Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag amazzonia

Ogni 2 secondi perdiamo un pezzo di foresta pluviale grande quanto un campo da calcio

pubblicato da missunderstanding

Per far capire a chi non vuole la velocità alla quale perdiamo ettari ed ettari di foreste pluviali nel mondo, anche se forse lo sfruttamento della foresta Amazzonica è in declino, ci vuole un’immagine semplice, un’animazione che spiega meglio di discorsi e conferenze.

E’ così che Greenpeace Svizzera ha voluto rappresentare la deforestazione nel mondo, facendo vedere come ogni 2 secondi si perde un’area di foresta pluviale grande quanto un campo da calcio, anche se fatto di fiammiferi.

Dalla perdita della foresta pluviale più antica in Indonesia, alla più grande in Brasile, il fenomeno della deforestazione distrugge habitat ed ecosistemi unici al mondo, privando anche gli esseri umani del loro ambiente, come accade in Nigeria.

via | Treehugger

....
condividi 1 Commenti

Le scarpe ecologiche di Veja

pubblicato da missunderstanding

scarpe ecologiche veja
I saldi di gennaio attirano anche chi non ama il consumismo e vorrebbe scegliere prodotti ecologici per il proprio abbigliamento, cosa non sempre facile facile perché i prodotti eco-fiendly sono difficili da trovare nei negozi. Oggi vi presento Veja, una linea di scarpe che nasce dalla volontà di “cambiare il mondo, anche soltanto di pochissimo”.

La filosofia di Veja si basa sull’utilizzo di materie prima naturali, provenienti dal commercio equo nel rispetto della dignità e dei diritti dei lavoratori. Da Veja il cotone viene sostituito con il cotone organico e per contrastare la deforestazione si supporta la produzione di gomma naturale nella riserva di Chico Mendes in Amazzonia, usata per le suole.

Veja produce sneakers e scarpe per tutti i gusti, ha anche una linea per bambini e da poco ha sviluppato l’area di produzione delle borse. Se cercavate un luogo dove poter trovare accessori e scarpe eco friendly, la rete è quello che va per voi, ma fortunatamente le scarpe di Veja le vendono anche a Verona, a Napoli, a Modena, e così via.

....
condividi 0 Commenti

A scuola dagli sciamani per salvarne la cultura

pubblicato da missunderstanding

sciamano

In Amazzonia, al fianco delle associazioni che cercano di salvare la foresta pluviale dalla deforestazione, c’è una scuola speciale, nella quale si cerca di preservare l’antica cultura degli sciamani, perché la loro sapienza non si estingua. Per le tribù native dell’Amazzonia Nord Occidentale gli sciamani hanno sempre avuto un ruolo fondamentale come leader spirituali e come esperti di medicina naturale.

Nella scuola Malikai Depan, nel villaggio di Cachoeira Uapui, nella parte amazzonica del Brasile, si tramandano le antiche arti sciamaniche, con il supporto della Fondazione per gli Studi Sciamanici della California, interessata alla studio e alle tradizioni degli sciamani. Il percorso di studi è volto a tramandare i principi della medicina naturale e ad istruire gli studenti su come coltivare piante ed erbe officinali.

Malikai Dapana ha per adesso soltanto 12 iscritti ai suoi corsi, ma i fondatori della scuola sperano che gli iscritti e gli studenti desiderosi di apprendere l’arte sciamanica possano crescere, di odo che le tradizioni, la cultura e gli antichi costumi locali possano essere preservati dall’estinzione.

via | Treehugger

Foto | Flickr

....
condividi 0 Commenti

In Amazzonia la deforestazione è in netto calo

pubblicato da Simone Muscas

Foresta AmazzoniaLe notizie che arrivano dall’Amazzonia relative alle pratiche di disboscamento sono spesso inquietanti e lasciano difficilmente margini di ottimismo. Non questa volta verrebbe da dire, almeno in considerazione dei dati che sono stati pubblicati dall’Inpe ovvero il massimo istituto brasiliano delle ricerche spaziali che attraverso il satellite monitora continuamente l’avanzare delle aree prive di foresta.

Ebbene, proprio dagli ultimi dati, sarebbe emerso che tra l’agosto del 2008 e il luglio del 2009 il disboscamento dell’Amazzonia si sarebbe ridotto del 45%. Un dato particolarmente positivo anche in considerazione del fatto che si tratta del livello più basso mai registrato negli ultimi 21 anni. Nel periodo preso in considerazione l’area disboscata sarebbe passata da 12.911 a circa 7.008 km quadrati.

Su Ecoblog abbiamo parlato tante volte dei numerosi problemi relativi al controllo della deforestazione nella foresta brasiliana e a tal proposito è importante segnalare come il governo locale stia per presentare una nuova strategia che dovrebbe ridimensionare in maniera sensibile il grave fenomeno. L’obiettivo del Brasile, fanno sapere fonti ufficiose, è quello di ridurre la deforestazione affinché nel 2020 sia dell’80% rispetto al livello del 2005.

