Circa un mese fa è nata una nuova associazione di categoria che raccoglie una trentina di aziende attive nel campo dell’energia e, in particolare, del fotovoltaico. Si chiama Asso Energie Future, non è ancora associata a Confindustria, ma il suo statuto ne prevede la posibilità.
Il presidente di questa associazione è Massimo Sapienza, un catanese di appena 35 anni che oggi vive nella capitale ai Parioli, presidente e amministratore delegato di Helio Capital S.p.A. che, a sua volta, è un fondo chiuso di investimento specializzato negli investimenti in energie rinnovabili. Il primo di questi investimenti è stato un impianto fotovoltaico da 1 MW in Puglia.
Helio Capital è posseduto da Cimino & Associati Private Equity (Cape). Non è la prima volta che parliamo di Cape su Ecoblog: è la stessa azienda che ha proposto “Sunny car in a sunny region”, cioè il progetto di riconversione della Fiat di Termini Imerese in una fabbrica di auto elettriche e colonnine di ricarica. Un progetto che dovrebbe essere realizzato da Cape Regione Siciliana Sgr S.p.a. , un altro fondo chiuso misto pubblico-privato che vede la stessa Regione Sicilia come socio al 49%. Mezza Termini, quindi, se la potrebbe comprare la stessa Regione.
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Il sistema dei Certificati Verdi, sulla falsa riga di quanto sta accadendo per i Certificati Bianchi, inizia a mostrarci i suoi primi incoraggianti risultati. Infatti, secondo i dati contenuti nel documento “Incentivazione delle fonti rinnovabili con il sistema dei Certificati Verdi” pubblicato dal Gse, l’energia rinnovabile incentivata con questo meccanismo è stata pari a circa 11 TWh, ovvero un 40% in più rispetto al 2007.
Alla data del 30 giugno 2009 risultano quindi qualificati (perciò impianti che potrebbero usufruire di questi titoli) 2.857 impianti, di cui 1.963 in esercizio e 894 in progetto. Tra gli impianti in esercizio di nuova costruzione prevalgono gli idroelettrici in termini di numero (40% del totale) e gli eolici in termini di potenza installata (60% del totale).
Nel 2008 l’energia da fonti rinnovabili con l’obbligo di essere immessa in rete è stata pari al 3,8% dell’energia prodotta e importata da fonti convenzionali nell’anno precedente. Questo aspetto ha determinato una domanda di 7,1 milioni di Certificati Verdi con taglia di 1 MWh. Sul fronte dell’offerta, il Gse ha emesso invece 9,5 milioni di titoli, la maggior parte dei quali relativa a impianti idroelettrici ed eolici.
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Mentre si celebra il Climate action Day, qualche giorno fa i Ministri europei dell’ambiente e quelli dell’economia, hanno discusso degli accordi da portare alla Conferenza di Copenaghen (in alto il video della conferenza stampa) sui cambiamenti climatici che si terrà dal 7 al 18 dicembre. Una seconda tornata di discussioni è attesa per il 29 e 30 ottobre prossimi in occasione del Summit europeo in cui si ritornerà a discutere di aiuti al Sud del Pianeta per far si che a Copenaghen non ci sia il flop totale.
Ha detto secco Stravos Dimas, Commissario europeo per l’ambiente:
Aspettiamo la sentenza dei vari capi di Stato e governo, ma lo ripeto: se non ci saranno soldi sul tavolo non ci potranno essere accordi a Copenaghen.
I negoziati sono stati difficili e l’accordo fissato prevede la riduzione del 50% delle emissioni di CO2 (rispetto a quelle del 1990) da qui al 2050. Perciò la Ue stima che i paesi industrializzati dovranno pervenire nel 2050 a una diminuzione delle emissioni di gas serra tra l’80 e il 95%. A più breve termine i ministri si impegnano affinché i paesi industrializzati riducano le loro emissioni dal 25 al 40% da qui al 2020 contro la percentuale dal 15 al 30% dei paesi in via di sviluppo. I ministri si sono anche impegnati a coinvolgere le compagnie aeree e marittime nella lotta ai cambiamenti climatici imponendo, a livello mondiale, la diminuzione delle emissione del 10% entro il 2020 per le compagnie aeree e del 20% per quelle maritttime.
