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Tutti gli articoli con tag bottiglie

Come e dove riciclare un pacchetto di sigarette

pubblicato da missunderstanding

riciclare pacchetti sigarette

Sul numero del Venerdì di questa settimana c’è un articolo molto interessante sulle regole della raccolta differenziata in Italia, e sulle differenze delle regole stesse, che variano da regione a regione, da comune a comune, a seconda delle tipologie di rifiuto da smaltire. Il risultato è che spesso la cittadinanza è nel caos, e non ha idea di dove e come smaltire questo o quello.

Tra questi rifuti compositi, c’è il pacchetto di sigarette, involucro composto da diversi materiali, che si usa e si getta con elevata frequenza. E’ bene sapere dove e come smaltirlo. Il pacchetto di sigarette dovrebbe essere gettato in quattro contenitori diversi: la parte esterna dovrebbe andare in un contenitore per la plastica, insieme alle bottiglie di plastica. Il pacchetto di cartoncino dovrebbe essere gettato nel contenitore per la carta; la carta stagnola all’interno che racchiude le sigarette dovrebbe finire nel contenitore per l’alluminio, insieme ai coperchi dello yogurt e alle lattine.

Infine, la cicca, quello che resta della sigaretta fumata, va gettata nell’indifferenziato, e putroppo non vi è alcun sistema per riciclare questo concentrato killer, tanto dannoso per la salute e l’ambiente.

Levissima progetta una bottiglia a basso impatto

pubblicato da missunderstanding

levissima bottiglia ecologicaLe pellicole come Tapped sono ancora troppo poche, e troppi coloro che consumano acqua in bottiglia. Alcuni tra i consumatori d’acqua in bottiglia forse apprezzeranno il fatto che il marchio Levissima sta lavorando ad alcune ricerche per immettere sul mercato una bottiglia fabbricata con una percentuale di RPET, ovvero il PET riciclato, proveniente dalla raccolta differenziata di bottiglie di plastica.

Dal 1989, anno in cui ha iniziato ad usare per le sue bottiglie il PET, ad oggi, Levissima ha ridotto il proprio impatto ambientale, portando le bottiglie di acqua da 1,5 litri da 42 a 26,5g. Con questa nuova bottiglia si dice pronta a garantire la sicurezza del prodotto e a ridurre il proprio impatto ambientale.

A breve sentiremo quindi parlare della nuova acqua Levissima e della sua ecobottiglia in PET riciclato. Insomma, tra i due mali meglio scegliere il minore anche se sa di ossimoro?

Foto | Flickr

Tapped, l'acqua in bottiglia è il più grande nemico dell'ambiente

pubblicato da missunderstanding

Tapped è un film sull’acqua in bottiglia, o meglio, un film a favore dell’acqua pura e naturale, contro la più grande operazione di marketing della storia che tutti ci beviamo, letteralmente: l’acqua in bottiglia.

Stephanie Soechtig, regista del documentario, indaga il business dell’acqua in bottiglia e ne denuncia scorrettezze e lati oscuri, dalla produzione della plastica destinata alle bottiglie, all’abbandono delle bottiglie che finiscono negli oceani, al diritto di accesso da parte dei cittadini all’acqua come risorsa pubblica, scuotendoci dal torpore che ci fa bere di tutto.

Savno, l'edificio interamente fatto di rifiuti ha vinto l'Energy Globe Award

pubblicato da missunderstanding

savno energy globe awardLa sede della Savno Servizi Ambientali Veneto Nord Orientale di Conegliano, un palazzo costruito esclusivamente con materiali provenienti dalla raccolta differenziata, è sostenibile al 100%, parola della giuria che a Praga ha assegnato all’edificio l’Energy Globe Award.

Per una volta è bello sentire che un’azienda specializzata nello smaltimento dei rifiuti sia essa stessa d’esempio, e abbia sede in una struttura eco-compatibile realizzata con il prodotto del proprio lavoro.

