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Tutti gli articoli con tag bp

Marea nera: il disastro è made in China?

pubblicato da Peppe Croce

Marea nera: il disastro è made in China?Per trovare risposte all’incredibile disastro della Deepwater Horizon, e alla conseguente marea nera, si batte la pista cinese. Secondo la stampa inglese, infatti, Bp avrebbe mandato a ispezionare in Cina il famoso blow-up preventer, cioè l’ultima valvola di sicurezza anti-disastro.

Proprio la valvola che non ha funzionato, causando la terribile fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico. A quanto pare, inoltre, non si tratterebbe di un episodio isolato ma di una pratica assai diffusa nel settore petrolifero. Inutile dire che i motivi sono prettamente economici: tutto in Cina costa meno, persino i controlli ingegneristici.

Se non fosse che, poi, il detto “chi più spende meno spende” ha sempre ragione: di pochi giorni fa, infatti, la notizia che Bp sta vendendo i gioielli di famiglia per pagare i debiti causati dal disastro. Riguardo ai controlli agli impianti di sicurezza, poi, già due mesi fa l’Huffington Post mise in luce i meccanismi del tutto opachi che regolano (o meglio, “deregolano”) l’industria petrolifera americana: controllori e controllati che coincidono, con buona pace della sicurezza.

Via | Guardian
Foto | Flickr

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Bp ha tappato il buco? Di certo non quello economico: vende mezzo giacimento in Alaska per 11 miliardi di dollari

pubblicato da Peppe Croce

Bp ha tappato il buco? Di certo non quello economico: vende mezzo giacimento in Alaska per 11 miliardi di dollariBp ha annunciato che l’ultima versione del tappo-sifone posizionato sul buco dal quale, ormai da due mesi, escono decine di migliaia di barili di petrolio al giorno sta funzionando.

Installato l’altro ieri, quest’ultimo tappo a 48 ore di distanza sembra reggere la pressione e potrebbe durare a lungo risolvendo quasi del tutto il problema. Ma è quanto meno obbligatorio mettere un enorme punto interrogativo su questa soluzione, visto che Bp ci ha ormai abituato a buone notizie che scadono in giornata…

Dovrebbe durare un po’ di più, per la precisione fino al 27 luglio, la notizia che Bp (ormai con le pezze nel sedere e piena di debiti viste le cifre incalcolabili che dovrà risarcire a mezzo Golfo del Messico) stia pensando a vendere qualcosa per fare cassa. Secondo quanto riporta Bloomberg, infatti, ci sarebbe una trattativa ben avviata per cedere il 50% della propria quota del giacimento di Prudhoe Bay ad Apache.

Prudhoe Bay, per chi non lo sapesse, per Bp non è proprio quello che si definisce un gioiello di famiglia. E’ persino di più: una figlia femmina. E’ il più grosso giacimento statunitense, roba da oltre 400 mila barili al giorno estratti (da vari pozzi, di varie società). Bene, la parte posseduta da Bp potrebbe ora passare di mano (entro il 27 luglio, giorno di presentazione dei risultati economici dell’azienda nel secondo trimestre) per coprire i debiti tropicali causati dalla marea nera. Bp comincia a realizzare, almeno economicamente, che sorta di danno ha combinato…

Via | Bloomberg
Foto | Flickr

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Marea nera, altri video: come togliere il petrolio? Con peli, capelli e fieno...

pubblicato da Peppe Croce

Ricorderete di sicuro il video pubblicato da Marina in cui si prendono in giro i vari, e vani, tentativi di Bp di mettere un argine alla drammatica marea nera che sta riempiendo di petrolio mezzo Golfo del Messico. Bene, visto che è piaciuto molto, ne pubblichiamo altri due.

Uno riguarda l’idea, a detta di chi l’ha partorita geniale, di catturare il petrolio fuoriuscito con il fieno. Con tanto di video in cucina, davanti i fornelli, armati di padelle, acqua, olio minerale e fieno, due aitanti cittadini statunitensi mostrano come sia possibile in pochi minuti assorbire l’inquinante petrolio. Buona fortuna.

L’altro video, invece, mostra la “filiera del capello”, dalle spalle alla falla, che l’associazione Matter of Trust ha messo in piedi per far fronte alle fuoriuscite di petrolio. Non si tratta di una proposta casareccia come la prima, ma di un vero e proprio progetto con tanto di donatori del capello (e del pelo animale, che è equivalente) e annessa logistica. Il risultato è un salsicciotto di pelo che assorbe gli inquinanti e può essere in seguito asportato dal pelo dell’acqua (mai termine è caduto più a fagiolo) e ripulito.