Sta per essere approvato alla Camera, dopo essere stato discusso positivamente al Senato, un provvedimento, la legge 1113, che porterà una pioggia di incentivi sulle biomasse.
Ma non c’è da rallegrarsi troppo perché come specifica Auxiliagest si intende:
incrementare gli incentivi alla produzione di energia elettrica attraverso le biomasse anche di origine agricola (potature, residui della manutenzione forestale, di parchi e altro), agro-industriale e i rifiuti urbani per la parte biodegradabile. In particolare il coefficiente per CV (Certificati Verdi) da biomasse non da filiera corta è stato elevato da 1,1 a 1,3.
Grazie ad un emendamento l’indennizzo passa 0,22 euro/kWh a 0,28 euro/kWh per la produzione di energia elettrica derivata da biomasse in impianti di potenza inferiore a 1MW.
Dopo il salto le opinioni di Giuseppe Politi Presidente di Cia- Confederazione italiana agricoltori e di Stefania Prestigiacomo Ministro per l’Ambiente.
Mauro Francesco Minervino è un antropologo che ha pubblicato recentemente il libro La Calabria brucia (Ediesse 190 pp. 10 euro) in cui dedica un capitolo alle installazioni eoliche in Calabria, o meglio, in quello che lui definisce un territorio già martoriato e mortificato dalla speculazione edilizia, abusuvismo, incendi e alluvioni.
Dunque dopo la voce dei sindaci del no agli impianti eolici (tra cui Vittorio Sgarbi, Rosario Crocetta e Vincenzo Greco) sopratutto in Sicilia e Abruzzo-Molise, anche la Calabria si inserisce in un contesto di territorio sfruttato e in cui le soluzioni energetiche adottate, nel caso l’eolico, nulla hanno a che fare con scelte ambientaliste e con una politica lungimirante in materia di approvvigionamento energetico.
Ecco in quattro punti perché, secondo Minervino, la Calabria è stata truffata, per l’ennesima volta dall’affaire eolico.
Non c’è bisogno di altra energia.
Credo che la corsa all’oro dei mulini a vento può distruggere del tutto quel poco che resta di uno tra i paesaggi più belli d’Italia. L’affare è nelle mani di nuovi improvvisati magnati del vento e del solito sottogoverno politico-mafioso che da noi fa il bello e il cattivo tempo. Opporci è un altro dei doveri civici a cui manchiamo. Infatti contro i mulini a vento non ho visto levarsi molte proteste in giro. Non sono stati certo gli “ambientalisti” nostrani a opporsi a questi progetti, anzi. Mi chiedo poi a che serve l’eolico in una regione senza industrie che di energia ne ha già da vendere.
Continua a leggere: I calabresi truffati dagli impianti eolici?
Energia dal fotovoltaico e datacenter non sembrano andare molto d’accordo: i secondi succhiano quantità enormi di energia che gli attuali impianti solari sembrano non essere in grado di fornire.
Intel però ci prova lo stesso e sperimenta una “stringa” fotovoltaica in grado di fornire 10 Kwp ai datacenter di Rio Rancho in New Mexico, una goccia dei fabbisogni energetici ma che serviranno per farsi un idea su come organizzare il prossimo futuro energetico.
Anche Sun con il progetto Blackbox, “scatole magiche,” cioè un datacenter, il D20,racchiuso in un container e completo di 240 macchine,che richiedono il 40% in meno di energia oltre ad essere completamente riciclabili, ha provato a rendersi autonoma, ma con scarsi risultati. Infatti al CeBit del maggio 2008 a Sidney, Sun presentò il Sun MD, alimentata da circa 200 mq di pannelli solari che si dimostrarono appena sufficienti ad alimentare un rack nella configurazione tipica ad alta densità di un Blackbox.
