Sull’ultimo numero della versione maschile giapponese di Vogue appare, in copertina, Lady Gaga. Nulla di strano vista la popolarità del personaggio, se non fosse che il personaggio stesso è anche molto strano di per sé e ama provocare e innescare clamorose, quanto evitabilissime, polemiche.
In questo caso la pietra dello scandalo è una foto dell’artista nuda, coperta solo da una gran quantità di fettine e bistecche sanguinanti. Decisamente di poco gusto, ma da una come Lady Gaga non c’è da aspettarsi altro che una provocazione del genere.
Provocazione perfettamente riuscita, visto che gli animalisti e i vegan sono già impazziti: Peta, innanzitutto, la cui presidentessa ingrid Newkirk ha dichiarato:
Non importa in quale modo venga rappresentata la bellezza: la carne di un animale torturato è sempre carne di un animale torturato
Come dire: non provate a farla passare per arte.
Via | Music Link
Una famiglia di Mesa, in Arizona, si è data da fare col fai da te e ha trasformato la propria piccola piscina domestica in un piccolo mondo verde dove produce vegetali biologici per l’autoconsumo.
Il progetto, iniziato nel 2009, ha come obbiettivo l’autosufficienza alimentare della famiglia entro il 2012 e i primi risultati promettono molto bene.
In pratica, come potete vedere nel video, la piscina è stata svuotata, coperta con un telone e riempita di vasi all’interno dei quali vengono coltivati ortaggi e varie erbe. Altri vasi, invece, vengono usati per la coltura idroponica avvalendosi di un sistema di filtraggio biologico alimentato da un pannello solare.
Una sezione di questo filtro è utilizzata per allevare pesci del genere tilapia, commestibili e dal discreto valore nutrizionale. Parte dello spazio, poi, è usato per allevare polli e galline e ottenere uova e carne assolutamente biologici.
Tutto questo occupando pochissimo spazio, con spese di costruzione e gestione veramente minime e, come si può vedere, con buoni risultati finali.
Via | GardenPool

La catena di fast food Burger King ha inaugurato il suo primo negozio alimentato da fonti rinnovabili. Si trova a Waghausel, in Baviera, ed è un prototipo realizzato in collaborazione con Wirsol Solar. La particolarità di questo fast food è quella di utilizzare pannelli fotovoltaici e impianti eolici per produrre parte dell’energia elettrica utilizzata.
E, di solito, i fast food di energia ne consumano parecchia: locale molto illuminato, piastre elettriche e friggitrici sempre accese, impianti di condizionamento sempre al massimo. Sul risparmio energetico ancora la multinazionale del panino ha da lavorare parecchio, e i margini sono enormi.
Quanto meno, però, dall’installazione degli impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile le emissioni di CO2 causate dalla gestione del negozio bavarese vengono ridotte notevolmente. Burger King, infatti, parla di una percentuale vicina al 30%, con un risparmio annuo di 120 tonnellate di CO2. Un valore che sembra ottimistico…
Interessante anche il modello economico, visto che si tratta di un franchising: un negozio chiavi in mano alimentato da fonti rinnovabili è un investimento che permette, nel tempo, di ammortizzare meglio e prima i costi iniziali. Certo, nella scelta di Burger King c’è molto di green washing, ma va anche ammesso che la scelta delle rinnovabili fa il paio con quella, di poco tempo fa, di rinunciare alle patate ogm.
Resta, però, il dubbio se il grosso dell’impatto ambientale dei fast food stia dentro o fuori dal negozio, nella catena produttiva dei milioni di tonnellate di carne che finiscono nei menù: recentissimo, infatti, è l’appello dell’Onu a limitare il consumo di carne e dei suoi derivati.
Via | Agi
Foto | Burger King
Burger King scommette sulle fonti rinnovabili


Si chiama Noma, si trova a Copenaghen e secondo la classifica stilata ogni anno dalla rivista britannica Restaurant Magazine è il miglior ristorante al mondo. Il suo nome è un gioco di parole tra “nordisk” (Nordico) e “mad” (cibo) e il suo chef è René Redzepi.
Redzepi, a detta di chi si intende di slow food e difficilmente entra nei Mc Donald’s, ha fatto una piccola rivoluzione culinaria: ha preso l’antica cucina nordica, la ha ammodernata e ha realizzato un piccolo capolavoro per le papille gustative.
Tutto questo eliminando dal menù l’olio di oliva (sostituito con il locale olio di colza), il formaggio francese e italiano (sostituito con il locale skyr), le bistecche francesi o belghe (sostituite da quelle dei buoi muschiati danesi).
Continua a leggere: Noma, il miglior ristorante al mondo che serve cibo a filiera corta

