
I disordini in Egitto non toccano solo le persone ma anche gli animali. L’ENPA chiede che i cittadini stranieri possano essere rimpatriati insieme ai loro animali domestici che altrimenti resterebbero soli in terra straniera.
Spiega l’ENPA :
Al momento il problema interessa soprattutto per i cittadini americani, come già denunciato dalla Peta. Infatti, gli aeromobili che stanno facendo la spola tra la capitale egiziana e le città statunitensi a bordo accolgono i proprietari ma non i loro animali.
L’Ente Nazionale Protezione Animali si è unito all’appello lanciato da Hillary Clinton per estendere il ponte aereo anche ai quattrozampe.
L’Enpa rivolge un appello anche al Ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini:
Al ministro Frattini chiediamo di garantire che i cittadini italiani proprietari di animali possano tornare in patria senza doversi forzatamente separare dai loro quattrozampe. Per gli animali questa possibilità potrebbe equivalere a una condanna a morte; per i loro proprietari, invece, a una ferita destinata forse a non rimarginarsi più.
E’ una bufala la notizia del cane soppresso in Svizzera poiché non sarebbe stata pagata una tassa di possesso sugli animali. Lo svela Paolo Attivissimo dal suo blog che ha ricevuto la smentita del sindaco coinvolto in questa brutta storia mediatica. Inoltre ha potuto accertare che non esiste nessuna signora Marilena Iannotta residente Reconvilier proprietaria di un cane da abbattere per evasione fiscale.
Il problema è che la storia è sfuggita di mano a tutti i media e che di conseguenza al sindaco Flavio Torti sono arrivate circa 700 mail contenenti minacce e insulti di ogni genere (ma nessuno che gli abbia chiesto se fosse vero).
Il Comunicato stampa del Comune di Reconvilier che già il 18 gennaio scorso smentiva la notizia; la lettera inviata a Paolo Attivissimo da Pierre-Alain Némitz, segretario municipale di Reconvilier.

L’AIDAA (Associazione Italiana per la Difesa Animali e Ambiente) rende noto in un comunicato i numeri dei cani maltrattati dai cacciatori. I cani abbandonati poi sarebbero 10000, 5000 quelli feriti durante le battute di caccia. Le segnalazioni sarebbero pervenute per lo più dal centro sud, anche se non mancano Piemonte, Emilia, Veneto e Lombardia.
Dice Lorenzo Croce, Presidente dell’AIDAA:
Si vede che non gli basta ammazzare gli animali a fucilate. A questi signori danno fastidio anche i propri cani che maltrattano e che una volta non più utilizzabili perché anziani o malati vengono poi uccisi o abbandonati.
La storia che ha fatto il giro del mondo è davvero raccapricciante: 100 cani da slitta sono stati abbattuti crudelmente perché non servivano più per lo scopo per cui erano stati acquistati, ossia divertire i turisti con tour sulle slitte. Dopo le denunce dei media di tutto il mondo, arriva la dichiarazione del Governo della British Columbia che fa sapere di aver aperto un inchiesta per stabilire reati e colpevoli. In alto il video della manifestazione che si è tenuta ieri per chiedere il miglioramento della legge per la tutela degli animali giudicata, attualmente, inadeguata.
L’abbattimento dei cani risale allo scorso aprile, dopo la conclusione delle Olimpiadi di Vancouver. La storia è venuta a galla dopo la denuncia di stress post trauma presentata da Robert Fawcett, l’impiegato che ha materialmente ammazzato i 100 cani dal slitta. L’ordine di trucidare i cani è arrivato, come sostiene l’impresa che li gestiva, poiché i cani a causa della lunga inattività si erano ammalati.
Oggi gli animalisti della SPCA combattono perché lo stato della BC adotti delle leggi più dure per il rispetto e la tutela degli animali.
Via | Vancouver Sun

Elio Lannutti (Idv) ha presentato un’interrogazione parlamentare ripresa dai Senatori Roberto Della Seta e Francesco Ferrante (PD) che chiedono un chiarimento al Ministro Fazio per capire chi ci guadagna con la tessera AmicoPets.
La tessera a cui si riferiscono è quella relativa al progetto “Amico Pets” presentato il 4 dicembre scorso in collaborazione con l’AMNVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani), col patrocinio del Ministero della Salute e della FNOVI, dalla società EDERA srl. La tessera ha un costo annuale di 28 euro e permette di accedere on-line alla cartella clinica del proprio animale da compagnia.
I due Senatori spiegano:
La tessera presentata da Amico Pets in collaborazione con Anmvi e col patrocinio del Ministero della Salute e Fnovi, consiste nella creazione di una banca dati sanitari degli animali domestici italiani, per consentire al veterinario e al proprietario di accedere in modo rapido alla cartella clinica del proprio cane o gatto. Questa tessera ha un costo di 28 euro l’anno, e il servizio e’ fornito da una società privata, la Edera srl, i cui soci hanno in comune un’altra società, la Multicred, avente sede nello stesso luogo. E’ da evidenziare che nel momento in cui i soci di Multicred hanno dato vita a Edera srl il solo socio che non ha preso parte alla nuova società, cedendo le sue quote ad un altro componente, e’ Romano Marabelli, ovvero il Capo Dipartimento del Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria, la Nutrizione e la Sicurezza Alimentare del Ministero della Salute. Considerando le potenzialità enormi della carta in termini di ritorno economico, perché ricordiamo che il bacino di utenti e’ di circa 14 milioni animali domestici, ci pare che la simultaneità tra il passaggio di quote in Multicred e la costituzione della società Edera Srl operante in un settore dove Romano Marabelli ha un ruolo di responsabilità pubblica di primissimo piano, sia quantomeno sospetto. Non vorremmo che un’iniziativa privata, col patrocinio del ministero della Salute, possa aver goduto di un sostegno improprio da parte di funzionari dello stesso ministero, e che i cittadini paghino un servizio che non sia realmente valido ed efficiente.
Continua a leggere: Tessera ''Amicopets'': arrivano le interrogazioni parlamentari

