
Dal divieto del commercio di avorio, Ebay sembra averne fatta di strada: ha da poco lanciato il suo nuovo portale verde, battezzato green.ebay. La sezione offre la vendita di prodotti eco-friendly, selezionati per ora tra tutti quelli messi in vendita sul portale normale.
Molti dei prodotti verdi sono nuovi, ma è possibile trovare anche oggetti d’antiquariato da rimodernare con il fai-da-te, oggetti fatti con materiali biodegradabili come la custodia per iPhone di Jivo, oggetti in cartone riciclato. Ovvero, Ebay cerca di conquistare l’internauta attento all’ambiente, attirando la sua attenzione con la parolina green. Solo comunicazione poco corretta o reale attenzione verso un commercio responsabile e sostenibile?
Il navigatore attento si accorgerà subito che dopo aver scelto un prodotto, Ebay verde rimanda al portale classico per la descrizione e l’acquisto. Green.ebay per adesso è solo una facciata, dietro la quale la sostanza non sembra esser cambiata, ma ad ogni modo ora sappiamo dove cercare un prodotto nuovo con la coscienza pulita perchè abbiamo fatto un acquisto eco-friendly, anche se solo nel colore, o un prodotto di seconda mano come abbiamo fatto fino ad oggi.
via | fr.fashionmag
Riuscite ad immaginarvi mentre schiacciate la bottiglia di plastica ed invece che nell’apposito contenitore per la raccolta differenziata, la mettete nel cestino del compost sotto il lavandino? Lo scenario potrebbe diventare reale grazie alla scoperta di un gruppo di ricercatori dell’Imperial College di Londra, impegnati a rendere più ecologici plastica e derivati destinati al contenitori di cibo e bevande.
I contenitori di plastica del futuro saranno fatti di una plastica il cui polimero proviene dagli zuccheri derivanti dal riciclo di rifiuti agricoli o alimentari o dal mais, ed è biodegradabile. Lo zucchero ricco di ossigeno della plastica nel nuovo polimero fa sì che venga assorbita molta acqua e che il contenitore possa finire nel cestino del compost, per poi essere utilizzato come fertilizzante per il giardino.
In più, poiché il polimero viene creato dai rifiuti, è a sua volta molto più economico e conveniente da produrre rispetto alla plastica così come la conosciamo oggi.
via | imperial
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Tempo di novità per gli amanti dell’iPhone con un occhio alla sostenibilità: al Congresso Internazionale di Telefonia Mobile di Barcellona, tra le iniziative verdi sarà presentata The Leaf di Jivo, la prima custodia per iPhone completamente biodegradabile.
The Leaf di Jivo è una custodia per iPhone in materiale organico riciclabile al 100%, che può essere smaltito ed utilizzato come biogas o biomassa. The Leaf impiega da 1 a 5 anni per essere smaltita, mentre una normale custodia per iPhone in plastica o silicone impiega da 25 a 50 anni.
The Leaf è stato creato in Irlanda ed è lì che viene prodotto ed impacchettato alla velocità di 10.000 unità a settimana, con un ciclo di produzione a basso consumo. The Leaf costa circa 20 Euro al pezzo ed è una di quelle piccole cose che possono fare la differenza: pensate a quanti utilizzatori di iPhone ci sono e quanto ci vorrebbe a smaltire tutte le custodie in plastica, e a quanto meno ci vorrebbe se tutti usassero la custodia biodegradabile.
Comincia oggi a Barcellona il Mobile World Congress, il congresso internazionale dedicato alla telefonia mobile e alle nuove tecnologie. Per questa edizione, la fiera ha intrapreso una serie di iniziative verdi.
La prima è stata la decisione di eliminare completamente la carta dalla sala del Centro Media, preferendo una soluzione di comunicazione virtuale basata su tecnologie online per lo scambio di informazioni e materiali stampa. Per quanto riguarda tutti i materiali promozionali, le stampe sono avvenute in loco e su carta riciclata. Il Congresso invita, inoltre, tutti i visitatori della fiera a scaricare la guida in formato digitale e a eseguire la raccolta differenziata per portare il proprio contributo nella riduzione delle emissioni dell’evento e collaborare con l’ente fiera per lo smaltimento dei rifuti.
