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Tutti gli articoli con tag efficienza energetica

BlackBerry, RIM nel mirino di Greenpeace: poco green

pubblicato da AlterEco

guida ai prodotti elettronici greenpeace

Leggo che la Research In Motion (RIM), produttrice del BlackBerry, si è presa un cattivo voto da Greenpeace per la mancanza di un piano energetico pulito, la scarsa considerazione per le rinnovabili nell’approvvigionamento aziendale e prodotti troppo carenti in efficienza energetica.

I giudizi, come ogni anno, sono stati espressi nella Guide to greener electronics. HP, Dell e Nokia a detta di Greenpeace sono le più virtuose nella riduzione delle emissioni e nel miglioramento dell’efficienza energetica dei prodotti.

Tutte le pagelle, però, lasciano trasparire una nota di demerito… i colossi dell’elettronica potrebbero impegnarsi di più. Per la serie l’alunno è intelligente ma non si applica. E farebbero meglio a farlo, visto che le note sul registro di Greenpeace poi pesano sulle vendite. Anche se l’associazione afferma, infatti, che non sono dei consigli per gli acquisti, indubbiamente chi sta in cima la sua verde figura la fa.

Via | Greenpeace
Foto | Greenpeace

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Case a consumi zero per gli studenti dell'Università della California

pubblicato da AlterEco

case campus a consumi zero

Case a consumi zero per gli studenti dell’Università della California, Davis. Nel 2013 sarà infatti ultimato un campus ecosostenibile, West Village, che potrà ospitare oltre 3000 tra universitari, docenti e personale dell’ateneo.

Il villaggio si estende su una superficie di 52 ettari poco più ad Ovest di Sacramento e si compone di 315 appartamenti, 3900 metri quadrati di spazio commerciale ed un centro ricreativo. L’Università lo ha realizzato in collaborazione con lo studio di architettura Carmel Partners and Urban Villages, specializzato in edilizia sostenibile.

Per chiudere il bilancio energetico annuale in pareggio si interverrà su due fronti: risparmio energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili. Le abitazioni sono isolate termicamente e costruite puntando tutto sull’efficienza energetica, l’illuminazione naturale, i tetti solari ed il riscaldamento passivo.

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DDL Stabilità: il Ministero dell'Ambiente accorpato alle Infrastrutture?

pubblicato da Marina

stefania prestigiacomo perde il sostegno economico per il ministero dell'ambiente Il ministero dell’Ambiente accorpato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (e con la TAV?). In fondo, considerata la politica fin qui fatta dal Ministro Prestigiacomo, che ha preferito essere dama bon ton e caritatevole verso l’Ambiente piuttosto che cazzuta sostenitrice dei diritti ambientali, potrebbe essere la logica conclusione. Con la scusa dei conti da far quadrare. Infatti dal Governo, per difendere l’Ambiente arriveranno al ministero per il Bilancio 2012 appena 60milioni di euro. Per intenderci se al Ministero per lo Sviluppo è stata tagliata la banda larga, all’Ambiente sono state tagliate il 90% delle risorse. Si pensi che il ministro Pecoraro Scanio portò nel bilancio 2008 la dotazione economica a 1 miliardo e 649 milioni di euro.

Secondo il WWF a caldo dopo il can can del voto di fiducia (Berlusconi la sfanga ancora, come titolano su PolisBlog):

C’è chi da tempo lavora per un accorpamento del ministero dell’Ambiente con quello delle Infrastrutture e chi invece vorrebbe la sua trasformazione in un dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri che orienti e verifichi le Politiche ambientali dell’intero Governo. Il WWF oggi invece ritiene indispensabile difendere ancora una volta il Ministero dell’Ambiente come autonomo e indipendente da altri, al pari dei ministeri dell’Ambiente di tutti gli Stati avanzati e non solo.

Detto ciò il rosicato budget destinato all’Ambiente, tradotto nella realtà, porta gravi conseguenze. Azzerati i fondi destinati al recupero del dissesto idrogeologico; ridotti a 3 milioni di euro i finanziamenti per il raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto; 3 milioni saranno destinati all’efficienza energetica; 2 milioni per l’aria pulita; 3 milioni di euro per i Parchi Marini. Soldi che nella maggior parte dei casi servono solo a pagare gli stipendi.