Secondo l’AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente) gli abbandoni di cani sono in diminuzione. Nel 2010 sono arrivate 7.702 segnalazioni di abbandono rispetto alle 9.404 del 2009.
Il merito potrebbe essere delle molte campagne di sensibilizzazione sull’argomento indette dalle varie associazioni. Le regioni più ”virtuose” sono Valle d’Aosta, Trentino, Lombardia e Basilicata. Maglia nera a Sicilia, Puglia, Campania, Calabria, Lazio e Abruzzo.
Secondo Lorenzo Croce, Presidente Nazionale di AIDAA, il dato, sebbene parziale:
rappresenta sicuramente un punto di confronto importante in quanto calcolato su base annua e dimostra che quando le campagne istituzionali contro gli abbandoni sono attive, specialmente nei mesi estivi la gente risponde positivamente.
Via | Geapress
Foto | Ministero Salute

In seguito a una denuncia alla LAV di Verona è stato messo sotto sequestro un allevamento abusivo di cani di varie razze.
Quasi cento i cani detenuti in pessime condizioni di igiene, molti cuccioli e cagne che allattavano. Gran parte malati e al freddo.
Fa impressione il fatto che tutti i cani avessero il microchip intestato ad un’unica persona, Lorenza Zanaboni commenta così il fatto:
circostanza che lascia quantomeno perplessi com’è possibile, infatti, che i funzionari addetti all’anagrafe canina del Servizio Veterinario dell’ASL non si siano chiesti dove fossero tenuti un centinaio di cani di proprietà di un singolo, e non siano stati sfiorati dal dubbio che si trattasse di allevamento, mettendo in atto i controlli necessari a verificare l’esistenza delle autorizzazioni necessarie?
Al momento tutti i cani sono affidati alla LAV.

La LAV chiede di vietare i botti di Capodanno pericolosi per gli uomini ma anche per gli animali che hanno un udito molto più sviluppato del nostro.
Ilaria Innocenti responsabile LAV settore cani e gatti:
“Ogni anno sono tantissime le segnalazioni di cani smarriti dopo Capodanno e numerosissimi gli ingressi nei canili, soprattutto di cani e gatti investiti dalle automobili, oltre, purtroppo, agli animali morti in seguito alla fuga dovuta al panico che si scatena in loro a seguito delle esplosioni”.
La LAV ha stilato una lista di consigli pratici per proteggere gli animali in caso di botti, petardi & Co:

Per la gioia della Lav che si era dimostrata del tutto contraria la proposta di legge che voleva introdurre una tassa sui cani in Alto Adige non è passata.
Così si è espressa Ester Valzolgher, responsabile LAV Bolzano:
Il ritiro dell’articolo che prevedeva l’introduzione di una tassa iniqua, anacronistica e pericolosa per la lotta agli abbandoni è un atto di responsabilità ora ci auguriamo che siano messe a punto delle strategie efficaci per favorire il rapporto uomo animale e le adozioni dai canili.

Se l’articolo 25 del disegno di legge della Finanziaria 2011 per l’Alto Adige-Sudtirolo venisse approvato ogni possessore di cani dovrà pagare una tassa annuale. La tassa per ciascun cane dovrebbe andare dai 50 euro ai 150 euro per le razze più grosse e ”pericolose”.
La motivazione è raccogliere del denaro per migliorare le aree destinate ai cani e l’igiene delle strade.
Assolutamente contraria la Lav, che fa notare come l’articolo 25 sia la riesumazione di un’imposta del periodo fascista. L‘associazione ha dichiarato:
E’ un provvedimento negativo per la lotta al randagismo poiché disincentiva l’adozione ed è penalizzante per coloro che, avendo adottato un quattro zampe dal canile, hanno già dato un contributo notevole sia in termini economici, facendo risparmiare denaro alle amministrazioni, che di contrasto del fenomeno. Peraltro a quest’imposta dovrebbero sottostare anche tutti coloro che dovessero trascorrere più di due mesi d’estate nella propria seconda casa.