
Una concessione di 90 anni per sfruttare le spiagge. Ieri l’annuncio del Ministro Giulio Tremonti sul nuovo regolamento che di fatto annulla il demanio e privatizza i litiorali del Bel Paese:
Fermo restando il diritto di passaggio sulle spiagge che è inviolabile, tutto ciò che è terreno su cui insistono gli insediamenti turistici (chioschi, stabilimenti balneari, strutture ricettive) sarà oggetto di diritto di superficie che dura 90 anni.
In merito sento Angelo Bonelli presidente dei Verdi al telefono, che dice:
Il decreto di fatto apre la più grossa speculazione edilizia mai concessa in Italia, abbiamo calcolato che ammonterà a 10 milioni di metri cubi di cemento. La norma è illegittima e anticostituzionale.
Mi spiega Bonelli che sulla questione è stata informata anche la Commissione Europea a cui è stata inviata una memoria. E infatti la Ue ha immediatamente risposto chiedendo spiegazioni all’Italia e inviando due lettere di messa in mora poiché il decreto sarebbe contro la direttiva Europea Bolkestein, sul libero mercato. Bonelli mi spiega anche che la direttiva è in contrasto con il Codice della Navigazione, precisamente art. 42 e 49:
Per questo abbiamo deciso che subito dopo il referendum del 12 e 13 giugno proporremo una grande manifestazione sul litorale di Ostia, simbolo della cementificazione selvaggia delle nostre coste. L’invito è esteso a tutti anche ai grillini perché è solo restando uniti che riusciremo a farci ascoltare.
Foto | Flickr

Il 12 e 13 giugno prossimi saremo chiamati a votare attraverso i referendum contro il nucleare, contro la privatizzazione dell’acqua e contro il legittimo impedimento (tutti i quesiti su polisblog). Ma ai media, poco cale evidentemente, considerato che non ne parlano e non ne scrivono. In compenso sappiamo vita e miracoli di B. Un dato su tutti: il 70% degli italiani non sa che ci sono i referendum.
Tra i promotori del referendum accanto ai comitati cittadini ci sono i Verdi che con il passaparola dei social network cercano di far sapere al resto del popolo che per non avere le centrali nucleari in casa basta votare. La lotta però è dura perché la copertura mediatica è pari, pressoché allo zero, anche se l’onda emotiva dell’emergenza nucleare di Fukushima Daiichi, potrebbe fare la differenza. Nel parlo al telefono con Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, che non le manda a dire e che sopratutto tiene a precisare che l’ambiente non può essere strumentalizzato né dalla destra e né dalla sinistra. Sorpresi? E non avete ancora letto l’intervista…
D.: Bonelli, lo sa che il 70% degli italiani non è a conoscenza delle giornate di voto ai referendum del 12 e 13 giugno?
R.: Per la verità a noi risulta che siano un po’ di più: circa l’80%.
La manovra sulla Legge di Stabilità toglie i finanziamenti alle detrazioni Irpef del 55% sulle ristrutturazioni edilizie per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Dal 2011 niente più bonus, dunque.
Lo ha annunciato ieri Giuseppe Vegas, Viceministro all’economia che ha detto:
Non trova spazio nella legge di stabilità la proroga al 2011 della detrazione irpef del 55% sulle spese per l’efficientamento energetico degli edifici.
Commenta così Angelo Bonelli della Federazione dei Verdi:
Questa finanziaria è una vera e propria schifezza: è la peggiore degli ultimi 150 anni. Tra i tanti tagli spiccano quelli all’ambiente: dal Fondo sulla mobilità sostenibile alle detrazioni del 55% per le eco-ristrutturazioni e per l’efficienza energetica al fondo per Kyoto. Mentre affossano la green economy finanziano, invece i grandi studi di progettazione che potranno fare un ricco banchetto con i 470 milioni di euro destinati al Ponte sullo Stretto di Messina.
Via | LavoriPubblici

