E’ stato uno spettacolo indubbiamente nauseabondo quello cui hanno dovuto assistere i poliziotti della sezione “Investigativa” del Commissariato P.S. “Oreto-stazione” di Palermo, nella giornata di ieri: un centinaio di carcasse di animali, tra ovini e bovini, avviati alla macellazione e squartati in mezzo a rifiuti di ogni tipo, in un magazzino fatiscente, prima di essere immessi sul mercato in barba a qualunque tipo di norma igienico - sanitaria.
Da qualche tempo, le forze dell’ordine scrutavano con sospetto quei locali apparentemente abbandonati da cui emergeva un puzzo pestilenziale nel quartiere Ballarò del capoluogo siciliano ma non si immaginavano sicuramente uno spettacolo tanto raccapriciante. Circa 900 kg di carne in pessimo stato sono state rinvenute pronte per la vendita. Adesso, il vero problema è non solo rintracciare il proprietario della struttura, quanto piuttosto capire il giro d’affari e il numero di macellerie e ristoranti consenzienti che si celano dietro questa filiera dell’orrore. Chi non lo è già, avrà senz’altro voglia di convertirsi al vegetarianesimo…
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Il fotografo Carl Warner ed il suo team hanno riprodotto Londra usando soltanto frutta e verdura, per promuovere un’alimentazione sana e corretta, su richiesta del canale Good Food .
Per riprodurre Londra ci sono voluti 26 tipi di ortaggi e frutta diversi, ma l’immagine di alcuni tra gli edifici più noti al mondo è chiara: mangiare frutta e verdura fresche fa bene alla salute della città e dei suoi cittadini. La colonna di Nelson è fatta con un cetriolo, il Parlamento con un mix di asparagi e fagioli. Il Colosseo con cosa lo fareste?
via | dailymail
Ecco Eco Echo TV, la prima serie ad episodi dedicata al green living, che va in onda settimanalmente con un episodio di 30 minuti. Ogni puntata è dedicata ad uno o più dei sei macroargomenti del vivere verde: Alimentazione, Fashion, Tecnologia, Prodotti, Trasporti e Casa.
Che siate degli esperti vivere ecologico o dei principianti alla ricerca di informazioni, Eco Echo Tv è la benvenuta nella rete!
Il sistema canadese della produzione e distribuzione del cibo è totalmente sbilanciato dalla parte delle importazioni, a discapito delle produzioni locali e di un regime alimentare sano ed equilibrato. Per questo è stata lanciata la campagna Eat real. Eat Local, affinchè i canadesi si rendano conto di quanti km fa il cibo che giunge sulle loro tavole e delle condizioni in cui viene conservato, e del perchè dovrebbero scegliere cibi a km zero. E tu, lo sai da dove viene il cibo che mangi?
Dopo l’esempio dell’Australiana Bundanoon, la città che ha bandito per sempre le bottiglie di plastica dai suoi supermercati e bar, vi segnalo un’altra buona pratica alimentare, questa volta a Gent, in Belgio.
La cittadina di Gent promuove tra i suoi cittadini le giornate vegetariane, ovvero un giorno alla settimana in cui ogni tipo di carne è bandita dal piatto degli abitanti, in favore di un’alimentazione più salutare e più ecologica.
Da settembre in tutte le scuole pubbliche di Gent sarà istituito il giovedì vegetariano, per educare i bambini ad un’alimentazione sana, mentre nel frattempo 5000 cittadini riceverenno la mappa veggie della città, per sapere in quali ristoranti e locali pubblici recarsi per un menù privo di carne. In più 1500 ristoranti riceveranno il ricettario per cucinare senza carne, mentre i corsi di cucina senza carne sono già aperti sia ai cittadini che ai ristoratori.
Dall’Australia al Belgio, le due città sono esempio di buone pratiche e di buone politiche perché quando si vuole, si riesce ad agire insieme per l’ambiente, a partire dalle decisioni prese in consiglio comunale.
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Oriocenter, il centro commerciale di circa 80.000 metri quadrati, collegato direttamente all’aeroporto di Orio al Serio, diventa ecologico. O meglio, lancia un percorso di educazione e sensibilizzazione ambientale ai suoi clienti e visitatori.
L’iniziativa Ecocentro, che partirà a giugno, trasforma la facciata di Oriocenter in un giardino verticale e la Galleria in un luogo ricco di spunti, di consigli e di proposte per permettere ai consumatori di informarsi, seguire buone pratiche negli acquisti e ridurre l’impatto ambientale.