Ma mentre dalle opposizioni chiedono che il Ministro per salvare l’Ambiente si dimetta, lei, la Prestigiacomo non batte ciglio e assicura dal sito del Ministero che tutto va bene e che il Sistri continua nei suoi test.

Foto | Fai Comunicazione

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Gli Europei temono i cambiamenti climatici, più della crisi finanziaria

pubblicato da Nestor Carnevali


I cittadini europei percepiscono i pericoli del cambiamento climatico come più seri di quelli della tempesta finanziaria che si sta abbattendo in queste settimane sull’economia. L’unico problema percepito come più rilevante e più urgente da risolvere è quello della povertà, almeno stando alle rilevazioni contenute nell’ultimo report dell’Eurobarometer della Commissione Europea.

Gli europei che valutano il climate change un problema molto serio sono saliti dal 64% del 2009 al 68% di oggi ed in una scala da 0 a 10 lo collocano mediamente su un punteggio di 7.4 contro il 7.1 di 2 anni fa. Il messaggio che ci siano benefici anche economici nelle misure prese per ridurre le emissioni climalteranti è passato: 8 persone su 10 pensano che affrontando il problema si possono creare posti di lavoro e dare impulso alle asfittiche economie del Vecchio Continente. Gran parte del campione si dice apertamente favorevole ad un tipo di tassazione che incoraggio l’efficienza energetica sfavorendo i soggetti meno virtuosi.

Questi dati sono ritenuti incoraggianti da Connie Hedegaard, commissario europeo per l’azione per il clima:

Il sondaggio mostra che i cittadini sono consapevole che le sfide economiche non sono le uniche da affrontare. Una netta maggioranza degli europei si aspetta dai politici e dagli industriali una risposta alla sfida dei cambiamenti climatici. Il fatto che più di un tre quarti degli intervistati veda nel miglioramento dell’efficienza energetica un mezzo per creare posti di lavoro è un segnale forte per i decision makers europei. Tutto ciò è decisamente incoraggiante per noi.

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Bollette (ed emissioni) in aumento? Colpa dei gadget elettronici

pubblicato da Nestor Carnevali


L’attuale modello che punta alla riduzione dei consumi energetici “casalinghi” potrebbe avere un problema. Negli ultimi anni i principali elettrodomestici, quelli che erano già diffusi nell’occidente dagli anni 70 del secolo scorso in avanti, hanno migliorato nettamente la loro efficienza energetica. Classe A, AA, AAA+, ormai si trovano sul mercato frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie che consumano relativamente poco, eppure i consumi energetici domestici continuano ad aumentare?

La colpa? Secondo il rapportoL’elefante nel salotto“, realizzato della Energy Saving Trust, un’organizzazione indipendente che fornisce consigli e raccomandazioni per il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni di carbonio, i principali responsabili della crescita della domanda energetica (del 600% fra il 1970 e il 2009 in UK) sono i grandi televisori al plasma, i frigoriferi con oltre 600 litri di capacità, i router wireless, i faretti alogeni e poi tutta la serie di notebook, iPad, iPod e gadget che richiedono continuamente di essere ricaricati. Il dottoressa Paula Owen, autrice del report, ha spiegato:

Se guardiamo nel corso degli ultimi cinque anni molte cose sono cambiate e molti progressi sono stati fatti nel tentare di ridurre i consumi puntando ad elettrodomestici più efficienti, ma dove c’è ancora molto da lavorare è con i nostri “gadget” e sul cosiddetto home entertainment che consumano sempre più energia. Quello che stupisce è che persone che valutano molto attentamente i consumi quando comprano un’automobile non fanno lo stesso quando acquistano elettrodomestici.

Il problema è proprio questo, lo centra perfettamente la Owen, al contrario di quanto avviene per le auto quando dobbiamo acquistare un mega televisore al plasma difficilmente ci rendiamo conto di quanto, una volta collegato alla nostra presa di corrente, costerà su base mensile ed annua a noi e al pianeta.