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BP e la fuoriuscita di caffè, il video

pubblicato da Marina

E’uno tra i video più visti del momento e si intitola: BP e la fuoriuscita di caffè. E’ stato pubblicato a UCBComedy come produzione originale.

E’ decisamente più che una parodia e il filmato ricostruisce in via satirica la vicenda per certi versi tragicamente comica della incontrollabile fuoriuscita di petrolio dal pozzo a 1500 metri di profondità nel Golfo del Messico che ha coinvolto la BP dopo l’esplosione della sua piattaforma di estrazione la Deepwater Horizon. La Lousiana è lo stato che sta maggiormente subendo le conseguenze del disastro ambientale e l’economia è in ginocchio.

Già i ristoratori locali hanno piantato 101 croci in memoria di tutte le cose belle che la marea nera si sta portando via. Ora il tragico sfottò.

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Marea nera, arriva l'uragano Alex e BP abbandona il Golfo del Messico

pubblicato da Marina

Mentre qualcuno sospetta che piova petrolio sulla Louisiana, BP decide che la situazione si sta facendo troppo pericolosa a causa dell’arrivo dell’uragano Alex, che ha abbandonato la classe di tempesta tropicale un giorno fa. Il timore, avanzato solo qualche mese fa, è divenuto maledettamente concreto. Dunque resta nelle acque del Golfo solo il personale giudicato:”essenziale”. Il resto è stato mandato a casa: evacuate anche le piattaforme di estrazione della Shell. L’incognita meteorologica, dunque, a complicare le operazioni di gestione e controllo della paurosa fuoriuscita di petrolio nel pozzo a 1500 metri di profondità dopo l’esplosione dello scorso 20 aprile della piattaforma di estrazione Deepwater Horizon della Bp nel mezzo del Golfo del Messico.

Siamo nell’Atlantico durante la stagione degli uragani e il timore è che le operazioni per il recupero del greggio possano essere bruscamente interrotte causa maltempo. Si stima che le perdite siano tra i 60mila e i 100mila barili al giorno. Le operazioni di recupero a malapena ne fanno portare in superficie e stivare nelle navi circa 16mila barili al giorno, pochi certo, ma almeno qualcosa viene tolto alle acque.

Alex è la prima tempesta, poi caricatasi fino a diventare uragano di quella che potrebbe essere la feroce stagione degli uragani nell’Atlantico. Si è formato nei Caraibi sabato scorso e ha proseguito il suo cammino rinforzandosi. Le prime dichiarazioni di BP hanno chiarito che nonostante il maltempo non c’è l’intenzione di sospendere le operazioni di recupero del greggio. La gente teme ora che i forti venti e le mareggiate possano spingere la chiazza di petrolio tra le baie, estuari e le spiagge ancora incontaminate. Ora i meteorologi pregano che la tempesta si sposti verso la Florida.

Via | CNN

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Mare nera: piove petrolio in Louisiana?

pubblicato da Marina

Da qualche ora il video segnalato in alto sta facendo il giro del web: pioverebbe petrolio in Louisiana. Infatti dalle pozzanghere, residuo delle recenti piogge, restano delle macchie oleose. Se sia bufala o meno, sarà il tempo a dirlo. Se sia una forma di pressione degli abitanti della Louisiana presto lo sapremo. Intanto chi le ha filmate avanza l’ipotesi che la pioggia sia sporca a causa del solvente corexit che avrebbe certamente contribuito a diluire il greggio ma favorendone la sua immissione nel ciclo dell’acqua. Di fatto però sembra che nessuno abbia ancora pensato a far analizzare quest’acqua piovana.

L’allarme era stato lanciato già qualche giorno fa dal Tg di News3 Channel. (dopo il salto il video). Le denunce dei contadini sono chiare: le prime piogge del dopo disastro della fuoriuscita di petrolio dal pozzo distrutto dall’esplosione della Deepwater Horizon della BP, il 20 aprile scorso, erano sporche e già contenevano una non specificata (e neanche analizzata sembra) sostanza oleosa.

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Marea nera, Bp riposiziona la campana:bannata la moratoria sulle trivellazioni Bp apre pozzi in Alaska

pubblicato da Marina

marea nera nel golfo del messico

Bp ha riposizionato sul pozzo a 1500 metri di profondità nel Golfo del Messico la campana di contenimento (relativo). Ieri si era reso necessario toglierla per un incidente con un robot causato da un improvvisa fuoriuscita di gas. E per diverse ore dal pozzo aveva ripreso a fuoriuscire il flusso inarrestabile di greggio: la perdita è stata stimata tra i 60mila e i 100mila barili al giorno. Bp ne riesce a recuperare tra campana e tubo per aspirare circa 16mila barili al giorno.