Tutti i tappeti usati per gli allestimenti delle corsie della fiera saranno riciclati e trasformati in pannelli per l’isolamento acustico alla fine dell’evento, con una riduzione pari a 20 tonnellate di rifiuti da smaltire. In più, il Congresso s’impegna a presentare e promuovere tutte le soluzioni innovative e a basso impatto nel campo della telefonia mobile.
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Titoli trionfalistici a parte vorrei segnalare questo prodotto che si propone, qualora la sua diffusione prenda piede, come una novità in campo ambientale davvero interessante. Si tratta in sostanza di un materiale costituito da un mix di scarti vegetali che potrà sostituire il polistirene più comunemente noto come polistirolo. EcoCradler (questo il suo nome) è già in produzione negli Stati Uniti.
A sentire chi lo ha provato sembrerebbe che abbia le stesse identiche proprietà del polistirolo sintetico. Dal sito emerge inoltre che può essere tranquillamente prodotto con gli scarti della biomassa, ma è ovvio che questo discorso potrebbe reggere solo sino ad un certo punto in quanto l’eventuale aumento della domanda potrebbe (e sottolineo potrebbe) far cadere questa certezza.
Il prodotto è comunque interamente biodegradabile ed il processo produttivo non produce grandi emissioni di CO2. In questa prima fase di lancio del materiale si sta utilizzando come materia prima i baccelli dei semi del cotone e la pula dei cereali mescolate al micelio dei funghi. Quest’ultimo, crescendo, è capace di decomporre i resti organici. Dopo sette giorni a temperatura ambiente e al buio diventa quindi un materiale leggerissimo, compatto e resistente al calore.
Continua a leggere: Via il polistirolo: è arrivato EcoCradler

Per chi non può far a meno dell’iPhone o dell’iPod, è arrivata la custodia di legno, sicuramente diversa dalle altre, solida, ecologica e biodegradabile. La custodia, in ecologico bambù, è di Vers ed è realizzata a mano.
In più, per ogni custodia ecologica accoppiata ad un iPhone nel mondo, e per ogni albero abbattuto per creare queste custodie, Vers pianta 100 alberi in collaborazione con The Arbor Day Foundation, nelle aree devastate dagli incendi o da altri disastri naturali. La custodia ecologica per iPhone o iPod è in vendita on-line a circa 27 euro.

La grande distribuzione di Firenze, stufa di aspettare la decisione del governo sulle buste ecocompatibili, che viene rimandata dal 2007, si muove da sola: dal 29 maggio, nei quasi 100 punti vendita di Unicoop Firenze, al posto dei comuni sacchetti di plastica per la spesa arriveranno i sacchetti biodegradabili.
Come leggiamo su Repubblica, la Coop parte da Firenze sostituendo 60 milioni di buste di plastica con i sacchetti in Mater-Bi che possono essere utilizzati anche per la raccolta differenziata dell’organico, per diventare poi compost, per poi diffondere l’iniziativa agli altri centri Coop d’Italia.
La scelta del Mater-Bi, accanto alla distribuzione già in atto di borse di cotone riutilizzabili, premia la creatività italiana: le buste in plastica biodegradabile che viene dal mais sono un brevetto di Novamont, un’azienda italiana attenta all’ambiente.
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SmartGrow è una soluzione inventata da un’azienda della Florida che permette alle piante di crescere più alte, più sane e più resistenti, grazie ad un tappetino fatto di capelli, biodegradabile al 100%, senza impiegare pesticidi o additivi. Questo perchè i capelli nutrono i semi e trattengono l’acqua più a lungo, idratando costantemente i germogli.
