Tesla ha vinto l’Eco rally Monte Carlo Energies Alternatives. La competizione, che si è tenuta nei giorni scorsi, ha visto la partecipazione di auto alimentate a GPL, idrogeno, elettriche, a benzina o diesel ma con meno di 120 gr. di emissioni di C02. Ci svelano i colleghi di autoblog che è stato prolungato l’accordo tra Lotus e Tesla e che dunque entro fine 2011 le auto da destinare al mercato passerano dal 1700 a 2400.
La Tesla guidata dall’ex pilota di F1 Eric Comas, ha vinto una gara riconosciuta dalla FIA ed oltre alla prima posizione assoluta ha vinto anche L’Efficient Cup e la categoria riservata alle auto elettriche.
La gara prevedeva 1000 Km da percorrere in tre giorni e la Tesla ha speso per il suo carburante di gara 24 euro.
Sono a Roma per il liveblogging e Jean Philippe Imparato direttore della filiale italiana chiede aiuto ai presenti, tra giornalisti e blogger una sessantina, per conoscere quali siano le necessità dei clienti che sceglieranno un auto elettrica. In pratica stamattina sono presentate C-Zero, veicolo elettrico, Berlingo Venturi veicolo da trasporto sempre elettrico con un autonomia di 100km e REVOLTe, ibrida de luxe destinata al mercato femminile, con cui Citroën spera di bissare il clamoroso successo che fu della 2CV.
Ha preso la parola Peter il responsabile della mobilità sostenibile. Il primo obiettivo è la riduzione delle emissioni e la sicurezza. Il gruppo si definisce un passo avanti nella soluzione di mobilità per il futuro. L’obiettivo è diventare più globali e nei prossimi 10 anni l’85% della crescita automobilistica proverrà dai mercati asiatici e America latina. Una delle ambizioni è lo sviluppo responsabile abbinato a un comportamento etico e morale. Alla base la questione del cambiamento climatico ma la mobilità delle auto sono una delle chiavi per lo sviluppo. Ma sappiamo anche che le auto inquinano e dunque la strategia è mettere sui mercati auto che non inquinano. Ci sono attività di ricerca sia sulla diminuzione delle emissioni sia sui veicoli elettrici. Le auto usano circa il 20% di materiali riciclati, biopolimeri o fibre. L’uso di questi materiali consente di incrementare l’industria del riciclo e di alleggerire il peso dell’auto contribuendo a ridurre le emissioni di CO2.
C-Zero, l’ibrido Revolt-e e Berlingo Venturi
Sono a Parigi per il Live blogging all’Atelier Renault destinato alla presentazione di quattro nuove automobili elettriche che saranno presentate dal 2011 sul mercato mondiale. Ne parlo con altri colleghi blogger e con Thierry Koskas direttore settore elettrico Renault.
L’idea è mettere l’ambiente alla portata di tutti e vogliamo invece fare delle automobili elettrriche che siano popolari e quest porta al lancio di 4 modelli che sono delle concept car per il momento e all’inizio del 2011 nizieremo con due modelli, la Fluence una berlina realizzata per il mercato istraeliano e la venderemo in europa e la Twizy. Con la guida a dx e sx e nel primo semestre del 2011 una versione elettrica di Kangoo per uso commerciale.
Atelier Renault Parigi: le auto a emissioni zero

L’occasione, tra l’altro è quella di annunciare la nascita del sito dedicato alla mobilità sostenibile sustainable-mobility.org, dove si trovano documenti grezzi e inpterpretati rispetto a quelle che possono essere le soluzioni destinate al nuovo concetto di trasporto sia pubblico sia privato.
Continua a leggere: Liveblogging: Ecoblog a Parigi per le auto elettriche Renault
La proposta mi è arrivata da Renault che mi ha invitata a scoprire le auto elettriche di prossima produzione. Il momento è cruciale e le aziende automobilistiche iniziano a interrogarsi su quale sarà o potrebbe essere il futuro della loro produzione. Esisteranno ancora aziende produttrici di automobili? Ci sarà nel prossimo futuro, e parliamo da qui al 2050, spazio per la mobilità così come la conosciamo? Non è un esercizio di futurismo ma domande lecite che dovranno guidare le scelte economiche e di produzione dei prossimi anni.