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Efficienza energetica, multa in vista dall'Europa

pubblicato da Nestor Carnevali

La messa in mora del nostro paese per l’emergenza non risolta dei rifiuti napoletani non è l’unica novità negativa per l’Italia arrivata da Bruxelles. La Commissione europea non gradisce la reiterata mancata applicazione delle norme comunitarie sull’efficienza energetica nelle abitazioni. Il cosiddetto “parere motivato” è il passo immediatamente precedente alla messa in mora e alla conseguente multa dopo che il governo non ha ancora accolto il richiamo del novembre 2010.

L’UE contesta l’attuale normativa italiana sugli ACE (gli attestati di certificazione energetica) che consente ai proprietari di autocertificare l’appartenenza del proprio immobile alla classe di consumo G, la peggiore. Secondo la Commissione senza l’intervento di esperti qualificati a rilasciare le attestazioni sarebbe una via d’uscita per non permettere ai nuovi proprietari e gli inquilini di conoscere le reali condizioni dell’appartamento o dell’abitazione.

Ci sono perplessità anche sulla mancanza di prescrizioni rispetto agli impianti di condizionamento: i cittadini italiani non sono informati sulla possibilità di aumentarne l’efficienza con semplici accorgimenti e di fatto non ci sono controlli anche ad anni di distanza dalla prima installazione. Inoltre nel nostro paese la legge nazionale stabilisce che gli attestati siano obbligatori per i contratti di affitto soltanto in caso di nuovi edifici al contrario della normativa europea che li prevede in tutti i casi. Il Governo deve agire entro due mesi per evitare una multa che si aggiungerebbe, beffa delle beffe, alle perdite che edifici mal costruiti, mal progettati e male utilizzati comportano al sistema paese in termine di sprechi energetici. Il risparmio energetico è una priorità di questo esecutivo?

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Le etichette energetiche di frigoriferi spesso mentono

pubblicato da Nestor Carnevali


Le etichette energetiche dicono sempre la verità? Pare proprio di no, almeno stando ad una ricerca commissionata dall’Unione Europea ad Enea. I dati sui 5 elementi indicati (efficienza energetica, consumo di energia, volume netto, capacità di congelamento e tempo di risalita della temperatura) in un test su 80 fra frigoriferi e congelatori in vendita comunemente nei negozi europei si sono rivelati non rispondenti al vero, ovviamente con risultati sempre in sfavore del consumatore (e dell’ambiente).

Soltanto il 44% dei prodotti esaminati, meno della metà, avevano un’indicazione nell’etichetta rispondente al vero. Un po’ meglio se si guarda ai prodotti presenti sul mercato italiano con una percentuale di “fedeltà” del 60%. Ancora meglio se si guarda soltanto ai due parametri che misurano l’efficienza energetica e il consumo annuo medio stimato con l’80% dei prodotti che rispettavano le attese. Rimane comunque un problema se l’etichetta che i consumatori utilizzano per orientarsi nell’acquisto non è veritiera nel 100% dei casi.

Scaricando questo PDF, con un po’ di attenzione, potete verificare se il vostro frigorifero (o quello che intendete acquistare in futuro) ha un’etichetta energetica mendace o meno. Come al solito le regole si trovano a rincorrere le aziende. Per quale motivo non affidare quelle misurazioni sin dall’inizio ad organismi indipendenti invece che commissionare ricerche a posteriori quando “i buoi sono già scappati dalla stalla“?

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Shell Eco Marathon 2011: nella categoria solare vince un veicolo italiano

pubblicato da Simone Muscas

Eco Shell Marathon

Della Eco Shell Marathon abbiamo già parlato in altre occasioni; quest’anno però l’appuntamento ha un sapore speciale perché ad aggiudicarsela è stato un team italiano. Ma andiamo per gradi e vediamo, per chi non ne avesse mai sentito parlare, di che si tratta. La manifestazione (arrivata alla 27ima edizione) è una corsa per auto con un principio davvero particolare ovvero quello di indurre le squadre partecipanti a progettare e costruire un veicolo che utilizzi la minor quantità di carburante possibile per percorrere la maggiore distanza possibile, di conseguenza ovviamente inquinando meno.