Quanto di quello che mangiamo è biologico e quanto possiamo permetterci di spendere per acquistare prodotti bio certificati? A queste e ad altre domande sui consumi di cibo bio ha cercato di dare risposta la Soil Association inglese, che con il report 2010 ha rivelato una triste verità: i consumi di alimenti biologici sono calati del 12, 9% circa.
I dati del report si riferiscono all’Inghilterra, ed i cali nei consumi di prodotti biologici certificati sono da attribuire alla crisi: nei supermercati si è registrato un calo del 12,2% nelle vendite e nelle consegne di frutta e verdura bio a domicilio il calo è stato del 9,8%. La buona notizia è che i consumi di latte biologico e di alimenti bio per i bambini sono aumentati del 20,8%.
La crisi si riflette sui consumi degli inglesi, che riservano i consumi di frutta fresca, verdura e carne bio per i bambini. Le tre categorie principali di alimenti bio scelti rimangono la carne, la frutta e la verdura, anche se molti sono tornati ad acquistare uova e pollo provenienti da produzioni ed allevamenti non certificati a causa della crisi. E voi, avete modificato i vostri consumi nel 2010 per colpa della crisi? Vi siete orientati di più verso il biologico o anche voi avete riservato il biologico solo per i più piccoli?
via | soilassociation
Parola di Daily Mail: in Inghilterra hanno inventato la pecora che si tosa da sola. O meglio, appena arriva la primavera perde il pelo. Il vizio non si sa, il giornale inglese (famoso per lo spessore delle sue notizie e l’accurata ricerca delle fonti) non specifica.
La pecora in questione si chiamerebbe Exlana e sarebbe il risultato di una decina di anni di esperimenti e incroci del suo creatore, tale Peter Baber allevatore 54enne di Christow. Non sembrerebbe, quindi, che si tratti di un animale Ogm, bensì di una serie spinta di incroci da parte dell’allevatore inglese.
Il risultato è un animale che richiede pochissima manodopera ma, in cambio, è assai avaro nel produrre la sua lana: appena mezzo chilo di lana contro i 9 di un tradizionale ovino inglese. Nonostante i numeri, assai scarsi, Baber è assai contento. Forse perchè spera, tramite altri incroci, di ottenere la botte piena e la moglie ubriaca: una pecora autotosante ad alta produttività.

A 67 anni è di nuovo in tour: Paul McCartney ha da poco iniziato il suo Up and Coming Tour, che lo porterà in giro per il mondo assieme ai suoi musicisti ed al suo staff, per l’ultima tournée della sua vita.
Da sempre vegetariano, tra i sostenitori del lunedì senza carne e fermamente convinto che i cambiamenti climatici si possano combattere a partire dallo stile alimentare , Paul McCartney ha dichiarato che il suo tour 2010 è al 100% vegetariano. Ha messo al bando del tutto dal palco, dalle cucine e dai menù la carne : ogni giorno durante il suo tour si servono circa 480 pasti e non si vede nemmeno l’ombra di una proteina animale. Troppo drastico o approvate?
via | ecorazzi

Mentre in Svizzera i cittadini sono stati chiamati al referendum sulla tutela dei diritti degli animali, con esito negativo per quanto riguarda l’istituzione di un avvocato d’ufficio, in Italia le principali associazioni ambientaliste hanno indagato la visione del rapporto tra uomo e animali. Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf hanno commissionato all’Ipsos un sondaggio, per scoprire, fortunatamente, che solo il 2% degli italiani ritiene che gli animali debbano soddisfare e sottostare ai bisogni dell’uomo.
Per il 41% degli intervistati, chiamati ad esprimere il proprio giudizio sul rapporto tra animali e uomo, gli animali sono in grado di provare emozioni, di soffrire e di gioire e quindi devono essere tutelati da qualsiasi forma di violenza o maltrattamento, siano essi animali d’allevamento o animali domestici.
Cosa pensano dei maltrattementi gli italiani che consumano carne? Sono d’accordo ad evitare ogni tipo di violenza sugli animali destinati al macello e a tutelare il benessere animale negli allevamenti. Secondo l’indagine la maggioranza degli italiani, indipendentemente dall’appartenenza o dall’orientamento politico, concorda sulla tutela verso gli animali che dev’essere totale e garantita, per proteggere gli animali da soprusi e violenze commessi dall’uomo.
Entusiasti del risultato del sondaggio, i presidenti di Enpa e LAV, Carla Rocchi e Gianluca Felicetti, hanno così commentato:
“E’ davvero un risultato che va oltre ogni nostra aspettativa e che deve trovare una logica e concreta conseguenza nelle decisioni morali, politiche, dei consumi. Gli italiani chiedono sempre di più, e con convinzione, di mettere in atto politiche per la tutela degli animali: le Istituzioni, a tutti i livelli, devono comprenderlo“.
Foto | Flickr

La carne, soprattutto quella proveniente da allevamenti intensivi, che non rispettano il benessere degli animali e li riempiono di ormoni ed antibiotici, è tutt’altro che ecologica, e anche poco salutare.
Se siete vegetariani conoscerete già le virtù e le proprietà del Seitan, se siete carnivori potreste cominciare a conoscerle, per sostituire la carne con qualcosa di altrettanto nutriente, ma più ecologico, almeno un giorno a settimana.
Il Seitan è una buona alternativa alla carne, viene ricavato dal glutine del grano tenero, è saporito e viene consigliato in molte diete. Il Seitan è più ecologico e molto più economico rispetto alla carne: perché non provarlo almeno una volta? Trovate qui due ricette: pezzi di Seitan fritti e Seitan con crema di funghi.
via | good

E se fosse proprio il giorno di Natale il vostro lunedì vegetariano? L’idea di un pranzo di Natale senza carne rappresenta una scelta consapevole, esempio per tutti i commensali presenti al vostro banchetto, educativa per i bambini e di meno impattante.
Da ricette-vegetariane ci hanno segnalato il menù ideale per un Natale vegetariano, da scegliersi sulla base di tante ricette al 100% vegetali, proposte da MeatOut, un libro che propone ricette di Natale in salsa veg. MeatOut può essere anche una bella idea per un regalo di Natale, da inviare via mail agli amici o da scaricare gratuitamente qui in versione e-book.
A Natale si è tutti più buoni, e un pranzo vegetariano può essere un bel gesto per chiudere il 2009, soprattutto per chi consuma carne più di 3 volte a settimana. E voi, avete già scelto se il vostro pranzo di Natale sarà a base di carne, di pesce, vegetariano o vegan?