
Per tutti i fotografi di ecoblog,aspiranti tali o anche solo per chi abbia avuto la fortuna e la prontezza di riflessi necessari a documentare incontri ravvicinati con delfini, cetacei di vario tipo e tartarughe marine lungo le spiagge del Mediterraneo, questo concorso è per voi! E sta per chiudere i battenti! E’ il 15 ottobre, infatti, la data ultima entro cui inviare tutti i lavori e poter, così, partecipare al concorso “Chi l’avvisto 2009”, promosso dal CTS in collaborazione con lastampa.it.
Ma c’è di più: chiunque si sia scontrato, durante le vacanze estive, con le brutture di fattura umana sulle nostre spiagge e non, invece, con le bellezze idilliache della natura può improvvisarsi paladino della stessa documentando il tutto. Ecomostri, discariche a cielo aperto e inquinamento sono, infatti, i soggetti della seconda traccia del concorso fotografico promosso da CTS : “Mare mostrum”, ovvero il mare e i suoi incubi. Il tutto per ricordare che affinché delfini e tartarughe possano sopravvivere - meravigliosi indicatori biologici prima ancora che esempi di fantasiosa bellezza - occorre tutelare il nostro mare imparando ad ascoltarlo.
Foto | Flickr

Secondo un rapporto della International Whaling Commission il business delle balene si è capovolto: non si dà più la caccia ai grandi cetacei perché i progetti turistici sono molto più redditizzi della caccia.
Il whale watching ed il fascino che le balene hanno sugli amanti della natura le salveranno dalla morte. Mentre fino agli anni scorsi le balene venivano uccise per la carne, amata soprattutto in Giappone e in Isalnda, oggi si è giunti al punto di sospendere volontariamente la caccia in favore di attività turistiche perché il whale watching frutta circa due miliardi di dollari l’anno, cifra di gran lunga superiore al fatturato medio della caccia.
Il turismo che attira frotte di turisti è duplicato negli ultimi 10 anni: secondo i dati riportati da Repubblica nel 2008, in 119 paesi, 13 milioni di persone si sono dedicate a questa attività, anche in Italia.
Foto | Flickr

Mentre nel mar Ionio si scoprono banchi di coralli bianchi, nell’Adriatico ci si occupa della salvaguardia e della tutela degli animali marini, dando vita ad un centro di recupero e divulgazione specializzato. Ad opera della Fondazione Cetacea nasce a Rimini Adria, uno spazio dedicato al mare Adriatico ed ai suoi abitanti, aperto al pubblico.
Il centro Adria ospita al suo interno l’Ospedale delle Tartarughe, un’area del centro di recupero con una vasca di riabilitazione da 15.000 litri e sviluppa progetti di monitoraggio sui cetacei già avviati dalla fondazione Cetacea in collaborazione con Università italiane e straniere. L’Adriatico e i suoi abitanti sono in mostra nell’esposizione “Vita in Adriatico”, dedicata alle diverse specie e nel percorso fotografico “I Colori dell’Adriatico”.
Interessante è anche l’allestimento “Un mare da salvare” che espone coralli, affidati al centro Adria a scopo didattico, dopo essere stati sequestrati dal Corpo Forestale dello Stato.
Foto | Flickr
Gli amanti del mare stiano pronti, specie se biologi universitari. Riparte tra marzo ed aprile il 4th Lampedusa Marine Mammals Workshop, un corso, sia base sia avanzato, la cui partecipazione prevede anche la possibilità di ricevere crediti formativi.
Il corso è organizzato dalla palermitana Necton Marine Research Society che per il quarto anno consecutivo fa dell’isola di lampedusa il punto base per le sue ricerche marittime sui mammiferi marittimi.
Attraverso uscite quotidiane in mare, i partecipanti potranno, assieme a biologi ed esperti del settore, osservare lo status della popolazione dei cetacei stanziali, animali a rischio di estinzione, attraverso un censimento vero e proprio degli esemplari avvistati ed il riconoscimento fatto con la fotoidentificazione delle pinne dei delfini comuni e tursiopi che vivono in queste acque.
Continua a leggere: Un workshop a Lampedusa per studiare i mammiferi marittimi

