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Tutti gli articoli con tag coste

Ritornano le lontre marine a Vancouver Island

pubblicato da simona

sea otterLe lontre marine stanno ripopolando parte delle coste di Vancouver Island, dalle quali mancavano da decenni.

Nel 1960 la popolazione di lontre delle Isole Aleutine era stata reintrodotta nella West Coast, ma numerosi esemplari avevano abbandonato quel luogo a causa dell’inquinamento e di perdite di petrolio nelle acque. Secondo quanto rilasciato dalla biologa del Department of Fisheries and Oceans Linda Nichol, quest’ultima evenienza rappresenta una delle più grandi minacce per le lontre marine, dato che esse contano sull’integrità del pelo per mantenere caldo il loro corpo.

Nel 2004 si contavano già circa 3200 esemplari lungo la costa ovest di Vancouver Island e parte della Central Coast. Questi animali sono un’affascinante parte dell’ecosistema marino ed è ancora più affascinante sapere che stiano ripopolando coste da tempo abbandonate. Negli scorsi giorni alcuni fortunati hanno avuto la possibilità di vedere oltre 100 lontre marine poltrire tutte insieme su di un letto formato da piante, pratica questa da loro molto amata.

Via | TheProvince.com
Foto | Flickr

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Disastro ambientale: inquinamento di cianuro in Colombia

pubblicato da simona

rio magdalenaLa scorsa settima in Colombia si è rischiato un vero disastro ambientale a causa del rovesciamento, nel fiume Maddalena, di un traghetto addetto al trasporto di 96 fusti di cianuro. Le autorità colombiane intervenute immediatamente sono ancora alla ricerca di 2 fusti dispersi nelle acque del fiume.

Il presidente colombiano Alvaro Uribe ha vietato il trasporto fluviale di cianuro ed altre sostanze tossiche fino ad ulteriori notizie. Inoltre nell’incidente sono stati dispersi nelle acque oltre due tonnellate e mezzo di sostanze chimiche tra cui erbicidi e solfato di zinco.

Secondo quanto rilasciato dalla squadra di subacquei impegnata nel recupero del materiale tossico, sembra che le ricerche siano ostacolate dalle forti correnti e dall’inquinamento del fiume Maddalena: infatti tutti i fusti sono già ricoperti da grandi quantità di melma. A proposito di inquinamento sembra che nelle scorse settimane ci siano state numerose telefonate per avvistamenti lungo il fiume e le coste caraibiche di rifiuti ospedalieri (siringhe e contenitori di sangue) ed altri rifiuti industriali.

Via | LosAngelesTime.com
Foto | Flickr

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Ricerca sull'invasione di meduse in Gran Bretagna

pubblicato da simona

jellyfishScienziati britannici e irlandesi per la prima volta hanno preso in considerazione la possibilità di effettuare uno studio sulla crescente minaccia di meduse che circondano le loro coste. Utilizzando una nuovissima tecnologia, i ricercatori stanno pianificando il progetto Ecojel, che consiste nell’etichettare le meduse con lo scopo di tracciare i loro cicli di vita e spostamenti.

Le meduse, una delle forme di vita marina meno studiate, stanno provocando sempre più effetti dannosi per il turismo, le acquacolture e gli allevamenti. Lo scorso novembre un’invasione di meduse ha colpito l’unico allevamento di salmoni dell’Irlanda del nord, uccidendo addirittura oltre 100.000 pesci. Continui episodi di punture a nuotatori nel Mediterraneo e danni in larga scala ad allevamenti (dal Mar Nero all’Atlantico del Sud) hanno promosso lo studio congiunto delle università di Swansea e Cork.

Alla direzione del progetto c’è il Prof. Graeme Hays, capo della sezione di Bioscienze Ambientali e Molecolari all’Università di Swansea. Il prof. Hays esperto in tartarughe marine, principali cacciatrici di meduse, conferma la scarsa conoscenza di questa specie marina ed aggiunge che la loro continua crescita potrebbe incrementare a causa dei cambiamenti climatici e della pesca spropositata, provocando quindi gravi impatti socioeconomici.

