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Tutti gli articoli con tag acqua

Referendum acqua pubblica, per Federutility è un coktail sbagliato

pubblicato da Peppe Croce

Referendum acqua pubblica, per Federutility Ã�¨ un coktail sbagliatoArrivano le prime reazioni al successo della raccolta firme in favore dei tre quesiti referendari contro la privatizzazione dell’acqua. La prima reazione è stata politica con la nascita di “AcquaLiberaTutti”, un comitato trasversale per il no al referendum di deputati alla Camera.

AcquaLiberaTutti vede tra gli aderenti anche soggetti extraparlamentari come l’Istituto Bruno Leoni, think tank italiano liberale molto apprezzato da Confindustria, e l’Adam Smith Society, una associazione culturale liberista “cui aderiscono professionisti, accademici, economisti, giuristi ed operatori economici interessati allo studio ed alla diffusione dei princìpi dell’economia di mercato, della concorrenza e della libera iniziativa” e Libertiamo, associazione con annesso giornale on line presieduta dal parlamentare Pdl Benedetto Della Vedova.

Contraria al referendum anche Federutility, associazione di categoria che riunisce 451 imprese italiane di servizi pubblici locali dei settori acqua ed energia che attualmente forniscono acqua a circa il 75% della popolazione italiana. Con numeri del genere è evidente che Federutility una reazione doveva averla.

Diplomatica, si deve ammettere, almeno per ora:

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Acqua pubblica, il referendum si farà: raccolte 1.400.000 firme

pubblicato da Peppe Croce

Acqua pubblica, il referendum si farà: raccolte 1.400.000 firme

Unmilionequattrocentounmilaquattrocentonovantadue firme, obbiettivo raggiunto. Esulta il Comitato Promotore dei Referendum per l’acqua pubblica che ieri mattina ha consegnato il corposo faldone alla Corte di Cassazione, più che sufficiente per indire il referendum (servivano 500.000 firme). La raccolta firme, iniziata il 25 aprile scorso, sin da subito aveva riscosso un buon successo. Il numero totale, però, probabilmente non se lo aspettavano neanche i promotori che, oggi, si godono il risultato:

Un risultato che segna un passo importante nella storia della democrazia e della partecipazione in questo Paese. Nessun referendum nella storia repubblicana ha raccolto tante firme. La sfida che il comitato promotore ha davanti è quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre “sì” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Un risultato che oggi, alla luce del “risveglio democratico” a cui si è assistito nei mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile

Fa bene, adesso, il comitato a pensare ai restanti 24 milioni di italiani: storicamente i referendum hanno una scarsa affluenza in Italia e il quorum del 50% più uno degli aventi diritto non sarà semplicissimo da raggiungere. Meno difficile dovrebbe essere il prossimo passaggio istituzionale, propedeutico al referendum vero e proprio, il doppio controllo di legittimità: quello sulle firme da parte della Cassazione e quello sull’attinenza del referendum all’articolo 75 della costituzione.

A meno che non abbiano truccato le firme e la Corte Costituzionale non ritenga che gli articoli proposti per l’abrogazione siano “intoccabili”, l’approvazione del referendum dovrebbe essere facile come bere un bicchiere d’acqua dal rubinetto di casa.

Via | Acqua bene comune

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In provincia di Catania tutti pazzi per l'acqua libera

pubblicato da Peppe Croce

In provincia di Catania tutti matti per l'acqua libera

Quattrocento tessere distribuite in quindici giorni: ad Aci Bonaccorsi, comune di tremila anime in provincia di Catania, sembra funzionare l’idea della casa dell’acqua comunale. I cittadini, infatti, hanno aderito in massa all’iniziativa.

La casa dell’acqua è un punto di distribuzione gratuita dell’acqua. I cittadini dotati della tessera, gratuita, possono prelevare fino a 40 litri di acqua da bere alla settimana tra naturale e frizzante (fredda o a temperatura ambiente) portandosi da casa la bottiglia.

Il risparmio è garantito: l’amministrazione comunale stima circa 320 euro in un anno. Ma ancor maggiore è il risparmio di plastica e vetro, come spiega il sindaco Vito Di Mauro:

E’ stimato che una famiglia di quattro persone spenda per dissetarsi 320 euro all’anno senza contare poi i costi sociali dello smaltimento della plastica delle bottiglie e dell’impatto del trasporto di queste dagli impianti fino ai supermercati. Solo nel nostro Comune abbiamo stimato un risparmio, in termini di consumi e di tutela ambientale, di oltre 800 mila bottiglie di plastica

Bottiglie che andrebbero, assai probabilmente, in discarica. Ecco, quindi, che i costi sostenuti per offrire gratuitamente l’acqua minerale ai cittadini si ripagano, almeno in parte, con minori costi sostenuti nella gestione dei rifiuti. Il Comune, per questo, sta stampando altre 400 tessere.