Una giornata un po’ concitata quella di ieri a causa di una serie di rivelazioni sui siti idonei ad ospitare le centrali nucleari in Italia. Reuters ha diramato un comunicato in cui due fonti, per ora anonime, rivelano l’esistenza di un dossier in cui sono indicati i siti su cui saranno costruite in collaborazione con i francesi di EDF le centrali nucleari italiane.
Riferisce Reuters:
La prima fonte ha spiegato che nelle preferenze di Enel a “Montalto di Castro vanno due centrali, una nell’area di Piacenza”. In provincia di Piacenza, a Caorso, esiste già una centrale in decomissioning, ma la fonte non ha specificato se la nuova centrale sfrutterà il sito esistente. La seconda fonte ha spiegato che “se si costruiscono vicine, come avviene anche in altre parti del mondo, si hanno delle sinergie, poi a Montalto esiste già la rete”.
In effetti del medesimo dossier segreto (ma che a quanto pare più tanto segreto non è) parla anche Angelo Bonelli dei Verdi e indica gli stessi siti. La rivelazione sulle collocazioni delle centrali sarebbe stata fatta dai francesi che hanno meno motivi dei nostri per essere misteriosi in merito.
Enel però si è affrettata a specificare attraverso un suo portavoce che non vi sono al momento preferenze o selezioni circa i siti che ospiteranno le centrali nucleari e che si conosceranno allorché :
l’agenzia per il nucleare avrà definito le aree idonee ad ospitare centrali nucleari.
E voi, ci credete?
Foto | Flickr
Mentre il Governatore in pectore del Veneto, l’attuale Ministro all’agricoltura Luca Zaia dice che non ci saranno centrali nucleari in Veneto, Giancarlo Galan attuale Governatore, nonché probabile futuro Ministro per l’Agricoltura (almeno questo è quanto promesso dal premier Berlusconi) , come riferisce Il giornale di Vicenza, spiega che:
Ho sempre detto che sono pronto a studiare insieme ai tecnici l’eventualità di reperire un sito nucleare. Non sono contrario al nucleare e nessuno dovrebbe essere contrario in principio, per motivazioni ideologiche. Considero un errore quanto successo 25 anni fa.
La dichiarazione è stata fatta durante l’inaugurazione della centrale a carbone di Porto Tolle.
Secondo Angelo Bonelli, Presidente dei Verdi a Chioggia, in provincia di Venezia, sarebbe stato localizzato uno dei siti risultati idonei per la costruzione di una centrale nucleare e di ciò, riferisce Greenpeace, ne sarebbe informato anche Zaia.
Foto | Regione Veneto
Angelo Bonelli, dopo lo sciopero della fame contro una Tv che non informa sui problemi ambientali, riparte all’attacco e conferma che i Verdi hanno diffuso la lista corretta dei siti individuati da Enel per la costruzione delle centrali nucleari: Monfalcone (Friuli Venezia Giulia), Chioggia (Venezia), Caorso (Emilia Romagna), Fossano e Trino (Piemonte), Scarlino (Toscana), San Benedetto del Tronto (Marche ), Montalto di Castro e Latina (Lazio), Termoli (Molise), Mola di Bari (Puglia) o tra Nardò e Manduria, Scanzano Ionico (Basilicata), Oristano (Sardegna), Palma (Sicilia).
In una intervista a San Benedetto Oggi, conferma che anche il piccolo centro della Marche sarà preso in considerazione come sede per una centrale nucleare e spiega come sia venuto in possesso della lista:
Noi siamo in contatto coi Verdi europei e in particolare con i Verdi francesi, perché come si sa la progettazione di nuove centrali nucleari avviene con un accordo tra Enel e Edf (Électricité de France). Lo scorso 19 novembre a Roma i vertici delle due aziende hanno tenuto un incontro e chiuso un accordo sull’elenco dei siti per il nucleare in Italia. Naturalmente non esistono documenti pubblici al riguardo, perché tutto è secretato. Ma grazie ai Vert francesi abbiamo avuto un elenco di possibili città, e tra queste risultava anche San Benedetto.
Spiega Bonelli che il tutto è stato deciso da tempo e che il Governo renderà pubblici i siti individuati solo dopo le regionali:
Innanzitutto continuo a ripetere che nessuno del governo ha smentito le mie dichiarazioni. Che non sono state rilasciate per caso. Lo scorso 5 dicembre l’amministratore delegato dell’Enel Fulvio Conti alla trasmissione televisiva “Effetto Domino di La7 ha detto che i siti potenziali per installare le centrali nucleari sono stati individuati, ma non li avrebbe rivelati neanche sotto tortura. Il governo e il ministro Scajola tengono questi siti ben chiusi nella cassaforte: prima delle elezioni regionali non ne sapremo nulla.
Via | San Benedetto Oggi, aamterranuova
Foto | Verdi

La televisione italiana ha smesso di parlare d’ambiente e di clima e il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli è all’ottavo giorno di sciopero della fame, mezzo non violento di lotta, scelto per far emergere l’inquietante situazione. Bonelli è confortato nella sua scelta dai risultati di un sondaggio IPR in cui è stato rilevato che:
La maggioranza degli intervistati, senza distinzioni per appartenenza politica e con quote sempre superiori al 60% (ma tra i giovani e gli elettori di centrosinistra si raggiungono punte anche più alte) ritiene che il tema dell’ambientalismo sia sostanzialmente assente dall’agenda politica e meriti una maggiore visibilità sui media.
Il sondaggio, inoltre, ha fatto emergere che solo il 7% degli intervistati conosce l’iniziativa di Bonelli e che per ora nessuna tv ne ha ancora parlato. Ha spiegato Bonelli:
I palinsesti televisivi hanno praticamente cancellato i Verdi e le tematiche ambientali. L’Italia è diventata l’unico Paese in Europa e nel mondo dove discutere d’ambiente, di green economy, di cambiamenti climatici e delle misure di adattamento ha la stessa importanza degli sport minori. L’ecologia è un tema da relegare a una nicchia di cittadini che devono autonomamente informarsi, cercando notizie prevalentemente in Rete. Nelle nostre tv si parla di dissesto idrogeologico solo quando bisogna affrontare i danni di una catastrofe, come le numerose alluvioni e frane che abbiamo dovuto fronteggiare negli ultimi anni. Disastri che un’adeguata informazione avrebbe potuto contribuire a prevenire. Si sottovaluta totalmente il problema smog, inconsapevoli che ogni anno, solo l’inquinamento nelle nostre città causa 7.400 vittime. Si tratta di una vera e propria “omissione d’informazione”. In questi mesi stiamo assistendo all’omicidio politico dei Verdi, probabilmente “responsabili” di non sapere fare gossip, ancora troppo legati a una visione della politica come servizio ai cittadini piuttosto che ai giochi di potere.