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Tutti gli articoli con tag campania

Emergenza rifiuti, arriva la minaccia dell'Ue: niente raccolta, niente soldi

pubblicato da Marina

Rifiuti in Campania

L’emergenza rifiuti in Campania è una vicenda che somiglia sempre di più a una saga. Mentre il Presidente Giorgio Napolitano rende noto di non aver ancora ricevuto il decreto sui rifiuti, a Napoli sono in visita i delegati all’ambiente della Ue.

Pia Bucella guida la delegazione che ha potuto accertare che rispetto all’emergenza di due anni fa non è cambiato nulla. Ha detto Bucella:

In Campania stiamo dinanzi ad un caso di non gestione del ciclo dei rifiuti. Siamo del tutto favorevoli a liberare i fondi non appena vi sarà un piano di gestione adottato e implementato, non basterà solo un piano adottato ma vogliamo avere la certezza che il piano di gestione venga attuato sul territorio.

Il rischio ora è che assieme al blocco dei fondi giunga un nuovo deferimento dall’Europa (dopo la multa del 2008) per la mancata applicazione del piano di gestione dei rifiuti.

Via | Il Mattino
Foto | Flickr

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Nel Parco del Vesuvio avifauna in declino per colpa della discarica

pubblicato da alessandra

Questa mattina, presso la Provincia di Napoli, è stato presentato l’Atlante degli uccelli dell’ASOIM (Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale) da due ornitologi di fama internazionale - Maurizio Fraissinet e Danila Mastronardi, rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell’ASOIM- alla presenza dell’attuale commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. Sono occorse oltre trecento pagine per documentare lo stato dell’avifauna in uno dei territori maggiormente martoriati dal disastro dei rifiuti, dal bracconaggio e dall’abusivismo edilizio. Le rilevazioni, condotte da 39 esperti dal 2007 ad oggi e palesate dall’evidenza di centinaia di fotografie, raccontano il progressivo spopolamento di alcune specie di particolare rilevanza naturalistica nelle aree prospicenti l’arcinoto sito di Terzigno -proprio all’interno del Parco nazionale del Vesuvio - dove, delle 99 specie censite attualmente una è già scomparsa, nel volgere di pochi mesi: si tratta del Succiacapre (Caprimulgus europaeus), volatile in passato nidificante nei pressi delle cave Sari e Vitiello.

Avevamo avvisato la protezione civile che l’apertura di quella discarica avrebbe distrutto la vita di tante specie animali ma non ci hanno ascoltati. Adesso purtroppo a causa delle loro scelte stanno scomparendo anche gli usignoli, i barbaggianni, il gabbiano corso ed il tordo bottaccio.

sostengono gli esperti. La denuncia, poi, arriva anche dal commissario dei verdi Francesco Emilio Borrelli:

Gli uccelli, gli alberi, gli animali stanno morendo come gli uomini nei pressi delle discariche. Il Presidente della Regione Campania ha fatto un appello per i sì e noi vogliamo aderire alla sua richiesta. Chiediamo un si della regione alla realizzazione dei siti di compostaggio nei comuni fondamentali per fare la raccolta differnziata spinta. Vogliamo un incremento significativo della differenziata in tutti i comuni.

Via |napolitoday
Foto | Flickr

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Campania, rane dal Dna alterato se vicino alle discariche

pubblicato da Marina

rane indicatori dell'inquinamento ambientale in Campania

Secondo lo studio Frogs, sentinels of DNA damage induced by pollution in Naples and the neighbouring Provinces, pubblicato su Ecotoxicology and Environmental Safety e condotto dal team di ricerca del professore Domenico Fulgione, l’inquinamento ambientale in Campania causa alterazioni genetiche nelle rane.

Le rane sono considerate un organismo sentinella e la ricerca ruota intorno alla tecnica definita comet assay. In pratica glis cienziati analizzano il Dna delle rane: se questo appare integro e arrotondato è sano; se riscontrano frammenti che si staccano dal nucleo e formano una coda questo è danneggiato.

Rileva il professore Fulgione che:

A partire dal 1980 siti di smaltimento illegale di rifiuti sono sorti in diverse località della regione, sopratutto nell’area nord. Diversi sono gli studi che hanno messo in evidenza l’alto numero di malattie nell’uomo in zone dove lo smaltimento dei rifiuti urbani, industriali o agricoli e realizzato i maniera non idonea o illegale.