Continua a leggere: Intel testa un datacenter alimentato da fotovoltaico
Il D.M rinnovabili (+ allegati tecnici ) è stato firmato pochi giorni fa dai Ministri Scajola e Prestigiacomo, ne dà annuncio l’ANEV (associazione nazionale energia del vento) che esprime anche la sua soddisfazione avendo sollecitato già da novembre una sua approvazione.
Il decreto esclude il solare e si riferisce dunque a eolico, geotermico, idroelettrico, biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas, e i principi che lo caratterizzano sono il divieto di cumulo degli incentivi, tranne che nel caso delle biomasse; i certificati verdi sono da riconoscere a tutti gli impianti con fonte rinnovabile o in alternativa possono avere una tariffa omnicomprensiva.
La domanda per ottenere gli incentivi va inoltrata al GSE che nel caso non risponda entro 90 giorni accetta automaticamente l’stanza. Le domande possono essere inoltrate entro tre anni dall’entratta in esercizio dell’impianto mentre al GSE spetta entro 60 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento (cioè dalla sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale) stabilire le modalità e i tempi per l’erogazione delle tariffe fisse e dello scambio sul posto.
Dopo il salto le novità in dettaglio così come riportate da Soldiblog.
Continua a leggere: Rinnovabili, in arrivo i nuovi incentivi
Cambia con il nuovo anno il conto energia e cambia il soggetto erogatore del servizio che fino al 31 dicembre di quest’anno resta ancora l’impresa distributrice competente in ambito territoriale.
Dal 1° gennaio 2009, si dovrà sottoscrivere un nuovo contratto con il Gestore dei Servizi Elettrici (GSE), che in merito ha pubblicato alcuni chiarimenti in merito a dubbi frequenti presentati dagli utenti del Conto energia.
Incentivi alle rinnovabili
Il ministero dello Sviluppo sta terminando un decreto apposito e la bozza stabilisce che per l’accesso agli incentivi, sia il Gse a qualificare gli impianti e a determinare l’energia elettrica incentivata e quindi a definire il numero di certificati verdi e la tariffa onnicomprensiva cui si ha diritto. Gli impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza nominale media non superiore a 200 kW possono accedere al meccanismo di scambio sul posto mediante meccanismi che daranno oggetto di successivi provvedimenti.
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C’è una lettera su “Il Giornale” di oggi che tira un colpo mancino alla Regione Puglia, al suo Presidente Nichi Vendola e alla gestione delle energie rinnovabili, sopratutto l’eolico. In sostanza, denuncia un lettore:
Sono in Puglia per lavoro e mi ha sorpreso vedere tante pale eoliche, altissime, enormi e tutte ferme. Mi hanno detto che non funzionano per non disturbare le capre che con le rumorose pale in movimento producono meno latte. La prego, mi dica che non è vero e che il prode Nichi Vendola non ha gettato i soldi dalla finestra.
Vi lascio la risposta di Paolo Granzotto su Il Giornale. Io ho telefonato a Michele Losappio Assessore regionale all’ Ecologia a cui ho girato la sconcertata denuncia del lettore. Ecco le risposte.
Tempo fa vi ho parlato dell’energia biologica, cioè dello sfruttamento del metabolismo degli organismi viventi per produrre energia. Un gruppo del MIT sta infatti sperimentando dei fotobioreattori riempiti di alghe verdi capaci di produrre idrogeno. Ma nel Massachussets non ci sono solo gli studenti del MIT ad occuparsi di energia biologica: esiste anche la Green Fuel Technologies Corporation, un’impresa di Cambridge che ha brevettato un sistema di produzione energetica dalle alghe.
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