E concerto fu. Ma anche controconcerto. Già, perchè sabato sera a Brindisi di fronte la centrale a carbone Federico II dell’Enel a Cerano di concerti ce ne sono stati due: uno dentro la centrale e uno fuori. Dentro, sul palco, si sono esibite Patty Pravo e Irene Grandi. Dicono siano state due belle esecuzioni. Fuori, invece, si sono esibiti i manifestanti del no al carbone, a Cerano come da qualunque altra parte.
Il giorno dopo, ovviamente, entrambe le parti si sono affrettate a dire che il proprio concerto è stato un successone: hanno vinto tutti. E forse è anche vero. Il concerto, infatti, si è fatto e a chi del carbone non fregava proprio nulla (o chi abita lontano dalla centrale, o chi è convinto che sia buono e giusto) si è goduto lo spettacolo. Bloccare il concerto era impensabile, non ci credeva nessuno e non era questo lo scopo della manifestazione.
Anche la manifestazione, però, si è fatta: volantini, campanacci, vuvuzelas, cori da stadio. Sembrava la corrida. Chi, arrivando in centrale per il concerto, ha voluto leggere i volantini e parlare con i manifestanti lo ha fatto mentre altri avevano fretta di andare al sodo: Patty Pravo o Irene Grandi. Entrambe le categorie sono state accontentate e si sono anche registrati passaggi da uno schieramento all’altro con qualche spettatore che è diventato manifestante (magari ci sarà stato anche qualche passaggio inverso…).

Enel e il Ministero dell’Ambiente hanno firmato un accordo, da 300 milioni di euro complessivi, per massicci interventi ambientali all’interno della centrale termoelettrica a carbone Federico II di Cerano, frazione di Brindisi. La centrale, per intenderci, al centro delle polemiche in questi giorni per il concerto, previsto per il 7 di agosto, di Irene Grandi e Patty Pravo.
Con quest’ultima subentrata a Simone Cristicchi che ha ceduto alle richieste dei residenti di non cantare per il carbone. Gli interventi riguardano più parti della centrale, come annuncia il comunicato stampa ufficiale di Enel:
Gli interventi di miglioramento ambientale, in linea con le richieste avanzate anche dalle Istituzioni locali, riguardano, in sintesi: la copertura del parco carbone interno alla centrale; i riscaldatori d’aria e i corpi di bassa pressione delle turbine per la riduzione del consumo specifico; il cristallizzatore per il trattamento delle acque reflue; i circuiti per il miglioramento dell’efficienza del sistema ambientale; i filtri a manica e i ventilatori aria gas dei gruppi 3 e 4; l’upgrading dei mulini carbone; i nuovi sistemi di azionamento dei ventilatori aria; la realizzazione dell’impianto pilota di separazione della CO2
Trecento milioni, insomma, per una centrale elettrica che fino a qualche giorno fa Enel descriveva come “sicura” e “pulita”. Eventualmente si può sempre migliorare…

Not in my back yard, e manco in quello del mio vicino. Il Wwf abruzzese non vede di buon occhio il progetto di produrre energia idroelettrica in Montenegro e portarla poi in Italia tramite l’elettrodotto Tivat-Villanova. Secondo la sezione regionale dell’associazione ambientalista, infatti, l’energia elettrica prodotta dall’altro lato dell’Adriatico avrebbe un impatto devastante sull’ambiente montenegrino.
Il progetto in questione prevede la costruzione di quattro dighe sul fiume Moraca, che alimenta il lago di Scutari, un’area troppo preziosa e delicata per reggere all’impatto delle centrali idroelettriche:
Il lago di Scutari, il più grande dei Balcani, è una zona umida di importanza mondiale ai sensi della Convenzione di Ramsar. Una delle caratteristiche principali di questo lago è la variabilità stagionale del livello dell’acqua condizionato in parte da quello del suo principale affluente, il fiume Moraca. È questa variazione nei livelli delle acque del lago che determina la formazione di estesi saliceti, canneti e vaste aree di vegetazione galleggiante dove trovano ospitalità circa 1.900 specie di piante, 54 specie di molluschi di acqua dolce, 16 di anfibi, 28 di rettili, 57 di mammiferi e 281 di uccelli, tra cui il Pellicano Dalmata, simbolo del lago. L’intera zona è formata da fiumi e canyon inseriti nella rete Smeraldo, una selezione di siti nei paesi confinanti con i Paesi dell’Unione Europea ritenuti indispensabili per la protezione della Rete Natura 2000
Continua a leggere: International Nimby: il Wwf Abruzzese contro l'idroelettrico in Montenegro