Via | Indipendent.co.uk
Foto | Flickr

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Pausa per il riscaldamento globale?

pubblicato da simona

global coolingLa temperatura terrestre potrebbe non cambiare per i prossimi dieci anni. Uno studio effettuato da ricercatori tedeschi ha previsto l’arrivo di una fase climatica fredda per la prossima decade che potrebbe contrastare il riscaldamento globale prodotto dai gas serra.

La chiave della nuova previsione è il naturale ciclo delle temperature oceaniche, definito come Atlantic Multidecadal Oscillation (AMO), strettamente legato alle correnti calde che trasportano il calore dai Tropici alle coste europee. Le cause dell’oscillazione non sono ancora del tutto chiare, ma si sa di per certo che il ciclo appare all’incirca ogni 60 anni. Ciò potrebbe spiegare l’innalzamento delle temperature d’inizio secolo e l’improvviso calo intorno agli anni ‘40.

Gli scienziati avvertono che le temperature potrebbero innalzarsi bruscamente per il 2020, quindi questo lasso di tempo potrebbe servire alla società per pianificare qualcosa di utile per il futuro.

Via | BBC NEWS.co.uk
Foto | Flickr

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Spiagge e fondali puliti: in Italia il 42% delle coste è a rischio

pubblicato da viviana

Spiagge e Fondali Puliti Ricomincia finalmente la stagione in cui il primo pensiero per il fine settimana è “andiamo al mare?”. In questi giorni migliaia di volontari ci sono andati ma per altri motivi che stendersi al sole ad acquistare un po’ di colorito. Si conclude oggi infatti la tre giorni di Spiagge e Fondali Puliti, storica campagna promossa da Legambiente per la pulizia e la difesa delle coste italiane. Se vi siete alzati di buon’ora, e per caso abitate in Puglia, vi segnalo una delle centinaia di iniziative organizzate. A Polignano a Mare (Ba) la pulizia delle Cale viene fatta insieme a 10 scuole di sub regionali, approfittatene!

Detto questo, vi consiglio anche di dare un’occhiata al dossier pubblicato da Legambiente per l’occasione che si chiama “Spiagge blindate”. Secondo questo rapporto il 42% delle spiagge in Italia sono a rischio erosione, minacciate da industrie, costruzioni abusive, porti turistici, stabilimenti balneari. Si, anche contro i bagni si scaglia Legambiente. La costa dovrebbe essere, non solo idealmente ma anche per legge, accessibile a tutti, e invece i chilometri di spiagge libere sono piuttosto ridotti e magari limitati a zone non proprio consigliabili (per bellezza, per pulizia, per sicurezza). Come a dire, chi non paga non ha diritto di godersi il mare. Ma pensa te…

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Principato di Monaco: tra Gran Premio di F1, mega-yacht ed estensioni costiere pericolose

pubblicato da PiccoloSocrate

La vista sul Principato di Monaco

Montecarlo ha problemi di spazio, ed il principe Alberto ha deciso di costruire in mare un nuovo quartiere, dove potranno risiedere ulteriore persone e relativi conti correnti. Fino ad oggi il piccolo Principato di Monaco, paradiso fiscale, ospita circa 33mila persone e 300mila conti in banca.

Fino alla premiazione del Gran Premio di Formula 1, Montecarlo sarà pieno di persone ed eventi mondani su mega-yacht che assolvono la funzione di “terraferma”, d’altronde è il più piccolo al mondo dopo il Vaticano. Il principe Alberto sta vagliando molte proposte ma l’idea di fondo è poco rispettosa dell’ambiente in quanto intende fare un’espansione costiera piuttosto che costruire un’isola in stile piattaforma petrolifera con impatto ambientale ben più contenuto.