I siti più inquinati nella zona analizzata sono: i Regi Lagni, Nola Cimitile, Ischitella, Piana del Sele. Di contro le rane del Parco nazionale del Cilento sono sanissime.

Via | Corriere del Mezzogiorno, 26-10-2010, pag. 4

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Acerra: inceneritore guasto, torna l'emergenza rifiuti

pubblicato da Peppe Croce

Acerra: inceneritore guasto, torna l'emergenza rifiuti

Sarà che l’hanno fatto in fretta e furia, con le procedure accelerate della Protezione Civile permesse dallo stato di emergenza rifiuti, ma l’inceneritore di Acerra, dopo appena un anno e mezzo di funzionamento, a quanto pare è già da rottamare. Lo si apprende dal Mattino di Napoli che, oggi, pubblica la notizia che ben due forni dell’impianto sono già in tilt.

Scontato il ritorno dei cumuli di rifiuti nel comprensorio napoletano, secondo il giornale stiamo a 180 tonnellate sparse tra vie e vicoli. Meno scontato è il conto, salatissimo, per tornare alla “normalità termovalorizzata”: 10 milioni di euro e sei mesi di lavori.

Se quanto riporta il Mattino di Napoli è vero, soldi compresi, una riflessione è d’obbligo: qualunque cosa ne possiate pensare degli inceneritori, siete e siamo ancora così convinti della loro economicità? Non è che ad Acerra, sotto sotto, hanno fatto un impiantino che si rompe ad orologeria?

Pensare male è peccato, ma quasi sempre ci si azzecca. Anche perchè, come già più volte ha raccontato Marina, nel frattempo gli impianti veramente utili (cioè tutti quelli che servono la raccolta differenziata e per il ciclo integrato dei rifiuti) a Napoli e dintorni mica li hanno fatti: pensate solo che l’umido raccolto in Campania lo spediscono in Sicilia, a Grammichele in provincia di Catania.

Via | Il Mattino di Napoli
Foto | Flickr

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"Una cosa importante da dire". In un docufilm la storia della discarica di Chiaiano

pubblicato da Marina

Emergenza rifiuti in Campania. Quasi due anni fa le foto di Napoli stuprata dai sacchetti dell’immondizia fecero il giro del mondo. Napoli, O’paese do sole, era diventato d’improvviso o’paese da munnezza. Dunque le immagini turistiche di una Campania fatta di soli napoletani che passano le loro giornate tra canti, balli, pizza, mandolini e sfogliatelle fu sgretolata sotto il peso devastante dei rifiuti che per settimane non solo intasavano strade e vicoli, ma che venivano bruciati ogni sera diffondendo nell’aria diossina.

Il premier Berlusconi con la scopa in mano volle dimostrare al mondo di essere in grado di risolvere tutti i problemi nazionali, inclusa la gestione dei rifiuti. Detto fatto con il Generale Giannini e Guido Bertolaso capo della Protezione civile fu proclamato lo stato di emergenza gestito in meno di 6 mesi a colpi di DDl, ordinanze e espropri. Risultato? I rifiuti tolti dalle strade sono finiti parte in ecoballe
che di eco non hanno nulla, ma sono solo gigantesche alle di talquale depositate in giro per la Campania; parte interrati in diverse discariche tra cui quella di Chiaiano, la meno idonea a ospitare il talquale causa presenza di falda acquifera.

I cittadini hanno protestato ma nessuno li ha ascoltati. Nel docufilm Una cosa importante da dire, di Raffaele Manco è presentata la storia della Selva di Chiaiano e della discarica e di come si sia voluto soddisfare un capriccio. La proiezione stasera a Napoli, a Castel sant’Elmo per il Napoli Film Festival.

Via | Chiaiano discarica

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Ortofrutta Connection, Legambiente: 27 clan fanno affari nel settore delle agromafie

pubblicato da Peppe Croce

Ortofrutta Connection, Legambiente: 27 clan fanno affari nel settore delle agromafie

L’antimafia napoletana, all’alba di oggi, ha fatto scattare la maxioperazione contro i clan camorristici e mafiosi che si spartivano il grosso business del trasporto su gomma dei prodotti ortofrutticoli italiani. Numerosi i mercati all’ingrosso interessati dal sodalizio tra la criminalità organizzata siciliana e quella campana in tutto il sud Italia ma il centro nevralgico, a quanto pare, era il mercato di Fondi, in provincia di Latina.