Prima di essere compressi in SmartGrow, i capelli vengono disinfettati e sterilizzati, poi trasformati nel tappetino che viene posizionato sul fondo o alla sommità del terreno. I capelli vengono importati dalla Cina, non per una questione di risparmio economico, ma perchè i cinesi conservano i capelli e li riusano dopo un taglio o li rivendono. Inoltre, i capelli degli orientali sono più ricchi di sostranze nutrienti perchè meno trattati rispetto a quelli degli occidentali che li stressano con tinture e colori, quindi SmartGrow è disponibile solo di colore nero ed ha una consistenza soffice e spessa.
Capelli orientali o europei, l’importante è che funzioni e che le piante vengano coltivate senza l’uso di pesticidi e crescano più sane e più in fretta senza additivi di sorta. I produttori, intervistati da Marketplace non nascondono la loro volontà di trarne profitto, ma l’idea rimane comunque semplice e geniale. Se foste interessati a provarlo, potete acquistare on-line SmartGrow, oppure provare con i vostri capelli se l’idea di usare quelli altrui non dovesse entusiasmarvi.

In occasione dell’Earth Day Yoox lancia Yooxygen, un progetto eco-sostenibile che per l’azienda bolognese rappresenta il primo passo verso una conversione verde. Insieme al lancio del nuovo sito, dedicato a prodotti eco-friendly, Yoox manifesta la sua intenzione ad azzerare l’impatto ambientale delle emissioni di CO2 prodotte dal servizio spedizioni.
Yooxygen metterà in vetrina prodotti e collezioni di stilisti attenti all’ambiente: per il lancio Carmina Campus ha realizzato le Venetian Bags, piccole pochette multicolor in alluminio proveniente dal riuso di tende veneziane; Katharine Hamnett dona a Yooxygen una serie di T-shirt in cotone organico e alcune riedizioni delle sue collezioni ‘80.
Nella sezione Design espone Pandora Design, dal MoMa di New York a Yooxygen, che ha progettato per il lancio un esclusivo set da aperitivo, interamente realizzao in Mater-Bi. Si chiama Aperitivo Bio, è composto da pezzi di design unici ed è completamente biodegradabile.
Se siete appassionati di design, di rivisitazioni fashion in chiave ecologica, tenete d’occhio Yooxygen: il suo futuro riserva sorprese.
I sacchetti di plastica andrebbero eliminati perché causano danni incalcolabili alla salute del pianeta. Nel mondo ogni vengono prodotti 500 miliardi di shopper. E per smaltirne uno ci vogliono in media dai 10 ai 20 anni, ma secondo più di quattrocento.
Solo in Italia vengono prodotti 4 miliardi di sacchetti di plastica l’anno. Per darvi un’idea di cosa significhi un numero simile mi basta dirvi che, se fossero messe una di fianco all’altra, riuscirebbero a coprire una superficie di circa 500.000 chilometri quadrati. Più di una volta e mezzo l’Italia, visto che il nostro paese ha una superficie che supera di poco i 301.000 chilometri quadrati.
In attesa che scatti veramente dal 2010 l’abolizione delle buste di plastica, si potrebbe iniziare con il sostituire quelle tradizionali con shopper biodegradabili. Peccato che costino 3-4 volte in più di quello normali. Per ovviare a questo problema, che in tempi di crisi non è di poco conto, Arcadia Media ha pensato di trasformare i sacchetti di plastica biodegradabile in un media pubblicitario.
La trovata è in fondo semplice. Da una parte, le imprese potranno inserire loro messaggi pubblicitari su uno dei due lati del sacchetto, e sostenere l’ambiente, pagando la differenza di costo tra la produzione di un sacchetto di plastica e uno di mater bi. Dall’altra, il consumatore pagherà gli eco-sacchetti esattamente come quelli abituali. Resta da vedere come risponderà la grande distribuzione. Senza la collaborazione di supermercati, grandi magazzini e centri commerciali il progetto rischia di avere vita breve.
Via ⎥ La Stampa, Newsfood.com
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