É stato un suicidio di massa delle balene quello cui hanno potuto assistere i senegalesi sulle spiagge di Yoff da Tongor a Layène, nei pressi di Dakar. Esemplari di cetacei da 2 a 5 metri hanno cominciato la loro agonia martedì verso sera mentre i curiosi giunti sul posto s’interrogavano sul da farsi.
A nulla sarebbe valso provare a rimettere in mare quelle che cantavano o che muovevano la coda agonizzati perché a detta di molti per “solidarietà” sarebbero tornate sulla spiaggia a lasciarsi morire; non è il primo caso di suicidio collettivo delle balene che si verifica al mondo. Secondo alcuni studiosi dell’università della Georgia, l’insabbiamento è la risposta allo stress e all’istinto della terraferma da cui provengono (in quanto mammiferi). Dall’Università di Cambridge proviene invece un’altra teoria: le balene s’insabbierebbero quando cambia il magnetismo terrestre poiché seguendo le linee dei campi magnetici, spiaggerebbero sulla terraferma.
Ad ogni modo sulle spiagge di Yoff ora c’è il problema della decomposizione dei corpi che potrebbe portare diversi problemi alle popolazioni locali e a quelle marine: è il primo “spiaggiamento massiccio” da 30 anni in Senegal, di cui alcuni pescatori e marinai locali hanno rimesso in acqua 48 globicefali mentre altri 33 rimanevano morenti sul bagnasciuga. La Direzione della pesca marittima ha prelevato diversi campioni dei cetacei per accertare le cause del tragico evento.
Via | Seneweb.com
Un recente sondaggio di Greenpeace effettuato sulla popolazione giapponese dalla Nippon Research Center Ltd (membro della Gallup International Association) ha dimostrato che tre giapponesi su quattro sono contrari alla caccia alle balene nel Santuario dei Cetacei dell’Oceano Antartico. L’indagine statistica è stata svolta su un campione di 1.501 persone tra 15 e 60 anni: le interviste sono state fatte tra il 18 e il 23 gennaio 2008, periodo in cui la nave di Greenpeace “Esperanza” inseguiva la flotta baleniera nipponica, nel tentativo (riuscito) di salvare un centinaio di balene dagli arpioni del Sol Levante.
I dati testimoniamo che il 25% dei giapponesi è contro la mattanza di cetacei, mentre il 31% la sostiene e il restante 44% si astiene: oltre l’80% degli astenuti si dice contrario alla caccia alle balene in acque internazionali (quindi è contrario alla caccia che sta avvenendo in Antartide). Tra gli stessi sostenitori il 40% non la approva in acque internazionali. Facendo le stime il 71% dei giapponesi non è a favore della caccia in altura.
Il ministro Fukado non ritira le baleniere e l’87% dei giapponesi non è a conoscenza dei 500 milioni di Yen annui impiegati dal Governo nella farsa della ricerca scientifica: il finanziamento ovviamente è coperto dalla tasse ed i contribuenti del Sol Levante non ne sono a conoscenza. Dimostrazione che pur essendo contrari alla mattanza, sono costretti a sovvenzionarla.
Continua a leggere: 3 giapponesi su 4 sono contrari alla caccia alle balene
L’anno scorso sono state circa 200 le barche partecipanti e 1200 i regatanti protagonisti della Regata dei Cetacei. Iniziativa che torna quest’anno alla sua quinta edizione con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tutela ambientale del mare. La regata nasce da una idea del presidente del Circolo Vela Mare di Viareggio, Andrea Parenti, e vede la collaborazione di nomi quali Giovanni Soldini e Fabrizio Tellarini.
“L’edizione 2008 – ha detto Parenti - punterà su un incremento sempre più incisivo della sensibilizzazione all’ambiente e, un aumento del numero di partecipanti per mare e delle scuole. Per questo è stat0 ancora una volta bandito il concorso espositivo per le scuole di ogni ordine e grado al fine di sensibilizzare i giovani all’ambiente marino.”
Novità di quest’anno è la regata dedicata alla classe Mini 650 “Save the Whales” Mini 650, promossa da Gianluca Pantuso che avrà lo stesso percorso ma una partenza differenziata.
Ma non solo. Altra interessante iniziativa ai fini della sensibilizzazione pubblica è quella che riguarda il coinvolgimento delle scuole in un concorso: gli studenti dovranno cimentarsi in lavori figurativi quali poster, disegni, collage e cartapesta, sul tema “la vita dei delfini e delle balene”. I lavori saranno esposti in varie mostre nei giorni delle regate e giudicati da un comitato formato da rappresentanti delle istituzioni e giornalisti. In palio la possibilità di trascorrere delle giornate in barca a vela per avvistare i cetacei in compagnia di biologi marini del CE.TU.S, il centro di ricerche sui cetacei di Viareggio.

I suoni che si possono sentire sott’acqua sono cambiati nel corso delle ere geologiche con il succedersi delle diverse specie animali che hanno popolato i mari.
Recentemente ai richiami dei grandi mammiferi marini si sono aggiunti sonar militari, prospezioni geologiche, mine ed eliche di vario tipo. Il panorama uditivo è cambiato.
Nella foto si vede la sovrapposizione tra i rumori indotti dall’uomo (area rossa) e quelli prodotti dagli animali (in verde). Le zone blu sono quelle dei rumori naturali (onde, vento, attività sismica naturale).
Se volete farvi un giro e ascoltare l’oceano, in un sito che si chiama Sons de mar potrete ascoltare i richiami dei cetacei e risalire dall’Oligocene ai giorni nostri. Il sito è stato allestito dal Centre Tecnològic de Vilanova di Barcellona, per spiegare che cosa sia l’inquinamento acustico sottomarino.

Molte specie di cetacei del Mediterraneo, in primis balene e delfini, stanno attraversando un momento difficile per la loro salute: tre esemplari di balena trovate morte nei pressi delle coste campane sono un campanello d’allarme da non sottovalutare.
La dottoressa Flegra Bentivegna della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli ha partecipato al
ritrovamento di due dei tre esemplari rinvenuti, prelevando campioni da analizzare in laboratorio per chiarire le cause dei decessi, poiché non risultavano segni evidenti di ferite esterne. Forse un virus, forse l’inquinamento, forse la mancanza di cibo o le temperature troppo elevate le cause ipotizzate per la morte.
Continua a leggere: Balene e delfini si ammalano misteriosamente

Dicono che il mare si freddo, ma il mare contiene il sangue più caldo di tutti gli altri - J. T. Kirk
Continua a leggere: EcoCinema - Star Trek IV rotta verso la terra