Via | Sicilia Informazioni
Foto | Flickr

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Trivellazioni? No grazie, noi abbiamo il rabdomante

pubblicato da Simone Muscas

TrivellazioneCuriosa notizia quella che giunge da Azzate, paesino sito nella Provincia di Varese, dove il sindaco si è fatto carico di un’iniziativa un po’ fuori dagli schemi ordinari. Infatti, qualche giorno fa, su insistenza del primo cittadino, l’amministrazione locale ha messo sotto contratto una nuova figura professionale pressoché sconosciuta nelle pubbliche amministrazioni, ovvero quella del “rabdomante”.

Per chi non avesse dimestichezza con questa professione sappia che si tratta di un esperto che, con una semplice bacchetta di legno, sarebbe capace (condizionale d’obbligo) di captare l’esatta localizzazione dell’acqua di falda in un punto del suolo.

Il rabdomante in questione, nello specifico, si dovrà cimentare a captare una nuova falda acquifera che sia in grado di alimentare un vecchio lavatoio del paese. Viste le ristrettezze economiche in cui versa il Comune, il suo sindaco ha perciò optato per questa scommessa. Lo scopo del riproporre questa vecchia pratica, decisamente più economica nonché maggiormente rispettosa per l’ambiente, è quello di permettere di risparmiare prezioso denaro per le trivellazioni.

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Jointhepipe, un Social Network per portare l'acqua del rubinetto in tutto il mondo

pubblicato da missunderstanding

Nonostante la loro natura virtuale, i Social Network servono anche ad aiutare chi ha realmente bisogno, ed in questo caso il bisogno è tanto concreto quanto solo l’acqua può esserlo. Dall’idea di supportare chi non ha accesso all’acqua è nato Jointhepipe, un Social Network che connette insieme chi beve acqua dal rubinetto.

Proprio come una grande rete cittadina, che porta l’acqua direttamente ai nostri rubinetti, Jointhepipe diffonde il messaggio a favore dell’acqua pubblica e contro l’acqua in bottiglia. Ognuno può connettersi ai propri amici tramite contenitori riusabili, con lo scopo di creare la tubatura più grande al mondo, l’unica capace di portare l’acqua dovunque.

Grazie al supporto di ognuno di noi la tubatura può arrivare là dove la gente muore per mancanza d’acqua, partendo dalle zone del mondo che hanno acqua in abbondanza. E dal simbolismo della rete, l’organizzazione olandese che sta dietro Jointhepipe lavora nella realtà, sviluppando progetti che rendono l’acqua una risorsa accessibile alle comunità più deboli.

via | Treehugger

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Nel 2050 metà della Foresta Amazzonica sarà un deserto

pubblicato da missunderstanding

deforestazione amazzonia

Uno studio dell’INPE, l’istituto Nazionale brasiliano per le ricerche speciali, ha stabilito che la foresta amazzonica potrebbe essere dimezzata nel 2050, ridotta per la metà ad un deserto tropicale, individuando nello stato della foresta tra 40 anni il punto di non ritorno. Dopo di che non sarà possibile tornare indietro e la Foresta Amazzonica scomparirà del tutto in ancora meno tempo.

Secondo lo studio, quello sopra descritto è lo scenario peggiore, ma anche il più probabile, se le regioni dell’Amazzonia non dovessero intervenire con leggi severe ed efficaci per ridurre la deforestazione, così come ha fatto il Brasile. Se non si interviene con tempestività. la deforestazione, gli incendi, e le emissioni di gas serra ridurranno metà dell’Amazzonia ad una savana tropicale.

Gli anni a venire saranno cruciali per la vegetazione della foresta amazzonica, che risentirà dell’aumento delle temperature, della deforestazione continua e dei roghi. Poiché la vegetazione della foresta ha un ruolo cruciale nel regolare il clima mondiale, la perdita di vegetazione contribuirà ad accelerare la velocità dei cambiamenti climatici e l’ulteriore perdita di vegetazione perché ci sarà sempre meno foresta a regolarli. In un processo che diventerà sempre più veloce, le regioni del Sud e del Sud-Est del Brasile riceveranno sempre meno acqua e perderanno la foresta, divenendo più vulnerabili agli incendi.

Secondo lo studio, il circolo della perdita di Foresta Amazzonica sarà più veloce se si continuano a perdere aree di foresta, la terra sarà più secca e gli incendi attecchiranno meglio. Fino al 2050, quando il livello di foresta perduta sarà tale da non poter più tornare indietro e la desertificazione sarà ormai a metà di quello che oggi possiamo ancora chiamare Foresta Amazzonica.