L’affare smantellato dalle squadre mobile di mezza Italia verteva principalmente sul trasporto ma, a detta di Legambiente, il problema è molto più vasto e anche la produzione e la trasformazione dell’ortofrutta potrebbero rientrare negli interessi dei clan:

Sono 27 i clan censiti da Legambiente nel settore delle agromafie, che operano nell’acquisizione fondiaria, nella gestione delle coltivazioni, nella sofisticazione dei prodotti alimentari fino al sistema dei trasporti e della distribuzione con l’imposizione dei prezzi ai commercianti

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Campania: un progetto per produrre biodiesel dalle terre della camorra. Farà viaggiare gli autobus.

pubblicato da Peppe Croce

Nelle terre della camorra si produrrÃ�  biodiesel E’ stato firmato oggi il protocollo d’intesa tra Regione Campania, Ente autonomo Volturno, gestore dei trasporti pubblici regionali, TechnoDistrict e l’arcidiocesi di Capua che da il via al progetto “Agro-Energy”.

Il progetto è molto interessante perchè consiste nel coltivare alcuni terreni dell’agro aversano, sequestrati alla camorra, con essenze oleaginose utili a produrre biodiesel. Oltre al valore simbolico di strappare la terra ai camorristi, c’è anche un risvolto ecologico che va anche oltre la riduzione del consumo degli idrocarburi.

I terreni sequestrati, infatti, spesso sono contaminati a causa degli sversamenti illegali di rifiuti. Ciò ne pregiudica ogni tipo di sfruttamento per scopi alimentari. Ecco allora l’utilità di coltivarlo per produrre biodiesel: si rimette in produzione il terreno per scopi non alimentari e, contemporaneamente, si aiuta il terreno a smaltire gli inquinanti tramite la coltivazione.

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Smart grids: inizia la sperimentazione al sud Italia

pubblicato da Peppe Croce

In arrivo 77 milioni di euro per la sperimentazione delle reti elettriche intelligenti

Per una volta l’Italia è un passo avanti nel settore della gestione e distribuzione dell’energia elettrica. Il Ministero per lo Sviluppo economico, infatti, ha firmato una convenzione con Enel Distribuzione per l’avvio della sperimentazione delle cosiddette smart grids, cioè le reti intelligenti di trasporto dell’elettricità. Si tratta di un primo passo verso la rete del futuro che sarà profondamente diversa da quella attuala basata su grandi dorsali formate da enormi tralicci da 380Kv che collegano i poli produttivi (in buona sostanza le zone dove ci sono le centrali termoelettriche) e i poli di consumo (cioè le grandi città). Le nuove reti, al contrario, nascono per interconnettere tante piccole centrali di produzione, generalmente da fonti rinnovabili e intermittenti, che spesso si trovano all’interno delle zone dove l’energia si consuma come nel caso dei tetti fotovoltaici.

Proprio per questo motivo a creare e gestire le reti intelligenti non sarà Terna, proprietaria della rete nazionale ad alta e altissima tensione, ma Enel Distribuzione, che possiede e gestisce la rete a media e bassa tensione più che sufficiente per instradare la produzione dei piccoli impianti. Piccoli e piccolissimi perchè l’accordo tra il Ministero ed Enel ha alcuni particolari interessanti. Innanzitutto è specifico per l’assolato su dell’Italia: si inizia in Sicilia, Puglia, Campania e Calabria; poi è concentrato sugli impianti tra i 100Kw e 1 Mw. Quest’ultimo particolare non è da poco, anzi è un messaggio abbastanza chiaro verso i produttori (o aspiranti tali) di energie rinnovabili: il Governo punta sui piccoli impianti e non sui grandi impianti a terra. Un megawat di fotovoltaico, infatti, richiede una superficie compresa tra i tre e i cinque ettari a seconda che i pannelli siano fissi o installati sugli inseguitori solari e, proprio nel sud Italia, ci sono già numerose proteste sugli impianti fotovoltaici di grossa taglia che, a detta di chi non li ama, consumerebbero troppo suolo agricolo vergine.