Nella sede della Savno un impianto geotermico alimenta il raffreddamento e il riscaldamento, mentre l’acqua piovana viene raccolta e usata al 70% per gli scarichi dei Wc aziendali e il restante 30% viene impiegato per innaffiare le piante. L’edifico della Savno è isolato termicamente grazie a fogli di poliestere ottenuti dal riciclo delle bottiglie e gli infissi alle finestre sono in alluminio riciclato e a sua volta ulteriormente riciclabile; i pavimenti sono fatti di fibra di cellulosa estratte dai tappi di sughero e dai giornali.

La sede della Savno ha davvero meritato il premio, se non fosse per la coerenza dimostrata da parte dell’azienda che spinge la cittadinanza a differenziare i rifiuti e lo fa per prima, ricavando la propria dimora da quello che di solito finisce nella spazzatura, perché la rivoluzione comincia dalla propria casa.

via | Ermesambiente

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Watershed, l'installazione d'arte che mette in mostra lo spreco di bottiglie di plastica

pubblicato da missunderstanding

Watershed è una installazione artistica che rappresenta concretamente quanto una sola persona può inquinare, mettendo il visitatore di fronte all’evidenza, visivamente riprodotta in un parco, per farlo riflettere.

Ogni secondo negli Stati Uniti si sprecano 1500 bottiglie di plastica, lo stesso numero impiegato dagli artisti per realizzare il progetto Watershed, in mostra al Figment Art Festival di New York.

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I Riciclato Circo Musicale, ovvero come si può fare musica e riciclaggio

pubblicato da Roberto Bosio

Loro sono i “Riciclato Circo Musicale”, un gruppo formato da tre musicisti - loro si definiscono piuttosto “musicanti” - più un fonico che ogni volta deve amplificare un gran quantità di strumenti: chitarra, mandolino elettrico, basso, percussioni, tromba e altre stravaganze ancora.
Sono stati tutti costruiti a partire da rottami ed oggetti di uso comune. Così come Mocho Caronte, il pupazzo che li accompagna in ogni esibizione.

Sono i musicisti stessi a costruirli, e per chi vuole sapere come hanno fatto organizzano anche dei laboratori di costruzione e uso di strumenti musicali. Il loro repertorio è costituito da brani originali che sono un mix di tanti generi musicali, dalla World Music al Rock ed alla Techno.

Un’altra caratteristica costante di ogni loro esibizione è un sacco della spazzatura pieno di bottiglie di plastica, bacchette ed altri oggetti che possano servire come percussioni. Le distribuiscono al pubblico perché li accompagni nelle loro esibizioni. Se volete vedere altre esibizioni del gruppo potete trovarle qui.

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Brevettata l'Ecoplastica dalle barbabietole da zucchero

pubblicato da PiccoloSocrate

La bioplastica dalla barbietola!

Minervpha è il nome della plastica prodotta dalle barbabietole da zucchero brevettata presso il Vincotte, l’Ente certificatore internazionale con sede in Belgio. Il primo biopolimero ha ottenuto la certificazione “Ok Biodegradabile Water” che dimostra la completa biodegrabilità in acqua e a temperatura ambiente della bioplastica: l’annuncio è stato dato dalla Cooperativa Produttori Bieticoli (Co.Pro.B.) e Bio on, un’azienda impegnata nelle biotecnologie, impegnate nella brevettazione partita nel 2007.

Le barbabietole, finora utilizzate per produrre zucchero ed in qualche caso energia elettrica, contengono il Pha (sigla dell’impronunciabile polihydroxyalkanoato) alla base della plastica biodegradabile: in particolare è indicato per produrre oggetti sia rigidi che flessibili, quindi potrà sostituire prodotti inquinanti derivati del petrolio, come PET, PP o PVC.
Raffinando il processo, sicuramente sarà possibile produrre su larga scala bottiglie, packaging per il settore alimentare, componenti delle auto ed elettronica.

Via | LaStampa.it

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Se bevi non guidare
E attento al vino tarocco

pubblicato da Marina

L'etichetta con l'avvertenza:"se bevi non guidare"Saranno 450mila le bottiglie di Montepulciano, Cerasuolo e Pecorino che porteranno sull’etichetta la scritta “Se bevi non guidare”. L’iniziativa è stata presentata in anteprima da Coldiretti in occasione del Vinitaly di Verona.