Ebbene quest’anno ad aggiudicarsi l’edizione 2011 è stato il “Mecc Sun” il team italiano del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano; la competizione ha avuto luogo dal 26 al 28 maggio presso il circuito di Lausitz in Germania. Il veicolo, denominato Apollo, ha riportato la vittoria nella categoria per veicoli alimentati ad energia solare: si tratta di un prototipo a pannelli solari, che ha stabilito un nuovo record: con 1 kWh di energia è riuscito a percorrere addirittura 1.108 km, un vero e proprio record.

Il Politecnico partecipava anche alla sezione dedicata agli Urban Concept con il veicolo Dafne. In questo caso, nonostante abbia fatto registrare un consumo relativamente basso (125 km/kWh), nella categoria si è piazzato in una posizione anonima. Pensate che il vincitore della categoria (un veicolo francese) è riuscito ad effettuare ben 3.688 km con un solo litro di benzina.

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Un premio europeo per chi risparmia energia

pubblicato da Nestor Carnevali

european citizen climate cup logoÈ appena partita la European citizen climate cup, la competizione che mette in gara le famiglie europee che vogliono diventare “Campioni energetici dell’anno“. In Italia il progetto, coordinato dalla società tedesca Co2online e finanziato dalla Commissione europea, è stato avviato grazie alla collaborazione con Adiconsum che assisterà le famiglie italiane partecipanti fornendo loro un audit energetico, ovvero un check-up energetico preliminare della propria casa prima di dare il via alla “corsa al risparmio”.

L’iniziativa ha lo scopo di lavorare sulla sensibilizzazione delle famiglie problemi sull’atavico problema dell’inefficienza energetica delle abitazioni. Secondo le stime l’energia sprecata dalle abitazioni private ogni anno è pari a quella prodotta da 7 centrali nucleari da 730 megawatt, senza contare che l’80% delle emissioni di CO2 è generato dal consumo energetico quotidiano. Delle politiche per il risparmio e la razionalizzazione dei consumi potrebbero contribuire anche a ridurre le emissioni di gas serra.

Le iscrizioni alla gara sono aperte sul sito ufficiale della manifestazione: è sufficiente registrarsi e monitorare i propri consumi energetici abituali. Per vincere sarà necessario “risparmiare” nel corso dell’anno, non solo adottando comportamenti virtuosi, ma anche documentando interventi tecnici di modifica degli impianti delle abitazioni che consentano un risparmio e una riduzione degli sprechi.

Il software utilizzato individuerà il “Campione energetico dell’anno“, ma tutti i partecipanti saranno anche divisi in squadre corrispondenti alle diverse nazioni europee per stilare una classifica che determini la nazione vincitrice della “Coppa climatica“. Noi, chiaramente, vi consigliamo di partecipare e di raccontarci le vostre esperienze. Buona gara a tutti!

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Nuove norme su "appalti verdi" e pile esauste

pubblicato da Peppe Croce

Nuove norme su "appalti verdi" e pile esauste

L’Italia si adegua alla normativa europea sui parametri ambientali per gli appalti pubblici: il Consiglio dei Ministri emanato due decreti legislativi per il recepimento della 2009/33 che ha a che fare con il risparmio energetico e l’efficienza energetica negli appalti delle pubbliche amministrazioni. Il provvedimento prevede che le amministrazioni aggiudicatrici, gli enti aggiudicatori e gli operatori soggetti all’obbligo di applicare procedure di appalto, debbano fissare specifiche tecniche in materia di prestazioni energetiche ed ambientali nei documenti preparatori.

Il risparmio e l’efficienza energetica, quindi, diventano un parametro da tenere in considerazione quando si sceglie a chi far fare un’opera pubblica. Un primo passo verso la progettazione ecocompatibile, che potrebbe premiare chi è già pronto ad offrire progetti in linea con le esigenze dell’ambiente e sfavorire chi, al contrario, preferisce ancora fregarsene.

Altro decreto approvato dal governo è quello che modifica la disciplina nazionale in materia di pile ed accumulatori di energia e relativi rifiuti speciali, adeguandola ai più recenti dettati comunitari in materia (direttiva 2008/103). Norme tecniche che, in teoria, il nostro governo doveva introdurre in Italia entro il 5 gennaio 2009.

Via | Consiglio dei Ministri
Foto | Flickr

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