
Non lo diciamo noi, ma Marco Marelli, vicedirettore di Gente Motori, nell’articolo pubblicato oggi su E-Polis.
Durante questa settimana c’è stato un incontro molto riservato sulle strategie da seguire per ridurre i consumi e soprattutto per fare il punto sui nuovi carburanti. In questo meeting è tornato di attualità il Gtl, una sorta di carburante sintetico ricavato dal gas e che altro non sarebbe che una specie di gasolio. Già tre anni fa ne parlammo su Gente Motori spiegando che il motore a gasolio è sicuramente il futuro grazie anche al Gtl. Il tempo ci sta dando ragione.
Conviene acquistare un’auto a gasolio?
Noi vi diciamo sì, perché i motori moderni consumano almeno il trenta per cento in meno di quelli a benzina e quindi inquinano pure il trenta per cento in meno. A questo punto bisogna mettersi il cuore in pace e al posto di sognare possibilità che nell’immediato non ci sono, cercare di risparmiare il più possibile. Come? Grazie alle nuove automobili con parchi motori a gasolio. Le ibride rispetto a una vettura a gasolio consumano di più. Poche balle.
Ovviamente questi sono alcuni stralci dell’articolo completo che oggi potete scaricare dal quotidiano qui. Di sicuro, sono argomentazione che meritano un commento da parte dei lettori di Ecoblog.
I conti fatti dal Sole 24Ore sugli effetti dei rincari del prezzo della benzina non mancheranno di suscitare dibattito tra gli esperti e qualche momento di rabbia in molti automobilisti: 5 miliardi di euro, cioè 110 euro a veicolo vanno al fisco a causa dell’aumento della benzina rispetto al 2003. Tuttavia, il calcolo è una sorta di foto ad un dipinto. La stima della spesa aggiuntiva totale data dalla differenza di prezzo e, quindi della componente fiscale (che divisa per i veicoli dà i 110€) è un differenziale secco del prezzo dei carburanti rispetto a 5 anni fa, quando benzina e diesel costavano il 38% e 65% in meno, più o meno 1 e 0,88 €/lt.
I dati disponibili sono stati usati per quantificare un aggravio oggi per i consumatori, sulla base di un aumento del prezzo industriale dei carburanti in cui lo Stato non ha agito. Anzi, il confronto della componente fiscale tra i paesi europei mostra come tutti i principali paesi tassino di più i carburanti, “Dietro di noi solo i piccoli e i nuovi entrati dall’Est”. Se la stima è utile e completa, considerando la spesa per diverse tipologie di auto, dal Suv alla city car, si dovrebbe ricordare che i dati permettono di calcolare ben altro.
Invece di considerare quanto si spende in più, e quanto si dà all’erario, suggerendo ragionamenti del tipo “se la benzina costasse..”, sarebbe ancora più utile calcolare quanto abbiamo già dato ai petrolieri, pagando, sistematicamente, la benzina esentasse più degli altri paesi europei (i dati dei prezzi sono disponibili). L’analisi della differenza nel tempo consentirebbe infatti di stimare sia quello che le raffinerie italiane ci fanno pagare per lo stesso carburante degli altri, che quello che lo Stato incassa nello stesso periodo. La componente fiscale dei carburanti va in parte alle regioni, al finanziamento dei lavori pubblici per le strade stesse e, tra gli altri fini utili, dovrebbe servire a spostare parte di uomini e merci su rotaia.
Via | Sole 24ore
Foto| Kommissarov_a