Via | Inpe.br
Foto | Flickr

....
condividi 6 Commenti

Niente più terre dell'Amazzonia agli stranieri, parola del presidente Lula

pubblicato da missunderstanding

amazzonia terra legalLula aveva annunciato il progetto Terra Legal già lo scorso giugno, a tutela dei territori e delle foreste dell’Amazzonia, contro il disboscamento e a favore degli abitanti dell’Amazzonia. Al progetto si aggiunge ora la clausola Amazonia Legal, ovvero la restrizione dell’acquisto di Terre da parte degli stranieri.

La norma prevede la tutela di circa 500 milioni di foresta negli stati di Amazonas, Parà, Mato Grosso, Maranhao e legalizza 67 milioni di ettari in mano a proprietari esistenti a cui si riconosce l’usufrutto, non la proprietà legale di terra e foresta.

Lula sembra fermo sulla tutela e la salvaguardia dell’Amazzonia: ai cittadini e alle imprese straniere non sarà più permesso di acquistare terre nel polmone verde del pianeta, mentre agli stranieri già proprietari sarà permesso di possedere un massimo di 1500 ettari in aree continue. Il piano Terra Legal prevede, oltre alla regolarizzazione delle proprietà, il pagamento di un titolo di possesso per appezzamenti di terreno maggiori di 400 ettari.

Il piano Terra Legal vieta il disboscamento in aree di foresta tropicale ed impone il rispetto delle aree naturali ai proprietari terrieri legalizzati, al fine di preservare la ricchezza dei territori e proteggere gli ecosistemi.

Foto | Flickr

....
condividi 2 Commenti

I popoli indigeni del sud est del Perù contro le aziende petrolifere.

pubblicato da alessandra

Nello scorso mese di giugno aveva fatto scalpore l’uccisione di alcuni indigeni peruviani mentre manifestavano contro lo sfruttamento petrolifero della foresta amazzonica. La situazione oggi forse potrebbe essere ad una svolta, e lo speriamo vivamente.

E’ dal 9 settembre scorso, infatti, che la FENAMAD (Native Federation of the Madre de Dios River and tributaries) l’organizzazione cui fanno capo le popolazioni indigene locali, ha presentato un’istanza contro le compagnie Repsol-YPF, spagnola, e la Hunt Oil, statunitense, riguardo ai programmi di esplorazione petrolifera da questi perpetrati a danni del “lotto 76”: ovvero di una delle aree più belle e vitali all’interno dell’Amazzonia peruviana, nel cuore pulsante della riserva Amarakaeri.

L’argomentazione è duplice: da una parte la violazione del diritto, riconosciuto come fondamentale dalla legislazione internazionale, a “godere di un ambiente adeguato” e dall’altra, la violazione del diritto alla consultazione con i rappresentati delle popolazioni indigeni locali in questioni di loro diretto interesse come specificato nell’ambito dell’art.169 dell’IWO (International Work Organization) di cui il Perù è firmatario.

Spiega il portavoce della FENAMAD:

L’intento è garantire l’immediata cessazione di qualunque attività da parte delle compagnie petrolifere. L’attaccamento a questa terra da parte degli indios fa riferimento a un dono specialissimo del “lotto 76”, ben più importante di qualunque gallone di petrolio: un cuore in cui confluiscono le sorgenti di 6 fiumi. Ognuna di esse costituisce una riserve d’acqua, ma anche di vita, cultura e biodiversità. Uccidere tutto questo costituirebbe un delitto imperdonabile verso queste genti, la foresta tutta e noi stessi. La legge questa volta potrebbe essere dalla nostra parte, speriamo lo sia anche la comunità internazionale e che per una volta le lobby del petrolio siano zittite…

....
condividi 0 Commenti

Crude, qual è il vero prezzo del petrolio

pubblicato da missunderstanding

Crude è la storia di una comunità di 30.000 indigeni della giungla amazzonica dell’Ecuador che accusa la Chevron, un’azienda della Texaco di crimini contro la propria terra, la propria libertà e la propria vita. La pellicola racconta attentamente il caso che è stato definito la Chernobyl dell’Amazzonia, con beneplacito di governi e amministrazioni.

La Chevron ha contaminato per trent’anni la terra, l’aria, l’acqua e i campi dell’Ecuador, in un’area che è oggi chiamata la Zona Morta. Come morti per cancro, leucemia, gravi malformazioni sono quasi tutti i parenti degli indigeni rimasti a raccontare.

Il film è stato girato in 3 anni, anni che hanno richiesto il sacrificio del regista Joe Berlinger e del suo staff, impegnati a lavorare in un territorio contaminato da fumi tossici e a rischio sicurezza perchè al confine con la Colombia. Ma quella degli indigeni e della Chevron è una storia che andava raccontata, e ora spetta a voi condividere e far conoscere qual è il vero prezzo del petrolio, purtroppo contato in vite umane.