Foto | Flickr

via | Treehugger

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Acqua pubblica, la Sicilia vota "Sì"

pubblicato da Peppe Croce

Acqua pubblica, la Sicilia vota "S�¬"

Dopo una breve, ma significativa e fallimentare, esperienza di semi-privatizzazione della gestione dell’acqua la Sicilia torna sui suoi passi. La finanziaria regionale, approvata 48 ore fa dopo una maratona all’Assemblea Regionale Siciliana, contiene anche un emendamento del Pd, votato anche dal Pdl Sicilia, che azzera la precedente gestione privata o semiprivata.

Aboliti gli Ato Idrico, si dovrà adesso tornare a legiferare sulla materia. Il precedente sistema, quello delle società d’Ambito Territoriale Ottimale (Ato) aveva dato risultati molto diversi da provincia a provincia ma, sostanzialmente, anche dove la privatizzazione era passata in maniera più compiuta non si erano fatti passi avanti nella qualità del servizio.

Ora, invece, si rimette la palla al centro e si riafferma che il bene pubblico dell’acqua deve avere una gestione pubblica. Tutto questo per via legislativa e non referendaria: il Pd, che ha proposto l’emendamento nella finanziaria siciliana, in tutta Italia non aderisce alla campagna per i tre referendum contro la privatizzazione della gestione dell’acqua.

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Referendum acqua pubblica: in un solo giorno raccolte 100 mila firme

pubblicato da Peppe Croce

Al via la raccolta firme per l'acqua pubblica

Se il buon giorno si vede dal mattino, allora i comitati contro la privatizzazione dell’acqua possono iniziare a sorridere: nella giornata di ieri sono state raccolte oltre 100 mila firme in favore del referendum contro il decreto Ronchi. Certamente a dare una mano ai promotori della consultazione popolare c’è stata anche la concomitanza con la festa del 25 aprile, ma i numeri sono comunque notevoli:

Oltre 12mila firme in un solo giorno in Puglia, 10mila a Roma, 4mila firme a Torino città, 3500 a Bologna, 2500 a Milano. Dati impressionanti dalle piccole città: 4200 firme a Savona e provincia, 2mila firma a Latina e Modena, oltre 1500 ad Arezzo e Reggio Emilia. Dati sorprendenti sui paesi 1300 firma ad Altamura, 850 a Lamezia Terme

Tra i firmatari anche alcuni amministratori locali del Pd (partito che si è dichiarato contrario al referendum) e persino qualche alto prelato:

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Referendum acqua pubblica, iniziata la raccolta firme

pubblicato da Peppe Croce

Al via la raccolta firme per l'acqua pubblica

Iniziato ieri, prosegue oggi e finirà tra tre mesi la campagna di raccolta firme per il referendum contro il recente decreto Ronchi (e alcuni articoli di leggi e decreti precedenti) che, tra mille altre cose, prevede anche la possibilità per gli enti locali di affidare ai privati, con contratti decennali, la gestione degli acquedotti e delle altre infrastrutture collegate alla distribuzione dell’acqua.

L’acqua, ovviamente, non viene resa privata perchè altrimenti la rivoluzione popolare sarebbe praticamente immediata: la cosa è più subdola, si privatizza la gestione della risorsa. In pratica cambia poco, ma non tutti se ne sono accorti. Per questo le varie associazioni locali contrarie alla privatizzazione si sono da tempo riunite in un forum nazionale e sono pronte a dar battaglia con tre quesiti referendari per abrogare altrettanti articoli del decreto Ronchi.

Né più né meno che per la concomitante campagna anti nucleare che si svolge in questi giorni, il consiglio è quello di andare a cercarsi un banchetto, un gazebo, un punto informativo e informarsi visto che la versione ufficiale della maggioranza in Parlamento e del Governo è che, ovviamente, va tutto bene.

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Il desalinizzatore ad energia solare

pubblicato da Simone Muscas

MareImportante progetto quello che vedrà la luce fra qualche tempo ad Al Khafji, in Arabia Saudita. Si tratta di un desalinizzatore tutto particolare alimentato ad energia solare. La tecnologia, pensata per servire i circa 100.000 abitanti del centro cittadino, dovrebbe essere capace di fornire circa 30.000 metri cubi d’acqua al giorno agli abitanti del centro cittadino.

A mettere a punto il particolare desalinizzatore sarà la società Ibm insieme ad alcuni ricercatori del Kacst. L’idea, per quanto semplice appare del tutto innovativa, in quanto, fanno sapere i responsabili del progetto, i due metodi più comunemente utilizzati per la dissalazione dell’acqua di mare sono la tecnologia termica e l’osmosi inversa, entrambi ad altissimo consumo di energia e costi elevatissimi.

Il team di ricerca sta studiano anche il metodo per migliorare la tecnologia a nanomembrane che filtra i sali e le tossine potenzialmente nocivi in acqua usando meno energia rispetto ad altre forme di depurazione delle acque.

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