Il sito scelto per l’espansione delle coste è a rischio: secondo le dichiarazioni del sovrano non si danneggerebbe nulla visto che (a dir suo) non c’è nulla di interessante. Di parere opposto sono gli ambientalisti della Costa Azzurra, che mettono in allarme sul rischio di perdita di flora e fauna locale. In particolare l’estensione costiera toglierebbe luce preziosa ai coralli della zona compromettendoli definitivamente.

Eppure il principe Alberto ha già fatto molto nel Principato per far rispettare l’ambiente: introduzione del car-sharing, auto-elettriche ed ha istituito una Fondazione ecologica. I migliori architetti sono già all’opera per progettare un quartiere che consuma 10 volte meno di quelli già presenti a Montecarlo: speriamo che quel “nulla di straordinario” (così come è stato definito dai monegaschi) possa esser salvato.

Via | Guardian.co.uk

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Le acque dei fiumi diverranno salate

pubblicato da lumachina

strati di sabbia aiutano l'avanzata del cuneo salino. foto Dan..Il mare, aumentando di livello, risale lungo le foci dei fiumi verso l’interno, sia in superficie sia nelle falde, e l’acqua non sarà più potabile come prima. Il 40% della popolazione mondiale vive entro 60 Km dalle coste. Ecco perché il problema e’ serio.

Motomu Ibaraki, della Ohio State University, ha simulato il comportamento del cuneo salino partendo dalle previsioni di innalzamento del livello dei mari contenute nel rapporto dell’IPCC e ha presentato i suoi risultati a Denver (Colorado) alla conferenza della Geological Society of America. Oltre alla perdita di costa, si potrebbero verificare problemi per l’agricoltura e per il consumo umano di acqua.

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La Goletta Verde torna in porto. Gli ultimi dati di Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia

pubblicato da viviana

Goletta Verde, gli ultimi dati Il viaggio della Goletta Verde anche per quest’anno è terminato, e oggi vi presentiamo i dati delle ultime quattro regioni toccate dal veliero di Legambiente per verificare lo stato dei mari italiani.

Basilicata. “Acqua pulita in Lucania”, affermano i tecnici della Goletta. Tutti i campioni prelevati rispettano i limiti di legge, anche quelli che lo scorso anno erano risultati leggermente inquinati. A Maratea sono state attribuite le 4 vele della Guida Blu di Legambiente e del Touring Club, per l’impegno nella protezione del paesaggio e del turismo sostenibile. Preoccupa però lo stato dei fiumi lucani e il continuo attacco alle coste da parte dell’abusivismo edilizio. Per garantire la qualità di queste zone è stata fatta la proposta di istituire l’area marina protetta “Costa di Maratea”

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Nell'Oceano Artico è scoppiata la "guerra fredda"

pubblicato da Matteo Razzanelli

Il Canada annuncia nuove basi militari per rivendicare l'ArtideDalle missioni scientifiche alle armi belle e buone: la lotta per aggiudicarsi l’Artide - e le sue risorse - sta entrando nel vivo dell’escalation militare. L’area contesa è il cucuzzolo della Terra, che nella figura è delimitato dalla linea spezzata rossa. Dopo gli annunci delle spedizioni russa e danese, il Canada ha deciso di passare alle vie di fatto per accaparrarsi ciò che il diritto internazionale marittimo potrebbe altrimenti assegnare ad altri (se le spedizioni dei rivali avranno successo).

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Russia alla conquista dell'Artide

pubblicato da pentolaccia

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L’Artide è suolo russo. Così come russi “per diritto” sono tutte le risorse (sembra abbondanti) di idrocarburi e GAS presenti nei suoi fondali.
O almeno questo è quello che sostiene il Cremlino dopo la recente spedizione sottomarina il cui scopo principale era quello di provare una connessione di una “fantomatica” catena montuosa sottomarina che partendo dalle coste russe si estende fino al mare artico. (Ne avevamo parlato su ecoblog qualche tempo fa)

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