Per ora lo slogan sarà apposto sulle bottiglie dell’azienda agricola abruzzese di Domenico Pasetti in seguito all’accordo con il Servizio pubblico per le dipendenze (Sert). Un’iniziativa “autonoma e volontaria” a tutela del consumatore, ha spiegato Pasetti. E durante la presentazione dell’iniziativa, che tutti si augurano possa essere estesa in maniera più incisiva a tutte le etichette nazionali si è anche parlato della frode delle etichette.

Un inquietante dossier“Il lato oscuro delle etichette” è stato presentato da Coldiretti che lancia l’allarme sulle nuove etichette ingannevoli autorizzate con la riforma europea per i vini da tavola che creano confusione tra le zone di coltivazione delle uve e quelle della loro lavorazione, sfruttando la notorietà del vitigno. Nel corso dell’incontro sono state mostrate bottiglie che contengono falsificazioni ed inganni come il Chianti prodotto negli Usa e il Tuscuny moon imbottigliato sotto il sole della California.

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E attento al vino tarocco

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Vino: restrogusto al veleno

pubblicato da Marina

Vini avvelenati: attenzione alle etichette e al prezzoNei giorni in cui il Vinitaly consacra la bevanda nazionale vettore dell’export agroalimentare “Made in Italy” , louie ci segnala il reportage curato da l’Espresso in edicola questa settimana dove si denuncia la messa in vendita di 40 mila bottiglie di vino avvelenato.

Le aziende coinvolte sono già 20: otto si trovano al Nord, in provincia di Brescia, Cuneo, Alessandria, Bologna, Modena, Verona, Perugia. Il resto invece è sparso tra Puglia e Sicilia. Con i veleni sono state confezionati 70 milioni di litri e messi in vendita nei negozi e nei supermercati come vino a basso costo anche dai marchi più pubblicizzati del settore per un totale di 40 milioni di fiaschi e confezioni di tetrapack d’ogni volume, offerte a un prezzo modestissimo: da 70 centesimi a 2 euro al litro.

Tutto solo per soldi: con questo sistema criminale i produttori riuscivano a risparmiare anche il 90 per cento: una cisterna da 300 ettolitri costava 1.300 euro, un decimo del prezzo normalmente chiesto dai grossisti del vino di bassa qualità. L’istruttoria è nata partendo da uno dei soliti sospetti: una cantina di Veronella che 22 anni fa venne coinvolta dal dramma delle bottiglie al metanolo.

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Acqua del rubinetto nei ristoranti: battaglia aperta in Gran Bretagna

pubblicato da Matteo Razzanelli

Campagna per l'acqua del rubinetto nei ristoranti, Gran Bretagna - Foto CCW

Un bollino per identificare immediatamente i ristoranti e gli alberghi che servono l’acqua del rubinetto senza bisogno di richiederla esplicitamente. Nel Regno Unito infatti, proprio come in Italia, i ristoranti solitamente servono solo la (ambientalmente ed economicamente costosa) acqua in bottiglia.

Ogni anno, nel solo Regno Unito, si consumano 3 miliardi di bottiglie d’acqua, di cui mezzo miliardo arrivano dall’estero. L’impronta ecologica del trasporto delle bottiglie in Gran Bretagna è stimata in circa 33′200 tonnellate di CO2, pari al consumo energetico annuale di 6′000 abitazioni.

Il problema è che se uno chiede “l’acqua del rubinetto” (o - come si dice in Toscana - “l’acqua di cannella”), viene fulminato dallo sguardo contrariato dei camerieri. Il Consumer Council for Water (CCW), un’associazione dei consumatori finanziata dallo Stato, si è alleata con la più grande impresa britannica di gestione degli acquedotti, la Thames Water, per promuovere una campagna che segni una rivoluzione culturale. L’obiettivo è far diventare “cosa normale” la caraffa di acqua del rubinetto sui tavoli dei ristoranti e far invece servire l’acqua imbottigliata solo se esplicitamente richiesta.

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