chiama), Lombardo parla di un forte interesse dei cinesi in un possibile investimento nel solare fotovoltaico di piccola e piccolissima dimensione.
In pratica pannelli solari per le case, le PMI, e per le imprese agricole. L’idea entusiasma Lombardo che, candidamente, afferma:
Se si dovesse individuare questo canale di finanziamento dalla banca cinese noi avremmo fatto tredici
Tredici perché il finanziamento, o una qualche forma di agevolazione, per il fotovoltaico domestico è la nuova parola d’ordine di Raffaele Lombardo che ha già smentito tutte le precedenti: fotovoltaico ed eolico industriale, nucleare, idrogeno.
La promessa del nuovo piano energetico, d’altronde, viene all’indomani della clamorosa figuraccia fatta dal governatore in merito al primo: Jeremy Rifkin, venuto a benedire il primo piano, ha già fatto sapere che si sente “strumentalizzato” (poverino! anche se se lo poteva anche aspettare, bastava leggerlo il piano…) da Lombardo che non ha fatto nulla di quanto promesso.
Che il mitico Raffaele stia preparando anche una colossale “malafiùra” con i cinesi? Chi vivrà vedrà, nel frattempo, se abitate in Sicilia e avete voglia di fotovoltaico, fatevi fare un preventivo e iniziate a mettere da parte i soldi: difficile che la Regione sganci un solo centesimo…
Via | Raffaele Lombardo Blog
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Sarà pure uno dei volti più noti, se non addirittura il più noto, dell’economia verde a livello mondiale con tutti gli impegni che comporta esserlo, ma il Prof. Jeremy Rifkin ci ha messo un po’ troppo per sconfessare il Piano energetico ambientale regionale siciliano (Pears).
La vicenda, se non si conoscono i dettagli, potrebbe sembrare strana e Rifkin potrebbe persino uscirne bene. Ma la realtà dei fatti è molto diversa da come la raccontano.
Tutto inizia il 13 aprile 2009 quando, all’interno di una gremita aula magna dell’Università di Palermo, Rifkin “battezza” il piano energetico siciliano accogliendo l’invito del governatore Raffaele Lombardo. Ma è un bluff.
Il piano in questione, infatti, è quanto di più lontano possa esistere dalle tesi di Rifkin. Forse non è nemmeno possibile definirlo un piano: un migliaio di pagine accumulate in un faldone (pronto da anni ma misteriosamente fermo nelle stanze degli ex assessorati regionali all’Ambiente e all’Industria), farcito di tabelle copia e incolla dal sito di Terna e da quello dell’Ufficio nazionale minerario idrocarburi e geotermia (Unmig).

Durissima critica nei confronti della politica siciliana da parte di Gianni Chianetta, presidente di Assosolare, associazione di categoria dell’industria del solare fotovoltaico e termico.
Chianetta, intervenendo al PV Rome Mediterranean, fiera dedicata al solare, ha fatto notare che la Sicilia, pur avendo un vantaggio comparato elevatissimo rispetto ad altre regioni italiane, è mostruosamente indietro:
Una delle regioni italiane a piu’ alto potenziale per il settore, diversamente da realta’ come Lombardia e Puglia, dove il solare ha creato occupazione e la nascita di un tessuto imprenditoriale capace di attirare gli investimenti stranieri, ha perso il treno offerto dal primo e dal secondo Conto Energia
Continua a leggere: Assosolare boccia la Regione Sicilia: "Ha perso il treno solare"
Trivellazioni off shore? Not in my backyard. A meno che non paghino bene… In buona sintesi è quello che pensa la Regione Sicilia che, dopo aver cavalcato il panico da marea nera, torna ad occuparsi della questione con un occhio, ma forse anche due, al portafogli.
Sul blog di Raffaele Lombardo, vulcanico governatore siciliano, è stato pubblicato un video di circa cinque minuti in cui il successore di Cuffaro tratta due argomenti spinosissimi: il primo è quello della grande distribuzione organizzata dell’agroalimentare, che in questo post ci interessa poco, il secondo (dal minuto 2:40 circa in poi) è proprio quello delle trivellazioni di petrolio. Ecco una sintesi di cosa pensa Lombardo sull’argomento:
Abbiamo detto basta anche alle trivellazioni nei nostri mari. Un tema nel quale occorre cura, attenzione e un rigore estremo. Ci sono grandi gruppi che richiedono le autorizzazioni, certo, hanno referenti, dipendenti, uomini politici ben disposti ad ascoltarli. Ma vengono a prendere il petrolio da noi, e cosa ci danno? Due lire. Lo raffinano e a noi la benzina costa più cara che non nella Valle d’Aosta, dove costa la metà, ma anche nel Lazio o quant’altro. E noi per quattro posti di lavoro dobbiamo inghiottire veleno?
A parte la questione delle due lire, che eticamente è anche molto discutibile, il governatore dimentica come al solito di precisare che per le perforazioni off shore il parere della Regione conta come il due di coppe quando regna bastoni. Come dimentica di dire che le royalties sono due soldi sì, ma la Regione se le intasca lo stesso…
Continua a leggere: Il governatore siciliano stringe sul petrolio off shore: "Ci danno due lire"
Il primo sub-commissario all’emergenza rifiuti nominato da Raffaele Lombardo è un esperto del settore: Domenico Michelon, ingegnere con un curriculum bello lungo e numerose nomine negli enti pubblici fino a quella di direttore dell’Ato 5 Palermo. Un Ato considerato virtuoso in Sicilia per i buoni risultati ottenuti nella raccolta differenziata.
Su internet è disponibile una sola foto del sub-commissario, assolutamente inguardabile e per questo prontamente scartata in favore dei cassonetti che vedete a fianco.
Impossibile fare previsioni sul lavoro di Michelon nel nuovo ruolo, sarebbe anche scorretto fare ipotesi. Di sicuro da fare non ne manca. Divertente, però, ricordare una “scelta tecnica” fatta a Castelbuono, comune di circa 9.000 abitanti nell’entroterra palermitano.
In questo paesino, nel 2007, è arrivata la differenziata. Già questo è un record visto che la gran parte dell’isola oggi ancora non ha idea di cosa sia. Ma la particolarità stava nei mezzi di raccolta dei rifiuti: asine. L’idea, come riporta Eco-News, venne al sindaco durante un viaggio all’estero e messa in pratica da Michelon che, al periodico on line confessò:
Continua a leggere: Rifiuti Sicilia: il sub-commissario delle asine spazzine