La nuova rete di produzione e trasmissione dell’energia, quindi, nelle intenzioni del Ministero per lo Sviluppo economico è diffusa e a maglie strette e interconnesse. Per raggiungere questo obbiettivo sono stati messi sul tavolo 77 milioni di euro. Pochi, a dire il vero, ma per ora si tratta solo di far partire una sperimentazione su un sistema che è più teorico che pratico. Il più convinto e tenace sostenitore delle smart grids è, notoriamente, Jeremy Rifkin. Il professore statunitense di economia le ritiene fondamentali per la terza rivoluzione industriale, quella dell’energia, che sarà caratterizzata dall’abbandono del petrolio e degli altri idrocarburi in favore delle rinnovabili, fotovoltaico in testa.

Dopo il salto la lezione tenuta da Jeremy Rifkin all’università di Palermo.

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Nucleare: il braccio di ferro Governo - Regioni

pubblicato da alessandra

Da mesi si aspettava una reazione del Governo alle numerose iniziative di opposizione duramente manifestate da alcune regioni italiane contro il nucleare. Oggi, a 6 giorni dall’approvazione definitiva del decreto sulla localizzazione delle centrali, il Consiglio dei ministri, su proposta di Claudio Scajola - ministro dello sviluppo economico - ha deciso di adire la Corte Costituzionale sulla presunta incostituzionalità delle leggi regionali che vietano le istallazioni sul territorio di Puglia, Campania e Basilicata.

Le tre Regioni interessate, ovviamente, hanno prontamente risposto all’iniziativa del Consiglio ribadendo il proprio no al nucleare. In particolare, la Basilicata che in più di un’occasione ha avuto modo di manifestare la proprie posizioni in merito:

E’ inconcepibile che il governo possa pensare di realizzare impianti nucleari senza l’assenso della regione interessata

fa sapere Vito De Filippo, presidente della giunta lucana. In effetti, non si capisce come un Governo che fa del federalismo il proprio vessillo possa inascoltare le voci delle Regioni. Scajola ha difeso la propria posizione definendola “necessaria” poiché le tre leggi intervengono in una materia di competenza “concorrente” con lo Stato, e non “esclusiva” delle Regioni, secondo il dettato dell’articolo 117 comma 2 della Costituzione e bloccando un punto fondamentale del governo Berlusconi per ridare slancio alla questione energetica nazionale.

In realtà, ciò che più di ogni altra cosa si teme, è che la posizione assunta da Basilicata, Puglia e Campania, possa essere presa ad esempio anche da altre Regioni riducendo seriamente il numero delle aree effettivamente disponibili per la localizzazione delle numerose centrali nucleari di nuova generazione previste sul territorio…

Via | Barilive
Foto | Flickr

Giulio Tremonti è il Personaggio Ambiente del 2009

pubblicato da missunderstanding

tremonti

GreenMe, magazine ecologico, stila ogni anno la classifica dei personaggi più influenti per quanto riguarda l’Ambiente in Italia. A sorpresa, il Personaggio Ambiente 2009 è Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia.

Al secondo posto c’è Milena Gabanelli, conduttrice di Report, apprezzata per la serietà e l’intraprendenza con cui racconta all’Italia scandali ed inchieste a livello ambientale e non solo. Al terzo posto ci sono i due conduttori di Caterpillar, Massimo Cirri e Filippo Solibello, promotori di M’illumino di meno.

Al sondaggio online per eleggere il personaggio più influente in materia ambientale per il 2009 hanno partecipato 2279 utenti. Giulio Tremonti si è aggiudicato il primo posto con 335 voti, perché avendo in mano le casse dello stato, può decidere quale settore incentivare o finanziare.

Primo il Ministro dell’Economia, mentre al secondo e terzo posto tra i personaggi più influenti per l’ambiente ci sono operatori dei media che vengono ritenuti opinion leader e considerati come i reali portavoce dell’ecologia in Italia. E il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo? Si trova al decimo posto, esattamente a metà della classifica di GreenMe. Anche voi avreste eletto Tremonti Personaggio dell’Ambiente? Pensateci bene, perché domani toccherà a voi eleggere il personaggio più influente del 2009.

Foto | Flickr

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