Entriamo un po’ più nel dettaglio dei dati resi pubblici oggi da Legambiente sugli illeciti ambientali. Abbiamo già visto come la Campania, senza troppe sorprese, detenga il primato dei reati accertati in Italia, e della sorpresa Veneto al secondo posto nei traffici illegali di rifiuti. Ribaltando le classifiche, agli ultimi posti troviamo alcune regioni del Nord (Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta), mentre la Basilicata - penultima per i traffici di rifiuti - sembra per ora schivare un fenomeno piaga per il Sud Italia. Per quanto riguarda il ciclo del cemento (estrazioni e costruzioni abusive), la situazione ricalca quella generale, con Campania, Calabria, Puglia e Lazio ai primi posti, Molise, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta agli ultimi posti.
Nei dettagli (elaborazione Legambiente su dati delle forze dell’ordine 2007) i dati:
TOTALE ITALIA
30.124 Infrazioni accertate
22.069 Persone denunciate
195 Persone arrestate
9.074 Sequestri effettuati
Infrazioni nel ciclo dei rifiuti
4.833 infrazioni accertate
5.204 denunce
136 arresti
2.193 sequestri
Illegalità nel ciclo del cemento
7.978 Infrazioni accertate
10.074 Persone denunciate
10 Persone arrestate
2.440 Sequestri
Seguono le classifiche regionali
Continua a leggere: Rapporto Ecomafia: i dati degli illeciti per regione
86 reati ambientali al giorni, circa 3 all’ora, sono stati registrati nel 2007 dalle Forze dell’ordine, e descritti nel consueto Rapporto Ecomafia di Legambiente presentato oggi a Roma. Tutti i numeri aumentano: il numero degli illeciti accertati (27% in più), le persone denunciate (quai il 10%), i sequestri effettuati (19%). Le ecomafie (termine che indica “quei settori della criminalità organizzata che hanno scelto il traffico e lo smaltimento illecito dei rifiuti, l’abusivismo edilizio e le attività di escavazione come nuovo grande business“, secondo Legambiente) fatturano un quinto di tutto il giro di affari prodotto dalle Mafie, ovvero 18 miliardi e 400 milioni di euro. Una cifra in calo ma che rimane spaventosa.
Aumentano, tra i vari numeri, anche il numero totale dei clan coinvolti in questi traffici, 239 il numero accertato, con il Clan dei Casalesi che pare aver fatto delle ecomafie (rifiuti, cemento, traffico di animali) la loro attività principe. La Campania è in testa alla classifica dei reati ambientali accertati, seguita da Calabria, Puglia e Lazio.
Il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza ha così riassunto e commentato i principali risultati del rapporto: “L’aumento degli illeciti registrati significa che sta emergendo il sommerso. La riduzione del fatturato invece è sintomo che il settore sta entrando in crisi. Le Forze dell’ordine stanno lavorando in modo attivo per combattere questo fenomeno”. E ha ribadito due richieste forti per avere più strumenti per lottare contro il fenomeno, primo, il riconoscimento dei reati ambientali nel codice penale, secondo, la conferma del fondo per le demolizioni delle costruzioni abusive. Preoccupanti invece i primi casi accertati di infiltrazione anche nel settore delle energie rinnovabili, settore che comincia ad essere usato per il riciclaggio di denaro sporco.
Alla presentazione, come ogni anno, è stato invitato il Ministro dell’Ambiente. Ma quest’anno Stefania Prestigiacomo all’ultimo momento ha dato buca.
800 tonnellate…non è un problema - Franco
Gomorra di Matteo Garrone. Con Toni Servillo, Gianfelice Imparato, Maria Nazionale, Salvatore Cantalupo, Gigio Morra, Salvatore Abruzzese, Marco Macor, Ciro Petrone, Carmine Paternoster. Genere Drammatico, colore 135 minuti. - Produzione Italia 2008. - Distribuzione 01 Distribution
In una cava del casertano un distinto uomo d’affari napoletano vuole “rimpiattare” tonnellate e tonnellate di rifiuti tossici delle industrie del nord: alcuni chiamano questa cosa disastro ambientale, altri invece denaro.
Questi “altri” sono gli stessi che hanno trasformato un intero quartiere popolare nel supermercato della droga e che insegnano a ragazzini a sparare e ad uccidere per meri interessi di territorio. Questi “altri” sono la Camorra: una tra le più spietate e ricche organizzazioni criminali del pianeta.
Gomorra di Matteo Garrone, tratto dall’omonimo libro di Saviano, è un ritratto di alcune delle molteplici sfaccettature di una deriva sociale tristemente famosa nel nostro tempo e tutta italiana.
Gravi danni di immagine al comparto zootecnico campano dal contenuto del film-documentario “Biùtiful cauntri“(nelle sale dal 7 marzo) . E’ quanto denuncia il presidente dell’Associazione nazionale allevatori specie bufalina, Raffaele Garofalo, che annuncia: “Chiederemo i danni agli autori”. Secondo il presidente dell’Anasb, che si è detto “profondamente deluso e amareggiato dal contenuto del film”, premiato al Torino film festival, dalla pellicola “esce un quadro della zootecnia della Campania che non è aderente al vero - dice Garofalo - e il danno di immagine reso dal film a tutto il settore allevatoriale della Campania è enorme”.
Il film-documentario narra delle ecomafie che depredano il territorio della Campania causando danni economici e sociali devastanti. Sullo sfondo una camorra imprenditrice che usa camion e pale meccaniche al posto delle pistole.Una camorra dai colletti bianchi, imprenditoria deviata ed istituzioni colluse, raccontata da un magistrato che svela i meccanismi di un’attività violenta che sta provocando più morti innocenti, lente nel tempo, di qualsiasi altro fenomeno criminale.
“Non si può ridurre il quadro complesso e articolato della zootecnia di una regione grande e profonda come la Campania alla sorte di una famiglia di allevatori che ha pascolato le pecore in una zona industriale - spiega - che per forza di cose era o comunque poteva essere sospetta di inquinamento”.
Continua a leggere: L'Anasb chiede i danni per "Biùtiful cauntri"