Il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, prende atto che c’è ancora molto da fare per eliminare l’amianto nell’isola. Il problema è assai diffuso nei siti industriali e petrolchimici siciliani dove, come vi abbiamo recentemente raccontato, i lavoratori ancora aspettano che vengano loro riconosciuti i benefici di legge previsti per il rischio amianto. In una nota della presidenza della Regione Sicilia, adesso, si annuncia i risultati dell’ennesimo tavolo tecnico tra gli assessori regionali alla Salute, all’Energia, al Lavoro e all’Ambiente per pianificare le soluzioni del caso.
I tavoli tecnici, in Sicilia come in buona parte d’Italia, solitamente servono a poco. Ma c’è di buono che Lombardo inizia ad ammettere che il problema c’è ed è serio:
e’ emerso un quadro che, a fronte di province maggiormente interessate, poiche’ sedi di siti contaminati di interesse nazionale (Caltanissetta, Catania, Messina, Siracusa), il numero delle aree bonificate in tutta la regione e’ ancora esiguo
Continua a leggere: Amianto, in Sicilia qualcosa si muove: Lombardo ammette il problema

Il Consiglio dei ministri, con un’ordinanza di protezione civile, ha dichiarato lo stato di emergenza rifiuti in Sicilia fino al 31 dicembre 2012 e ha nominato l’attuale governatore Raffaele Lombardo commissario straordinario. Era stato lo stesso Lombardo, pochi giorni fa, a candidarsi a commissario.
Forte del commissariamento, Lombardo potrà agire in deroga alle procedure vigenti per mettere in atto l’ultimo piano rifiuti approvato a fine marzo dall’Assemblea regionale siciliana che ha ridotto gli Ambiti territoriali ottimali da 27 a 10 (uno per provincia, più uno dedicato alle isole minori). Il commissariamento, però, è solo apparentemente una novità: dal 1999 ad oggi, infatti, la Sicilia ha già avuto altri tre (i presidenti Capodicasa, Leanza e Cuffaro).
Né è una novità il trasferimento di 200 milioni di euro da Roma a Palermo per la gestione dell’emergenza: in occasione del primo commissariamento (che aveva prodotto un buon piano senza prevedere alcun termovalorizzatore, poi stroncato) erano stati traferiti circa 700 miliardi di lire. La novità, invece, è la provenienza: i 200 milioni provengono dai famigerati Fas, i Fondi per le aree sottoutilizzate, che dovevano servire a incrementare lo sviluppo economico della Sicilia e che, invece, verranno utilizzati per raccogliere (e forse bruciare) l’immondizia e per completare gli impianti.
Di questi soldi Lombardo potrà fare ciò che vuole, senza rendere conto a nessuno o quasi. Il potere che ha in mano adesso il governatore siciliano è enorme, come anche la responsabilità. Il problema, però, è che questa storia i siciliani l’hanno già vista…
Via | Live Sicilia
L’assessore regionale siciliano all’Ambiente, Roberto Di Mauro, boccia il progetto del parco eolico off shore nel golfo di Gela, di fronte Butera e Licata.
Un progetto criticatissimo a causa della vicinanza delle torri eoliche alla costa, appena cinque miglia. Si tratta, tra le altre cose, del secondo progetto perché il primo, molto più grande di quello attuale, è stato modificato in sede di Via.
Via che, però, alla fine è arrivata: il Ministero dell’Ambiente, infatti, ha autorizzato il parco a fine giugno scatenando le proteste di un comitato civico prima (Difendi Licata no P.e.o.s. , che ha scritto persino al Presidente Napolitano) e dell’assessore regionale ora.

Ennesimo grido di allarme degli ambientalisti riguardo alle pesantissime conseguenze dell’inquinamento sulla salute degli abitanti del famigerato triangolo della morte siracusano, che ha per vertici i tre comuni di Augusta, Priolo e Melilli.
Questa volta sono le associazioni AugustAmbiente e Decontaminazione Sicilia a snocciolare i numeri: nei capelli e nel latte materno degli abitanti del triangolo industriale, che ospita raffinerie, centrali elettriche, inceneritori e un impianto di gassificazione del tar, le quantità di metalli pesanti sono allarmanti.
Giacinto Franco, vicepresidente di AugustAmbiente, e Luigi Solarino, presidente di Decontaminazione Sicilia, hanno commissionato uno studio i cui risultati sono stati girati al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, al governatore siciliano, Raffaele Lombardo, agli assessori regionali all’Ambiente e alla Sanità, al presidente della provincia di Siracusa e ai sindaci dei comuni di Siracusa, Augusta, Priolo, Melilli, Floridia e Solarino.