L’auto elettrica promette di essere una soluzione parziale al problema. Se ne continua a parlare, sono presentati continuamente prototipi alle varie Fiere ma di fatto su strada girano ancora veicoli che usano carburanti derivati da idrocarburi. L’elettricità per l’alimentazione della auto elettriche potrebbe essere invece prodotta da fonti rinnovabili, in quale quantità, ancora non è dato saperlo. Dunque, di questo altro e molto ancora ne parlerò con Thierry Koskas Direttore del Progetto strategico Veicolo Elettrico. Domani sarà anche presentato il sito sustainable-mobility.org. Posterò l’evento in live blogging per cui vi invito a lasciarmi le domande qui da girare a Thierry Koskas.
Si terrà martedì prossimo al 67° Salone Internazionale del Motociclo di Milano la presentazione del Progetto +ECO: una rivoluzione ecologica a costo zero ideale per gli Enti Locali. Dal progetto è nata Free-DUCK, auto elettrica nata dall’esperienza di DUCATIenergia, azienda leader nell’elettromeccanica. FreeDUCK è un veicolo che può muoversi liberamente nei centri storici, aree pedonali, parchi e in tutti quei luoghi normalmente chiusi al traffico.
Con PiùECO le Amministrazioni Comunali possono sostituire le auto inquinanti continuando a dare servizi alla cittadinanza abbattendo i costi e, soprattutto, nel totale rispetto dell’ambiente. Scoprite nel seguito come funziona il progetto.
Continua a leggere: Nasce il Progetto PiùECO per le amministrazioni comunali
Aggiornamento sabato 8-8-2009 ore 14,00.
Mi scrive Mauro Iovino, corrispondente da Ischia dell’Ansa per dirmi che è stato lui a scovare e portare alla luce la storia dell’Ingegnere De Siano. Dunque per correttezza riporto le dichiarazioni di prima mano raccolte da Iovino.
La storia che vi racconto, l’ho letta su Il Mattino, ma, come già precisato è stata lanciata da Maurio Iovino con cui concorderò un appuntamento per settembre per andare a conoscere personalmente l’ingegnere Agostino De Siano, di Barano, che da 15 anni sostiene di vivere senza un contratto di fornitura elettrica. Tra l’altro, De Siano usa un auto elettrica su cui ha montato dei pannelli fotovoltaici che servono a caricare le batterie, rendendo per questo la vettura autonoma.
In pratica, De Siano, condivide la filosofia off-grid e sostiene di avere scoperto come vivere senza petrolio, pur senza rinunciare alle comodità della vita moderna:
Sono l’ingegnere che farà scomparire la necessità di usare il petrolio visto che per me è già scomparso. Sono pienamente autosufficiente sia dalla rete elettrica che dai petrolieri. Da 15 anni non ho l’energia elettrica, provvedendo con l’impianto ad energia fotovoltaica e con gli accumulatori. Negli ultimi anni ho anche, drasticamente, eliminato la necessità di approvvigionamento della fornitura di carburante utilizzando una macchina elettrica (che viene ricaricata anche con l’impianto fotovoltaico di casa, ndr). Il mio impianto è del tutto indipendente dal gestore di energia elettrica. In nessuna altra parte del mondo esiste un impianto del genere, da me progettato dopo anni di studio ed esperimenti. La sua particolarità è l’utilizzo di un ponte alimentato ad alta tensione da 300 volt continui a 220 volt alternata senza adoperare il comune trasformatore/elevatore, sia esso normale trasformatore a lamierino in silicio (o swithcing)
Mi rendo conto che non è molto chiaro il sistema usato, ma appunto ribadisco l’intenzione, terminate le ferie, di intervistare De Siano con l’aiuto del collega Iovino, per cui lasciate le vostre domande nei commenti che poi le passerò direttamente a De Siano.
Rispetto all’autonomia della vettura, De Siano ha detto:
Il sistema da me adottato sulla vettura che utilizzo fornisce completa autonomia per lo spostamento urbano e a media percorrenza, per quelli a lunga percorrenza sono già in fase di produzione veicoli commerciali e ad uso privato con batterie a litio che entreranno in vendita nei prossimi annì. E anche i costi non sono improponibili per chi vuole abbracciare uno stile di vita alternativo: il costo maggiore da sostenere è quello per ottimi accumulatori per uso stazionario, ma un consumo di massa ridurrebbe ulteriormente il costo di questi accumulatori. Il costo complessivo di tutto l’impianto viene ammortizzato in 6/7 anni grazie all’azzeramento totale della bolletta per l’energia elettrica e all’azzeramento totale del combustibile da petrolio.