L’idea di trasformare simbolicamente Oriocenter in Ecocentro è positiva, e mostra l’attenzione della direzione che ha investito in una campagna di comunicazione ambientale. Ma forse questo accenno di trasformazione verde, solo nella galleria e non nella struttura e nell’alimentazione energetica della stessa, basta a far aumentare le vendite e i consumi, pur se sostenibili, non a definire un centro commerciale ecologico.
Curioso ed allo stesso tempo sconcertante il monito lanciato dall’Università di Adelaide: le rane stanno scomparendo a causa del loro utilizzo in cucina. Sembrerebbe infatti che la popolazione delle rane selvatiche si sia ridotta a seguito di una “caccia” indiscriminata volta all’alimentazione umana. Chiaramente il problema alla base è la riduzione degli habitat degli anfibi, ma le “buone forchette” ci mettono del loro per peggiorare la situazione.
Le stime dicono che nel mondo annualmente vengono consumate 1 miliardo di rane e non solo nei menù dei ristoranti “a cinque stelle”, ma anche in alcune mense scolastiche e, non per ultimo come alimento popolare nella tradizione cinese (ricorderete le immagini dei telegiornali alle olimpiadi). La questione che maggiormente preoccupa è la cecità del mercato delle rane che, come la pesca, sta esaurendo le proprie risorse senza preoccuparsi minimamente del proprio futuro.
L’Indonesia è la maggiore esportatrice di rane e con un consumo interno che varia dalle 2 alle 7 volte la quota di esportazione. Personalmente credo che il problema principale sia la perdita degli habitat, poi chiaramente ogni azione che accentui una situazione critica è estremamente sciocca, specie se consideriamo l’estrema varietà di alimenti che si potrebbe utilizzare. Voi cosa ne dite?
Via | University of Adelaide
Foto | crazyegg95
Dei ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno scoperto un nuovo modo di immagazzinare energia dalla luce del sole, che potrebbe condurre all’uso di energia solare illimitata.
Basandosi sulla fotosintesi delle piante, si usa l’energia solare per scindere molecole di acqua in idrogeno e ossigeno. Successivamente, questi gas possono venire ricombinati in una pila a combustibile, andando a produrre elettricità carbon-free, sia con il sole che senza. Secondo i ricercatori del MIT, questo renderebbe l’energia ricavata dal sole una valida alternativa alle sorgenti mainstream di energia elettrica.
E’ un fatto che in un’ora, la terra viene raggiunta da abbastanza luce solare per rifornire l’intero pianeta per un anno, il problema è come immagazzinarla; secondo il Prof. Daniel Nocera, leader del progetto “Questo è il Nirvana di cui si va parlando da anni. L’energia solare è sempre stata una soluzione con dei limiti. Adesso, possiamo seriamente pensarla come illimitata, fin da subito.”
Continua a leggere: Al MIT scoprono come ricavare energia solare illimitata
Il direttore della U.N. World Food Program ha visitato una delle città haitiane ancora sommerse dal fango per richiamare l’attenzione mondiale sul disastro che ha enormemente complicato la lotta per l’alimentazione. Il PAM ha dichiarato di aver richiesto 54 milioni di dollari per aiutare Haiti a venir fuori dai disastri causati da quattro tempeste killer, ma finora ne ha ricevuto solo 1 milione.
Decine di migliaia di persone vivono ancora in rifugi e strade fangose vagando alla ricerca di cibo. In meno di un mese sono state uccise almeno 194 persone dalle tempeste tropicali a Gonaives e nella regione circostante. Tuttora Gonaives è invasa da nuvole di zanzare sul suolo ancora bagnato aumentando quindi il timore del diffondersi di malattie, i bambini giocano nel letame sceso dalle montagne circostanti e addirittura anche gli ospedali sono sommersi da enormi quantità di fango.
Le inondazioni causate da Fay, Gustav, Hanna ed Ike hanno distrutto secondo le stime il 60 per cento del territorio di Haiti e del cibo raccolto. Il PAM ha dichiarato d’aver distribuito finora più di 2200 tonnellate di cibo nel corso di questa emergenza, sufficienti per alimentare quasi 500.000 persone.

Si chiude oggi a Stoccolma la Settimana mondiale dell’acqua, un appuntamento a cui hanno preso parte 2500 esperti mondiali per confrontarsi sulla disponibilità delle risorse idriche nel mondo e sulle conseguenze del cambiamento climatico sugli approvvigionamenti di acqua.
Quest’anno, inoltre, la settimana ha puntato l’obiettivo sul rapporto salute/acqua diffondendo una campagna informativa su come il 41% della popolazione mondiale non disponga di acqua non solo per dissetarsi, ma neanche per lavarsi né per tenere puliti i servizi igienici.
(La foto in alto si riferisce proprio alla campagna sanitation is dignity) il che causa malattie e epidemie di ogni genere.
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