Ricercatori dell’università di York (Inghilterra) hanno scoperto l’esistenza di un “equatore chimico” che divide l’aria più inquinata del nord del pianeta dall’atmosfera più pulita dell’emisfero Sud.
Si tratterebbe di un confine largo una cinquantina di chilometri, posto sopra l’Australia, caratterizzato dall’incrocio di alisei provenienti da ogni emisfero e da un rapido sollevamento verticale delle nuvole con precipitazioni abbondanti, che agirebbero da ostacolo meteorologico al trasporto di inquinanti.
La scoperta è avvenuta grazie alle misurazioni di un aereo speciale. Nei suoi voli a nord di Darwin, aveva rilevato che i livelli di monossido di carbonio variavano tra le 40 (sud) e le 160 (nord) parti per miliardo.
Secondo Jacqueline Hamilton, uno dei ricercatori, le potenti tempeste nella zona dell’equatore chimico, agendo “come pompe”, potrebbero sollevare “gli inquinanti dalla superficie verso l’alta atmosfera, dove rimangono più a lungo e possono avere un’influenza globale”.
Fotomontaggio? A quanto pare si direbbe di no. Questo spettacolo infernale è quello che si presenta a chi posa lo sguardo su uno dei tanto quartieri periferici di Mosca. La capitale russa vanta infatti record di inquinamento atmosferico causati dalla sfrenata proliferazione del traffico e di industrie pesanti. Trovate altre informazioni qui. Se siete incuriositi dalla foto (e se soprattutto come il sottoscritto dubitate circa la sua autenticità), fate un salto (russo permettendo) al sito web dell’autore.
via | haha.nu
foto | Alexander Petrenko