Dunque, in pieno disastro ambientale e mentre l’economia locale è in ginocchio arriva dal Tribunale federale, corrispettivo del nostro TAR, di New Orleans la sospensione della moratoria temporanea di 6 mesi, alle trivellazioni, imposta per decreto dal presidente Barack Obama, perché secondo la sentenza , conti alla mano, i 33 pozzi di estrazione previsti, in termini di rientro economico superano di gran lunga il lungo conto del disastro economico e ambientale, ancora in atto, a causa della fuoriscita di greggio che sta pesantemente inquinando il Golfo del Messico.

Ebbene Bp, mentre ancora deve ripristinare il controllo sul pozzo nel Golfo del Messico, pensa già nuovi pozzi di estrazione in Alaska. Il nuovo progetto di BP è stato chiamato Liberty (che tanto piace al Governatore Sarah Palin), non rientra nella moratoria peché presentato come estrazione a terra. Infatti, i lavori di scavo saranno collocati su un isola artificiale di 31 acri di ghiaia nel Mare di Beaufort. Manca ancora qualche permesso, ma le trivellazioni dovrebbero iniziare il prossimo autunno.

Via | Chron, NYT
Foto | Flickr

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Marea nera, tolta la campana di contenimento: fuori controllo la fuoriuscita di petrolio

pubblicato da Marina

I tentativi di Bp se non di fermare, ma quantomeno contenere la paurosa fuoriuscita di greggio, sembrano tutti destinati al fallimento. Poche ore fa è stata rimossa la campana di contenimento posizionata qualche giorno fa a causa di un incidente con i robot che controllano le operazioni di recupero.

Il tappo è stato tolto a causa di una improvvisa e incontenibile fuoriuscita di gas e dunque il flusso di greggio ha ripreso la sua inarrestabile corsa verso le acque del Golfo del Messico.

Appena ieri BP aveva dichiarato di essere stata in grado di recuperare 16.665 barili di petrolio al giorno a fronte di una perdita quotidiana stimata tra i 60mila e i 100mila barili. Per ora resta in funzione l’altro sistema di recupero che usa un tubo e che resta collegato alla nave Q4000. Bp ha assicurato che quanto prima rimetterà al suo posto la campana.

Via | NYT

Marea nera, 101 croci bianche per ricordare il disastro ambientale della Bp

pubblicato da Marina

Le 101 croci di Grand Isle in memoria delle belle cose che la mare anera si è portata via

A Grand Isle c’è un cimitero con 101 croci bianche. Su ognuna di esse i nomi di tutto ciò che la marea nera, il disastro ambientale causato dalla Bp nel Golfo del Messico, si è portata via: i nomi delle specie uccise; le partite a beachvolley sulla spiaggia; i gamberetti; le passeggiate sulla battigia.

L’iniziativa è nata da Patrick Shay proprietario di un ristorante oramai è destinato al fallimento. Ha detto Shay:

Vogliamo inviare un preciso messaggio per spiegare che ci hanno impedito completamente di vivere e di usare il nostro mondo e le nostre risorse. È scomparso tutto. Ci hanno abbandonati.

Via | Envii
Foto | GlobalToronto

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Balla coi flutti: Bp compra le macchine di Kevin Costner per ripulire il mare

pubblicato da Peppe Croce

Balla coi flutti: Bp compra le macchine di Kevin Costner per ripulire il mare

Alla fine Bp si è convinta: comprerà 32 apparecchi prodotti dal noto attore Kevin Costner per ripulire l’acqua del Golfo del Messico dal petrolio fuoriuscito dal buco lasciato dal disastro della Deepwater Horizon avvenuto ormai due mesi fa.

La macchina in questione è, in pratica, una centrifuga: l’acqua sporca di petrolio entra da una parte, viene centrifugata e petrolio e acqua si separano. Si recupera l’acqua e si recupera il petrolio. Con i 32 aggeggi commissionati da Bp a Costner si dovrebbe riuscire a catturare circa 2.000 barili di olio al giorno.

Non molti, visto che le ultime stime sulla marea nera parlano di 60.000 barili dispersi ogni giorno. Ma meglio di niente, visto che Bp non sa proprio come affrontare la situazione e ogni suggerimento è ben accetto.

In questo caso, tra l’altro, al massimo si riesce a rimediare al danno ma la causa della fuoriuscita non viene minimamente toccata. Probabile, quindi, che i centrifugoni di balla coi lupi dovranno girare a lungo perchè il petrolio non ne vuole proprio sapere di smetterla di uscire da quel maledetto buco sul fondo dell’oceano.

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