Alla fine è arrivato anche il comunicato ufficiale dell’artista: Simone Cristicchi ha deciso di cancellare la data del 7 agosto a Cerano (Br), inclusa nella manifestazione Correnti Musicali di Enel. La notizia, tra pelata già ieri, trova oggi conferma e giustificazione:
Dopo aver ascoltato entrambe le parti in causa e preso atto del clima di poca serenità sul territorio,ho deciso di non esibirmi nel concerto presso la centrale di Cerano,il prossimo 7 agosto,poiché le condizioni attuali riscontrate, non permettono di esibirmi con la necessaria tranquillità d’animo
Molto diplomatico, ma significativo: Cristicchi non prende posizione sulla diatriba sul carbone della centrale termoelettrica di Enel, ma comunque accetta il consiglio dei numerosissimi cittadini di Cerano, e dei loro sostenitori, che gli avevano chiesto di non suonare nell’impianto di produzione di energia elettrica.
Si aspetta, invece, di sapere se Irene Grandi farà la stessa scelta o preferirà rispettare l’impegno preso con Enel e cantare a Cerano. In ogni caso, però, la rinuncia di Cristicchi resta ed è un precedente abbastanza pesante: il no dell’artista, infatti, proviene da una contestazione nata sul territorio ma enormemente amplificata da internet e Facebook. Eventi come Correnti Musicali, in Italia, sono numerosi e capita spesso che cantanti e musicisti si esibiscano su commissione dell’industria del petrolio e dell’energia.
Una sorta di “compensazione artistica” dell’inquinamento e dei rischi per l’ambiente che potrebbe, a poco a poco, essere spazzata via.
La data del 7 agosto è sparita dal calendario dei concerti di Simone Cristicchi. Direte, e che ce ne frega? Ce ne frega perchè il concerto del 7 agosto non era come tutti gli altri.
Faceva parte della manifestazione “Correnti Musicali” organizzata ogni anno da Enel all’interno delle varie centrali termoelettriche sparse per il territorio italiano. Cristicchi avrebbe dovuto cantare insieme a Irene Grandi all’interno della centrale a carbone di Cerano (Brindisi), ma una fortissima ondata di proteste nei confronti dei due artisti, veicolate soprattutto tramite internet e Facebook, forse lo ha fatto desistere.
Forse. Perchè, in realtà, non c’è alcun comunicato in merito: il concerto era gratuito, offerto dall’Enel, e quindi non ci sono biglietti da risarcire. La data, però, è effettivamente scomparsa sia dal sito web ufficiale del cantante che dalla sua pagina Facebook.
Che Cristicchi sia rimasto impressionato dalle proteste contro la centrale a carbone di Cerano? E, se così fosse, Irene Grandi come si comporterà?
Via | Facebook - Gruppo Anti Cerano
Foto | Flickr

Dichiarazioni contraddittorie sui sussidi all’industria del carbone da parte del Commissario europeo alla Concorrenza Joaquin Almunia che ha affermato di voler rivedere la posizione comune europea sugli aiuti comunitari al più antico dei combustibili fossili. Almunia, infatti, spera di riuscire a togliere di mezzo i sussidi entro ottobre 2014 mentre, meno di un mese fa, la Commissione aveva proposto di allungare il regime di aiuti fino al 2022.
Almunia ha dichiarato che lo scopo della sua proposta è di chiudere prima possibile tutte le miniere non competitive entro quattro anni. Una misura che penalizzerebbe soprattutto Germania, Spagna, Ungheria, Polonia e Slovacchia, paesi che si erano spesi moltissimo per ottenere la proroga degli aiuti al 2022. Almunia, tuttavia, ha contemporaneamente garantito che l’Europa troverà altri tipi di aiuto per l’industria del carbone che, secondo le prime stime, potrebbe perdere fino a 100 mila posti di lavoro. I soldi, quindi, escono dalla porta e rientrano dalla finestra.
Centomila posti in meno è un numero che la dice assai lunga sulla capacità di reggere al libero mercato di questa fonte fossile energia. Altri numeri che parlano sono quelli forniti qualche settimana fa dalla Iea su tutti i finanziamenti a tutte le fonti fossili nel mondo: tra petrolio, gas e carbone gli stati spendono 550 miliardi l’anno. Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia se questi sussidi pubblici venissero eliminati le emissioni mondiali calerebbero del 7%.
Via | Repubblica
Foto | Flickr