Foto | Dichiarazioni e foto Courtesy Mauro Iovino- Ansa
Vi parlavo della BluCar quasi un anno fa, allora era B0 un prototipo, mentre oggi entra in produzione pronta per essere messa sul mercato dal 2010, la city car elettrica progettata da Pininfarina. Dal 2015 l’azienda andrà a pieno regime fino a sfornare per allora 60mila di queste citycar, completamente ecologiche, che possono trasportare al massimo 4 passeggeri. Cuore della BlueCar le batterie al polimero di litio, le Bolloré Group Lithium Metal Polymer (LMP) che garantiranno 250 Km di autonomia, una velocità massima di 80Km/h e un accelerazione a 60 Km in 6,5 sec.
Sul tetto pannelli e sulla mascherina anteriore, mini pannelli fotovoltaici per alimentare l’impianto elettrico e un sistema di recupero di energia dalle frenate. La Bollorè inoltre installerà pannelli fotovoltaici in apposite stazioni di ricarica riservati proprio a queste auto.
Bluzero Pininfarina

Continua a leggere: BluCar, in commercio l'auto elettrica di Pininfarina

Tra le novità che tra qualche anno potrebbero servirci per il trasporto urbano c’è il quad elettrico. Per ora è solo un progetto, ma il designer Emanuel Abba spiega che la sua idea è molto semplice: usare un telaio di quad convenzionale e applicarci un motore elettrico.
Secondo Abba le batterie a ioni di litio assicurerebbero una buona autononia al veicolo che servirebbe appunto per gli spostamenti urbani, fatti in genere da una persona. Rispetto al prezzo finale il designer è ottimista e dice che non dovrebbe risultare troppo elevato.
Via | ecofriend

Un gruppo di studenti del Mit, coordinati da Shakeel Avadhani, ha avuto l’idea di recuperare l’energia che normalmente viene dissipata dagli ammortizzatori dei veicoli quando si incontrano irregolarità nel terreno su cui si marcia. Il gruppo ha quindi messo a punto un prototipo di automobile nella quale gli ammortizzatori pompano un fluido in una turbina che produce energia, invece di dissiparla.
L’energia prodotta è abbastanza per ricaricare le batterie di un’auto elettrica o per sostituire l’alternatore nei veicoli a motore a scoppio: gli esperimenti condotti mostrano che un camion in marcia su strada normale riesce a produrre in media 1 kW per ammortizzatore. Gli studenti del MIT che hanno partecipato allo studio hanno fondato la Levant Power Corporation, per diffondere la loro semplice, ma utile idea di “energia dalle buche stradali”, sperando che il loro sistema possa essere adottato sui diversi veicoli per risparmiare nei consumi di carburanti, così come illustrato nell’immagine.
L’inglese Independent ci ha deliziato prima di Natale con una chicca. Eliica sarebbe il nome del nuovo prototipo di auto elettrica la cui caratteristica principale è quella di raggiungere la velocità di 370 km/h. Secondo Tuexperto.com si tratta di prestazioni superiori rispetto ad una normale Porsche. Una tecnologia capace di entrare a breve nel mercato.
Proprio vero? Qualche dubbio ci viene: già nel 2004 fa i colleghi di Autoblog riportarono la notizia della Eliica più veloce della Porsche. Appare quindi abbastanza evidente di come stiamo assistendo all’ennesimo esempio di autoveicolo alternativo incapace di uscire dalla sua eterna fase embrionale di prototipo.
Certo, un veicolo del genere capace di raggiungere simili prestazioni di velocità, sarebbe forse il meno indicato ad essere commercializzato, tuttavia da esempi come questo ne viene fuori che la tecnologia elettrica avrebbe la possibilità di entrare nel mercato.
E mentre autorevoli gruppi di ricerca si affannano ad indicare quale sarà la macchina del futuro, poco si muove nel panorama automobilistico mondiale. Riusciremo a trovare l’uovo di colombo o siamo davvero destinati a tornare a forme di trasporto di qualche secolo fa?
Via | Indipendent.co.uk
Foto | Flickr