Caboclo, il riciclo artigianale è l'unica via possibile

pubblicato da missunderstanding

caboclo riciclo artigianale

Per quelli di Caboclo il riciclo è l’unica via di approccio al design, alla moda e allo sviluppo, tanto che mettendo insieme l’arte del riciclo e quella dell’artigianato, hanno dato vita a un’azienda che produce sandali, gioielli ed accessori in maniera ecologica e solidale, e ci hanno scritto per presentarsi.

Caboclo produce sandali a partire dal riuso di vecchi copertoni, ed ogni paio di sandali è realizzato a mano dagli artigiani, così come testimonia il video sul sito di Caboclo, che illustra tutti i passaggi, dalla raccolta del materiale di scarto, alla fase di design e alla realizzazione del prodotto.

I gioielli, invece, vengono realizzati a partire da semi e materiali grezzi provenienti dalla natura, o da materiali depositati sulle rive del fiume, raccolti e lavorati dagli artigiani della foresta dell’Amazzonia.

Prima di lasciarvi alla gallery con alcune foto di questi particolari oggetti di design e di riciclo artistico, vi parlo del Capim Dourado, un altro dei materiali usati da Caboclo per creare i gioielli. Si tratta di una specie di erba selvatica color oro, tipica del Brasile, usata per produrre monili, ma sottoposta ad un ciclo di vita controllato: dopo il taglio, i semi vengono rilasciati nel terreno per prevenire l’estinzione del Capim, su cui si basa l’economia dei villaggi locali.

caboclo riciclo artigianalecaboclo riciclo artigianalecaboclo riciclo artigianale

....
condividi 0 Commenti

Amazzonia: Greenpeace accusa Nike, Reebok e Adidas di aiutare chi distrugge la foresta

pubblicato da Orangeskies


L’associazione ambientalista Greenpeace accusa le grandi marche di scarpe e articoli sportivi, su tutte Nike, Reebok e Adidas, che per soddisfare la loro necessità di pelle starebbero sostenendo gli allevatori di bestiame che distruggono la foresta amazzonica.

Complici silenziosi, secondo Greenpeace, potrebbero essere anche gruppi come Ikea, BMW e Kraft. Queste società sanno da che produttore arrivano le loro pelli, ma potrebbero non sapere da che allevatori quest’ultimo a sua volta le acquista. Questo può parzialmente giustificarne il comportamento, ma sono comunque coinvolti e secondo gli ambientalisti devono farsi carico della situazione.

Infatti, anche se all’apparenza i bovini non hanno grandi connessioni con la deforestazione dell’Amazzonia, in Brasile gli allevatori bruciano illegalmente la foresta per poter crescere tanti animali da soddisfare la domanda di carne, prodotti in pelle e glicerina. Quest’ultima viene usata anche per medicine e prodotti di bellezza.

La deforestazione riguarda anche i cambiamenti climatici, visto che in Amazzonia vengono trattenute grandi quantità di anidride carbonica che altrimenti contribuirebbero ad essa. Alla distruzione delle foreste viene attribuita la responsabilità per circa 1/5 delle emissioni globali di gas serra. Un inquinamento maggiore di quello prodotto da macchine, camion, treni, aerei e navi tutti messi assieme. L’industria dell’allevamento in Brasile è la più grande causa di deforestazione al mondo, e l’aumento della domanda di pelle significa più foresta distrutta per creare allevamenti.

Via | Greenpeace
Foto | Flickr

Orchidays: la Casa delle Farfalle dedica 9 giorni alle orchidee

pubblicato da missunderstanding

orchidea mostraCasa delle Farfalle di Bordano (UD), dove nell’habitat di foreste pluviali tropicali dell’Africa, Asia e Amazzonia, le farfalle volano libere, stanno per arrivare altre specie del mondo vegetale ad incantare i vistatori per la loro bellezza ed eleganza: le orchidee, prime donne del mondo vegetale.

La Casa delle Farfalle, un giardino tropicale di oltre 1000 mq che rappresenta la serra più grande in Italia, ospiterà dal 30 maggio al 7 giugno Orchidays, una mostra tematica dedicata alle orchidee per conoscere e venire a contatto con rari esemplari tropicali di questo fiore.

Il percorso si snoda in mezzo a centinaia di specie botaniche e di ibridi, accompagnato da pannelli didattici utili per conoscere biologia e strategie riproduttive delle orchidee. In più, un po’ di storia e curiosità su questo fiore dai mille misteri faranno da cornice al percorso dei visitatori.

Continua a leggere: Orchidays: la Casa delle Farfalle dedica 9 giorni alle orchidee

....
condividi 0 Commenti