Decisamente coraggiosi: sette persone, tra uomini e donne di Washington, si sono arrampicati sulla cima del monte Rainer (un vulcano dormiente a circa 90 chilometri da Seattle) per protestare contro la locale centrale a carbone gestita da Transalta, azienda canadese attiva nella produzione di energia elettrica. Di queste sette persone, solo due avevano mai fatto qualcosa del genere.
Evidentemente sono molto motivati: la centrale a carbone in questione, infatti, è l’impianto più inquinante dello stato di Washington e i sette alpinisti, specialmente le donne, temono per il futuro dei propri figli. Si dirà: core de mamma…
No, c’è anche altro: secondo il Seattle Times la governatrice dello stato di Washington Christine Gregoire sarebbe stata troppo accondiscendente nei confronti di Transalta. Di certo c’è che l’accordo sulle emissioni della centrale a carbone è stato fatto a quattr’occhi, senza alcuna consultazione pubblica. E, si sa, gli americani amano essere consultati.
Per rendere nota tutta la vicenda, quindi, si è organizzato il pic nic in montagna (quasi 4.400 metri). Il tutto ben pubblicizzato e diffuso su internet tramite un apposito sito web e un pagina Facebook su cui gli scalatori tengono il diario dell’impresa.
Viva la mamma!
Via | Treehugger
Foto | Climb Against Coal

La “strana riconversione” della centrale termoelettrica Enel di Rossano, in Calabria, non convince il Ministero dell’Ambiente: la conferenza di servizi di un paio di giorni fa è stata infatti rinviata. Il motivo è semplicissimo: manca ancora la Valutazione d’impatto ambientale (Via).
Enel, tuttavia, vuole stringere i tempi e durante l’incontro ha esposto ugualmente il progetto, compresa la questione del “policombustibile”: carbone, gas naturale, biomassa e solare termodinamico per alimentare la stessa centrale.
Continua a leggere: Centrali elettriche: fumate nere per carbone e petrolio a Rossano e Augusta
“La centrale a idrogeno di Fusina è la dimostrazione che a noi l’età della pietra non piace”, così l’ex ministro dell’Agricoltura, oggi governatore della Regione Veneto, Luca Zaia commenta la possibilità di costruire una centrale nucleare nel suo territorio.
Il commento, diffuso alla stampa e tramite il suo blog, è chiaro e non ammette interpretazioni ed è stato pronunciato il giorno dell’inaugurazione della centrale ad idrogeno Enel di Fusina.
Un impianto che produce una quindicina di MW di energia bruciando idrogeno. Niente Co2 e pochi ossidi di azoto, molto pulita. Se non fosse che il calore recuperato dalla combustione dell’idrogeno va ad alimentare il ciclo a vapore della attigua centrale a carbone.
Enel la chiama sperimentazione, i malpensanti greenwashing. Poco importa cosa si pensi della centrale ad idrogeno, la notizia (che non è poi una novità) è il contemporaneo sì al carbone e no al nucleare di Zaia. Il governatore, infatti, pur non citando mai sul blog il nucleare lo esclude con un gioco di parole:
Rispetto al fabbisogno del Veneto di 30 Gigawatt con l’avvio del carbone pulito a Porto Tolle il bilancio energetico della regione è in pareggio. Questa è programmazione, ma noi ci troviamo a combattere quotidianamente con chi non vuole programmare e desidera che restiamo all’età della pietra: l’impianto a idrogeno dimostra che a noi l’età della pietra non ci piace
Al Veneto, quindi, basterebbe il buon vecchio carbone che non lascerebbe altro spazio alle grosse centrali nucleari.
Via | Luca Zaia Blog
Video | YouTube

Anche quest’anno Enel ha deciso di offrire un po’ di buona musica agli abitanti dei comuni che ospitano le sue centrali elettriche. L’iniziativa si chiama “Correnti musicali” e non bada a spese: big della musica, gratis per tutti, su un mega palco all’interno degli impianti di produzione di energia. Non tutti, però, gradiscono il regalo…
A Brindisi, zona Cerano, esiste un gruppetto di rompiscatole che odiano la musica e proprio non ne vogliono sapere di scroccare un concertone, sorridere ed essere felici. Dicono che l’evento musicale, quest’anno suona Irene Grandi il 7 agosto, è tutta una montatura per fare sembrare bella la centrale elettrica a carbone e olio combustibile denso. In effetti la centrale non è proprio una meraviglia: occupa 270 ettari di spazio, brucia otto milioni di tonnellate di carbone l’anno, e secondo il Wwf è la venticinquesima centrale in Europa per emissioni di Co2.
Il gruppetto di contestatori, l’anno scorso, se l’era presa con il concerto di Renzo Arbore e Arisa e aveva organizzato un controconterto monostrumento: 300 persone davanti i cancelli per fischiare contro la centrale, mentre l’Orchestra italiana suonava “O Sarracino”. In quell’occasione ci fu anche uno spiacevole intervento delle autorità: il Questore di Brindisi, infatti, con un’ordinanza cercò di vietare fischi e schiamazzi, ma per fortuna alla fine i poliziotti furono tolleranti.
Continua a leggere: Da Brindisi parte una lettera a Irene Grandi per dire no al carbone